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Vecchio 10-12-2007, 14.46.28   #11
NebbiaINvalPadana
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Citazione:
Originalmente inviato da dalmatina7
Penso che bisognerebbe avere coraggio e ricordarsi che sei sullo stesso piano dell'altra persona, nè più, nè meno. E come tale vai rispettato.

questo me lo ricordo, né il coraggio mi manca, ma in concreto?
NebbiaINvalPadana is offline  
Vecchio 10-12-2007, 16.39.31   #12
griago
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Data registrazione: 24-10-2007
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Riferimento: Farsi rispettare

Dunque, la mia proposta di comportamento da tenere l'avevo fatta.

La ripropongo qui:

Citazione:
L'atteggiamento corretto che invece si dovrebbe avere mira ha smorzare la prepotenza e non alimentarla. Dobbiamo concentrarci sulla prepotenza e non sul prepotente.

Il prepotente ti ruba la sedia? Gli chiedi gentilmente di restituirtela. Ti risponde in modo sprezzante? Te ne vai spiazzandolo. Non con la coda tra le gambe, ma ringraziandolo per aver mostrato a tutti che persona è. Che la mia vita non cambia se ho o non ho la sedia, mentre pare che la sua dipenda dall'avere quella sedia.

E' molto difficile non solo da fare, ma anche da continuare a sostenere se il prepotente in questione insiste nel suo comportamento sprezzante.

Per venire incontro alla risposta di iulbrinner, beh ... non c'è pericolo che io mi senta giudicato per quel che scrivo Quel che stiamo confrontando non possono essere che idee. Di fatto qui ci conosciamo solo attraverso esse.

Ma tornando all'argomento, ho forti dubbi sull'inevitabilità delle guerre.

Cosa spinge un popolo a combattere contro un altro popolo, una fazione contro un'altra fazione? Secondo me due grosse motivazioni possono stare dietro allo scatenare di una guerra: la sopravvivenza o la volontà di dominio (ossia un "egoismo di popolo").

Ora io giustifico la prima casistica, ma ritengo che le guerre e le rivoluzioni iniziate per quella motivazione siano una risicatissima minoranza.

Per lo più le guerre sono generate a partire da interessi personali dei cosiddetti potenti i quali agiranno sempre alimentando l'odio della popolazione verso qualcuno per poi arrivare al punto in cui possono sfruttare quanto preparato per sferrare l'attacco.

Ma la guerra si può prevenire innanzitutto evitando che l'odio dilaghi.
griago is offline  
Vecchio 11-12-2007, 16.52.53   #13
iulbrinner
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Tento di approfondire sinteticamente la questione dal mio punto di vista.
NebbiaINvalPadana porta ad esempio il caso di qualcuno che gli sottragga "la sedia appena alza il sedere, disprezzando la sua richiesta di riaverla indietro".
Ora, qualche precisazione al riguardo serve e non è formalismo ma questione di sostanza.
Se alla sedia che hai perso tu hai diritto (un posto numerato al cinema, a teatro o allo stadio) basterà rivolgersi al personale incaricato per far valere il tuo diritto (chiamiamola - soluzione istituzionale del problema).
Se la sedia che hai perso è, invece, una posizione qualunque priva di un valore riconosciuto e tutelabile, alla quale tu sei arrivato prima degli altri (ad es. un posto ad un concerto, vicino al palco), va tenuto presente che se ti alzi corri il rischio di perderla e, quindi, prevenire - chiedere al vicino di tenerti il posto - sarà meglio che curare (chiamiamola - soluzione preventiva del problema).
Se, infine, nonostante tutte le accortezze qualcuno agisce di prepotenza e ti soffia il posto infischiandosene di tutto, allora credo si aprano due possibilità:
1 – eviti di entrare in conflitto con il prepotente per “quieto vivere” e ti mandi giù un rospone nello stomaco che ti rovinerà il resto della serata e, forse, anche i giorni a seguire (chiamiamola - soluzione insoluta del problema);
2 – eviti di entrare nella logica del prepotente (l’azione violenta) ma ti togli il rospo dallo stomaco e gli dici tutto quello che pensi di lui e di quelli che agiscono come lui (chiamiamola - soluzione psicologica del problema). Certo il rischio di uno scontro c’è - certo il posto potresti non ottenerlo comunque – certo, anzi, incerto tutto quello che vuoi ma, quantomeno, ti sei tolto il rospo dallo stomaco ed hai reso la vita un po’ più difficile anche al prepotente. Insomma, in tal caso qualche rischio lo dovrai correre (concetto di assertività intesa quale capacità di assumersi dei rischi, come teorizzato, ad esempio, da H. Mansfield in una recente pubblicazione).
Questo, in soldoni, il mio punto di vista sull’argomento che rimanda, sostanzialmente, ad una scelta del tutto personale e non regolabile allo stesso modo per tutti.
In ultimo: la prepotenza è sicuramente un fenomeno che, sino a quando non sarà contrastato con efficacia, sia sul piano istituzionale, sia sul piano preventivo, sia sul piano personale, continuerà ad essere pagante per chi la pratica, come ci insegnano le vicende mafiose delle regioni meridionali (il pizzo, le estorsioni, le intimidazioni etc.).
Tutto questo con buona pace, credo, di chi ritiene di affermare questioni di principio sul piano astrattamente teorico, senza scendere sul piano necessario della prassi che significa, in alcuni spiacevolissimi e malaugurati casi, anche “confliggere”.
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Vecchio 12-12-2007, 12.08.26   #14
griago
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Quel che sto cercando di dire è che alle due alternative da te prospettate in realtà ce ne è quanto meno una terza.

