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Vecchio 27-03-2008, 10.59.31   #1
arsenio
Ospite abituale
 
Data registrazione: 01-04-2004
Messaggi: 1,006
Fromm inattuale "maestro d'amore"?

Fromm inattuale “maestro d'amore”?

Dopo un gran successo e ristampe, specie dell'”Arte di amare”, oggi alcune sue teorie sono discusse e si percorrono altre vie, o vi si rinuncia, per valutare la possibilità di un duraturo amore di coppia; forse non si crede più all'amore imparato. Alcuni tra i suoi detrattori, anche tra noti analisti, credono che tale stato affettivo sia una Forza Universale; quasi un Cupido che scaglia frecce a caso per ragioni imperscrutabili, e non resta che un'attesa passiva di tale grazia non a tutti concessa.
Io continuo a credere all'”arte di amare” come realizzazione di noi stessi, anche a beneficio dell'altro e di rimando, in ulteriori rinforzi. Da scoprire da autodidatti, ma con reciproche verifiche e confronti. Sebbene non sappia quanto tale sapienza amorosa sia trasferibile in altri diversi ed eventuali amori della nostra vita, dove non ne esistono due soli di simili. Ma possiamo ugualmente far tesoro di esperienze passate per riuscire in un amore che non sia solo fatuo innamoramento, per non ripetere l'errore di scelte replicate e con analoghi presagi di fallimento.
Il dilemma di base rimane sempre quanto si possa contrastare l'usura del tempo, sapendo conciliare amore e libertà, affetto e appagamento affettivo-sessuale, che rimane pur sempre una quadratura del cerchio.
Fromm scrive nella sua “arte di amare”: “Non c'è altra impresa o attività in cui ci s'impegni con così tante speranze e aspettative, e che fallisce così regolarmente come l'amore”; e “L'amore non è possibile se non quando due persone comunicano tra loro a partire dal centro della propria esistenza”.
Aspettative insormontabili ed eccessiva fiducia nelle proprie potenzialità, che finiscono per risolversi in una nichilistica rinuncia? Lasciar perdere tale esigenza fondamentale della vita? Accontentarsi di frammenti di sogno? Secondo me vale comunque percorrere un tratto della propria vita con qualcuno, vada come vada, anche se nessuno ti potrà mai donare ciò che cerchi, perchè chi lo possiede è inaccessibile. Accontentiamoci degli arricchimenti che ci è stato possibile cogliere-dare, pronti in caso di naufragio a raggiungere altre sponde.
Amori virtuali? Sono inficiati fin dall'inizio perchè raramente tollerano il riscontro corporeo, sempre conflittuale al confronto con la nostra attribuitaci personalità, di un personaggio spesso inesistente. E anche un elettivo confronto di mondi interiori può illanguidirsi, se uno dei due devia dalla traccia di un percorso di tacita, reciproca e condivisa autoconoscenza.
In quanto all'intesa sessuale, tardi ci si può accorgere che non può esserci senza amore: a meno che non si definisca tale l'estinzione di una pulsione che richiede via via espedienti anche degradanti, per rianimare un eros irrimediabilmente spento.
L'amore vero, ancor prima che fusione è relazione (che non deve essere amata in se stessa, come fu per tutti i mitici amanti). Dove ci si mette sempre in gioco.
Per l'uomo l'amore, oltre che pulsione istintuale che la cultura pseudoliberatoria ora sta degradando nelle manifestazioni più infime, è stato sempre uno scambio di “potere”. Il dare-ricevere, l'intesa intellettuale, la musicalità di una parola in momenti intimi, raramente vengono considerati.
E' pericoloso l'attuale cinismo, per gli animi rimasti ancora ravvivati da una sensibilità che è pure potenziale ricerca di alternative conoscenze. Si svaluta l'altro, incompreso quando osa rivelarsi in qualche suo valore emotivo, una frase, un sentimento, un'espressività poetica. E certe cadute di stile in cui tutti possiamo incorrere. Basta un impercettibile gesto stonato, una frase inopportuna in quel momento, ecc.
Soprattutto, voi donne, non fidatevi mai di chi tratta le questioni di cuore con una mentalità da ragioniere. Significa non solo che è sfornito di altre alternative di discorso, ma vi palesa una sua aridità difficilmente sanabile.

