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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 17-12-2007, 10.46.09   #1
arsenio
Ospite abituale
 
Data registrazione: 01-04-2004
Messaggi: 1,006
Come ritrovare il tempo perduto?

La memoria è femmina, ed è così raffigurata anche nel mito. E' Mnemosine a trattenere Kronos fuggitivo che impugna la clessidra accorciandoci il futuro?

Ma l memoria è anche madre prolifica delle arti, tra cui mi piace ricordare almeno la Poesia d'amore, la Poesia Epica, la Commedia, la Tragedia, la Musica.. Ma anche il pensiero, il pathos, l'erotismo, il sogno, le sono tributari.

Difficilmente si concede alle menti pragmatiche, superficiali o caparbiamente limitate negli spazi pur immensi dell'oggettività della scienza e del logos della razionalità. E' irrinunciabile guida per romanzieri, poeti, artisti, filosofi.

La ricerca del tempo perduto proustiana è il miglior trattato sulla memoria. Ma tale ricerca deve essere illuminata dalla scoperta di se stessi, per dare un senso non al mistero insondabile della Vita ma all'indagabile esistenza concreta di ciascuno.

A volte il ricordo memoriale dura un attimo, poi “si deforma il passato, si fa vecchio, appartiene ad un altro ... “(Montale). In tal caso ci soccorre un oggetto sostitutivo di quello che non esiste più. Un nostro scoperto gioco antico o solo la reminiscenza di una parola che ha per noi ancora risonanza; una foto che reintegra ricordi sbiaditi; un nostro quaderno di cui non riconosciamo più la scrittura; un libro un po' frusto di fiabe, un diario che ci svela il processo in nuce dei nostri sentimenti, un epistolario che risveglia ancora emozioni.
Anche luoghi, sapori, profumi, se sono ancora possibili tali rievocazioni transizionali dirette. Se ci riusciamo, escludendo l'inquietudine del rammarico e della nostalgia.

Il tempo fugge, ma la memoria ci concede in qualche modo di compensare assenze. E fino all'ultimo giorno di conoscere ciò che abbiamo fatto, cosa e come abbiamo imparato, chi siamo stati e chi siamo. Infine su cosa ci possiamo affidare per ancora fare ed essere.





Sono gocce di memoria
Queste lacrime nuove
Siamo anime in una storia
Incancellabile
Le infinite volte che
Mi verrai a cercare nelle mie stanze vuote
Inestimabile
E’ inafferrabile la tua assenza che mi appartiene
Siamo indivisibili
Siamo uguali e fragili
E siamo già così lontani
Con il gelo nella mente
Sto correndo verso te
Siamo nella stessa sorte
Che tagliente ci cambierà
Aspettiamo solo un segno
Un destino, un’eternità
E dimmi come posso fare per raggiungerti adesso
Per raggiungerti adesso, per raggiungere te
Siamo gocce di un passato
Che non può più tornare
Questo tempo ci ha tradito, è inafferrabile
Racconterò di te
Inventerò per te quello che non abbiamo
Le promesse sono infrante

Come pioggia su di noi
Le parole sono stanche, ma so che tu mi ascolterai
Aspettiamo un altro viaggio, un destino, una verità
E dimmi come posso fare per raggiungerti adesso
Per raggiungerti adesso, per raggiungere te
arsenio is offline  
Vecchio 17-12-2007, 13.46.03   #2
koan
Utente bannato
 
L'avatar di koan
 
Data registrazione: 19-09-2007
Messaggi: 522
Riferimento: Come ritrovare il tempo perduto?

