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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 08-04-2008, 16.22.47   #11
Pipoca
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Gentile iulbrinner politicamente scorretto

spero di illuminarla al meglio , o almeno per quanto il mio non essere torcia me lo permetta ...

Il supposto francescanesimo che , come si sa, tra l'altro è stato una manovra proprio politicamente scorretta , ma machiavellianamente azzeccata , voleva essere mera provocazione .

Va da sé che son carnivora come specie animale , che utilizzo plastica volente e nolente , che il modo di fumare lo trovo comunque , essendo tra l'altro più incline a vizio che alla mortificazione , che ho poche possibilità di aggredire , data la mia esile costituzione fisica e la mia ignoranza anche minima sulle basi delle arti marziali , che di schiavitù et similaria ne devo parlare per forza , data la mia professione , anche quando avrei voglia di parlare di boiate ...
...
ma
...
quel donna Prassede non era casuale
...
nel bene o male è giusto fare qualcosa ?

E se sì , cosa ?

Inglobata nella mondo della sterilità (mentale logicamente , le mie tube credo siano in regola)

mi chiedo e vi chiedo ... è proprio questo

Citazione:
Originalmente inviato da ilubrinner
Preoccuparci del nostro benessere personale è attività che ci impegna quasi tutti, nella vita, in modo quasi totalizzante

proprio questo ... ad esempio Tu ... (o Lei o Voi , dipende dal grado di confidenza) ... come lo materializzi nella giornata , nel piccolo scorrere dei granelli di sabbia del tempo?

Dire 'io mi preoccupo etc etc. ...' son d'accordo , ma come lo fai?

Citazione:
Originalmente inviato da iulbrinner
Ciò premesso, già il coniugare il proprio benessere con quello altrui è attività collaterale che impegna da secoli fior di filosofi, teologi, ideologhi e politici nella ricerca di un significato universalmente (e non soggettivamente) valido.

Ottimo ... hanno qualche spunto da darci ?
Tu quali spunti hai trovato ? Io purtroppo ho poca conoscenza in merito ...
Puoi suggerirmi qualcosa ?

Oltre alle mie suddette e provocatorie minchiate , puoi consigliarmi qualcosa?

Sai , a volte mi chiedo se dentro questa ingrata natura , oltre al lamentato , sia possibile anche qualche forma di agire , dire e pensare costruttivamente .

