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Vecchio 18-02-2008, 11.20.33   #1
arsenio
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Inconscio biologico e culturale nell'eros

Inconscio biologico e culturale nell'eros

La psicoanalisi cominciò ad interessarsi al sentimento amoroso, zona ambigua e arrischiata,la cui competenza si relegava,come limite,alla poesia e alla letteratura. La psicologia e la sociologia consideravano l'amore una realtà scomoda,difficilmente indagabile e da tralasciare. Ancora oggi le psicologie del profondo devono ammettere la superiorità intuitiva dell'arte nel campo della psiche. La fenomenologia dell'amore è offerta più dalla letteratura che dalla filosofia, psicologia, ecc. Per alchimiei tra sesso e spirito, tra chimica e immaginario .Accanto a un biologismo puro, come inconscio biologico e pulsionale che assicura la riproduzione , si affiancano sentimenti, amore , tenerezza, e tutto un universo interiore d'impulsi, emozioni, passioni. Dopo l'inconscio biologico si riconosce una pari importanza all'inconscio culturale che influenza l'immaginazione con storie d'amore, miti, credenze, valori culturali. La sessualità stessa ne viene significativamente valorizzata, e l'amore fisico deve accettare un possibile compromissorio accostamento, con le varie forme del sentimento e delle varie sfumature degli stati affettivo-emozionali, ambivalenze comprese. Freud comunque rifiutò la distinzione occidentale tra eros (concupiscenza) e agape (dedizione). Tuttavia, quest'ultimo,quando è inteso come generico amore per il prossimo, è un'impostura perchè vale solo l'amore verso chi si ama davvero. Già Platone, Aristotele, gli stoici avvertirono il conflitto tra anima spirituale e corpo concupiscente. Fromm indico nell'assenza di un apprendimento amoroso la causa della società malata.
Perchè la società reprime le emozioni? Perchè è il controllo emotivo a definire l'essere umano. Dal codice di Hammurabi l'uomo ha tentato di addomesticare la vita emozionale sottomettendola a quella razionale. Ma l'amore è la negazione della ragione. Così ebbe origine l'ignoranza emotiva e l'incapacità di riconoscere le emozioni altrui. Mentre cuore e pensiero, pensiero e gesti vanno sintonizzati. Il senso comune maschile afferma: meglio fidarsi di un ragionamento che di un sentimento; l'irrazionalità delle passioni non entri nelle decisioni. E così si disintegrano le famiglie: la sordità emotiva ha un costo.

Il romanticismo di derivazione trovadorica al servizio della donna angelicata, oggi è inattuale. Come la derivazione dell '800, di cui Werther fu un prototipo: si univa all'amore l'asocialità, l'autoannullamento, il suicido, la morte. Che Leopardi vede a braccetto con l'amore.
I poeti che indagano nelle riposte pieghe dell'amore furono maschi? A cominciare da Orfeo, mitico poeta della Tracia. Ma i poeti sono personalità eccezionali, dotati di una sensibilità artistica e creativa, non generalizzabile tout court per definire “romantica” la categoria “maschilità” ,né tale sensibilità suscita sempre tale interesse poetico in tutte le donne, anche se il diffuso diario nel cassetto potrebbe esserne una buona premessa.
Allo stesso modo, se è vero che sovente il genio si associa alla follia, non basta essere pazzi per essere creativi.
La donna cristiana viene considerata perdizione e lussuria, oppure salvezza, in qualità di madre che accudisce, protettiva verso la prole e realizzata solo nel matrimonio, non quale partner sessuale di apri diritti.
L'uomo s'identifica con un ideale di mascolinità che esclude l'ideale di femminilità e le sue debolezze. A tal punto da fuggire nella donna la parte non accettata di se stesso. Pure oggi l'uomo debole è un misogino che disprezza le donne, mentre la sua forza sta propro nel valorizzarle. E' schivo da espressioni affettive che ne sminuirebbero l'autorità. La cultura familistica ne escluse pure la comunicazione, ritenuta pertinente alla comunità. Nell'immaginario collettivo il vero uomo non si sdilinqua in sospiri e lamenti, non prova emozioni scomposte, non piange (se non come strumento pubblico) non sospira, non chiacchiera: è attività da femminuccia.
Il dualismo femminile diventò antinomia tra donna idealizzata , tabù da non desiderare, e prostituta da desiderare, con cui sfogare gl' impulsi libidici.
Mentre le due categorie maschili in cui la donna suddivide il maschio sono l'uomo rispettoso, simpatico, tenero, adatto al matrimonio istituzionale e procreativo, come figura paterna. E il maschio moralmente e intellettualmente inferiore, inaffidabile, avventuroso, freddo, che scatena il suo desiderio erotico. Una delle conseguenze potrebbe essere l'ideale femminile di salvare il deviante, o perfino un criminale. E' più raro che un uomo salvi una ragazza da marciapiede.

