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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 26-03-2008, 10.54.40   #1
arsenio
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l'"Eros": Platone e Freud a confronto

L'”Eros”: Platone e Freud a confronto

Nessun filosofo più di Platone ha accordato importanza all'”Eros” e contrariamente alla leggenda l'amore secondo Platone non è esclusivamente “platonico”: dedotto dall'unione unicamente spirituale degli amanti. E' proprio la sua dottrina che rende possibile una definizione precisa dell'erotismo con le due inscindibili componenti, fisica e morale, e che oltrepassa la sessualità limitata alla sola procreazione. La sua concezione dell'amore, che egli attribuisce alle parole di Socrate, si ricava dalla lettura del “Convito” e del “Fedro”.

Platone non sacrificò l'amore fisico, dove vide la fonte di tutto il resto. Infatti conferma l'amore dei bei sentimenti, dei bei pensieri e l'estasi di fronte alla bellezza fisica.
Precisamente, nel “Convito” queste sono le sue parole : Chiunque voglia arrivare in fondo alla sua vera strada cominci da giovane a ricercare i veri corpi. Ma si raccomanda di non fermarsi a questa strada e di non attardarsi in eccessive manifestazioni affettive, perchè poi vengono l'età matura e la vecchiaia,con le loro diverse esigenze”. Dopo Platone è stato Schopenhauer che ha dato maggior importanza all'amore-eros, ma limitandosi a considerarne l'aspetto sessuale-genitale quale trabocchetto per perpetuare la specie.

L'amore spirituale (“Convito”) di cui ci parla la sacerdotessa di Mantinea corrisponde esattamente alla sublimazione di Freud. Egli riprenderà Platone, ma anche il concetto dell'amore romantico quale sessualità sublimata nel congiungimento assoluto degli spiriti amanti; e l'Eros non è solo istinto sessuale (libido)ma energia che attraversa la psiche. Rispetto al Convivio si pone quasi arbitro e concorda, ne “Il disagio della civiltà”, con Platone nella visione dell'Eros istinto di vita “incarnato” che si contrappone a Thanatos. Egli tuttavia, da medico, scopre il sado - masochismo, come aggressività e autoaggressività, che corrispondono all'istinto di morte.
Il “Convito” termina con l'ebbrezza dell'amore limpido, nel suo aspetto carnale e in quello spirituale. Ma il quesito se sia solo un mezzo di procreazione non viene sottoposto alle donne, che relegate, come s'usava nel gineceo, non parteciparono alla discussione.
Nel “Fedro” Socrate pronuncia una palinodia in favore della passione e del delirio erotico, quale fonte dell'ispirazione poetica e anche filosofica, ma distingue un amore grossolano (“venere volgare”) destinato alla riproduzione e un amore raffinato (venere celeste) del “Bello ideale”.

Secondo Platone si può amare sia secondo la carne che secondo lo spirito e sempre si tratta di desiderio da soddisfare in entrambe le manifestazioni. Eros quando parte non teme di assumere la sua forma più fisica, anche se in tale evento non s'innalza al cielo.
Perciò Platone tenta di riabilitare moralmente l'erotismo e anche le donne di oggi dovrebbero ricordarlo. Fu certo tra i primi che teorizzò l'amore come il sentimento oscuro di una mancanza, di un desiderio inappagato di “ciò che non si ha o di ciò che non si è”
Come mai si equivoca sempre sull'amore platonico? Si tratta di una banalizzazione dovuta alla concezione dell'unione spirituale degli amanti. In quanto Platone vide nell'amore anche la sublimazione dell'essere, la brama di assoluto e la ricerca dell'ideale. La bellezza fisica come primo passo verso la bellezza assoluta del Bene, elevazione verso la reminescenza delle idee. Anche la donna individuale singolarità rappresenta le virtù dell'Eterno Femminino.
In quanto alla “pederastia” non c'entra molto. Nell'antica Grecia il maschio, anche il più virile, poteva provare piacere con un adolescente dalle fattezze femminee, di cui diventava un pedagogo che dona in cambio saggezza. Allo stesso modo Freud considerò bisessuale la primigenia natura umana. Il ogni caso è da discernere dalla pedofilia.

