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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 29-01-2008, 17.16.59   #11
Bambù
Ospite
 
L'avatar di Bambù
 
Data registrazione: 28-01-2008
Messaggi: 4
Riferimento: La risposta empatica

Citazione:
Da veraluce:
Ecco, io madre ancora non lo sono... lo sono stata per poco... in poche parole ho avuto tre gravidanze interrotte... questo mi ha portato a sviluppare in modo esasperato il mio già accentuato istinto materno... il quale ovviamente lo esprimo nei rapporti interpersonali che intreccio ogni giorno...
...ho un'affettività accentuatissima... forse l'ho dimostrato anche sul forum, con i miei: ti voglio bene, comprendiamoci, viva l'amore, etc...
Ora questo per me è diventato uno strumento per approcciarmi agli altri, come se vedessi negli altri dei figli da accudire... cerco di comprendere sempre... io sono cosciente di avere sviluppato questo comportamento per esperienze dolorose vissute... ormai fa parte del mio essere... tuttavia ultimamente mi è stato fatto notare che questa mia eccessiva dolcezza è solo una maschera, che faccio vedere ciò che non sono... che dietro ai miei gesti affettuosi c'è nascosto un fine altro...

Caro Arsenio, certo sto approfittando della tua discussione per capire un pò anche me stessa... secondo te la mia è una maschera? Secondo te il dolore che ho vissuto non mi ha portato naturalmente ad essere così?
Secondo te Arsenio, dovrei andare in analisi perché mi permetto di dire alle persone che le amo? E che a qualcuno mi affeziono particolarmente perché mi ricordano dei bambini indifesi?

Ciao veraluce.

Ogni esperienza ci scolpisce in un certo modo... questo vuol dire che non si indossano delle maschere solo perché un dolore ha cambiato il nostro rapporto con il mondo... il dolore è sacro...
Mi dispiace per quanto ti è accaduto, ma mi sembra che da tale esperienza tu abbia ricavato un atteggiamento "positivo" e non mascherato ( ti ho letto qualche volta e non mi sembri una costruita o psicolabile ).
Ogni persona è unica e particolare e anche tu lo sei. Se essere dolce è quello che senti di essere senza costrizioni, liberamente, allora non temere il giudizio degli altri. Devi star bene a te stessa.

Un caro saluto.
Bambù
Bambù is offline  
Vecchio 29-01-2008, 18.51.48   #12
hava
Ospite abituale
 
Data registrazione: 05-12-2005
Messaggi: 542
Riferimento: La risposta empatica

Citazione:
Originalmente inviato da nevealsole
Caro Arsenio,
grazie per una nuova bellissima discussione.
Dico la verità: io ancora, pur essendo interessata all'argomento empatia, non ho capito - esattamente - cosa sia.
Anche per me l'empatia, in qualche modo, era qualcosa a cui si arrivava più a pelle che con la razionalità, quasi un "sentire-con".
Invece, sembrerebbe essere tutt'altro, qualcosa che prima di sentire si impara, forse?
Perché identificarsi è riconoscere nell'altro emozioni che sono state anche nostre, nel presente o nel passato, ma mettersi nei panni dell'altro non è tanto facile, se quelle emozioni non abbiamo conosciuto o non sappiamo del tutto immaginare.
Si impara ad essere empatici?

Per saperne di più, a quale libro - non particolarmente complesso - mi potrei affidare?



P.S. Grazie anche per il supplemento di farmaco...



Se si impara ad essere empatici? Penso di si, ma a condizione d'essere interessati a comprendere le persone, cioe' se c'e' l'inclinazione.
Io l'ho imparato con il mio lavoro ed il rapporto continuo con persone piu' o meno bisognose d'aiuto.
Ho imparato a comprendere e reagire a stati d'animo diversi senza lasciarmi coinvolgere dai miei sentimenti, perche' se lo facessi perderei la facolta' di agire obiettivamente nella ricerca di una soluzione. Perderei anche la fiducia della persona bisognosa d'aiuto a cui l'identificazione non puo' servire.
Identificandoci con le sofferenze , rabbia o amarezza di una persona rischiamo di trovarci intrappolati insieme a lei senza riuscire a trovare un'uscita.
L'empatia non ha a che fare con istinto materno, e secondo me neppure con femminilita', e' una dote innata che va sviluppata con l'esperienza.
hava is offline  
Vecchio 30-01-2008, 12.34.59   #13
arsenio
Ospite abituale
 
Data registrazione: 01-04-2004
Messaggi: 1,006
Riferimento: La risposta empatica

Citazione:
Originalmente inviato da veraluce
Si sono d'accordo... noi femminucce tendiamo ad essere "madri"... in alcuni casi anche troppo



Riporto una mia esperienza non molto costruttiva, anzi che a me ha causato problematiche, soprattutto per quanto riguarda questo istinto ad essere madre, nei rapporti interpersonali...

Ecco, io madre ancora non lo sono... lo sono stata per poco... in poche parole ho avuto tre gravidanze interrotte... questo mi ha portato a sviluppare in modo esasperato il mio già accentuato istinto materno... il quale ovviamente lo esprimo nei rapporti interpersonali che intreccio ogni giorno...
...ho un'affettività accentuatissima... forse l'ho dimostrato anche sul forum, con i miei: ti voglio bene, comprendiamoci, viva l'amore, etc...
Ora questo per me è diventato uno strumento per approcciarmi agli altri, come se vedessi negli altri dei figli da accudire... cerco di comprendere sempre... io sono cosciente di avere sviluppato questo comportamento per esperienze dolorose vissute... ormai fa parte del mio essere... tuttavia ultimamente mi è stato fatto notare che questa mia eccessiva dolcezza è solo una maschera, che faccio vedere ciò che non sono... che dietro ai miei gesti affettuosi c'è nascosto un fine altro...

