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Vecchio 26-03-2008, 22.21.57   #11
espert37
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Riferimento: Viviamo in una Italia capitalista

Citazione da Wanlang:
Forse l’errore è proprio quello di un’istituzione che fuori dall’uomo gli da i valori. Se la direttiva arriva dall’esterno, da un’istituzione “i valori morali” diventano un “dovere” ed il dovere toglie all’uomo la gioia della virtù.
Io credo invece che l’uomo abbia bisogno di riscoprire la bellezza della virtù in se stessa e non perché qualcuno glielo chiede. Credo che abbia bisogno di essere caricato individualmente della responsabilità del bene e del male e non deresponsabilizzato da un ente che dall’esterno gli dice cosa è bene e cosa è male.

Siccome il mio sistema visivo mi debilita molto a leggere e scrivere.questa mia vuole essere anche una risposta all'intelligente e molto ponderato intervento di Pipoca che stimo e condivido la sua filosofia.

Carissimo WanLang,Io non parlo di direttive che arrivano dall'esterno,non parlo di gioie della virtrù,non parlo di deresponsabilizzazioni individuali,Ma intendo una istituzione, un ente, un gruppo di persone istruite ben pensanti e mature moralmente che si adoperino a salvare quella stragrande maggioranza di italiani che oggi stanno annaspando e lentamente annegando nella grande palude dell'ignoranza,affinchè queste persone riscoprino le gioie della virtù e con consapevolezza riescano a distinguere il bene dal male e si alfabetizzino immettendosi così sulla via che porta loro verso la gioia e la felicità. Non è una utopia ciò che intendo,è fattibile.Io sto già agendo in questo senso avendo costituito un piccolo gruppo molto attivo,nonostante la esiguità dei mezzi.Nostra idea è di entrare tutti a far parte della comunità della chiesa cattolica romana ed adoperarci per una riforma radicale della catechesi al fine di portare maggior istruzione morale e sociale nelle famiglie affinchè possano trasmettere maturità maggiore nelle nuove generazioni.
Purtroppo la nostra chiesa, che dovrebbe essere colei che ha il compito di trasmettere questi valori,è completamente inefficace,con idee e dogmi superati ed estremamente obsoleti,stà perdendo validità e credenza continuamente.L'unico suo pregio è di essere ancora,nonostante tutto una istituzione ancora ben radicata ed universalmente riconosciuta,quindi se ben riformata potrebbe riprendere la sua importante efficacia e validità nell'insegnamento dei giusti valori morali,Perchè è dalla maturità morale che scatturiscie una sana maturita sociale.
Nonostante le varie riflessioni e ricerche questa ci sembra,( Anche se a lungo termine) la via più attuabile e concreta per tentare di giungere ad una soluzione. Se qualcuno conoscesse una strada meno ardua sarà il benvenuto.

Con un amichevole saluto vi dò la buona sera espert37
espert37 is offline  
Vecchio 27-03-2008, 14.37.12   #12
donella
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Riferimento: Viviamo in una Italia capitalista

Carissimo Espert,
leggo con interesse i tuoi interventi e - sinceramente - ne stimo purezza e finalismo.
Poi , però, incontro un problema : è che sembrano "semplici e lineari".... mentre (almeno per la mia lettura) renderebbero urgenti dozzine di approfondimenti riguardo a dozzine di presupposti dati per impliciti e che impliiti (o ovvii) - a me - non sembrano.

Nelle dozzine di dozzine, credimi, mi è difficile raccapezzarmi. Provo.

Intanto - da cattolica solo "figurante" - mi chiedevo quale effetto potrebbe farmi il tuo progetto qualora fossi - invece - cattolica osservante. E' astrattamente possibile che , in quella veste, il tuo progetto urterebbe la mia sensibilità.... di persona che (solo per esempio flash)... ha preso sul serio "l'Obbedienza"! Ossia: come cattolica osservante (quale non sono) probabilmente ti contesterei che la Chiesa Cattolica Romana E' Quella: con il suo capo Vicario di Cristo: se la abbraccio... poi la seguo; se non mi quadra non l'abbraccio. Ma... usarne la struttura per "piegarla" ad interpretazioni diverse rispetto a quelle del Vicario di Cristo... non volermene Espert... ma da Cattolica non mi piacerebbe, nel senso che mi saprebbe di "disobbediente". (ammetto senza problemi di essermi sempre sentita caratterialmente molto più vicina ai da me lontanissimi integralisti cattolici, di quanto non sia mai stata agli esegeti-riformisti di qualunque tipo).