E oggi? Fisiologi, filosofi, psicologi, poeti, s'interrogano invano sull'enigmatica ebbrezza picofisica dell'amore.
Oggi l'erotismo è inteso come eccitazione sessuale finalizzata ad un piacere egoistico. Il pudore, il solo elemento che poteva scatenare il senso di trasgressione e il desiderio disvelamento attraverso la violazione di un tabù, ha ceduto il posto allo sfrenato esibizionismo desensibilizzante. Nè le immagini erotiche e l'ossessione sessuale consentono la formazione di ogni tipo di affettività. Altra manifestazione della desertificazione emozionale dei nostri tempi. L'uomo oggi privilegia quelle parti del corpo che sono indipendenti dalla personalità femminile; ormai è indifferente allo sguardo o al fascino di un viso: l'espressività è sostituita dall'”oggetto” con cui non può esserci dialogo né sintonia sessuale, ma un'insopportabile monotonia che alla fine richiede stimoli sempre più forti (fiorente mercato dei viados, pedofilia, chat line viaggi del sesso, ecc.)E' la fine dell'amore con tutte le sue gradazioni di colore, con gli sfumati chiaroscuri; dell'erotismo che solo per un miracolo potrebbe ancora unire cuore, corpo, spirito, passione, desiderio,poesia.
L'”amore” è diventato l'eccitazione di una settimana,contraltare di un'abulia erotico- affettiva, la pornografia da monitor, la volgarità estesa ai comportamenti delle donne, la brutalità, la melensaggine delle fiction, dei romanzi in serie, ecc.

Io credo si possa dare il massimo di eros se ci si senta amati; il desidero sessuale è elettivo e selettivo.
Il vero amore consiste nell'adattamento reciproco , in un'assimilazione con l'amato nel saper conciliare due incoercibili narcisismi.
E' pur vero che le corrispondenze che nascono dalla reciproca conoscenza dei corpi e delle anime può portare all'assuefazione uno dell'altro, e la consuetudine trasformarsi in usura. E la storia si ripresenta fatalmente negli stessi termini: due singolarità si ritrovano di fronte quali “mitologia” di dominanza virile e “mitologia” di seduzione femminile: si elimina la drammatica contrapposizione di tali qualità e difetti, e ci si affossa nell'abitudine. Perchè in amore è bene ciò che finisce male: una passione è effimera o insincera; è disagio, disinganno, una volta finita la schermaglia amorosa. E' distanza, è assenza, è immaginario
arsenio is offline  
Vecchio 26-03-2008, 12.51.36   #2
Insalatissime
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Riferimento: l'"Eros": Platone e Freud a confronto

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L'”Eros”: Platone e Freud a confronto

Nessun filosofo più di Platone ha accordato importanza all'”Eros” e contrariamente alla leggenda l'amore secondo Platone non è esclusivamente “platonico”: dedotto dall'unione unicamente spirituale degli amanti. E' proprio la sua dottrina che rende possibile una definizione precisa dell'erotismo con le due inscindibili componenti, fisica e morale, e che oltrepassa la sessualità limitata alla sola procreazione. La sua concezione dell'amore, che egli attribuisce alle parole di Socrate, si ricava dalla lettura del “Convito” e del “Fedro”.

