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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 21-02-2008, 15.50.57   #11
nevealsole
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Data registrazione: 08-02-2004
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Riferimento: L'economia eugenetica

Citazione:
Originalmente inviato da odissea
Molte volte, leggendo notizie trisitissime di donne che, sommerse dalla depressione, uccidono figli, o casi similari, mi domando....perchè i familiari non hanno chiesto aiuto? Perchè c'è questa paura di rivolgersi al servizio sanitario...che cosa si sbaglia e cosa fa allontanare le persone?
Io temo che spesso non ci siano risposte adeguate da parte del sistema sanitario, se parliamo di adulti.
A parte il TSO che tu hai citato, e che mi sembra uno strumento assolutamente invasivo, e talvolta non risolutivo (ho seguito marginalmente, ad esempio, il caso di una madre che dopo aver ottenuto 2 settimane di TSO per il figlio, lo ha visto dimettere, nonostante le sue rimostranze. Pochi giorni dopo lui si è suicidato, mentre la madre era a lavoro. Il punto è: può una madre sola non lavorare per vigilare 24h un figlio depresso?).
Ci sono casi più blandi, ad esempio gli abusi di sostanze o alcol: perché non viene imposto un trattamento riabilitativo (psicoterapia etc.) anziché il semplice obbligo di presentarsi al SERT per l'esame delle urine?
Io trovo che le famiglie siano spesso lasciate sole, sarebbe argomento interessante per una nuova discussione.
nevealsole is offline  
Vecchio 21-02-2008, 17.44.05   #12
senzanome
Ospite abituale
 
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Data registrazione: 17-04-2006
Messaggi: 163
Riferimento: L'economia eugenetica

Citazione:
Originalmente inviato da odissea
L'ambiente psichiatrico parla di gravità quando la sicurezza è a rischio e quando c'è uno stato di sofferenza forte e pervasivo. Tra l'altro per esperienza riscontro che non è affatto facile attivare un TSO o semplicemente un ricovero in spdc; sono interventi che vengono valutati molto attentamente da un insieme di persone, e sono l'ultima soluzione, proprio quando non c'è null'altro da fare; molto meglio attivare una rete territoriale o un servizio domiciliare, al limite: ed è così che si procede, dalle mie parti almeno. Il ricovero tra l'altro ha lo scopo di creare una situazione che metta le persone nella condizione ottimale per esprimere una diagnosi, il che non significa appiccicare un'etichetta e via, ma ha la funzione di trovare l'intervento migliore per quella persona.
L'idea che mi sono fatta io (ma è un'idea di parte, me ne rendo conto) è praticamente opposta a quella che leggo qui, mi spiego: molte persone che soffrono di disturbi psichici, non prendono contatto con i servizi territoriali e vivono in uno stato di abbandono. Molte volte, leggendo notizie trisitissime di donne che, sommerse dalla depressione, uccidono figli, o casi similari, mi domando....perchè i familiari non hanno chiesto aiuto? Perchè c'è questa paura di rivolgersi al servizio sanitario...che cosa si sbaglia e cosa fa allontanare le persone?
Qualcosa sicuramente sarà, ed necessario cambiare questo stato di cose; leggendo gli interventi scritti qui, mi sono fatta un'idea delle opinioni che circolano: non sono edificanti

Ritornando al tema originario del 3d, penso che sarebbe fondamentale capire qualè il discrimine, in età infantile, fra un comportamento disturbato (originato quindi da un disagio interiore) e un comportamento semplicemente disturbante....che è tipico ed aspicabile in un bambino.

il trattamento sanitario obbligatorio, tso, viene attivato laddove un medico, qualsiasi medico non soltanto uno psichiatra, certifichi che la persona è pericolosa per sé e/o per gli altri. Si tratta ovviamente di interventi estremi, quando proprio non c'è altro da fare.
Non solo non è facile attivare un tso, direi che è quasi impossibile. Trovare un medico in grado di assumersi la responsabilità di firmare un tso è quasi impossibile. Perché?
In primo luogo perché a livello giuridico, il paziente una volta dimesso dall'ospedale (il tso ha durata di 7 giorni ma può essere prorogato), può sporgere denuncia di sequestro di persona o qualcosa di simile.
In secondo luogo, perché magari il medico che ha firmato, qualora sia lo psichiatra di riferimento del soggetto, ha paura, e dico paura, di ritorsioni da parte del paziente.
Chi glielo fa fare a uno psichiatra di un Cim di assumersi questa responsabilità?

Sto ovviamente parlando di persone adulte, cioè maggiorenni, ma anche se non lo fossero, qualcuno ha mai provato la forza fisica di una persona in stato di eccitazione maniacale?

mi domando....perchè i familiari non hanno chiesto aiuto?