Su altro fronte: ipotizzare una "revisione universale" che parta da qualunque presupposto che non sia nè universalmente condiviso (poco male) nè universalmente condivisibile (grande male).... per me.... significa negare il progetto sin dal nascere : l'autorevolezza del Dio cattolico non ha - oggettivamente - nessuna possibilità di essere universalmente condivisa. Ragion per cui: qualunque "miracolo" dovesse compiersi in nome del Dio cattolico.... sarebbe pur sempre un miracolo che riguarda i soli cattolici.

Qui s'aprirebbe il trattato di tutti i trattati: il problema non è tanto il Dio cattolico o qualunque altro dio. Il problema potrebbe essere la necessità (affatto sentita da parte dell'umanità , peraltro affatto "sciocca" o "non pensante" o "non senziente") di qualunque dio.
Comune a moltissime religioni è la scommessa con l'aldilà.
Comune a moltissimi pensanti è la sola certezza dell'aldiqua.

A ben guardare, però, la scommessa con l'aldilà (per lo stato dell'arte) sembra inidonea a poter coinvolgere tutti.

La certezza dell'aldiqua, invece, è sicuramente comune a tutti.

Ora, caro Espert, avessi ricette universali... forse non sarei a digitare qui.
Però credo davvero che qualunque ricetta "universale" non possa che partire da ingredienti universalmente noti e posseduti.
E allora, dico modestamente : questa certezza dell'aldiqua, che contiene tante e tante altre certezze minutissime e preziose, non potrebbe essere valorizzata in funzione etica moooolto meglio di qualunque altro ingrediente?

Guardarsi PARTENDO dall'unica certezza dell'aldiqua, guardarsi considerando quel fantastico motore dell'Egoismo che ogni mattina ci dà la forza di alzarci, e poi - dopo esssersi guardati - alzare lo sguardo sull'altro e scoprire il suo Vitale Egoismo, e poi scoprire che l'Egoismo è certo, dentro al certo aldiqua, tanto quanto l'aldiqua stesso..... non potrebbe bastare - già da solo!!!!! - ad autoeducarsi all'Egoismo lungimirante, quello che DA SOLO diventa etico, senza stagnare nell'egoismo cieco ... quello che quando s'illude di vedersi allo specchio... come rimedio trova tre paternoster e un atto di carità pelosa ... pur di conservarsi così com'è e, in più, sentirsi nobile nell'aver espiato????????

Per aumentare le diottrie dell'Egoismo... basta presentarlo a noi stessi, e prenderselo in carico per quel che è! Quando lo riconosci in te e poi nel tuo prossimo UGUALE al tuo, senza bisogno di fustigarlo capisci che è Vita: non va represso, non va negato : va fatto brindare in armonia con quello altrui, nella visione chiara che ogni abuso del proprio in danno di quello altrui.... abbrevia drammaticamente (e sacrosantamente) la vita DEL PROPRIO!

Non pensi che sia molto più semplice, come linguaggio universale, che ognuno parta DA SE STESSO piuttosto che da qualunque ente diverso da se stesso?
Non pensi che sia molto più facile e certo, per qualunque uomo di qualunque punto della Terra, rispondere alla domanda "perchè t'alzi la mattina? e perchè s'alzano gli altri?" ... di quanto non possa esserlo la complicatissima domanda "in nome di cosa o chi saresti pronto ad essere "migliore?" (fermorestando che sul concetto di "migliore" urgerebbe immediatamente l'ennesimo trattato?????

donella is offline  
Vecchio 27-03-2008, 21.32.34   #13
espert37
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Riferimento: Viviamo in una Italia capitalista

Citazione da Donella:

La certezza dell'aldiqua, invece, è sicuramente comune a tutti.

Ora, caro Espert, avessi ricette universali... forse non sarei a digitare qui.
Però credo davvero che qualunque ricetta "universale" non possa che partire da ingredienti universalmente noti e posseduti.
E allora, dico modestamente : questa certezza dell'aldiqua, che contiene tante e tante altre certezze minutissime e preziose, non potrebbe essere valorizzata in funzione etica moooolto meglio di qualunque altro ingrediente?