Platone non sacrificò l'amore fisico, dove vide la fonte di tutto il resto. Infatti conferma l'amore dei bei sentimenti, dei bei pensieri e l'estasi di fronte alla bellezza fisica.
Precisamente, nel “Convito” queste sono le sue parole : Chiunque voglia arrivare in fondo alla sua vera strada cominci da giovane a ricercare i veri corpi. Ma si raccomanda di non fermarsi a questa strada e di non attardarsi in eccessive manifestazioni affettive, perchè poi vengono l'età matura e la vecchiaia,con le loro diverse esigenze”. Dopo Platone è stato Schopenhauer che ha dato maggior importanza all'amore-eros, ma limitandosi a considerarne l'aspetto sessuale-genitale quale trabocchetto per perpetuare la specie.

L'amore spirituale (“Convito”) di cui ci parla la sacerdotessa di Mantinea corrisponde esattamente alla sublimazione di Freud. Egli riprenderà Platone, ma anche il concetto dell'amore romantico quale sessualità sublimata nel congiungimento assoluto degli spiriti amanti; e l'Eros non è solo istinto sessuale (libido)ma energia che attraversa la psiche. Rispetto al Convivio si pone quasi arbitro e concorda, ne “Il disagio della civiltà”, con Platone nella visione dell'Eros istinto di vita “incarnato” che si contrappone a Thanatos. Egli tuttavia, da medico, scopre il sado - masochismo, come aggressività e autoaggressività, che corrispondono all'istinto di morte.
Il “Convito” termina con l'ebbrezza dell'amore limpido, nel suo aspetto carnale e in quello spirituale. Ma il quesito se sia solo un mezzo di procreazione non viene sottoposto alle donne, che relegate, come s'usava nel gineceo, non parteciparono alla discussione.
Nel “Fedro” Socrate pronuncia una palinodia in favore della passione e del delirio erotico, quale fonte dell'ispirazione poetica e anche filosofica, ma distingue un amore grossolano (“venere volgare”) destinato alla riproduzione e un amore raffinato (venere celeste) del “Bello ideale”.

Secondo Platone si può amare sia secondo la carne che secondo lo spirito e sempre si tratta di desiderio da soddisfare in entrambe le manifestazioni. Eros quando parte non teme di assumere la sua forma più fisica, anche se in tale evento non s'innalza al cielo.
Perciò Platone tenta di riabilitare moralmente l'erotismo e anche le donne di oggi dovrebbero ricordarlo. Fu certo tra i primi che teorizzò l'amore come il sentimento oscuro di una mancanza, di un desiderio inappagato di “ciò che non si ha o di ciò che non si è”
Come mai si equivoca sempre sull'amore platonico? Si tratta di una banalizzazione dovuta alla concezione dell'unione spirituale degli amanti. In quanto Platone vide nell'amore anche la sublimazione dell'essere, la brama di assoluto e la ricerca dell'ideale. La bellezza fisica come primo passo verso la bellezza assoluta del Bene, elevazione verso la reminescenza delle idee. Anche la donna individuale singolarità rappresenta le virtù dell'Eterno Femminino.
In quanto alla “pederastia” non c'entra molto. Nell'antica Grecia il maschio, anche il più virile, poteva provare piacere con un adolescente dalle fattezze femminee, di cui diventava un pedagogo che dona in cambio saggezza. Allo stesso modo Freud considerò bisessuale la primigenia natura umana. Il ogni caso è da discernere dalla pedofilia.