Ben lontana dall'avere la ricetta , eccetto quella di suor germana, ben lontana dall'avere la formula magica, anche se tra le pieghe del mio cuscino spunta spesso il desiderio di svegliarmi accanto a mago merlino (e la sua bacchetta magica ) , ben lontana dall'avere la cognizione del bene e del male (non so nemmeno riconoscere un albero di mele se non ha il frutto) ... nel mio piccolo,
c'è qualcosa che almeno mi illuda che tutti 'sti ***** di sforzi che faccio possano avere un fine, oltre a quello di essere mangiata dai lombrichi?
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Vecchio 08-04-2008, 17.52.46   #12
iulbrinner
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Donna Prassede, come ci dice il Manzoni, era “una gentildonna molto inclinata a fare del bene”. Tuttavia, aggiunge lo scrittore per maggiore precisione, “il suo studio era di assecondare i voleri del cielo:ma spesso faceva un grosso sbaglio,ch’era di prender per cielo il suo cervello”.
Tanta dotta premessa - mi sia consentita un pò di narcisistica esibizione - complica il quadro intorno al quale ragioniamo amabilmente o lo semplifica?
Vediamo con calma.
Citazione:
nel bene o male è giusto fare qualcosa ?
Domanda imponente, che presuppone la preliminare decisione di cosa sia bene e cosa male; e di chi sia a decidere in questo senso (per sé o per tutti?).
Eh sì, cara signora Pipoca, perché il bene universale va stabilito prima dell'inizio della giornata; pena strafalcioni come quello di chi vuole salvarti dal vizio del fumo (la cosa riguarda entrambi e, quindi, ci capiamo) o come le dame di San Vincenzo o i terrificanti Testimoni di Geova.
La mia risposta a cotanti missionari della salute e dell'anima è: che vadano a farsi f.....e. Insomma, per me quello loro non è bene; tutt'altro, è solo una gran rottura di scatole.
Primo gap facile facile.
Citazione:
E se sì , cosa ?
Altra bella complicazione, considerato che la partenza non contempla un arrivo prefissato. Un pò come fare la maratona senza un percorso; ognuno se ne vada per i fatti suoi. Chissà chi vincerà....?
Citazione:
ad esempio Tu ... (o Lei o Voi , dipende dal grado di confidenza) ... come lo materializzi nella giornata , nel piccolo scorrere dei granelli di sabbia del tempo?
Dire 'io mi preoccupo [del mio benessere personale, n.d.r.] son d'accordo , ma come lo fai?
Ebbè, in tanti modi diversi, alcuni riferibili in un forum pubblico altri meno. (avrei optato per un protocollare lei ma, data la confidenza raggiunta con l'interrogativo, vada per il tu).
Tra le cose che mi aggradano maggiormente (non le sole) c'è la pigrizia, scrivere, il calcio, femmine disinibite (rarissime, per la verità) e le patate al forno (molto più numerose e a buon mercato). Mi avvalgo il più possibile di queste componenti per il mio benessere, se può servire come risposta.
Insomma, non è una vita grama, che già mi faccia pensare ai fini ultimi contrapposti ai lombrichi divoratori.
Ma, forse, tu, cara Pipoca, vuoi costruire? Forse, non bastandoti essere, vuoi diventare?
Forse, ancora, l'interrogativo inespresso nell'incipit iniziale voleva essere: come possiamo migliorare il nostro mondo?
Se è tutto qui quello che dovrebbe dare senso alle nostre esistenze, confesso impudicamente di volare molto più basso.
Dei ghiacciai che si squagliano non mi interessa un accidente; c'è già chi ci pensa anche troppo per andare ad affollare la truppa. Della fame nel mondo non posso farmi carico facendo il digiuno solidale; magari destino qualche piccolo contributo alle attività di beneficenza. Delle buste di plastica mi avvalgo come milioni di consumatori e non sarà portando la spesa a braccio che risolverò qualcosa.
In summa, vivo comodamente nella mia nicchia senza fare il Gesù Salvatore del mondo; per quanto conti, ti suggerisco di fare altrettanto che si campa benissimo.
Di profezie di un mondo migliore è piena drammaticamente la storia, perché poi ognuno voleva fare a modo suo e il mondo gli è scoppiato tra le mani in diverse occasioni.
Sul senso della vita ho smesso di interrogarmi da tempi immemorabili, sin da quando ho scoperto che non c'era bisogno di un impianto teoretico sottostante per godersi una bella e salutare (nel senso di sana) sc....ta.
Tanto, nel mio piccolo, mi basta e mi avanza.
iulbrinner is offline  
Vecchio 08-04-2008, 18.12.30   #13
amarina
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Non cè nessuna differenza tra il tuo modo di intendere e quello di Pipoca.
Rispondono entrambi ad un bisogno proprio e legittimo.
amarina is offline  
Vecchio 08-04-2008, 19.14.48   #14
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Citazione:
Originalmente inviato da amarina
Non cè nessuna differenza tra il tuo modo di intendere e quello di Pipoca.
Rispondono entrambi ad un bisogno proprio e legittimo.