Guardarsi PARTENDO dall'unica certezza dell'aldiqua, guardarsi considerando quel fantastico motore dell'Egoismo che ogni mattina ci dà la forza di alzarci, e poi - dopo esssersi guardati - alzare lo sguardo sull'altro e scoprire il suo Vitale Egoismo, e poi scoprire che l'Egoismo è certo, dentro al certo aldiqua, tanto quanto l'aldiqua stesso..... non potrebbe bastare - già da solo!!!!! - ad autoeducarsi all'Egoismo lungimirante, quello che DA SOLO diventa etico, senza stagnare nell'egoismo cieco ... quello che quando s'illude di vedersi allo specchio... come rimedio trova tre paternoster e un atto di carità pelosa ... pur di conservarsi così com'è e, in più, sentirsi nobile nell'aver espiato????????

Carissima Donella,Innanzi tutto ti ringrazio di avermi letto e risposto.Ma mi è caro invitarti a leggere quanto io ho espresso nel mio blog,quel blog di cui c'è ancora l'indirizzo in calce ad ogni mio script.Ti prego però di leggerlo ad analizzarlo lentamente nel suo intero.Ti accorgerai allora che stiamo parlando la stessa lingua,le tue sono le mie idee. Il mio intento è di trasmettere il modo meno arduo per trovare la felicità in questo nostro aldiquà che è tutto ciò che abbiamo di reale e tangibile.E la partenza per questa ricerca, come io stesso ho sempre affermato è L'IO,L'IO EGOISTICO,e la meta è la gioia,la felicità,un tenore di vita armonioso e beato.E' la strada giusta per percorrere questo importantissimo tragitto che io auspico venga trasmesso a quella maggioranza di umanità che purtroppo lo ignora completamente.

Citazione da Donella:
Non pensi che sia molto più semplice, come linguaggio universale, che ognuno parta DA SE STESSO piuttosto che da qualunque ente diverso da se stesso?
Non pensi che sia molto più facile e certo, per qualunque uomo di qualunque punto della Terra, rispondere alla domanda "perchè t'alzi la mattina? e perchè s'alzano gli altri?" ... di quanto non possa esserlo la complicatissima domanda "in nome di cosa o chi saresti pronto ad essere "migliore?" (fermorestando che sul concetto di "migliore" urgerebbe immediatamente l'ennesimo trattato?????

Giustissimo ciò che tu dici, ma questo lo penso io,lo pensi tu,ma la stragrande maggioranza non lo pensa ed ha bisogno di indirizzo.Esiste una enorme moltitudine di cattolici praticanti che venuti a conoscienza delle realtà stabilite dalla fisica moderna,hanno seri e fondati dubbi circa i dogmi,e l'efficacia degli insegnamenti della chiesa cattolica odierna. c'è una quantità di cattolici praticanti che se chiedi loro il perchè vanno a messa alla domenica,li metti in imbarazzo.rimangono credenti praticanti per abitudine e perchè non hanno altro. Il buon auspicio è che sempre più persone riescano a rispondere alla domanda che tu reputi complicatissima (in nome di chi o di che cosa vorresti essere migliore?) Sono pronto ad essere migliore per avere più gioia e godere di più felicità e beatitudine in questa mia ESISTENZA TERRENA.
Bisogno estremo di persone che sappiano ragionare come ragioni anche tu e che trasmettino al prossimo il vero valore dell'amore,non solo nel senso letterale della parola ma in tutte le sue espressioni.

Ps.Ti voglio ricordare che per mè tu esisti e tutto l'universo esiste perchè esisto io. Se io non esistessi, per mè esisterebbe il nulla. quindi è l'io il mio punto di partenza.