E oggi? Fisiologi, filosofi, psicologi, poeti, s'interrogano invano sull'enigmatica ebbrezza picofisica dell'amore.
Oggi l'erotismo è inteso come eccitazione sessuale finalizzata ad un piacere egoistico. Il pudore, il solo elemento che poteva scatenare il senso di trasgressione e il desiderio disvelamento attraverso la violazione di un tabù, ha ceduto il posto allo sfrenato esibizionismo desensibilizzante. Nè le immagini erotiche e l'ossessione sessuale consentono la formazione di ogni tipo di affettività. Altra manifestazione della desertificazione emozionale dei nostri tempi. L'uomo oggi privilegia quelle parti del corpo che sono indipendenti dalla personalità femminile; ormai è indifferente allo sguardo o al fascino di un viso: l'espressività è sostituita dall'”oggetto” con cui non può esserci dialogo né sintonia sessuale, ma un'insopportabile monotonia che alla fine richiede stimoli sempre più forti (fiorente mercato dei viados, pedofilia, chat line viaggi del sesso, ecc.)E' la fine dell'amore con tutte le sue gradazioni di colore, con gli sfumati chiaroscuri; dell'erotismo che solo per un miracolo potrebbe ancora unire cuore, corpo, spirito, passione, desiderio,poesia.
L'”amore” è diventato l'eccitazione di una settimana,contraltare di un'abulia erotico- affettiva, la pornografia da monitor, la volgarità estesa ai comportamenti delle donne, la brutalità, la melensaggine delle fiction, dei romanzi in serie, ecc.

Io credo si possa dare il massimo di eros se ci si senta amati; il desidero sessuale è elettivo e selettivo.
Il vero amore consiste nell'adattamento reciproco , in un'assimilazione con l'amato nel saper conciliare due incoercibili narcisismi.
E' pur vero che le corrispondenze che nascono dalla reciproca conoscenza dei corpi e delle anime può portare all'assuefazione uno dell'altro, e la consuetudine trasformarsi in usura. E la storia si ripresenta fatalmente negli stessi termini: due singolarità si ritrovano di fronte quali “mitologia” di dominanza virile e “mitologia” di seduzione femminile: si elimina la drammatica contrapposizione di tali qualità e difetti, e ci si affossa nell'abitudine. Perchè in amore è bene ciò che finisce male: una passione è effimera o insincera; è disagio, disinganno, una volta finita la schermaglia amorosa. E' distanza, è assenza, è immaginario


Ciò che manca oggi penso che sia proprio l'approccio "platonico" ai sentimenti. La scelta "coraggiosa" e libera di vivere un rapporto nella sua totalità fisica e mentale e la costruzione di una conoscenza costituita da un connubio INDISSOLUBILE di dialogo e fisicità non costituiscono più il motore naturale delle relazioni sentimentali. La "liberalizzazione" sessuale contemporanea è stata deviata da molti incapaci di intendere l'amore proprio come condivisione. Se il sesso diventa puro soddisfacimento del proprio piacere, atto meccanico ripetitivo, le componenti essenziali della reciprocità vengono a mancare tutte.
Se Platone "idealizzava" l'eros , Freud lo estremizzava come vero e proprio deficit assuefante, penso che sia Fromm un'esempio chiarificatore dello studio psicoanalaltico del tema. Ovviamente la mia è opinione da ignorante in materia psicologica e non sono in grado di confrontarmi obiettivamente .
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Vecchio 26-03-2008, 14.51.30   #3
vero
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aldilà della mente,
là dove le tue parole,
giungono a me,
in un echeggiare divino,
fanno vibrare la mia anima,
io che senza pretesa,senza intenti,
sono semplicemente me stessa,
sento quel filo divino,cosi sottile,
che ci lega da sempre,
quell'intesa chiamata da me amicizia,
e da te diversamente,
non importa il suo nome,
so solo che mi fa vivere,
come cercavo di vivere,
vibrando alle sensazioni,
piene di sfumature,
siano amore,siano amicizia,
esistono comunque,
mi attirano e mi turbano,
Platone e Freud...non so,
ma poi...
Chi se ne cura...
viviamo cio' che sentiamo,
anche se mi fa paura,
paura quanto mi attira,
chi vivrà vedrà...
si fa tardi,non posso più fingere,
fingere di vivere,
grida la mia anima,
e ora la sento,
non la faro' più tacere,
non ne sono capace...


