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Vecchio 01-04-2008, 10.28.24   #1
arsenio
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La morale della favola

Il presente 3d è ispirato a quello di karenina, anzi doveva essere un post di risposta. Ma ora mi sono accorto che è diventato troppo lungo e con mie divagazioni che forse non sono pertinenti alla sua proposta di intervento.
Così lo lancio in autonomia, sperando che la mia testimonianza in qualche misura le interessi.

La morale della favola

La mia infanzia è stata vissuta più nella fantasia di altri mondi possibili e diversi dal mio quotidiano Ho beneficiato di un'educazione matriarcale che mi ha colmato di affetto e ... libri di fiabe, oltre ai racconti a viva voce da me richiesti. A un anno mia madre dopo i vari giornalini e libretti per bambini, comprò per me , dono simbolico, Pinocchio a cui appose una dedica, e lo conservo ancora. Ho letto e riletto le fiabe dei grandi autori e anche di minori, ma non per questo per me meno catturanti. I libri di avventure tipo Salgari non mi attiravano. Quindi ho avuto subito confidenza con maghi, streghe, orchi,fate,folletti. Anche in rappresentazioni con marionette, avendo avuto la fortuna di avere come prima amica una bambina vicina di casa e in regalo un teatrino. E questa passione, in altra forma, continua. Quest'estate ho riletto la splendida trilogia degli “Antenati” di Calvino. Il visconte dimezzato, Il barone rampante, Il cavaliere inesistente. Fiabe per adulti dove non mancano allusioni più significative della pura trama letterale.
Le fiabe hanno orientato le mie successive preferenze e forse tratti della mia personalità, che affiorano a volte dal mio inconscio. Quando ci sono state identificazioni, mimesi, e lezioni di vita. Perchè le fiabe sono anche splendide metafore educative,per far conoscere le emozioni, i sentimenti, le situazioni della vita non sempre liete e in cui tutti ed ad ogni età si è coinvolti. Il cambiamento, la metamorfosi, la diversità, il viaggio, la maschera, la lontananza,l'attesa, la fine o la perdita di qualcosa.
Mia figlia mi ha seguito, ma non per imposizione, più per indole ed esempio di padre lettore. Non solo perchè è diventata una lettrice autonoma, selettiva e originale. Importanti educatori raccomandano il leggere favorito in età precoce che va coltivato e innestato. Per questo motivo è utile proporre al bambino,sin dai primi mesi di vita, l'incontro con il libro. Concede inoltre ai genitori di seguirne l'evoluzione cognitiva e psicologica. Tenendo pur conto che ogni bambino ha un suo soggettivo sviluppo evolutivo, e quindo può leggere sia un libro indicato per i più piccoli che per i più grandi. Conferma che ho avuto ancora da mia figlia, educatrice e ricercatrice molto preparata, anche nel seguire personali percorsi di formazione permanente,oltre che frequenze di seminari a proprie spese. Recentemente è venuta a cercare alcuni suoi libri di fiabe in soffitta. Risfogliandoli dopo tanto tempo, mi disse: “Io da bambina osservavo per ore queste figure che ricordo benissimo e facevo volare la mia fantasia in personali storie. Ma tali libri le servivano per il suo lavoro. Usa le favolette con animali per metaforizzare situazioni di vita.( oggi potremmo dire che tutti i bambini soffrono di disagi psicologici). Perchè gli animali concedono un maggior distacco riflessivo sulla vicenda in sé e non si creano risonanze troppo disturbanti come quando i personaggi sono umani che riflettono situazioni familiari.
Nota che pure il lattanti osservano con interesse e manipolano quei libriccini creati per loro. Purtroppo a volte è molto frustrata,al limite del burn out , perchè non sempre viene assecondata, anzi è osteggiata , se vuole allestire laboratori di didattica creativa, che sono la sua massima motivazione intrinseca, al di là della paga. Dai genitori che giudicano inutile spreco di tempo questi sconfinamenti nella fantasia, da spendere piuttosto a favore di qualche precoce insegnamento più pratico. Già nell'ottica di addestrare i figli alla competizione, spesso in attività in cui non hanno nemmeno l'ombra di inclinazione o predisposizione. E le colleghe non vedono di buon occhio l'intromissione di attività che possono turbare la loro routine di rilassato ozio. Intente in attività didatticamente del tutto improduttive, ma adatte al loro considerarsi solo custodi di un posteggio per bambini, con il consenso dei genitori, preoccupati per altre cose. In un nido aziendale coinvolse pure i lattanti con libriccini adatti, ed i loro genitori, di ceto medio-alto. Ora lavora in una materna statale di provincia ed è più difficile coinvolgere i bambini, perchè i più grandicelli sono molto disattenti e ultracondizionati da personaggi del piccolo schermo specie adulti e negativi, con identificative simulazioni in classe. I genitori,di ceto inferiore, li assecondano volendone fare veline, topo model, calciatori, ecc. Ma a volte il ceto non c'entra molto, perchè i comportamenti e stili di vita si sono uniformati e attraversano tutte le classi ormai livellate nei gusti e stili di vita.
Nella mia città e dintorni funziona bene l'iniziativa “Nati per leggere” presso le biblioteche, con animatrici molto esperte nel racconto mimato.