Essenziale e liquidatoria.
Ma io qualche differenza continuo a vederla.
L'oggetto del simpatico contendere è in bella e rapida sequenza, come un filo di panni stesi; il senso della vita, bene e male, egoismo ed altruismo, un mondo migliore.
Qual'è il filo che sostiene tutti questi elementi?
Il "bisogno proprio e legittimo" - dice amarina - formulando una filosofia tascabile di rapida lettura.
Pipoca ha bisogno, forse, di salvare il mondo.
Io, sicuramente (lo so, perché sono il diretto interessato) di godermelo il più possibile.
Siamo arrivati ad una conclusione inattaccabile (ma non ci voleva molto, obiettivamente): io e Pipoca siamo profondamente diversi ed il mondo è vario e composito.
Bella conclusione, per una discussione apparentemente impegnativa, che ci riporta alle polverose certezze di sempre.
Grazie amarina.

P.S. - però, che non ci sia nessuna differenza tra il mio modo di intendere e quello di Pipoca mi sembra francamente sbrigativo; è il limite delle filosofie tascabili....
iulbrinner is offline  
Vecchio 08-04-2008, 19.19.21   #15
Pipoca
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Sento un brivido scorrermi lungo la schiena: o è la febbre o si è sciolto qualcosa dentro di me.

Quando vagabondo del dharma risponde alle mie domande sento un tuffo al cuore: mi piace e condivido quello che scrive, quindi la sua considerazione per i miei messaggi ha duplice effetto. Per primo mi riconosco nelle sue parole, e mi conforto, secondo, data la stima, mi sento più importante.

Son piccole cose, lo so, cose che non avrei mai il coraggio di dire nella realtà, ma che qui, mascherata dall'anonimato del mio nomignolo, posso fare.

Criticabilissima, lo so, ma son fatta così.

In quanto al Suo post (ora ho il dubbio e per essere più sicura vado con il Lei, per il protocollo...).

Gentilissimo e Stimatissimo Vagabondo del Dharma,
trovo ottimi spunti nel Suo intervento.
Vi è una parabola relativa alla famigliola che parte per un lungo viaggio a "cavallo" di un solo asinello. Lungo il cammino, passando per molti paesi, la scelta di chi far montare il povero asinello viene regolarmente tacciata di pessima scelta: se sull'animale sale il padre, risulta degenere per il fatto di far camminare moglie e figlioli, se sale la madre, risulta degenere essa (secondo paesello), idem per i figli nei successivi villaggi. Esasperati, alla fine nessuno sale sull'asinello e fanno la figura dei fessi.

Nella sua stupidità, mi ha fatto riflettere non poco.

Citazione:
Originalmente inviato da vag. del dh.
Allora, arrovellandomi spesso su questa questione, relativa ai gesti di bene fatti per gli altri, sono arrivato ad una conclusione: se quel gesto riduce il dolore e la sofferenza di una o più persone in maniera tangibile e concreta, allora è un gesto che vale la pena di essere compiuto.

Ci sono, almeno fin qui. Il CVD quotidiano.

E tornando a ciò di cui sopra, esso dovrebbe essere a prescindere dal giudizio altrui.

Ma leggo ancora :

Citazione:
Originalmente inviato da sempre Vag.delDh.
Questo per quanto riguarda il bene fatto agli altri. Per le azioni finalizzate al proprio benessere credo occorra attenersi ad una regola generale: fare le cose che veramente ci sentiamo di fare. Le cose che si accordano con la nostra natura più autentica. Sembra facile, ma è una cosa difficilissima.
Il monito è a guardarsi dentro e a imparare ad ascoltare cosa veramente vogliamo.

Qui si complica. Guardarmi dentro è dura, la maggior parte delle volte evito e mi cullo nelle altrui considerazioni.

Non sto a citare tutto quello che scrivi, sennò finisco domani.

Se dovessi attenermi ad una pulsione interna, molte cose non le farei.

Anche se politicamente corretto, alzarmi la mattina dal mio tiepido giaciglio mi dà non poche scocciature. Questo misero, insulso, banalissimo esempio concentra in sé molto di più che una sveglia gracidante ed il freddo pavimento, molto di più che una stigmatizzata attenzione al piede che per primo tocca terra (se nella distrazione è il destro, sospiro, se il sinistro bestemmia).