Platone e Freud...non lo so...e nemmeno ci voglio riflettere...perché si fa sera...e la vita passa...
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Vecchio 26-03-2008, 15.23.58   #4
ornella
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L'”Eros”: Platone e Freud a confronto

Nessun filosofo più di Platone ha accordato importanza all'”Eros” e contrariamente alla leggenda l'amore secondo Platone non è esclusivamente “platonico”: dedotto dall'unione unicamente spirituale degli amanti. E' proprio la sua dottrina che rende possibile una definizione precisa dell'erotismo con le due inscindibili componenti, fisica e morale, e che oltrepassa la sessualità limitata alla sola procreazione. La sua concezione dell'amore, che egli attribuisce alle parole di Socrate, si ricava dalla lettura del “Convito” e del “Fedro”.

Platone non sacrificò l'amore fisico, dove vide la fonte di tutto il resto. Infatti conferma l'amore dei bei sentimenti, dei bei pensieri e l'estasi di fronte alla bellezza fisica.
Precisamente, nel “Convito” queste sono le sue parole : Chiunque voglia arrivare in fondo alla sua vera strada cominci da giovane a ricercare i veri corpi. Ma si raccomanda di non fermarsi a questa strada e di non attardarsi in eccessive manifestazioni affettive, perchè poi vengono l'età matura e la vecchiaia,con le loro diverse esigenze”. Dopo Platone è stato Schopenhauer che ha dato maggior importanza all'amore-eros, ma limitandosi a considerarne l'aspetto sessuale-genitale quale trabocchetto per perpetuare la specie.

L'amore spirituale (“Convito”) di cui ci parla la sacerdotessa di Mantinea corrisponde esattamente alla sublimazione di Freud. Egli riprenderà Platone, ma anche il concetto dell'amore romantico quale sessualità sublimata nel congiungimento assoluto degli spiriti amanti; e l'Eros non è solo istinto sessuale (libido)ma energia che attraversa la psiche. Rispetto al Convivio si pone quasi arbitro e concorda, ne “Il disagio della civiltà”, con Platone nella visione dell'Eros istinto di vita “incarnato” che si contrappone a Thanatos. Egli tuttavia, da medico, scopre il sado - masochismo, come aggressività e autoaggressività, che corrispondono all'istinto di morte.
Il “Convito” termina con l'ebbrezza dell'amore limpido, nel suo aspetto carnale e in quello spirituale. Ma il quesito se sia solo un mezzo di procreazione non viene sottoposto alle donne, che relegate, come s'usava nel gineceo, non parteciparono alla discussione.
Nel “Fedro” Socrate pronuncia una palinodia in favore della passione e del delirio erotico, quale fonte dell'ispirazione poetica e anche filosofica, ma distingue un amore grossolano (“venere volgare”) destinato alla riproduzione e un amore raffinato (venere celeste) del “Bello ideale”.

Secondo Platone si può amare sia secondo la carne che secondo lo spirito e sempre si tratta di desiderio da soddisfare in entrambe le manifestazioni. Eros quando parte non teme di assumere la sua forma più fisica, anche se in tale evento non s'innalza al cielo.
Perciò Platone tenta di riabilitare moralmente l'erotismo e anche le donne di oggi dovrebbero ricordarlo. Fu certo tra i primi che teorizzò l'amore come il sentimento oscuro di una mancanza, di un desiderio inappagato di “ciò che non si ha o di ciò che non si è”
Come mai si equivoca sempre sull'amore platonico? Si tratta di una banalizzazione dovuta alla concezione dell'unione spirituale degli amanti. In quanto Platone vide nell'amore anche la sublimazione dell'essere, la brama di assoluto e la ricerca dell'ideale. La bellezza fisica come primo passo verso la bellezza assoluta del Bene, elevazione verso la reminescenza delle idee. Anche la donna individuale singolarità rappresenta le virtù dell'Eterno Femminino.
In quanto alla “pederastia” non c'entra molto. Nell'antica Grecia il maschio, anche il più virile, poteva provare piacere con un adolescente dalle fattezze femminee, di cui diventava un pedagogo che dona in cambio saggezza. Allo stesso modo Freud considerò bisessuale la primigenia natura umana. Il ogni caso è da discernere dalla pedofilia.