3 - eviti di entrare in conflitto con il prepotente, facendogli però notare la sua prepotenza da bambino viziato, perché per il caso specifico non ne vale la pena, e proprio per questo motivo non c'è nessun rospone nello stomaco da mandar giù che possa rovinare il resto della serata e, men che meno, i giorni a seguire (chiamiamola - soluzione a piccoli passi del problema)

Continuo ad essere dell'idea che il conflitto ci deve essere solo se effettivamente necessario.
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Vecchio 13-12-2007, 17.57.03   #15
iulbrinner
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Citazione:
Originalmente inviato da griago
Quel che sto cercando di dire è che alle due alternative da te prospettate in realtà ce ne è quanto meno una terza.

3 - eviti di entrare in conflitto con il prepotente, facendogli però notare la sua prepotenza da bambino viziato, perché per il caso specifico non ne vale la pena, e proprio per questo motivo non c'è nessun rospone nello stomaco da mandar giù che possa rovinare il resto della serata e, men che meno, i giorni a seguire (chiamiamola - soluzione a piccoli passi del problema)

Continuo ad essere dell'idea che il conflitto ci deve essere solo se effettivamente necessario.

La pensiamo diversamente...
Noto, comunque, in relazione alla "inevitabilità del conflitto" che ora sei propenso a riconoscere che esso possa esserci almeno quando è "effettivamente necessario".
Scambiare idea aiuta ad uscire (o rimanere ancora più saldamente) nelle proprie convinzioni.
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Vecchio 13-12-2007, 18.32.32   #16
dalmatina7
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Originalmente inviato da NebbiaINvalPadana
questo me lo ricordo, né il coraggio mi manca, ma in concreto?

In concreto assumi un atteggiamento sereno e pacato e dici la tua, secondo me. Ma mi rendo conto che non sempre è facile...
dalmatina7 is offline  
Vecchio 14-12-2007, 12.45.30   #17
griago
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Citazione:
Originalmente inviato da iulbrinner
La pensiamo diversamente...
Noto, comunque, in relazione alla "inevitabilità del conflitto" che ora sei propenso a riconoscere che esso possa esserci almeno quando è "effettivamente necessario".
Scambiare idea aiuta ad uscire (o rimanere ancora più saldamente) nelle proprie convinzioni.

Mai negato che il conflitto possa esserci o in alcune situazioni essere necessario.

Quel che non approvo è il conflitto quando non necessario (generalmente si riconosce quando si dice "è per questione di principio" o anche "ma chi si crede d'essere", "a me queste cose non si fanno", ...).
griago is offline  
Vecchio 15-12-2007, 01.26.11   #18
NebbiaINvalPadana
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Originalmente inviato da dalmatina7
In concreto assumi un atteggiamento sereno e pacato e dici la tua, secondo me. Ma mi rendo conto che non sempre è facile...

Credo che un atteggiamento pacato (sarà il termine) sia un po' troppo blando. Direi un atteggiamento risoluto e distaccato.

Però io mi domando, quando il conflitto diventa fisico o sta precipitando in quella direzione... che cosa si può fare?
Provo a ribaltarvi la situazione. Un bambino impertinente disobbedisce nonostante tu abbia tenuto un comportamento valido. Allora che fare?
Il bambino sapendo che tu non lo puoi colpire (perchè i bambini non si prendono a botte, perchè non è tuo figlio), se ne approfitta bellamente.

Quello che mi domando è come far capire all'altro che se mi pesta i piedi sono ca**i. Perchè io sono anche disposto ad andare fino in fondo ad una questione, così come a non curarmene minimamente se è questo quello che conta.
NebbiaINvalPadana is offline  

 



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