Il lavoro per me non è stipendio (perché è da cani, perché, perché, perché...)

Sono soggiogata dal fascino della 'missione' (che non è quella cattolica in Burundi, tanto per rimanere in tema), ma quella di avere un ruolo nel mondo.

Se mi alzo ho bisogno di dare ai miei gesti un valore.
Questo è uno sguardo all'interno.

Ma se niente di ciò avesse valore, allora rimarrebbero due opzioni:
darmi all'elemosina ed al vagabondaggio - fare un piccolo furtarello e farmi rinchiudere in prigione (vitto e alloggio garantiti e arrivederci).

La domanda era 'piccoli gesti quotidiani' , non grandi gesti per trasformare il mondo.

Qualcosa che dia un valore anche al piccolo, un significatuccio qualsiasi.

Giorno fa ebbi una discussione con mio padre (sant'uomo canuto, dagli occhi di brace come le mille sigarette che fuma furtivamente) in cui, dall'alto della sua età, filosofeggiando mentre cercava con uno spago di aggiustare il router, la soluzione finale fu pressappoco quella proposta dal Sig. Iulbrinner...

Non me ne frega niente, son vecchio e sto per morire. Non me ne frega della raccolta differenziata, né dell'inquinamento, figuriamoci dei ghiacciai... Per lasciare un mondo migliore a chi? A quei delinquenti che mi rigano sempre la macchina?



E qui rispondo anche al 'chisifaicappipropricampacenta nni' iulbrinner ...

Mi ha fatto riflettere...
(La mia segheria mentale è sempre in funzionamento)

Non ci riesco. Ho bisogno di un motivo.

Donna Prassede, per quanto penalizzata dal Manzoni, rimane tuttavia un esempio mirabile di chi, anche se nell'errore madornale e nella ristrettezza mentale, persegue un suo personale ideale, dettato e, per quanto perverso, finalizzato ad un (generico) bene.

Del resto io, se fossi stata quella madonnina infilzata, anche lì, non so se avrei fatto tutte quelle scene patetiche o mi sarei buttata tra le braccia, nemmeno del signorotto, ma tra quelle addirittura dell'innominato pre-conversione.

Più passionale, sicuramente, e più stimolante, avventurosamente, del buon contadinotto.

Avrei mille altre cose da dire.

Un ultimo interrogativo che mi frigge nel cranio:
se per ipotesi, dopo la morte, si potesse accedere alla vita beata ed immortale, edonistica e gratificante sotto tutti tutti i punti di vista, sarei legittimata ad uccidere?

Se fosse così... caZ... quanta fatica sprecata!
Pipoca is offline  
Vecchio 08-04-2008, 19.47.54   #16
amarina
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Citazione:
Originalmente inviato da iulbrinner
Essenziale e liquidatoria.
Ma io qualche differenza continuo a vederla.
L'oggetto del simpatico contendere è in bella e rapida sequenza, come un filo di panni stesi; il senso della vita, bene e male, egoismo ed altruismo, un mondo migliore.
Qual'è il filo che sostiene tutti questi elementi?
Il "bisogno proprio e legittimo" - dice amarina - formulando una filosofia tascabile di rapida lettura.
Pipoca ha bisogno, forse, di salvare il mondo.
Io, sicuramente (lo so, perché sono il diretto interessato) di godermelo il più possibile.
Siamo arrivati ad una conclusione inattaccabile (ma non ci voleva molto, obiettivamente): io e Pipoca siamo profondamente diversi ed il mondo è vario e composito.
Bella conclusione, per una discussione apparentemente impegnativa, che ci riporta alle polverose certezze di sempre.
Grazie amarina.