Ciao Donella e buona serata espert37
espert37 is offline  
Vecchio 31-03-2008, 22.57.27   #14
-Ivan-
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Riferimento: Viviamo in una Italia capitalista

Citazione:
Originalmente inviato da espert37
E' imperante nella totalita delle masse una mentalità socialista,proponente tantissime sane e giuste soluzioni di economia politica atte a migliorare la nostra situazione economico sociale. Ma viviamo in una Italia capitalista dove al di sopra di un Prodi,di un Valter Veltroni,di un Bartinotti e di un Barlusconi,chi tiene le redini dalla nazione è il capitale,che con i possenti mezzi a disposizione indirizza e manovra tutta la miope popolazione nel modo che a lui meglio gli confà,riusciendo a fare il bello ed il cattivo tempo.
Esisteranno proposte ad una soluzione? A noi l'ardua risposta.
Sperando che abbiate trascorso una buona Pasqua vi saluto tutti tanto amichevolmente. espert 37

Ovvio che viviamo in un paese capitalista, come ogni paese occidentale ed ormai anche orientale al giorno d'oggi. Ormai il capitalismo governa il mondo, a volte viene chiamato comunismo ed a volte con altri nomi ma sempre di quello si tratta, accumulo di beni per una ridotta parte della popolazione o per un ristretto gruppo di persone, può essere lo stato o possono essere degli imprenditori, poco cambia.
Io direi che da cambiare c'è poco, i sistemi sociali formano le persone che ci vivono, ma le persone possono a loro modo cambiarli se lo vogliono.
Semplicemente questa volontà non c'è, non c'è perchè chi è al vertice della piramide non ha motivo di voler sovvertire la dipendenza dell'uomo dall'economia, chi è poco sotto sta mediamente bene o almeno ne è convinta, chi sta in fondo non ha la possibilità di farsi sentire.
La maggioranza delle persone nei paesi occidentali sta benino e non sa che potrebbe star meglio, o almeno pensa che starebbe meglio se avesse di più, questo è il problema più grosso, il capitale è diventato il nuovo idolo ed a quello si cerca di arrivare.
Noi potremmo smettere di consumare e così ribaltare tutto, è tanto facile, l'economia ci governa ma se noi smettiamo di consumare le lobby non hanno che da perderci a produrre e così prima o poi cascherebbe tutto, a noi non andrebbe niente se non una grande crisi internazionale e la fame ma i figli dei nostri figli avrebbero la possibilità di ricostruire partendo da zero.
Il fatto è, possiamo realmente smettere di consumare? Siamo abbastanza liberi da poterlo fare? Siamo abastanza indipendenti da poter spegnere televisione e da smettere di muoverci in base alle esigenze delle aziende?
Io credo di no, credo che non saremmo in grado con il lavaggio del cervello della socità moderna di avere solo qualche paio di calzoni e qualche maglia, di non comprare ogni aggeggio teconologico che esce in continuazione in una versione leggermente più avanzata e tutto il resto.
Siamo semplicemente diventati schiavi del nostro stesso sistema sociale ed adesso tornare indietro è dura, se riusciremo a non fare danno all'ambiente a forza di consumare e produrre prima o poi una fine verrà da sè perchè l'economia non può crescere costantemente, però io credo che se non si ferma da solo noi non possiamo farci ormai più niente.
-Ivan- is offline  
Vecchio 01-04-2008, 07.51.04   #15
espert37
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Riferimento: Viviamo in una Italia capitalista

Cizione da Ivan:
Il fatto è, possiamo realmente smettere di consumare? Siamo abbastanza liberi da poterlo fare? Siamo abastanza indipendenti da poter spegnere televisione e da smettere di muoverci in base alle esigenze delle aziende?
Io credo di no, credo che non saremmo in grado con il lavaggio del cervello della socità moderna di avere solo qualche paio di calzoni e qualche maglia, di non comprare ogni aggeggio teconologico che esce in continuazione in una versione leggermente più avanzata e tutto il resto.
Siamo semplicemente diventati schiavi del nostro stesso sistema sociale ed adesso tornare indietro è dura, se riusciremo a non fare danno all'ambiente a forza di consumare e produrre prima o poi una fine verrà da sè perchè l'economia non può crescere costantemente, però io credo che se non si ferma da solo noi non possiamo farci ormai più niente.