Nella consapevolezza di essere il frutto del presente di un tempo che non passa ..
Il ciclo della vita porta sempre a riflettere su se stessi e su quello che si fa.
Il tempo molte volte è motivo di inganno per la nostra dimensione, questo perché tutto è soggetto al movimento, da cui il senso del tempo.
Se dentro di me resto fermo, come immobile nella realtà di un'esistenza che passa... non posso vivere di essa, perché resto attaccato al mio io, alla proiezione che ho di me verso l'esterno, mentre lo scadere della realtà segna solo il tempo del ritmo delle proprie ansietà sul divenire.
A che cosa serve andare contro le onde della vita, invece di farsi portare da esse sino alla terra ferma del nostro approdo finale... Nessuno può vietarmi di andare contro di esse, ma il tempo non c'entra più a quel punto, perché ho scelto di non seguire quanto lo scandisce naturalmente.
A che serve ritrovare il tempo, quando si è persi se stessi ? quante volte perdiamo noi stessi e non ce ne rendiamo neanche conto...
Ritrova te stesso e ritroverai anche il tempo senza tempo, senza perdere più tempo ( se non si è ancora guadagnato quel che veramente resta ) .. lascia che il tempo si perdi da solo, ma tu: ritrova invece te stesso !
koan is offline  
Vecchio 17-12-2007, 16.05.11   #3
nevealsole
Moderatore
 
L'avatar di nevealsole
 
Data registrazione: 08-02-2004
Messaggi: 706
La casa dei doganieri

Tu non ricordi la casa dei doganieri
sul rialzo a strapiombo sulla scogliera:
desolata t’attende dalla sera
in cui v’entrò lo sciame dei tuoi pensieri
e vi sostò irrequieto.
Libeccio sferza da anni le vecchie mura
e il suono del tuo riso non è più lieto:
la bussola va impazzita all’avventura
e il calcolo dei dadi più non torna.
Tu non ricordi; altro tempo frastorna
la tua memoria; un filo s’addipana.
Ne tengo ancora un capo; ma s’allontana
la casa e in cima al tetto la banderuola
affumicata gira senza pietà.
Ne tengo un capo; ma tu resti sola
né qui respiri nell’oscurità.
Oh l’orizzonte in fuga, dove s’accende
rara la luce della petroliera!
Il varco è qui? (Ripullula il frangente
ancora sulla balza che scoscende...)
Tu non ricordi la casa di questa
mia sera. Ed io non so chi va e chi resta.

Eugenio Montale
nevealsole is offline  
Vecchio 19-12-2007, 09.50.33   #4
arsenio
Ospite abituale
 
Data registrazione: 01-04-2004
Messaggi: 1,006
Riferimento: La casa dei doganieri

Citazione:
Originalmente inviato da nevealsole
Tu non ricordi la casa dei doganieri
sul rialzo a strapiombo sulla scogliera:
desolata t’attende dalla sera
in cui v’entrò lo sciame dei tuoi pensieri
e vi sostò irrequieto.
Libeccio sferza da anni le vecchie mura
e il suono del tuo riso non è più lieto:
la bussola va impazzita all’avventura
e il calcolo dei dadi più non torna.
Tu non ricordi; altro tempo frastorna
la tua memoria; un filo s’addipana.
Ne tengo ancora un capo; ma s’allontana
la casa e in cima al tetto la banderuola
affumicata gira senza pietà.
Ne tengo un capo; ma tu resti sola
né qui respiri nell’oscurità.
Oh l’orizzonte in fuga, dove s’accende
rara la luce della petroliera!
Il varco è qui? (Ripullula il frangente
ancora sulla balza che scoscende...)
Tu non ricordi la casa di questa
mia sera. Ed io non so chi va e chi resta.

Eugenio Montale

La casa al mare

T'aspetto nella mia casa
sopra la scogliera erosa,
seduto su di una pietrosa panca
in pensosa ricordanza.

Dopo l'infanzia
giunse l'età dell'ansia
e dell'indifferenza.
E' solo apparenza il mondo.

Non sia vana attesa
la mia, d'un tempo
dal corso delle ore
sempre uguali.

Scenderemo giù
per la discesa
dove s' osserva
più profondo il mare.

arsenio
arsenio is offline  

 



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