Tutta l'opera di Fromm è improntata alla realizzazione di se stessi : coerente con la teoria dell'amore appreso e quale offerta del meglio di se stessi. Quindi prevede di rafforzare il proprio Io fin dall'infanzia, ma ammette la difficoltà di scendere al centro dei rispettivi inconsci. E' dubbio se si possa conoscere l'altro fino in fondo, e si tratterà sempre di conciliare i rispettivi narcisismi. Sono insuperabili certe proprie passioni arcaiche,come i legami con figure genitoriali, le proprie tendenze “necrofile”- per usare termini di Fromm - distruttive e autodistruttive;le assenze di vita che sono conflittuali con la “biofilia”identificata con la passione amorosa, con l'interesse per gli altri, con la riflessione, con l'eros.
Fondamentale non è un antico trauma sessuale, ma un cumulo di eventi che ci hanno lacerato, e un sostrato di fattori costituzionali.

L'uomo attuale è malato, alienato, narcisista disinteressato alla relazione, e in realtà nemmeno ama se stesso. Sradicato, senza un autentico interesse per la vita, bisognoso di conferme esteriori, adattato e persuaso dalla “patologia della normalità”
Si devono individuare, per superarli, gli eloqui improduttivi, avere una visione chiara e realistica di ciò che veramente si vuole. Più ci conosciamo e più corrette saranno le nostre decisioni. Non si “guarisce” mai, ma si può trasformare qualche tratto spirituale della nostra personalità.
Dannosa è la famiglia schizofrenogena, che non è malvagia, ma vi regna la noia, la vacuità, la carenza di relazione, l' inserimento in una società atrofizzata e in regresso. D'altronde chi non prova nulla e non ha esperienze soggettive di nessun tipo è adattissimo ai presenti stili di vita.

Se le scelte sono sempre limitate dal nostro passato, dalla nostra costituzione,dalla situazione storica del momento, ecc. la crescita deve avvenire in termini di libertà, distinguendo i falsi problemi che c'incatenano. Individuare certe premesse sbagliate, come scelte amorose con persone dello stesso tipo o che suggestionano perchè da replicanti incarnano perfettamente lo spirito del tempo, apparentemente progressista. Non date retta ad altrui “incoraggiamenti, minimizzazioni, consigli giudicanti, ma solo alle vostre più intime risonanze.
Tuttavia conoscere le proprie “verità” non implica un cambiamento se non s'accompagna a una conoscenza affettiva riguardo alle proprie sensazioni. Diffidate di chi vuole dare sostegno, fosse pure un professionista, che lo fa perchè ha grossi problemi a propria volta di relazioni con gli altri. In ogni caso si dovrebbe sempre essere consci di proprie irrisolte irrazionalità .
Sempre meno si è capaci di scrutare dietro le apparenze, tra l'autentico e di facciata, e le parole non sono verità.
Vanno accettate le critiche altrui se costruttive, non manipolatorie, non colpevolizzanti, sminuenti a proprio vantaggio, ecc. Allo scambio di chiacchiere va sempre preferito un dialogo sulla propria vita individuale. Chiedersi se i propri pensieri coscienti siano finzioni e menzogne, né credibili, né veritieri. Da ciò solo può iniziare un cambiamento.
Interessarsi al mondo e non al proprio circoscritto spazio. Anche attraverso le letture: il come e il cosa si legge, per plasmare la personalità con i valori volti a rintracciare quella inarrivabile centralità del proprio Io. Evitate di interloquire avanti con chi afferma che “i libri ormai non servono più a niente”.
Oggi nessuno si pone l'esigenza di saper percepire gli altri, e ci si limita ad apparire nel modo più superficiale in consonanza con i tempi. Anche se ammantato da false profondità, da “scientificità a sproposito, ma conformi alle comuni aspettative. I rapporti sono mascherati da cortesie convenzionali.
La conoscenza di noi va oltre ciò che sappiamo di noi stessi. Salvo accorgersi tardi di non aver mai vissuto da veramente vivi.
Amare a volte è solo credere di amare qualcuno con cui non si ha mai avuto nulla in comune.
Solo in una conversazione a due s'instaura una reale comunicazione, ma si deve essere fortemente motivati a fissar l'attenzione uno sull'altro. Mentre le nostre affermazioni non sono risultato di personali riflessive rielaborazioni, di attenzione, impegno, del rapporto che si ha con un tema, e a nulla vale per giustificarle come corrette, il fatto che siamo noi, proprio noi ad estrinsecarle.
Il narcisista, ripeto, non è chi ama se stesso, che sarebbe pur sempre un “amore”, ma chi nemmeno si propone di poter comprendere gli altri.