Caro Arsenio, certo sto approfittando della tua discussione per capire un pò anche me stessa... secondo te la mia è una maschera? Secondo te il dolore che ho vissuto non mi ha portato naturalmente ad essere così?
Secondo te Arsenio, dovrei andare in analisi perché mi permetto di dire alle persone che le amo? E che a qualcuno mi affeziono particolarmente perché mi ricordano dei bambini indifesi?

Ciao Arsenio... e grazie per essere sempre stato gentile con me.

Dolce veraluce, mi dispiace per il tuo desiderio materno non ancora realizzato. E' vero che talora compensiamo certe carenze affettive deviandole su altri obiettivi, ma secondo me si riescono sempre individuare quelle persone che infondono calore (oggi merce rara per tratto di personalità. Sovente si tratta di chi ne ha beneficiato a sufficienza durante l'infanzia e che poi sarà capace di elargirlo ad altri, con qualche fortunata eccezione anche in senso inverso. Non farti suggestionare da valutazioni altrui piuttosto soggettive. Ho già detto che a volte dai l'impressione di bucare l'algido monitor ... devirtualizzandoti per un abbraccio .... quello virtuale è uno strano mondo, ma rispecchia molto quello reale, salvo per un anonimato che fa mutare un po' le nostre personalità. Si instaurano amicizie, “amori”, così come si sciolgono facilmente, si creano complicità e antipatie anche a prima vista , confermate nel tempo; si litiga facilmente ma così pure si fa la pace , purtroppo si sparisce e non ci si vedrà mai più, e resterà, a volte , la strana sensazione di un'intimità con qualcuno che non si ha mai visto. Certo,come nella vita, non si può riuscire simpatici a tutti, e forse non sarebbe nemmeno augurabile, se si possiede un'identità sfaccettata, non amorfa e insignificante, per cui la sintonia con alcuni è difficoltosa. Forse questa variabilità di rapporti senza legami, è proprio il bello del virtuale?

arsenio is offline  
Vecchio 01-02-2008, 00.58.32   #14
bomber
Ospite abituale
 
Data registrazione: 27-09-2003
Messaggi: 4,154
Riferimento: La risposta empatica

Citazione:
Originalmente inviato da arsenio
Ogni comunicazione riuscita mitiga i disagi della psiche, se l'interlocutore è equilibrato, sa interpretare anche il non espresso e dubitare dell'inverosimile, stimolare con domande, rispecchiare e far riformulare anche le emozioni. Vale per ogni rapporto confidenziale che richiede di usare le parole nel migliore dei modi.
La risposta empatica dà all'altro la percezione di essere stato rispettato, capito, accettato, sul piano dei sentimenti e delle idee, che si devono “restituirgli” in modo conciso. Si comunica comprensione senza eccessive identificazioni che sviano. Ma è l'altro che deve comprendere l'origine del suo problema, vederne le irrazionalità, ed eventuali risoluzioni, non secondo schemi di riferimento suggeriti che non appartengono alle sue potenzialità. Istintive interpretazioni e consigli sono comuni, ma sono spesso controproducenti.

Un esame della realtà fa scoprire che sono le opinioni spesso distorcenti a turbare, con cui ci rappresentiamo situazioni esperite, che ognuno vive con soggettive risonanze. Così come ci s'innamora dell'immagine che abita la nostra mente. E' il pensiero che fa diventare “buone” o cattive” le cose.
Si facilita nel far reinquadrare i pensieri lontani dal principio di realtà, inducendo a riconsiderare la situazione fuori dalle proprie abitudini psichiche.

Il senso della vita è difendersi dal male di vivere. L'esistenza è una serie di riempitivi fino alla morte, con momenti fortunati. Nondimeno si deve tenere la mente in pace.
I nostri tempi sono contrassegnati da rischi epocali, solitudini affettive, disagi familiari, mancanza di progetti, valori demistificati, omologazioni implicite e dipendenze. Frastornati da informazioni e false ideologie. La rincorsa alla felicità standardizzata non compensa elevando l'individuo.
L'adattamento perfetto non è posseduto da nessuno: nemmeno da chi aiuta per mestiere. In ogni caso non andrebbe fondato tanto su autoinganni, pure in qualche misura opportuni, quanto su strategie per ridurre l'ansia nel gestire gli eventi. I tratti della persona “realizzata” sono realismo, distacco dalle emozioni negative, non conformismo, empatia spontanea, accettazione di sé, degli altri,di eventi inevitabili, conoscenza delle personali difese della mente, genuinità, creatività, humour, indipendenza dalle sottoculture di massa, possibilismo, flessibilità, ecc.

L'imperativo, in ogni caso, è gratificare, usare carezze verbali, riconoscere che anche piccoli fastidi angosciano, che ogni età ha problemi diversi. Essere comunque assertivi con ferma gentilezza per non farsi manipolare.
Riconoscere che l'abilità sociale non si manifesta con la chiacchiera solo per parlare o con opinioni preconfezionate.
Se si aiuta per gratificare il nostro senso di potere e la nostra malferma autostima, basta esserne consapevoli e non scambiarsi per angeli. Soprattutto è necessario avere qualcosa di proprio da donare, per una crescita reciproca.


Certo sono d'accordo per iniziare una comunicazione ideale 'empatia è il primo passo verso questo traguardo ....
bomber is offline  

 



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