(continua)
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Vecchio 18-02-2008, 14.07.14   #2
arsenio
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Riferimento: Inconscio biologico e culturale nell'eros

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Inconscio biologico e culturale nell'eros

(continua)

N° 2

La capacità di amare si forgia negli anni dell'infanzia e dell'adolescenza. Mi sembra siano importanti la ricettività, in entrata, e l'amabilità, in uscita. In ogni caso essere amati e amare espande la personalità. Sono sempre presenti desiderio e sentimento,in varie forme e proporzioni. La pulsione amorosa, come esigenza erotico-affettiva è un'”energia” che può sfociare in sublimazioni e percorsi alternativi, come l'arte , la religione, il lavoro, ecc.

Per conoscere i veri sentimenti degli uomini occorre guardare più a quel che fanno che a quel che dicono. Molti non parlano per esprimere un pensiero o un giudizio personali, ma per fare effetto sull'uditorio, per compensare il loro senso di inferiorità, per fare bella figura. Discorsi, garanzie, affermazioni, non andrebbero quasi ascoltati: sono simulazioni per l'immagine che si vuole dare di sé. Non confondiamo le parole con la realtà. Spacciano luoghi comuni che tutti approvano;per compensare una fragile identità puntellata inventano la parvenza di quegli attributi di cui sono privi, e negano le identità altrui per affermare la propria inesistente. O altri, “ contradditori ”, all'incontrario , improvvisano un discorso sconclusionato, ma non si tratta di musica cacofonica. C'è un numero immenso di chi emette opinioni perentorie ,tanto che il valore delle loro parole diventa nulla di fronte alla loro effettiva condotta, se ci si propone di conoscerli più fondo pure nel loro agire concreto. Alcuni non maturano mai sessualmente; restano fissati all'ideale femminile nato dall' immagine materna. La loro virilità monca è ossessionata dalla vergine madre. Le affermazioni narcisistiche sono sempre e comunque “giuste” Perchè? Perchè sono loro a farle ,ma hanno bisogno della conferma del proprio narcisismo, quindi di qualcuno che convalidi che ciò che pensano è vero. Non potranno mai comprendere l'altro, né amare; quindi nemmeno raggiungere un equilibrio psicofisico.
E in amore, i fatti, quando corrispondono alle parole? Sono le manifestazioni di comportamenti passionali : guadarsi negli occhi, abbracciarsi, tenersi per mano, fare l'amore. Non serve considerarsi romantici commuovendosi davanti a un film d'amore. Conta dimostrare concretamente i propri sentimenti attraverso il linguaggio dell'espressività gestuale ed erotica: è più facile dichiararsi passionali che esserlo concretamente. E' difficile per gli uomini parlare del proprio innamoramento. Sovente baci, abbracci, carezze sono frequenti nelle prime fasi del rapporto, ed i coniugi hanno raramente tali contatti fisici.
In America sarebbero i maschi più romantici, mentre le donne avrebbero una visione molto più pragmatica e concreta della propria relazione amorosa.
L'arte della seduzione può essere anche finzione. Ad esempio simulando ciò che le donne più apprezzano secondo mode e tendenze del tempo. Non dimentichiamo che l'amore è una sovrastruttura emotiva e intellettuale costruita dalla cultura sulle differenze sessuali, soprattutto è determinato dai vari significati assunti dalla sessualità.
Oggi l'homo sentiens che non disconosce le dimensioni del pathos non esiste più. L'individuo postmoderno è incapace di relazione e privo di emotività. Regna l'apatia e l'indifferenza celate sotto le ipocrisie delle false coscienze.