Le donne oggi si sentono ancora il sesso inferiore e desiderano essere “uomini”, confrontandosi con il pensiero della maschilità più hard e chiusa; pure su affari di cuore e di relazione,che un tempo fu il loro regno. Eppure aspirano ad assimilarvisi. Nonostante l'ottenuta autonomia, sia pure non totale, economica e politica. L'ideologia romantica che riconosceva la donna quale superiore vestale dell'amore è stata inefficace. Quale meraviglia, poi, di amori “estremi”con epiloghi a volte tragici?
Oggi lo sfondo sociale è il disagio della società cibernetica. Tecnologizzata,sterilmente impegnata a rincorrere il superfluo. Ma essere come e più degli altri, o secondo una propria autoingannevole immagine, non sviluppa una personalità armoniosa e creativa. Anche se il consenso di chi sta intorno è assicurato.
arsenio is offline  
Vecchio 27-03-2008, 13.59.41   #2
JeanGrey
Ospite
 
Data registrazione: 05-06-2007
Messaggi: 7
Riferimento: Fromm inattuale "maestro d'amore"?

Ho letto 'L'arte di Amare' circa tre anni fa, mi ha colpito da subito la capacità di Fromm di arrivare al vissuto personale di chi legge, o per lo meno con me è successo questo.
Quel libro mi è piaciuto così tanto, che l'ho letto nuovamente e l'ho fatto leggere al mio ragazzo. È stato un modo per discutere sui nostri punti di vista e ci siamo trovati d'accordo su moltissimi argomenti che il libro tratta.
Si, io sono convinta, che per essere capace di amare davvero qualcuno, occorre un'analisi introspettiva molto accurata..Si possono scoprire tante cose che neanche si immaginavano, sui nostri comportamenti,sulle nostre reazioni, sul nostro modo di relazionarci al Mondo esterno. Il difficile sta nel comprendere davvero a fondo ciò che questo lavoro significa.
JeanGrey is offline  
Vecchio 27-03-2008, 20.04.59   #3
Insalatissime
Ospite
 
Data registrazione: 24-03-2008
Messaggi: 13
Riferimento: Fromm inattuale "maestro d'amore"?

Condivido appieno che "L'ARTE di amare"sia una scoperta quasi illuminante. Come ho già detto in un altro post penso che sia la giusta guida ad un'autoconsapevolezza sulla natura dei sentimenti e del rapporto di coppia.
D'altronde saper amare è proprio un'arte e come essa necessita di introspezione, coscienza, reciprocità, passione, ma soprattutto CONFRONTO e CONDIVISIONE dialogica ed empatica.
Insalatissime is offline  
Vecchio 28-03-2008, 11.40.31   #4
arsenio
Ospite abituale
 
Data registrazione: 01-04-2004
Messaggi: 1,006
Riferimento: Fromm inattuale "maestro d'amore"?

Citazione:
Originalmente inviato da JeanGrey
Ho letto 'L'arte di Amare' circa tre anni fa, mi ha colpito da subito la capacità di Fromm di arrivare al vissuto personale di chi legge, o per lo meno con me è successo questo.
Quel libro mi è piaciuto così tanto, che l'ho letto nuovamente e l'ho fatto leggere al mio ragazzo. È stato un modo per discutere sui nostri punti di vista e ci siamo trovati d'accordo su moltissimi argomenti che il libro tratta.
Si, io sono convinta, che per essere capace di amare davvero qualcuno, occorre un'analisi introspettiva molto accurata..Si possono scoprire tante cose che neanche si immaginavano, sui nostri comportamenti,sulle nostre reazioni, sul nostro modo di relazionarci al Mondo esterno. Il difficile sta nel comprendere davvero a fondo ciò che questo lavoro significa.


jean grey e insalatissime

Benvenute,new entry, e felice proseguimento a riflessioni,e spero ancora in qualche nostro incontro.

Svalutare l'amore come arte che in qualche misura si può apprendere, ben raffigura la nostra società improntata all'abulia e all'indifferenza. E ancora con qualche influsso orientaleggiante. Certe tendenze della new age vanno certo accolte ma inserite in contesti più opportuni.

Ringrazio sentitamente insalatissime perchè mi ha ispirato il presente 3d che giudico tra i miei più significativi per un prolungato dibattito, o dialogo. Infatti, avete risposto soltanto voi

arsenio is offline  

 



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