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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 10-02-2008, 00.26.22   #1
nexus6
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Exclamation Anfetamine e bambini suicidi

Ma è “normale” che dei bambini si suicidino?

Ho visto questo video e sono rimasto sconcertato: http://www.youtube.com/watch?v=1KlQ9957kR0 (è un documentario statunitense sull’utilizzo degli psicofarmaci negli scolari, fatto certo con il gusto dell’esagerazione USA, ma emotivamente parecchio forte).

Questo “Disturbo da Deficit d’Attenzione ed Iperattività” (ADHD), diagnosticato sembra esclusivamente su dei test sintomatologici (tipo quelli che si trovano sulle riviste di psicologia), è al centro di tante discussioni, pareri e ricerche che ne confermano l’ampia esistenza (addirittura il 10-20% tra i bambini secondo alcune ricerche!) e ne tracciano le linee di diagnosi (http://www.aifa.it/miti_adhd.htm) e altrettanti autorevoli pareri che ne mettono in dubbio addirittura l’esistenza come patologia e la scientificità, e quanto meno ribadiscono i rischi legati alla cura farmacologica (http://www.giulemanidaibambini.org/contro.php). Eh sì, perché tale è sostanzialmente la cura per questo disturbo, insieme ad un semplice supporto psicologico: il principale farmaco è uno psicofarmaco derivato dalle anfetamine, il metilfenidato (registrato con il marchio di “Ritalin”). Da anni negli States tale farmaco viene utilizzato su vasta scala e l’associazione “Giù le mani dai bambini!” cita fonti che evidenziano addirittura l’utilizzo su bambini di 3 anni!

Cito il sito ufficiale dell’Istituto Superiore di Sanità, (http://www.iss.it/adhd/tera/cont.php...&lang=1&tipo=4 ) visto ufficialmente il Tar del Lazio ha respinto il ricorso dell’associazione suddetta contro l’introduzione in Italia del Ritalin:
“Mentre l'efficacia nel breve periodo è ben documentata, pochi sono stati finora gli studi che hanno analizzato gli effetti a lungo termine del metilfenidato. I risultati ottenuti non hanno evidenziato nei pazienti trattati un miglior inserimento sociale o il raggiungimento di più alti livelli di scolarità rispetto ai controlli. Ne consegue che le evidenze a tutt'oggi disponibili supportano l'uso del farmaco solo per un periodo di breve durata e nell'ambito di una terapia non solo farmacologica.”


In una società di allucinati è matematico che prima o poi si sarebbe arrivati a somministrare anfetamine ai bambini che non stanno “attenti” o sono iperattivi, ma continuo a scandalizzarmi tremendamente... per il pericolo che riguarda le menti dei singoli bambini e per il significato che tale somministrazione generalizzata ha... e prego i genitori alla lettura di stare in guardia da gente, con o senza camice, che vi chieda od imponga, tramite sensi di colpa, di sperimentare uno psicofarmaco sul vostro bambino.

Ho trovato questa singolare voce su wikipedia: anche la “mania” pare sia divenuta una malattia per gli psichiatri... guardatene i sintomi, così, per curiosità. Penso se nel passato fossero esistiti gli psicofarmaci ed il Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) a quest’ora buona parte degli artisti, inventori e scienziati folli ed insonni non li avremmo mai conosciuti.

E’ grottesco, tutto ciò.
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Vecchio 10-02-2008, 13.15.09   #2
bomber
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Riferimento: Anfetamine e bambini suicidi

Citazione:
Originalmente inviato da nexus6
Ma è “normale” che dei bambini si suicidino?

Ho visto questo video e sono rimasto sconcertato: http://www.youtube.com/watch?v=1KlQ9957kR0 (è un documentario statunitense sull’utilizzo degli psicofarmaci negli scolari, fatto certo con il gusto dell’esagerazione USA, ma emotivamente parecchio forte).