Quando l'amore sarebbe compiuto e totale? Devono essere presenti 3 elementi in proporzioni equilibrate: passione, intimità (amicizia) e impegno. Ma i maschi hanno difficoltà ad aprirsi senza temere una reale intimità. Così specialmente per questo fattore l'amore non può compiersi ami in un armonico equilibrio. E la passione non è una limitata attività organica animalesca, Ma dev'essere civilizzata dalla cultura, che la carica di emozione,la riveste di rituali, cerimonie, ecc. Allora il sesso arricchisce la vita, e può pure essere meglio inteso come trasgressione e non atto naturale e “asettico”.Si conferma sempre l'ambiguità dell'amore posto sulla linea che separa la spiritualità dalla biologia; e desidero e sentimento non sono conflittuali.

E' certo un altro abbaglio mediatico l'annunciata controtendenziale riscoperta dei sentimenti, campo disusato in tempi in cui il cuore è uno “scordato strumento”. Lo conferma un sondaggio da cui emerge quanto sia faticoso per tutti parlarne in famiglia di amore,di felicità,di questioni fondamentali e dei problemi dell'esistenza. Si preferiscono le chiacchiere disimpegnanti e le parole oziose. E' sintomatico di una continuativa diseducazione alla gestione dei sentimenti con riflessi negativi anche sul versante erotico che richiede attenzioni ed espressioni di interesse.
Un'educazione sentimentale potrebbe in qualche misura rimodellare le automatiche ”autostrade neurologiche” ipotizzate dalle neuroscienze, create dalle prime condizionanti esperienze infantili, per far acquisire quei tratti psicologici all'insegna della ”calorosità” che sono premessa della capacità amorosa.
Anche un affetto amicale profondo, oltre che gratificare della reciproca compagnia, richiede alcune disponibilità come l'assistenza, il rispetto, la spontaneità, l'accettazione, la fiducia, le confidenze. L'amore esige altrettanto e in più la passione, l'esclusività e una maggior sollecitudine.
Secondo D. Von Hildebrand autore dell'appena uscita traduzione di “essenza dell'amore” solo un'identità affettiva che orienta risposte e condotte come suggeriscono le ragioni del cuore rende degna la vita , in cui si “esce da se stessi” e si “aprono le braccia dell'anima all'amato” con gratuità desiderando unicamente il suo bene.
Un amore di dedizione più che di possesso, come dono di sé senza pretesa di contraccambio? Magnifico,progetto, specie nella prospettiva di non doversi mai aspettare molto dall'altro, tanto meno la reciprocità simmetrica in amore. Tuttavia non so quanto sia realistico e quanto sia ambizioso.
Ma oggi l'identità è costruita sugli annichilenti beni materiali posseduti; per motivazioni controverse – in un società che pur si ritiene femminilizzata – hanno più carisma gli stereotipi maschilisti dove accoglienza, comunicativa, emozionalità sono qualità misconosciute; la smorzata moda new age seduceva con un' antipassionale contemplazione del vuoto; così ome certi stati d'animo connaturati vengono a volte repressi dai farmaci.
Pochi riconoscono e confortano l'universale dolore altrui e chi dichiara di amare tutti potrebbe essere incorso nell'autoinganno di chi crede a ciò che crede, ma in realtà non ama nessuno. Chi non ha mai sospettato una discordanza tra affermazioni verbali,intimi pensieri, comportamenti effettivi?
L'amore è d sempre tema estraneo all'apprendimento antisentimentale del maschio che manifesta disagio non padroneggiano un linguaggio adeguato nelle relazioni femminili dove si valorizzano la vicinanza emotiva e il bisogno intersoggettivi. Disinteressato anche in veste di lettore o spettatore alle paradigmatiche fiction romantiche.
Tra i padri assenti qualcuno comincia a mostrare tenerezza verso i figli ,ma credo che le qualità femminili accoglienti,intuitive e accuditive improntate dalla ”maternage” è quelle maschili cognitive e impositive conformate alla dominanza, non interagiranno facilmente per un'equilibrata parità. Se non per chi già nell'infanzia abbia scoperto la fascinazione dell'eterno femminino maturando un potenziale impegno affettivo con cui tuttavia non può entrare nel loro immaginario innato dove ha spazio l'archetipico maschio foriero di presagite avventurosità, che spesso naufragano nella più meschina disillusione.
Oggi i sociologi avvertono l'incompatibilità delle espressioni amorose con i ritmi convulsi e gli stili dell'individualismo occidentale, e uno scetticismo specie femminile verso l'innamoramento ritenuto dannosa origine di delusioni,incomprensioni, limitazioni, ecc. Comunque il mito dell'amore come fusione di anime e nullificazione d'individualità è superato a favore di un realistico dialogo tra due unità.
Comprendo la chiusura con cui si elabora una delusione sentimentale,ma concordo con M.R, Parsi sull'amore come autocosciente percorso educativo, per cui non s' impara ad amare se non attraverso gli errori.: “siamo fatti delle storie d'amore felici o infelici,rasserenati o complesse, che abbiamo vissuto, che viviamo e che vivremo”.
Le separazione possono recare problemi economici a entrambi, maggiori per la donna che tuttavia non è più sottomessa e beneficia di opportunità dovute ai movimenti femminili susseguitesi nel tempo e di una maggior autostima che la predispone a nuovi amori. Con l'ipotesi di un'uscita programmata essendo consapevole che nessun legame è affidabile e può venire meno l'autenticità, la progettualità, la tolleranza.
L'uomo può vedersi riconfermata l'identità solo dalle giovani ancora inesperte della vita, mentre la donna cerca di evadere con qualcuno anche non migliore, ma in qualche modo ai suoi occhi diverso.
In amore si deve donare senza pretesa di ricevere' Esortazione antiegoista o ideologica? Potrebbe derivare da una tradizione che considera fenomenologicamente la scoperta dell'essenza universale nelle varie esperienze d'amore giungendo fino al prossimo e a Dio “sensibile al cuore e supremamente buono” come dice Pascal. Da amare di un amore che per i credenti verrà restituito dopo la morte.
arsenio is offline  
Vecchio 19-02-2008, 12.16.14   #3
arsenio
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N° 2


