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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 14-12-2007, 12.25.31   #11
arsenio
Ospite abituale
 
Data registrazione: 01-04-2004
Messaggi: 1,006
Riferimento: i percorsi della memoria

Citazione:
Originalmente inviato da pallina
"Quando di un lontano passato non rimane nulla, dopo la morte degli esseri, dopo la distruzione delle cose, soli, più fragili ma più vivaci e fedeli, l'odore e il sapore restano ancora per lungo tempo come delle anime, a ricordare, ad attendere, a sperare sulla rovina di tutto il resto, ad elevare senza tregua, con la loro presenza quasi impalpabile, la costruzione immensa del ricordo."

Da "Alla ricerca del tempo perduto " di M. Proust.

E' vero.Anche l'amore è fatto di odori e sapori. (ma non solo) Coinvolge tutte le facoltà percettive sensorialis e è vero amore . l'attrazone dei feromoni è un potente afrodisiaco . Le sfumature di sapori possono pure inebriare. Permanere nel ricordo, e concedere di riassaporare istanti perduti, in reincontri imprevisti.

arsenio is offline  
Vecchio 16-12-2007, 10.48.59   #12
nevealsole
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Data registrazione: 08-02-2004
Messaggi: 706
Io sono la strada che ho percorso

Esattamente come le rughe che segnano il volto, i ricordi fotografano ciò che siamo in un determinato istante della nostra vita.
La memoria è una fonte inesauribile di esperienza, empirica.
Però, proprio perché empirica, è necessario derivare dai fatti concreti le regole di esperienza… e questo non sempre avviene, non sempre è immediato, non sempre viene fatto.
Una delle mie frasi preferite del periodo è “Solo una più esatta percezione delle cose”.
Ogni tanto me la ripeto, o la dico… specie quando si fanno riferimenti al mio intuito. L’intuito è frutto dell’esperienza: si sa come vanno certe cose perché si sono già vissute e rielaborate a livello inconscio.
Il valore della scrittura è altissimo, ma ciò che scriviamo appartiene a vari generi: può trattarsi di fatti, o di pensieri.

Qualche mese fa, risistemando il garage, ho ritrovato i temi svolti negli otto anni di scuole obbligatorie: più o meno dai miei sei anni ai tredici.
Li ho riordinati e letti, ed ho pensato che uno degli strumenti più grandi che possiamo fornire ai nostri figli – adulti – per capire da dove sono venuti è quello di conservare i loro temi di bambini, e i loro disegni.
E non ringrazierò mai abbastanza mia madre per averlo fatto.
Per me è stata una scoperta incredibile, perché ho capito che io ero già lì, dal principio.
Dei tratti di me, incredibilmente presenti ancora oggi, erano perfettamente formati nella bimba di sei anni.
Questo mi ha aiutato a capire molte cose, rafforzano soprattutto la mia convinzione che soltanto parzialmente subiamo il nostro vissuto.
Un nucleo essenziale, originario, di noi, è presente sin dall’inizio, ci caratterizza sin dagli albori della nostra vita.
Ci sono mie aspettative immutate dai sei anni, un voler essere presente sin da allora ed un modo di essere presente sin da allora.
E’ come se la strada fosse già da allora imboccata.
L’ho poi trovato importante per capire quanto la mia famiglia mi abbia influenzato, se emergessero dei contrasti o dei conflitti, quali erano i miei rapporti con gli altri componenti il nucleo.
Ecco, lo scritto del momento presente, nel futuro è più prezioso del diamante.
Io mi sono riscoperta io, nella mia essenza, inattaccabile dalla vita sin dall’origine.
E’ stata una bella scoperta.
L’importanza della memoria, in questo nostro mondo, è svalutata.
I ricordi, l’esperienza, sono segni del tempo: e noi viviamo in un mondo che vuole dimenticare il passaggio del tempo, negarne l’esistenza.
La memoria collettiva (gli anziani) è relegata in ospizi, o affiancata ad estranei stranieri, perché non vogliamo ricordarci da dove veniamo né quello che è il nostro destino.
C’è intorno a noi l’esaltazione continua dell’eterna giovinezza, giovinezza data da fantocci raggrinziti ma stirati un po’ alla buona… e così trasfigurati.
La memoria allo stesso modo è mal sfruttata.
Il ricordo del proprio vissuto, elaborato, diviene esperienza, aiuta a crescere e ci consente di percepire meglio la realtà che ci circonda, andare avanti e affrontare con serenità il futuro.
Il ricordo del proprio vissuto, non elaborato, diventa paranoia. Ci accompagna uguale a se stesso o inconsapevolmente trasfigurato non per andare avanti ma per guardare indietro.
E nel guardare indietro scorriamo su e giù un film già visto, senza capire quello che dovevamo capire…e il film si ripropone sempre uguale, impedendoci di crescere.
Il mio rimpianto non è mai verso momenti vissuti che non torneranno, il mio rimpianto è nell’assenza dell’esperienza necessaria in quel momento.
Perché se avessi avuto l’esperienza futura nel momento passato… non avrei perduto.
D’altra parte, come dice Lee Master: “Il genio è saggezza e gioventù”.

nevealsole is offline  
Vecchio 16-12-2007, 19.03.02   #13
Mr.Chakra
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Data registrazione: 27-09-2006
Messaggi: 64
Riferimento: Io sono la strada che ho percorso

Ciao, io quoto in pieno il post di nevealsole... l'ho trovato molto bello e interessante.
Solo una cosa non mi tornain quanto io ne ho un'altra concezione:

Citazione:
Originalmente inviato da nevealsole
L’intuito è frutto dell’esperienza: si sa come vanno certe cose perché si sono già vissute e rielaborate a livello inconscio.