P.S. - però, che non ci sia nessuna differenza tra il mio modo di intendere e quello di Pipoca mi sembra francamente sbrigativo; è il limite delle filosofie tascabili....
Si è vero, non intendevo dire proprio che non c'è differenza, intendevo che
la spinta è la stessa, ( scusatemi non sempre riesco ad essere chiara in italiano, chiedo scusa)
amarina is offline  
Vecchio 08-04-2008, 20.40.20   #17
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Gentilissimo Iulbrinner,

Voi mi avete fregato per pochi minuti, sicuramente siete più veloci di me a scrivere sulla tastiera. E questa ve la do vinta.

Che tra me e Voi vi siano differenze è indubbio.

Voi siete più tenace, immagino uomo e dedito a Kant che io odio preventivamente ed epidermicamente (forse per colpa del mio prof liceale, un emerito escremento dinosaurico).

Indubbio è anche il fatto che non vorrei (trovo il mio senso estetico limitato e non ho fatto scuole d'arte) né potrei (per ovvi limiti mortali) cambiare il mondo.

Rimango scollettata tra necessità di trovare un senso a ciò che faccio e il non farlo proprio.

Ma essenzialmente, se ben affondo lo stivale, non posso nemmeno stroncare amarina ... anzi ...

con rammarico

...forse ha ragione.

Di fronte a questa spasmodica pigrizia affumicata, che pare ci accomuni, dalla Vostra parte noto cedevolezza al piacere delle patate (in tutti i sensi), dalla mia parte noto l'insoddisfazione nel cedimento alle patate (in senso botanico).

C'è comunque un comune bisogno di trovare una sorta di rapporto (per fortuna personalissimo) con le rispettive patate.



P.S. Comunque, di fronte a questa discussione apparentemente impegnativa (parole Vostre), anch'io me la godo ... benché dietro questa ironica apparenza, le Vostre certezze siano le mie incertezze, comunemente impolverate. E, se il sonno della ragione genera mostri, è sempre meglio, certi o incerti, impegnati o disimpegnati... comunque ragionare.
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Vecchio 09-04-2008, 12.12.52   #18
iulbrinner
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Reverendissima signora Pipoca
devo confessarVi (il Voi è un pò aulico, ma va bene) che, nell'agitarVi lentamente sulla tastiera Vostra, riuscite a strapparmi sempre un sorriso divertito; come dire....un moto di piacere irrazionale.
Ragionandoci sopra - 'che non mi piace dare vita a mostri - ho esplorato somme, sottrazioni, dividendi, moltiplicatori, financo alle iperboli, per attingere (notate l'eloquio buono che indosso per Voi, Vi prego) la causa di cotanto, festoso turbamento letterario.
Acconcio a Kant - ma molto meno di quanto lo sia con le patate di varia natura, Vi assicuro - ho alfine ottenuto il risultato conclusivo, con tanto di riporto.
Voi - mia buona donna (bando ai sottintesi) - siete femmina nel senso più antico di questo termine, tanto desiderato dai cultori delle patate come me.
Nel delizioso confondere il mondo intiero con Voi stessa, i ghiacciai che deliquano colando lungo la schiena rabbrividita, nel cercare tra le plastiche volgari il motivo ultimo del pedestre risveglio mattutino, tra interrogativi irrisolti circa il titolo d'accesso al Paradiso degli edonisti per mezzo di uccisioni sparse, Voi esibite - come spogliarellista raffinata - quell'insondabile incoerenza femminea che cattura (Ve lo assicuro) i sensi intimi maschili a mò di calamita elettromagnetica col ferro.
Ragioniamo ancora - o poetessa del cambiamento climatico e della Pace universale come nobile pane quotidiano - e ancora e ancora; 'che l'ordine composto e ragionato necessita del disordine incompreso come la terra necessita di pioggia.
I sensi sazi siano con tutti noi.
Devotamente
iul
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Vecchio 09-04-2008, 18.38.12   #19
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Orsù dunque, mio truffaldino buon cavaliere,
volete confondermi?