Questo “Disturbo da Deficit d’Attenzione ed Iperattività” (ADHD), diagnosticato sembra esclusivamente su dei test sintomatologici (tipo quelli che si trovano sulle riviste di psicologia), è al centro di tante discussioni, pareri e ricerche che ne confermano l’ampia esistenza (addirittura il 10-20% tra i bambini secondo alcune ricerche!) e ne tracciano le linee di diagnosi (http://www.aifa.it/miti_adhd.htm) e altrettanti autorevoli pareri che ne mettono in dubbio addirittura l’esistenza come patologia e la scientificità, e quanto meno ribadiscono i rischi legati alla cura farmacologica (http://www.giulemanidaibambini.org/contro.php). Eh sì, perché tale è sostanzialmente la cura per questo disturbo, insieme ad un semplice supporto psicologico: il principale farmaco è uno psicofarmaco derivato dalle anfetamine, il metilfenidato (registrato con il marchio di “Ritalin”). Da anni negli States tale farmaco viene utilizzato su vasta scala e l’associazione “Giù le mani dai bambini!” cita fonti che evidenziano addirittura l’utilizzo su bambini di 3 anni!

Cito il sito ufficiale dell’Istituto Superiore di Sanità, (http://www.iss.it/adhd/tera/cont.php...&lang=1&tipo=4 ) visto ufficialmente il Tar del Lazio ha respinto il ricorso dell’associazione suddetta contro l’introduzione in Italia del Ritalin:
“Mentre l'efficacia nel breve periodo è ben documentata, pochi sono stati finora gli studi che hanno analizzato gli effetti a lungo termine del metilfenidato. I risultati ottenuti non hanno evidenziato nei pazienti trattati un miglior inserimento sociale o il raggiungimento di più alti livelli di scolarità rispetto ai controlli. Ne consegue che le evidenze a tutt'oggi disponibili supportano l'uso del farmaco solo per un periodo di breve durata e nell'ambito di una terapia non solo farmacologica.”


In una società di allucinati è matematico che prima o poi si sarebbe arrivati a somministrare anfetamine ai bambini che non stanno “attenti” o sono iperattivi, ma continuo a scandalizzarmi tremendamente... per il pericolo che riguarda le menti dei singoli bambini e per il significato che tale somministrazione generalizzata ha... e prego i genitori alla lettura di stare in guardia da gente, con o senza camice, che vi chieda od imponga, tramite sensi di colpa, di sperimentare uno psicofarmaco sul vostro bambino.

Ho trovato questa singolare voce su wikipedia: anche la “mania” pare sia divenuta una malattia per gli psichiatri... guardatene i sintomi, così, per curiosità. Penso se nel passato fossero esistiti gli psicofarmaci ed il Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) a quest’ora buona parte degli artisti, inventori e scienziati folli ed insonni non li avremmo mai conosciuti.

E’ grottesco, tutto ciò.

Il problema vero è che le case farmaceutiche hanno n grosso potere decisionale su quello che sono i farmaci, hanno potere sugli psichiatri che già di loro somministrano le cure come se fossero zuccherrini (probabilmente per gli incentivi dati sempre dalle case farmaceutiche per chi prescrive i loro famaci) a ogni cosa che per loro è una mezza problematica.
L'ADha ovvero quello ch riguarda la sindrome di iperattività ha fatto una serie di anni e li farà nel tempo inimmaginabili ... ed intanto le case farmaceutiche si arricchiscono ....
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Vecchio 10-02-2008, 21.07.09   #3
nevealsole
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Riferimento: Anfetamine e bambini suicidi

Sono pienamente d'accordo con Bomber.
Aggiungo soltanto che non sono uno psicologo ma sono fermamente convinta che la maggioranza dei problemi etichettati come "psicologici-psichiatrici" siano esclusivamente comportamentali e la guarigione dovrebbe basarsi proprio sulla reimpostazione del comportamento, non certo sulla anestetizzazione permanente di un individuo attraverso gli psicofarmaci... peggio ancora se di un individuo in erba come un bambino.
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Vecchio 11-02-2008, 13.02.40   #4
nexus6
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Riferimento: Anfetamine e bambini suicidi

Credo sia molto importante far conoscere questa realtà a quante più persone possibili, dunque se vi va parlatene in giro, perchè questi metodi si stanno diffondendo anche in Italia; basterebbero le parole citate dell’istituto superiore di sanità per comprendere che si tratta essenzialmente di una “sperimentazione” allucinante. Non ne facciamo una questione ideologica, anche se sono d’accordo con voi: quando alla gente si parla di multinazionali, il loro cervello credo vada in stand-by visto è assuefatto a notizie del genere. Credo più efficace sia una comunicazione che parli al cuore della gente, spingendola ad entrare nei panni di genitori con figli che semplicemente si comportano in modo “differente” dalla media: questo è sufficiente a somministrargli anfetamine? Che ricordo essere dei potenti stimolanti e non sedativi, ma pare agiscano paradossalmente in senso opposto, cioè aumentano la concentrazione e dunque l’attenzione, facendo sì che l’iperattività si canalizzi verso attività con uno “scopo”; questa essenzialmente l’azione del Ritalin, per esempio.