Secondo il fatto di sapere come vanno le cose è più fare un'ottima osservazione, e quindi si riapplica alla cosa, momento, persona nel momento in cui si sta per avvenire... un sorta di "la storia si ripete"... e questo è molto semplice perchè tante cose al mondo sono portate a mantenere uno status quo, e difficile che qualcosa cambi, si evolva in qualcosa di migliore (o peggiore)... ma non è impossibile... e qui che agisce l'intuito: il fatto di vedere quale versò andrà quella cosa, persona ecc nel momento in cui è cambiata...
Un saluto a tutti
Mr.Chakra is offline  
Vecchio 17-12-2007, 10.52.32   #14
arsenio
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Data registrazione: 01-04-2004
Messaggi: 1,006
Riferimento: Io sono la strada che ho percorso

Citazione:
Originalmente inviato da nevealsole
Esattamente come le rughe che segnano il volto, i ricordi fotografano ciò che siamo in un determinato istante della nostra vita.
La memoria è una fonte inesauribile di esperienza, empirica.
Però, proprio perché empirica, è necessario derivare dai fatti concreti le regole di esperienza… e questo non sempre avviene, non sempre è immediato, non sempre viene fatto.
Una delle mie frasi preferite del periodo è “Solo una più esatta percezione delle cose”.
Ogni tanto me la ripeto, o la dico… specie quando si fanno riferimenti al mio intuito. L’intuito è frutto dell’esperienza: si sa come vanno certe cose perché si sono già vissute e rielaborate a livello inconscio.
Il valore della scrittura è altissimo, ma ciò che scriviamo appartiene a vari generi: può trattarsi di fatti, o di pensieri.

Qualche mese fa, risistemando il garage, ho ritrovato i temi svolti negli otto anni di scuole obbligatorie: più o meno dai miei sei anni ai tredici.
Li ho riordinati e letti, ed ho pensato che uno degli strumenti più grandi che possiamo fornire ai nostri figli – adulti – per capire da dove sono venuti è quello di conservare i loro temi di bambini, e i loro disegni.
E non ringrazierò mai abbastanza mia madre per averlo fatto.
Per me è stata una scoperta incredibile, perché ho capito che io ero già lì, dal principio.
Dei tratti di me, incredibilmente presenti ancora oggi, erano perfettamente formati nella bimba di sei anni.
Questo mi ha aiutato a capire molte cose, rafforzano soprattutto la mia convinzione che soltanto parzialmente subiamo il nostro vissuto.
Un nucleo essenziale, originario, di noi, è presente sin dall’inizio, ci caratterizza sin dagli albori della nostra vita.
Ci sono mie aspettative immutate dai sei anni, un voler essere presente sin da allora ed un modo di essere presente sin da allora.
E’ come se la strada fosse già da allora imboccata.
L’ho poi trovato importante per capire quanto la mia famiglia mi abbia influenzato, se emergessero dei contrasti o dei conflitti, quali erano i miei rapporti con gli altri componenti il nucleo.
Ecco, lo scritto del momento presente, nel futuro è più prezioso del diamante.
Io mi sono riscoperta io, nella mia essenza, inattaccabile dalla vita sin dall’origine.
E’ stata una bella scoperta.
L’importanza della memoria, in questo nostro mondo, è svalutata.
I ricordi, l’esperienza, sono segni del tempo: e noi viviamo in un mondo che vuole dimenticare il passaggio del tempo, negarne l’esistenza.
La memoria collettiva (gli anziani) è relegata in ospizi, o affiancata ad estranei stranieri, perché non vogliamo ricordarci da dove veniamo né quello che è il nostro destino.
C’è intorno a noi l’esaltazione continua dell’eterna giovinezza, giovinezza data da fantocci raggrinziti ma stirati un po’ alla buona… e così trasfigurati.
La memoria allo stesso modo è mal sfruttata.
Il ricordo del proprio vissuto, elaborato, diviene esperienza, aiuta a crescere e ci consente di percepire meglio la realtà che ci circonda, andare avanti e affrontare con serenità il futuro.
Il ricordo del proprio vissuto, non elaborato, diventa paranoia. Ci accompagna uguale a se stesso o inconsapevolmente trasfigurato non per andare avanti ma per guardare indietro.
E nel guardare indietro scorriamo su e giù un film già visto, senza capire quello che dovevamo capire…e il film si ripropone sempre uguale, impedendoci di crescere.
Il mio rimpianto non è mai verso momenti vissuti che non torneranno, il mio rimpianto è nell’assenza dell’esperienza necessaria in quel momento.
Perché se avessi avuto l’esperienza futura nel momento passato… non avrei perduto.
D’altra parte, come dice Lee Master: “Il genio è saggezza e gioventù”.



Ciao carissima nevealsole. La tua splendida ed esemplare rievocazione memoriale mi ha ispirato il post “come ritrovare il tempo perduto?” Forse suscita ulteriori riflessioni o ...memorie

Grazie
sei la mia musa
buon Natale
arsenio is offline  

 



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