E oggi? Fisiologi, filosofi, psicologi, poeti, s'interrogano invano sull'enigmatica ebbrezza picofisica dell'amore.
Oggi l'erotismo è inteso come eccitazione sessuale finalizzata ad un piacere egoistico. Il pudore, il solo elemento che poteva scatenare il senso di trasgressione e il desiderio disvelamento attraverso la violazione di un tabù, ha ceduto il posto allo sfrenato esibizionismo desensibilizzante. Nè le immagini erotiche e l'ossessione sessuale consentono la formazione di ogni tipo di affettività. Altra manifestazione della desertificazione emozionale dei nostri tempi. L'uomo oggi privilegia quelle parti del corpo che sono indipendenti dalla personalità femminile; ormai è indifferente allo sguardo o al fascino di un viso: l'espressività è sostituita dall'”oggetto” con cui non può esserci dialogo né sintonia sessuale, ma un'insopportabile monotonia che alla fine richiede stimoli sempre più forti (fiorente mercato dei viados, pedofilia, chat line viaggi del sesso, ecc.)E' la fine dell'amore con tutte le sue gradazioni di colore, con gli sfumati chiaroscuri; dell'erotismo che solo per un miracolo potrebbe ancora unire cuore, corpo, spirito, passione, desiderio,poesia.
L'”amore” è diventato l'eccitazione di una settimana,contraltare di un'abulia erotico- affettiva, la pornografia da monitor, la volgarità estesa ai comportamenti delle donne, la brutalità, la melensaggine delle fiction, dei romanzi in serie, ecc.

Io credo si possa dare il massimo di eros se ci si senta amati; il desidero sessuale è elettivo e selettivo.
Il vero amore consiste nell'adattamento reciproco , in un'assimilazione con l'amato nel saper conciliare due incoercibili narcisismi.
E' pur vero che le corrispondenze che nascono dalla reciproca conoscenza dei corpi e delle anime può portare all'assuefazione uno dell'altro, e la consuetudine trasformarsi in usura. E la storia si ripresenta fatalmente negli stessi termini: due singolarità si ritrovano di fronte quali “mitologia” di dominanza virile e “mitologia” di seduzione femminile: si elimina la drammatica contrapposizione di tali qualità e difetti, e ci si affossa nell'abitudine. Perchè in amore è bene ciò che finisce male: una passione è effimera o insincera; è disagio, disinganno, una volta finita la schermaglia amorosa. E' distanza, è assenza, è immaginario
Amore vitale, ambrosia degli AMANTI Estasi come dono unico o raro, estasi non orgasmo Un unico Io che si fonde si unisce senza con-fondersi e ci si ritrova e scopre e ci si ri-scopre L'eros da te descritto non ha bisogno di orpelli, ma sguardi, profumi quando basta l'odore, istinto e intelletto in armonia, ebrezza mai sazia, e l'altro ci sazia e si sazia di noi senza uso o abuso.
ornella is offline  
Vecchio 28-03-2008, 10.47.50   #5
arsenio
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Originalmente inviato da vero
aldilà della mente,
là dove le tue parole,
giungono a me,
in un echeggiare divino,
fanno vibrare la mia anima,
io che senza pretesa,senza intenti,
sono semplicemente me stessa,
sento quel filo divino,cosi sottile,
che ci lega da sempre,
quell'intesa chiamata da me amicizia,
e da te diversamente,
non importa il suo nome,
so solo che mi fa vivere,
come cercavo di vivere,
vibrando alle sensazioni,
piene di sfumature,
siano amore,siano amicizia,
esistono comunque,
mi attirano e mi turbano,
Platone e Freud...non so,
ma poi...
Chi se ne cura...
viviamo cio' che sentiamo,
anche se mi fa paura,
paura quanto mi attira,
chi vivrà vedrà...
si fa tardi,non posso più fingere,
fingere di vivere,
grida la mia anima,
e ora la sento,
non la faro' più tacere,
non ne sono capace...