Comunque rivedendo l’inizio del video... è agghiacciante la voce della ragazza che urla alla madre, con una voce totalmente disperata, “I want to die! I want to die!” (voglio morire, io voglio morire...)
Quelle anfetamine che, inorridisco, “disciplinano” i piccoli fino a 10 anni, finiscono poi per ampliare, credo, tutti i disagi di adolescenti in crescita... e questo, pur non essendo neanch’io uno psicologo, penso non ci voglia poi tanto a comprenderlo.

E’ criminale, secondo me, l’utilizzo di tale tipo di sostanze su delle menti in formazione; è impossibile prevederne le conseguenze sia sul breve che sul lungo termine, ma negli USA sono milioni i bambini che vengono da anni trattati con psicofarmaci... ed il tutto per cosa(-?-): perché è semplicemente molto meno costoso ed enormemente più semplice impasticcare esseri umani di dieci anni piuttosto che mutare la produttività e le abitudini di genitori assenti dalle proprie famiglie.

Questo è il mondo produttivo ed in progresso che stiamo costruendo? Questo è il mondo che continuano ad esportare gli Stati Uniti d’America? E questa non è idelogia né antiamericanismo, sono semplici domande che attendono una risposta.
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Vecchio 11-02-2008, 18.00.30   #5
Mary
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Riferimento: Anfetamine e bambini suicidi

Non credo che il problema siano i bambini ma il mondo non a livello d'uomo in cui li facciamo crescere.

Se un bambino che oggi chiamiamo iperattivo lo mettessimo in un parco con alberi e prati e animali e sassi e sabbia e bilie colorate tornerebbe "normale" in breve tempo.

Ai miei tempi c'erano bambini capricciosi, vivaci che sfogavano ogni eccesso (ma per i bambini non credo ci sia mai un eccesso) di energie salendo sugli alberi (io mi arrampico da quando avevo cinque anni) facendo corse forsennate, rotolandosi sull'erba, inseguendo le farfalle, osservando le formiche, giocando come forsennati e litigando con la frase conclusiva: "non ti guarderò più per tutta la vita..." e quella vita durava solo qualche ora.

Un bambino costretto come un manichino in uno stanzone con altri poveretti come lui, davanti ad un televisore come tanti altri piccoli pronti per il progetto "alienazione" non è logico che abbia bisogno di un farmaco che blocchi i suoi istinti vitali?
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Vecchio 20-02-2008, 19.55.31   #6
odissea
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Riferimento: Anfetamine e bambini suicidi

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Ho trovato questa singolare voce su wikipedia: anche la “mania” pare sia divenuta una malattia per gli psichiatri... guardatene i sintomi, così, per curiosità. Penso se nel passato fossero esistiti gli psicofarmaci ed il Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) a quest’ora buona parte degli artisti, inventori e scienziati folli ed insonni non li avremmo mai conosciuti.

E’ grottesco, tutto ciò.


Chiedo scusa se mi permetto di puntualizzare su questa parte di intervento che ho quotato.
Trovo giusto e confortante che la psichiatria venga sempre messa in discussione e che ci si interroghi sulla legittimità delle scelte che compie, dal momento che queste possono avere un'enorme portata sulla vita delle persone. Bisogna stare attenti però a non cadere nella demonizzazione; lo stato maniacale, qual'ora sia profondo, è una condizione grave, gravissima, altamente pericolosa per chi ne è soggetto, ed è difficilmente gestibile perchè porta ad una perdita di contatto con la realtà. Mi rendo conto che leggendo i sintomi riportati nel link (che trovo pertinenti e corretti) possa passare per uno stato "felice" e "leggero": non è così. Non ha nulla a che vedere con la genialità, la passione per un'idea e la vita un po' oscura e incasinata di un artista folle: si intede ben altro.