Non so dove tu viva Odissea. Io vivo a Roma. I servizi territoriali non funzionano come dovrebbero. Per utilizzare un linguaggio molto semplice, se ne fregano nel peggiore dei casi o, anche se cercano di intervenire, non sanno cosa fare nei casi più gravi. Per casi più gravi io intendo quelli per cui il paziente non collabora, quelli in cui il paziente dichiara di stare bene e rifiuta qualsiasi tipo di terapia. In questi casi, quando lo stato maniacale raggiunge l'acme, solo un tso può evitare il peggio, per il paziente e per i familiari.
Ritornando però alla domanda c'è da dire che:
1. sussiste ancora una forma di vergogna sociale, non si parla di malattia mentale, a parte le solite chiacchiere sulla depressione, per cui adesso son tutti depressi;
2. i familiari stessi non sanno, quando la persona ammala, di cosa stia ammalando;
3. le famiglie dai servizi territoriali non vengono prese in considerazione, perché viene solitamente minimizzato il problema ritenendo la famiglia troppo apprensiva, troppo paurosa o troppo presa dal problema.
4. i servizi territoriali quando ci riescono danno al paziente le medicine, ma è chiaro che se il paziente si trova in nella fase maniacale col cavolo che le prende le medicine e non le prende neanche se glielo dicono i familiari.
5. c'è ancora una mentalità diffusa tra i medici che l'origine del "male" stia nella famiglia stessa, con conseguente colpevolizzazione della famiglia che così si trova incastrata tra i sensi di colpa che normalmente si attivano in casi di malattia mentale in famiglia e i sensi di colpa che si attivano grazie ad analisi superficiali e a giudizi al limite del ridicolo che la famiglia si ritrova appiccicata addosso;
6. la famiglia spesso e volentieri è un sistema chiuso, al suo interno vigono delle regole, prima fra tutte la salvaguardia della famiglia, ancora prima dei membri del gruppo. Rivolgersi all'esterno per chiedere aiuto non è cosa facile, purtroppo, e, quando lo fanno, non ricevono l'aiuto che serve.

Insomma, il discorso non è semplice.
So che esistono dei servizi territoriali che funzionano molto bene.
Conosco Cim dove lavorano degli imbecilli, non ho alcuna difficoltà a chiamarli imbecilli.

Devo anche aggiungere, sottolineare, puntualizzare, che di malattia mentale non si parla mai, che c'è un'ignoranza in giro pazzesca. La gente non sa. La gente legge sui giornali fatti di cronaca nera e pensa che a loro non capiterà mai. La gente ha paura della follia, della pazzia.

Qulche parola sul video. Intanto vorrei ringraziare nexus6 per averlo postato.
La gente deve sapere che cosa sta accadendo alla psichiatria in Italia.
Il video è allucinante. Dovrebbe far rabbrividire chiunque e soprattutto perché si sta parlando di bambini.
Se è vero che la malattia mentale è un problema di difficile comprensione e del quale se ne sa ancora poco, quel poco che si sa bisognerebbe metterlo in pratica. Per esempio, più l'età del paziente è giovane, più in teoria sarebbe facile un intervento terapeutico. L'eziologia della malattia non la si conosce del tutto, non si sa se ascrivere la malattia a fattori biologici o ambientali. Poi sotto il nome di malattia mentale si racchiudono numerose patologie (pare che i medici si divertano ogni tanto a inventarsi nuove sigle, come se il problema fosse dare un nome alle cose).
Molto probabilmente le cause della malattia mentale sono sia biologiche sia ambientali. Per questo è importante intervenire subito.
Trovo sconvolgente che sia diano medicinali, psicofarmaci a dei bambini, psicofarmaci tra l'altro neanche testati adeguatamente.

Come già qualcuno ha specificato, di mezzo ci sono gli interessi economici delle case farmaceutiche, un giro d'affari voluminoso. Già solo questo dovrebbe far riflettere.

Aggiungo dell'altro. Dare la pillolina al bambino, non solo rende ricche le case farmaceutiche ma ha un secondo effetto non secondario. Deresponsabilizza totalmente le agenzie educative, la società nel suo complesso.
Se la malattia mentale ha, come sostiene una corrente della psichiatria, solo una causa organica (psichiatria organicistica) allora in un sol colpo tutti sono assolti, dalla famiglia alla scuola alla società.
E non vorrei che si fraintendesse il mio discorso. Quando scrivo famiglia non lo scrivo per colpevolizzarle. La famiglia si fa portavoce, con le migliori intenzioni, di un sistema educativo e culturale, filtra valori e regole. L'istituzione scolastica fa la stessa cosa. Noi cittadini, ignari di quanto accade con lamalattia mentale, facciamo la stessa cosa.
Ogni malato mentale dovrebbe suscitare in noi delle domande profonde che non possono essere soltanto "dove mamma e papà hanno sbagliato".
Si può anche andare oltre la superficie e ciedersi cosa c'è che non va in questa società, nelle cose che insegniamo ai nostri figli, nelle cose nelle quali noi stessia crediamo e abbiamo creduto fino ad ora.
E le cose si possono cambiare.. ma non con una pillola.
senzanome is offline  
Vecchio 07-05-2008, 18.15.24   #13
Monica 3
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Data registrazione: 08-06-2005
Messaggi: 697
Riferimento: Anfetamine e bambini suicidi

Quali organizzazioni sono presenti sul territorio per l'igiene e la sanità mentale del bambino?

Grazie per l'informazione


Monica 3 is offline  
Vecchio 07-05-2008, 21.39.08   #14
ornella
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Messaggi: 327
Riferimento: Anfetamine e bambini suicidi

ho esperienza diretta di un bimbo iperattivo, è certamente un disturbo evidente, almeno per questo bimbo.
Spesso veniva tenuto da entrambi i genitori durante la giornata.
Ha reazioni esagerate e anche violente non legate apparentemente ad un istinto violento, ma anche di solo dispiacere. Molto intelligente, un po' come gli autistici che tendono a concentrare l'intelligenza in alcuni ambiti.
I genitori vengono periodicamente a Roma al Bambin Gesù per una cura non farmacologica che funziona, almeno su di questo bimbo funziona, o almeno si intuisce un disagio psitico, ma perde completamente tutti i comportamenti antisociali. Ora parlo di un solo caso, non conosco le diverse gradazioni della malattia, ma esiste e può essere curata almeno nel caso visto da me assolutamente evidente senza farmaci.
ornella is offline  

 



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