In occasione di una mostra recentemente inaugurate è stata posta questa domanda: “Quale libro occupa un posto particolare nella vostra formazione? Per me è stato “Le favole di Fedro”. L'autore fu un liberto trace che con efficace “brevitas” presentò una teoria generale dell'uomo e i suoi vizi, svelando la realtà effettuale; il debole e l'ingenuo non hanno potere verso astuzia, forza, malvagità. In particolare, attraverso gli animali avverte il contrasto tra essere e apparire,la fortuna di una vacuità pretenziosa. Ancora adesso uso l'ineguagliata morale della “Volpe e la maschera”: O quanta species - inquit – cerebrum non habet!” Non lasciamoci abbagliare dalle apparenze, prefiggendoci una demistificante verifica per imparare a vedere oltre l' esteriorità. E' stato uno tra i miei pensieri guida della vita, che pure non mi ha mai reso infelice. Ancora “La volpe e l'uva”, sempre citata, ispirò Freud quale prototipo dei “meccanismi di difesa”; con un autoingannevole razionalizzazione si svalorizza ciò che non si può avere o essere. Anche questa favoletta è da me citata quale diffusissima difesa della mente. Ancora Fedro mette in evidenza egoismo, avidità, ipocrisia, vanagloria; i soprusi legittimati: “Il lupo e l'agnello” non vi ricorda forse qualche figura politica? La menzogna alla fine dappertutto è vincente, così l'arido utilitarismo, l'odiosa legge del più forte. Mirabile la favola della cornacchia appollaiata sulla pecora che esplicita un comportamento cinico ma inscritto nella natura umana: “spezzo gl' inermi e cedo ai forti; io so chi tormentare e chi blandire”.
Quale conclusione? Stupidità, creduloneria e bontà maldestra si pagano e per sopravvivere l'avvedutezza può salvare. Se proprio va male, con l'”autarkeia” s'impara a padroneggiare il proprio sé e a stare sopra la sorte.
Del resto anche oggi è questione di rafforzare il proprio Io per fronteggiare le avversità e i disagi quotidiani.
Il libro di favole, riletto dopo tanti anni, ha per me assunto il senso di un'amara conferma e monito da non dimenticare.
arsenio is offline  
Vecchio 03-04-2008, 18.29.29   #2
veraluce
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Riferimento: La morale della favola