Di ADHD purtroppo non me ne intendo, quindi non ci metto becco: condivido però la necessità di porsi legittimi dubbi specie quando si parla di psicofarmaci su bambini. Quello che mi spaventa è la tendenza a voler eliminare "il sintomo". che senso ha, su di un bambino poi? il comportamento è la manifestazione di un problema,ha quindi una valenza funzionale, è lo strumento attraverso cui si comunica questo problema:ed è su quest'ultimo che credo bisognerebbe concentrarsi. Non lo so. A volte ho paura che tutti questi movimenti nascano da una fondamentale impreparazione di genitori, insegnanti e medici, a tirar su bambini e a rispettare il loro individuale pecorso di crescita, che si sviluppa in tempi e modalità diverse per ognuno
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Vecchio 20-02-2008, 23.52.42   #7
nexus6
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L'economia eugenetica

Grazie della chiara puntualizzazione, che mi consente di chiederti: cosa intende la psichiatria con “condizione grave” e “altamente pericolosa per chi ne è soggetto”? Grave e pericolosa nei confronti di chi o che cosa ed in base a chi o a che cosa? E che intende con “una perdita di contatto con la realtà”?

Queste sono lecite domande ben collegate con la situazione, allarmante anche mio parere, che stiamo discutendo. Sono d’accordo con quanto dite: impreparazione dei genitori educati a tale “ignoranza”... dalla imperante economia di mercato. Coloro che non rispettano i “tempi e le modalità” coerenti ed aderenti con i previsti programmi di sviluppo e progresso vanno “corretti” eliminando i sintomi dell’anomalia, corretti naturalmente per i principi dell’economia, con il metodo più economico possibile, come in questo ed in tanti altri casi. Diversità dunque, che magari può sembrare anche patologica, ma questo potrebbe derivare anche solo dall’”intensità” di questa diversità, che non va compresa ed abbracciata, in virtù del fatto che l’individuo è (dovrebbe essere) al centro, in primis un bambino, come rappresentante del presente e del nostro futuro; diversità che va invece uniformata, alienata, eliminata poiché stridente con le leggi dell’infinito progresso dell’economia, in cui non è l’ambiente ad essere funzione del soggetto od in pari rapporto, ma il soggetto diviene funzione ed oggetto dell’ambiente; ecco perché il mondo non è “a livello d’uomo”, è l’uomo che è costretto ad essere a livello di un mondo a cui pare non sia preparato e che egli stesso, tuttavia, sta costruendo, forse come spinta al proprio superamento, non so.


"La bambina non stava mai ferma! ... bisogna pur far qualcosa!"

Una mamma la cui bambina è morta in seguito all'assunzione di psicofarmaci e la cui missione ora dichiara essere quella di non farne morire più nessuno della stessa causa.

(dal filmato su youtube)

...
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Vecchio 21-02-2008, 11.57.21   #8
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Grazie della chiara puntualizzazione, che mi consente di chiederti: cosa intende la psichiatria con “condizione grave” e “altamente pericolosa per chi ne è soggetto”? Grave e pericolosa nei confronti di chi o che cosa ed in base a chi o a che cosa? E che intende con “una perdita di contatto con la realtà”?

Queste sono lecite domande ben collegate con la situazione, allarmante anche mio parere, che stiamo discutendo. Sono d’accordo con quanto dite: impreparazione dei genitori educati a tale “ignoranza”... dalla imperante economia di mercato. Coloro che non rispettano i “tempi e le modalità” coerenti ed aderenti con i previsti programmi di sviluppo e progresso vanno “corretti” eliminando i sintomi dell’anomalia, corretti naturalmente per i principi dell’economia, con il metodo più economico possibile, come in questo ed in tanti altri casi. Diversità dunque, che magari può sembrare anche patologica, ma questo potrebbe derivare anche solo dall’”intensità” di questa diversità, che non va compresa ed abbracciata, in virtù del fatto che l’individuo è (dovrebbe essere) al centro, in primis un bambino, come rappresentante del presente e del nostro futuro; diversità che va invece uniformata, alienata, eliminata poiché stridente con le leggi dell’infinito progresso dell’economia, in cui non è l’ambiente ad essere funzione del soggetto od in pari rapporto, ma il soggetto diviene funzione ed oggetto dell’ambiente; ecco perché il mondo non è “a livello d’uomo”, è l’uomo che è costretto ad essere a livello di un mondo a cui pare non sia preparato e che egli stesso, tuttavia, sta costruendo, forse come spinta al proprio superamento, non so.