Platone e Freud...non lo so...e nemmeno ci voglio riflettere...perché si fa sera...e la vita passa...

Cara vèronique, mi vuoi fare ri-arrossire? Parole se ispirate alla mia “poeticità”. Considerandole anche coraggiose perche stridenti con l' impoeticità dei tempi e la malevolenza che potrebbe ricadere sulle ... mecenati di poesia. Grazie; ti basteranno per ora alcuni versi di rimando?

Giano bifronte

Non so ammaliare le pietre e gli animali
con la poesia sublime
come il mitico Orfeo di Tracia
ma di blandirti la malinconia m'impegno
con melodiose rime.

Lo so lo so amica sola, una vita intristita
devitalizza e non consola.
La monotonia dei giorni in fila
è come la noia d'una nenia lagnosa,
litania d' un'unica nota con liturgia senz'altro canto.
E' lago che ristagna senza la carezza del vento,
vele calate per lo stratempo,convento di suore inabitato,
sogno in bianco e nero senza sonoro,
cuore privato del calore, bacio mai dato od insaporo.

Il tempo che trascorre senza sentimento
è un mare di fin' estate che diventa incolore,
con gabbiani che abbassano le ali in lidi già autunnali.
E delle parole inconsistenti o consolatorie
son più eloquenti quelle sottaciute.

Vorrei esserti mèntore come Giano bifronte
che guarda per scordarlo al suo passato
ed al futuro senza più timore;
vive al presente ormai rasserenato.

arsenio
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Vecchio 28-03-2008, 11.04.13   #6
chlobbygarl
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Riferimento: l'"Eros": Platone e Freud a confronto

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Perchè in amore è bene ciò che finisce male: una passione è effimera o insincera; è disagio, disinganno, una volta finita la schermaglia amorosa. E' distanza, è assenza, è immaginario
Periodare icastico di Arsenio:l'amore, in sintesi (mia), è quanto viene da pensare dell'altro una volta cessata la scossa ormonale, ammesso che non sia solo quella stessa scossa.I rapporti veri nascono paradossalmente solo quando finisce la 'dipendenza' dal sesso all'interno della coppia.

Chi non ha più da dirsi e da dire reputa concluso il rapporto con la fine della passione-fisica-totalizzante o con il suo fisiologico calo dopo il rush iniziale (2 anni, 3 anni?).Chi decide di confrontarsi con l'altro anche dopo tale attenuazione costruisce un percorso di crescita nel quale entrambi possono scoprire significati di sè e dell'altro nuovi (teorema:non è detto che li scoprano ma non li scopriranno mai al di fuori di un rapporto a due stretto!), di sè prima che dell'altro, e la novità autoconoscitiva esperita può portare dimensioni nuove anche nel sesso proprio per la relazione che quest'ultimo ha con il 'nuovo' e col mistero della sua gènesi.Come può portare anche all'allontanamento definitivo.

questo vorrei sottolineare:che i rapporti stretti, dunque i rapporti nei quali il vincolo alla responsabilità in relazione all'altro sia molto forte quale solo quello del rapporto a due (di coppia o coniugale prima che genitoriale) sono l'unica cosa che permette davvero di 'crescere' (e quindi anche di fallire miseramente), vale a dire arricchire concretamente di 'senso' ('negativo' o 'positivo') nei confronti degli altri le nostre attitudini.