Carissimo Ivan, non sono d'accordo con tè quando dici che non possiamo farci nulla oramai. Anche se a lunga scadenza un modo esiste ed è quello che ho descritto rispondendo a Donella,Noi non ne vedremo i risultati ma possiamo adoperarci per le generazioni future.
Un caro saluto,espert 37
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Vecchio 01-04-2008, 21.49.07   #16
-Ivan-
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Riferimento: Viviamo in una Italia capitalista

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Cizione da Ivan:
Il fatto è, possiamo realmente smettere di consumare? Siamo abbastanza liberi da poterlo fare? Siamo abastanza indipendenti da poter spegnere televisione e da smettere di muoverci in base alle esigenze delle aziende?
Io credo di no, credo che non saremmo in grado con il lavaggio del cervello della socità moderna di avere solo qualche paio di calzoni e qualche maglia, di non comprare ogni aggeggio teconologico che esce in continuazione in una versione leggermente più avanzata e tutto il resto.
Siamo semplicemente diventati schiavi del nostro stesso sistema sociale ed adesso tornare indietro è dura, se riusciremo a non fare danno all'ambiente a forza di consumare e produrre prima o poi una fine verrà da sè perchè l'economia non può crescere costantemente, però io credo che se non si ferma da solo noi non possiamo farci ormai più niente.

Carissimo Ivan, non sono d'accordo con tè quando dici che non possiamo farci nulla oramai. Anche se a lunga scadenza un modo esiste ed è quello che ho descritto rispondendo a Donella,Noi non ne vedremo i risultati ma possiamo adoperarci per le generazioni future.
Un caro saluto,espert 37

Ciao, in un certo senso nemmeno io sono d'accordo con quello che ho detto , cioè sono convinto che le cose si possano cambiare, sono convintissimo che la maggioranza vorrebbe farlo, però credo che adesso come adesso la gente non abbia la possibilità di vedere con sufficiente chiarezza i risultati della vita che fa (leggasi consumo smoderato e senza senso) e se non esce da questo stato di cieca fiducia nell'economia attuale il cambiamento non è possibile.
-Ivan- is offline  
Vecchio 02-04-2008, 08.04.57   #17
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Citazione da Ivan:
Ciao, in un certo senso nemmeno io sono d'accordo con quello che ho detto , cioè sono convinto che le cose si possano cambiare, sono convintissimo che la maggioranza vorrebbe farlo, però credo che adesso come adesso la gente non abbia la possibilità di vedere con sufficiente chiarezza i risultati della vita che fa (leggasi consumo smoderato e senza senso) e se non esce da questo stato di cieca fiducia nell'economia attuale il cambiamento non è possibile.

Carissimo Ivan. Condivido in toto quanto dici, ma,se intendiamo intellettualmente vegetare,lasciamo pure le cose come stanno,convincendoci che non è possibile il cambiamento. Ma se vogliamo dare un senso alla nostra vita,cerchiamo di adoperarci quel tantino che è nelle nostre possibilità a trasmettere e divulgare i modi che riteniamo corretti per un cambiamento.
Nonostante si incontrino vari ostacoli e difficoltà,questa etica di vita è quella che dona maggiormente buone gradazioni di gioia e felicità,notandone i piccoli risultati che si riescono ad ottenere.
Chi ha portato la società a questo stato tanto materialista e consumistico
è una forza reale che in questo momento è riuscita ad imporre il suo volere,ma per nostra fortuna è dimostrato scientificamente che in natura esiste sempre,una forza direttamente contraria,quindi cerchiamo di rafforzare questa affinchè ottenga il sopravvento.

Un caro saluto espert37
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Vecchio 02-04-2008, 12.13.11   #18
-Ivan-
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Riferimento: Viviamo in una Italia capitalista

Citazione:
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Citazione da Ivan:
Ciao, in un certo senso nemmeno io sono d'accordo con quello che ho detto , cioè sono convinto che le cose si possano cambiare, sono convintissimo che la maggioranza vorrebbe farlo, però credo che adesso come adesso la gente non abbia la possibilità di vedere con sufficiente chiarezza i risultati della vita che fa (leggasi consumo smoderato e senza senso) e se non esce da questo stato di cieca fiducia nell'economia attuale il cambiamento non è possibile.

Carissimo Ivan. Condivido in toto quanto dici, ma,se intendiamo intellettualmente vegetare,lasciamo pure le cose come stanno,convincendoci che non è possibile il cambiamento. Ma se vogliamo dare un senso alla nostra vita,cerchiamo di adoperarci quel tantino che è nelle nostre possibilità a trasmettere e divulgare i modi che riteniamo corretti per un cambiamento.
Nonostante si incontrino vari ostacoli e difficoltà,questa etica di vita è quella che dona maggiormente buone gradazioni di gioia e felicità,notandone i piccoli risultati che si riescono ad ottenere.
Chi ha portato la società a questo stato tanto materialista e consumistico
è una forza reale che in questo momento è riuscita ad imporre il suo volere,ma per nostra fortuna è dimostrato scientificamente che in natura esiste sempre,una forza direttamente contraria,quindi cerchiamo di rafforzare questa affinchè ottenga il sopravvento.