Credete forse che due buone parole, buttate lì come shangai,
possano al fine procurare la mia capitolazione e con Voi condurmi
sulla strada del male?

Mi saggio cavaliere, anche il solo ragionar di bene mi è caro,
se possa alfine, anche per errore,
infondere nel Vostro arido mondo una piccola scintilla di benessere e felicità.

Il Vostro esplorare somme , sottrazioni e dividendi – perdonatemi , ma non posso far altro che immaginarVi corazzato ed a cavallo di un dragone – Vi fa onore, ma se ad oggi non avete dato vita ai mostri, fatemi almeno la grazia, dato che ci siete, anche di ucciderne qualcuno generato da altri.

Fate che le Vostre doti, sublimamente coniugate alle Vostre armi intellettuali, affinché non si rivolgano contro di Voi come temibili simboli di ignavia, possan servire a qualcosa !

(Mai e poi mai permetterei il ridicolo che ne conseguirebbe.
Innalzato così, illuminato così da cotanto genio, non potrei certo venire a mangiar noccioline, seduta in prima fila, assistendo allo spettacolo di Voi, nudo, a rincorrer una bandierina, punto da vespe e mosconi.)

Rientra nel gioco , la tiepida fanciulla che si agita lentamente sulla tastiera, necessiterà sempre di un solido cavaliere con una lunga lancia cui aggrapparsi in caso di periglio.

Mirabile esempio di salvezza, così come in Queneau ha salvato sally mara dalle insidie del cadere, tale lancia, foss'anco un palo ricavato da un pero, piuttosto che da un melo, non solo sarebbe mirabile e magica verga di giustizia, quanto ancora appoggio stabile cui riferirsi in caso di eventuale cedimento.

In ultima analisi, questo fluido mondo che si confonde con l'essere femmina, è il senso ultimo dell'umana essenza.
Contenere il mondo dentro di sé, cercare un'armonia con l'universo ed avere per lui la medesima e stessa attenzione che abbiamo per l'Io, non solo mi sembra un traguardo auspicabile, ma la chiave stessa di cotanto dire.
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Vecchio 09-04-2008, 20.10.29   #20
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Ancora ancora ...

Iulbrinner
Nella filosofia orientale (vado a braccio, non ricordo la fonte) il posto dell'uomo è all'esterno, il posto della donna all'interno: l'uomo agisce, la donna ispira.

Jung stesso dice che l'animo dell'uomo è donna.

Paradigma complesso, che inverte i comuni canoni secondo cui l'uomo sta dentro e la donna, per la sua incoerenza, non ha da altro da poter fare che le pulizie.

Non vorrei che ci fosse confusione, tra i tanti panni stesi al sole.
Abbozzati lì, come le delicate pennellate del Canaletto, che alla fine però risultano nette.

Estremizzando.

Piccolo e grande gesto non dovrebbero costituire una differenza.

Cosa sono i grandi gesti, se non che tanti piccoli gesti messi assieme?

Martin Luther King negli anni '60 ha pronunciato il bellissimo discorso I have a Dream.
Per farlo ha spostato una sedia, si è seduto, ha staccato un foglio di carta, ha preso una penna e lo ha scritto.
Se fosse mancata anche solo una di queste piccole cose, il foglio di carta o la penna, ci sarebbe stato lo scritto?

Ancora spunti di riflessione.

Degli operai in un cantiere, impegnati nella costruzione di un grande edificio, vengono interpellati da un piccolo omuncolo lì di passaggio: - Operai, che fate?
Il primo operaio risponde: - Spacco pietre.
Il secondo risponde: - Guadagno soldi per alimentare la mia famiglia.
Il terzo risponde: - Costruisco un bellissimo edificio.

Io vorrei essere il terzo, iulbrinner, immagino, il primo.
Pipoca is offline  

 



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