Questo senza credere ideologicamente nell'inscindibilità di coppia ma avendo il coraggio di misurarsi all'interno della stessa dopo essersi spesi abbondantemente, per trarne le debite conclusioni.C'è insomma chi attribuisce all'eros una centralità rispettivamente fondante e destruente del rapporto a due troncando subito il secondo non appena il primo diminuisca e dall'altra parte c'è chi all'eros rinuncia a prescindere una volta cessata la spinta iniziale (ammesso che questa ci sia sempre per tutti), continuando ad avere rapporti che diventano inerziali, senza provare a cogliere gli spunti offerti da quel cambiamento di fase e senza nemmeno troncare.Ovviamente nessuno di costoro a differenza di Ornella conosce l'Estasi , della quale e alla quale chiedo se sia uno stato davvero ricevibile come dono e se sì quale sia il modo per accedervi....
chlobbygarl is offline  
Vecchio 28-03-2008, 12.24.18   #7
ornella
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Originalmente inviato da chlobbygarl
Periodare icastico di Arsenio:l'amore, in sintesi (mia), è quanto viene da pensare dell'altro una volta cessata la scossa ormonale, ammesso che non sia solo quella stessa scossa.I rapporti veri nascono paradossalmente solo quando finisce la 'dipendenza' dal sesso all'interno della coppia.

Chi non ha più da dirsi e da dire reputa concluso il rapporto con la fine della passione-fisica-totalizzante o con il suo fisiologico calo dopo il rush iniziale (2 anni, 3 anni?).Chi decide di confrontarsi con l'altro anche dopo tale attenuazione costruisce un percorso di crescita nel quale entrambi possono scoprire significati di sè e dell'altro nuovi (teorema:non è detto che li scoprano ma non li scopriranno mai al di fuori di un rapporto a due stretto!), di sè prima che dell'altro, e la novità autoconoscitiva esperita può portare dimensioni nuove anche nel sesso proprio per la relazione che quest'ultimo ha con il 'nuovo' e col mistero della sua gènesi.Come può portare anche all'allontanamento definitivo.

questo vorrei sottolineare:che i rapporti stretti, dunque i rapporti nei quali il vincolo alla responsabilità in relazione all'altro sia molto forte quale solo quello del rapporto a due (di coppia o coniugale prima che genitoriale) sono l'unica cosa che permette davvero di 'crescere' (e quindi anche di fallire miseramente), vale a dire arricchire concretamente di 'senso' ('negativo' o 'positivo') nei confronti degli altri le nostre attitudini.

Questo senza credere ideologicamente nell'inscindibilità di coppia ma avendo il coraggio di misurarsi all'interno della stessa dopo essersi spesi abbondantemente, per trarne le debite conclusioni.C'è insomma chi attribuisce all'eros una centralità rispettivamente fondante e destruente del rapporto a due troncando subito il secondo non appena il primo diminuisca e dall'altra parte c'è chi all'eros rinuncia a prescindere una volta cessata la spinta iniziale (ammesso che questa ci sia sempre per tutti), continuando ad avere rapporti che diventano inerziali, senza provare a cogliere gli spunti offerti da quel cambiamento di fase e senza nemmeno troncare.Ovviamente nessuno di costoro a differenza di Ornella conosce l'Estasi , della quale e alla quale chiedo se sia uno stato davvero ricevibile come dono e se sì quale sia il modo per accedervi....
Se solo io conoscessi l'estasi, questa corrisponderebbe ad una mia creatura un Dio donna è davvero troppo anche per una femminista. Credo sia un Dono, anche Gabriele la Porta ne ha avuto esperienza, Lui non crede in un Dio in quanto tale. Comunque Estasi e orgasmo non sono la stessa cosa, come due stati d'animo diversi ma gradevoli entrambi, gioia e piacere. Non lo so come si fa ad ottenere il primo, se lo scopri ti prego d'insegnarmelo. Certo a giudicare da come scegli i nick conviene che cerco sul Web. Comunque sono d'accordo su tutto ciò che hai scritto anche riguardo il tradimento nell'altra discussione,davvero troppo saggio.
ornella is offline  

 



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