N° 3

L'"enigma" dell' Edipo: alle origini del fallocentrismo occidentale.

La psicoanalisi, come la religione si riferisce ad un ordine simbolico, da un cofnronto con una frase dell Chiesa: la donna è tale dalla nascita perchè Dio l'ha voluta così.
Per Freud la sessualità femminile e lo sviluppo sessuale fino al diventare maschio o femmina rimasero problematici, comunque simbolici e sociali.
L'Edipo è l'origine simbolica delle mire sessuali verso il genitore di sesso opposto e l'aggressività nei confronti del genitore dello stesso sesso, che avvia alla procreazione in cui i valori civili sono subordinati alla natura che giustifica il desiderio di dare un bambino alla madre, per il maschietto, e un bambino al padre, per la bambina.
Il percorso edipico vale per entrambi, ma non è mai stato chiaro per la femminilità. Freud mette al centro solo il fallo simbolico per tutti gli essere umani.
All'Edipo si correla il complesso di castrazione. L'organizzazione adulta considera due genitali, quella infantile solo il maschile per rappresentare la differenza sessuale, ma la bambina com'è marcata dal complesso di castrazione non avendo ancora scoperto il genitale femminile? L'antitesi maschile-femminile è tra avere il fallo o essere evirati e il maschio razionalizza tale mancanza come punizione per unica colpa femminile,mentre la madre lo conserverebbe.
Il fallo è inequivocabile per il corporeo maschile, ma al corporeo femminile manca il corrispondente: il clitoride non è oggetto di sanzioni o divieti.
Quindi, come il genitale femminile può venire investito libidicamente senza riferimenti genitoriali? La vagina è solo dimora del pene- simbolo fallico.
Freud infine rifiutò ogni simmetria e dovette ammettere un Edipo al femminile,ma lasciò ai postfreudiani un approfondimento ancora aperto. La psicologia del profondo ora si estende anche ad aspetti sociali.
Il problema è in sintesi, per comprendere che anche la psicoanalisi ha contribuito a dare origine al fallocentrismo occidentale, e che la strada è ancora lunga, appena da qualche hanno è stato scoperto che il clitoride si prolunga all'interno per diversi centimetri. La donna possiede una sessualità più vitale, la capacità di orgasmi multipli, a fronte dei limiti del maschio, che perfino da una corrente più retriva, tende a negare l'utilità di un orgasmo, essendo unicamente destinata alla procreazione.
Comunque per continuare un indagine sulla sessualità femminile e relativa e irrisolta problematica della "differenza", non sarebbero da tralasciare le teorie freudiane.
arsenio is offline  

 



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