Un caro saluto espert37

Sì certo sono d'accordo con te, le mie parole vengono più che altro da un po' di frustrazione per quello che vedo intorno a me, io sono un paio di anni che sto cercando di limitare di molto i consumi, a volte con successo, a volte meno, ho dato un taglio a tantissime cose che ora non riesco a sopportare e che mi creano non pochi problemi soprattutto nelle relazioni con gli altri.
Mi sembra di notare che lo stile di vita che facciamo, il lavoro e tutto il resto comunque ci spingano molto verso il consumo. E' quasi impossibile in molte città ad esempio non possedere una macchina, non consumare qualcosa la sera quando si esce, e tante altre cose ancora, secondo me siamo arrivati ad un punto in cui è molto improbabile che la massa si renda conto di quello che fa perchè la normalità ormai è il consumo.
-Ivan- is offline  
Vecchio 02-04-2008, 12.41.14   #19
bomber
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Riferimento: Viviamo in una Italia capitalista

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Sperando che abbiate trascorso una buona Pasqua vi saluto tutti tanto amichevolmente. espert 37



msg assai conciso e preciso ...
cmq l'italia è si un paese capitalista, ma non totalmente capitalista.
Ovvero vuoi per la presenza del papa, vuoi la nostra storia, vuoi il clientelismo, siamo un paese a parte capitalista e a parte socialie.
Ovvero se prendiamo un paese realemente capitalista comegli USA ci accorgiamo che gli assomigliamo solo a fette.
Infati non esiste la pubblica assistenza, non esiste una scuola pubblica decente ecc....
La realmente chi ha il capitale ha un trattamente diverso da chi non ce l ha.
Non avere soldi negli States vuol dire non essere nessuno.
Non avere soldi in Italia vuol dire avere una serie di servizi che ti aiutano a stare meglio e ti possono anche aiutare a trovarti un lavoro ecc...
Insomma la vedo come un capitalismo sociale, i due estermi in equilibrio e per continuare a stare bene vbisogna che sia mantenuto forte questo equilibrio ...
bomber is offline  
Vecchio 02-04-2008, 14.11.59   #20
espert37
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Riferimento: Viviamo in una Italia capitalista

Mi riferisco all'intervento di Ivan:
Sì certo sono d'accordo con te, le mie parole vengono più che altro da un po' di frustrazione per quello che vedo intorno a me, io sono un paio di anni che sto cercando di limitare di molto i consumi, a volte con successo, a volte meno, ho dato un taglio a tantissime cose che ora non riesco a sopportare e che mi creano non pochi problemi soprattutto nelle relazioni con gli altri.
Mi sembra di notare che lo stile di vita che facciamo, il lavoro e tutto il resto comunque ci spingano molto verso il consumo. E' quasi impossibile in molte città ad esempio non possedere una macchina, non consumare qualcosa la sera quando si esce, e tante altre cose ancora, secondo me siamo arrivati ad un punto in cui è molto improbabile che la massa si renda conto di quello che fa perchè la normalità ormai è il consumo.

Carissimo Ivan,Credo fermamente e condivido congratulandomi con te per la presa di posizione che tu hai descritto di aver preso,presa di posizione che per molti potrebbe sembrare cosa di poco conto,mentre invece è di fondamentale importanza e consta di non poco sforzo.cerca di continuare trasmettendo ciò anche a chi ti è vicino. l'essenziale per una buona riuscita,è il dovere di sentirsi EGREGI,cioè fuori da quel greggie enorme di pecoroni che seguono con i paraocchi quel pestore capitalista che li condice dove meglio crede.Cerchiamo di farci condurre dal NOSTRO intelletto consapevolmente,rifiutando quella schiavitù superiore a quella esistente negli anni bui del medio evo.
Ti saluto perchè ora devo andare a lavorare ciao. espert37
espert37 is offline  

 



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