"La bambina non stava mai ferma! ... bisogna pur far qualcosa!"

Una mamma la cui bambina è morta in seguito all'assunzione di psicofarmaci e la cui missione ora dichiara essere quella di non farne morire più nessuno della stessa causa.

(dal filmato su youtube)

...

Le tue sono al 100% domande lecite e più che pertinenti. Provo a rispondere, riferendomi però al mondo adulto perchè, onestamente, di infanzia non me ne intendo .
Per condizione "grave" si intende uno stato che mette la vita della persona a repentaglio; la sua incolumità è a rischio e lo stesso può valere per chi se ne occupa (familiari in primis). Parlo di mania perchè tutto è partito da lì e mi sembra un buon esempio per rendere l'idea che cerco di esprimere. La persona che ne soffre non è in preda d una semplice esaltazione....è propriamente colta da uno stato "maniacale", appunto. Non è in grado di fermare il cervello, è sommersa da una miriade di idee e stati d'animo che non può controllare e questo la rende affacendata in mille iniziative sensa senso, un'iperattività che è davvero inarginabile. In quei frangenti la persona ha un'idea grandiosa di se stessa, e ciò va a braccetto con la perdita di contatto con la realtà: può convncersi di saper volare ma, senza cercare casi estremi, può semplicemente avere condotte abnormi come correre ad alta velocità fino a schiantarsi in auto (magari accoppando qualcun'altro in un frontale), farsi di sostanze fino a morirne, indebitarsi fino al collo, fare investimenti totalmente azzardati che la portano alla rovina, abbandonare un percorso terapeutico portato avanti con fatica fino a quel momento.
Comunque, quello che accumuna tutte le sfumature di questo stato, è che la persona, pur sentendosi esaltata e onnipotente, è in preda ad una grossa sofferenza, non sta per niente bene:è talmente in agitazione/angoscia, che ti domandi come fa a reggerle il cuore....e non serve assolutamente essere uno psichiatra per accorgersene, anzi.
L'ambiente psichiatrico parla di gravità quando la sicurezza è a rischio e quando c'è uno stato di sofferenza forte e pervasivo. Tra l'altro per esperienza riscontro che non è affatto facile attivare un TSO o semplicemente un ricovero in spdc; sono interventi che vengono valutati molto attentamente da un insieme di persone, e sono l'ultima soluzione, proprio quando non c'è null'altro da fare; molto meglio attivare una rete territoriale o un servizio domiciliare, al limite: ed è così che si procede, dalle mie parti almeno. Il ricovero tra l'altro ha lo scopo di creare una situazione che metta le persone nella condizione ottimale per esprimere una diagnosi, il che non significa appiccicare un'etichetta e via, ma ha la funzione di trovare l'intervento migliore per quella persona.
L'idea che mi sono fatta io (ma è un'idea di parte, me ne rendo conto) è praticamente opposta a quella che leggo qui, mi spiego: molte persone che soffrono di disturbi psichici, non prendono contatto con i servizi territoriali e vivono in uno stato di abbandono. Molte volte, leggendo notizie trisitissime di donne che, sommerse dalla depressione, uccidono figli, o casi similari, mi domando....perchè i familiari non hanno chiesto aiuto? Perchè c'è questa paura di rivolgersi al servizio sanitario...che cosa si sbaglia e cosa fa allontanare le persone?
Qualcosa sicuramente sarà, ed necessario cambiare questo stato di cose; leggendo gli interventi scritti qui, mi sono fatta un'idea delle opinioni che circolano: non sono edificanti

Ritornando al tema originario del 3d, penso che sarebbe fondamentale capire qualè il discrimine, in età infantile, fra un comportamento disturbato (originato quindi da un disagio interiore) e un comportamento semplicemente disturbante....che è tipico ed aspicabile in un bambino.
odissea is offline  
Vecchio 21-02-2008, 14.09.51   #9
bomber
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Originalmente inviato da Mary
Non credo che il problema siano i bambini ma il mondo non a livello d'uomo in cui li facciamo crescere.

Se un bambino che oggi chiamiamo iperattivo lo mettessimo in un parco con alberi e prati e animali e sassi e sabbia e bilie colorate tornerebbe "normale" in breve tempo.

Ai miei tempi c'erano bambini capricciosi, vivaci che sfogavano ogni eccesso (ma per i bambini non credo ci sia mai un eccesso) di energie salendo sugli alberi (io mi arrampico da quando avevo cinque anni) facendo corse forsennate, rotolandosi sull'erba, inseguendo le farfalle, osservando le formiche, giocando come forsennati e litigando con la frase conclusiva: "non ti guarderò più per tutta la vita..." e quella vita durava solo qualche ora.

Un bambino costretto come un manichino in uno stanzone con altri poveretti come lui, davanti ad un televisore come tanti altri piccoli pronti per il progetto "alienazione" non è logico che abbia bisogno di un farmaco che blocchi i suoi istinti vitali?



Diciamo che sicuramente se i bambini iperattivi prima avevono modo di sfogarsi giocando tutto il giorno con giochi fisici allora le cose andrebbero molto meglio sia per i bimbi che per i genitori ma anche per gli isegnanti stessi...
purtroppo però la società è cambiata e il bambino non si può sfogare più come un tempo.
Qualche anno fa quando ero bambino io, mi ricordo lunghissime giornate a giocare fino al tramonto per poi rientrare a casa, senza controlli ne restrizioni.
Adesso non ce possibilità di vedere bambini che escono da soli per andare a giocare con altri bimbi.
sono tutti in casa d'avanti alla Tv o internet o play station o quello che è.
Non ce più il gioco fisico, che tanto manca.
Poi penso che sia venuto a mancare anche la pazienza degli inseganti e il loro amore per quello che è il loro lavoro e anche la pazieza dei genitori che sempre più spesso vogliono figli perfetti e precisi, e non riescono a tollerare capricci o urla nella loro vita, anche se questi vengono dal proprio figlio.
Così la soluzione più facile viene ad essere una bella pastiglia ...
E se diventi cliente da bambino, non puoi che affezzinarti al prodotto ...
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Vecchio 21-02-2008, 15.43.52   #10
chlobbygarl
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Riferimento: Anfetamine e bambini suicidi

Il DSM ( e l'ADHD in esso contenuta), manual of mental disoder, origina manco a dirlo negli USA 50 anni fa raggruppando le patologie su base sintomatologica e statistica e sembra davvero programmatico nei confronti della società che prende in esame più che diagnostico dei singoli componenti della medesima.

Appare cioè lo strumento attraverso il quale una società fondata su di una competizione sociale esaperata riesce a rendere tale competizione ancora più selettiva e dura, scremando i partecipanti e frapponendo loro ostacoli tramite la catalizzazione su base psichiatrica di una serie di disturbi per i quali essere normale in un clima già ostico diventa nè più nè meno che un' impresa allucinante.La corsa sociale si arricchisce di nuovi contenuti e maggiori vincoli, i quali non fanno altro che porre le basi o per l'accentuazione dell'eventuale disturbo già esistente o per la sua creazione ex nihilo.

il miraggio dell'assenza assoluta di qualsivoglia sintomo e, specularmente, il suo curato e completo sviluppo patologico ove se ne ravvedano anche solo tracce, diventa un cappio attorno al collo.

gli effetti sono sotto gli occhi di tutti da decenni, bambini in analisi già nei primi anni quando non mesi di vita, animali domestici in terapia.

il "ritalin" ai bambini è una questione già emersa anni fa con relativi dibattiti, inutile dire che sono assolutamente contrario e che ben vengano richiami di questo tipo.

la domanda che, ancora, allarma è come sia stato possibile imporre non solo un modello economico al mondo, ma anche e soprattutto, o parallelamente, o
funzionalmente, un modello medico/diagnostico.

quando è evidente che la diagnosi di queste patologie, abbastanza spesso non può prescindere dalla diversità culturale e geografica dei singoli che esamina, ammesso che sia plausibile almeno nel luogo che prende a modello e nel quale nasce, gli USA.
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