...oh,si Arsenio .. anche mia madre mi leggeva le favole.. questa è una delle cose meravigliose che riusciva a fare per me.. nonostante la sua profonda depressione.. ho ancora davanti agli occhi le figure.. così mi ha insegnato a leggere.. quella che ricordo meglio è "La lavanderia della scimmia" (non so chi fosse l'autore).. racconta di un elefante che porta a lavare la sua maglia alla lavanderia di una scimmia... questa maldestramente con il lavaggio fa rimpicciolire la maglia.. così l'elefante decide di regalare la sua maglia a qualcun altro cui possa andar bene.. dopo che la maglietta se la son provata in molti animali della foresta e risulta non andar bene a nessuno, l'elefante prova a rimisurarsela e... sorpresa... gli va a pennello, perché a forza di misurarsela tutti quanti è tornata alle dimensioni originali!! La morale è che la generosità che dimostriamo verso gli altri si riflette sempre su di noi..

..ho voluto condividere questa favoletta con te Arsenio.. per rimandarti un pò quella generosità di animo che mi hai sempre dimostrato..
veraluce is offline  
Vecchio 04-04-2008, 12.45.00   #3
arsenio
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Riferimento: La morale della favola

Citazione:
Originalmente inviato da veraluce
...oh,si Arsenio .. anche mia madre mi leggeva le favole.. questa è una delle cose meravigliose che riusciva a fare per me.. nonostante la sua profonda depressione.. ho ancora davanti agli occhi le figure.. così mi ha insegnato a leggere.. quella che ricordo meglio è "La lavanderia della scimmia" (non so chi fosse l'autore).. racconta di un elefante che porta a lavare la sua maglia alla lavanderia di una scimmia... questa maldestramente con il lavaggio fa rimpicciolire la maglia.. così l'elefante decide di regalare la sua maglia a qualcun altro cui possa andar bene.. dopo che la maglietta se la son provata in molti animali della foresta e risulta non andar bene a nessuno, l'elefante prova a rimisurarsela e... sorpresa... gli va a pennello, perché a forza di misurarsela tutti quanti è tornata alle dimensioni originali!! La morale è che la generosità che dimostriamo verso gli altri si riflette sempre su di noi..

..ho voluto condividere questa favoletta con te Arsenio.. per rimandarti un pò quella generosità di animo che mi hai sempre dimostrato..


Graditissimo ritorno in bacheca
Per contraccambiare ti racconto la storia dei porcospini, che saprai già ma non fa nulla.
Durante l'inverno , per scaldarsi i porcospini si abbracciarono stretti stretti, e si accorsero che si pungevano l'un l'altro. Si distanziarono ed ebbero freddo. Finchè dopo tentativi trovarono quella distanza ideale per stare bene assieme. Così nell'amore.

Ed ora una mia favoletta, in rima Ma la morale la voglio sapere da te.

Un amore

C'era una volta
un malinconico maiale
che dopo mille finiti amori
trovò l'anima bella

Era una gaia gallinella
colta, sentimentale
e un po' porcella

L'uno per l'altro nati
furono felici uniti i due cuori
e vissero nel porcile da signori

arsenio

Mi dispiace molto, la mia box è vuota ma non riceve messaggi, non so perchè, ci dev'essere una disfunzione.

_carrezza
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Vecchio 04-04-2008, 15.03.28   #4
veraluce
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Riferimento: La morale della favola

Citazione:
Da Arsenio:
Graditissimo ritorno in bacheca
Per contraccambiare ti racconto la storia dei porcospini, che saprai già ma non fa nulla.
Durante l'inverno , per scaldarsi i porcospini si abbracciarono stretti stretti, e si accorsero che si pungevano l'un l'altro. Si distanziarono ed ebbero freddo. Finchè dopo tentativi trovarono quella distanza ideale per stare bene assieme. Così nell'amore.

Che carina! No, non la sapevo.. grazie!!

Citazione:
Da Arsenio:
Ed ora una mia favoletta, in rima Ma la morale la voglio sapere da te.

Un amore

C'era una volta
un malinconico maiale
che dopo mille finiti amori
trovò l'anima bella

Era una gaia gallinella
colta, sentimentale
e un po' porcella

L'uno per l'altro nati
furono felici uniti i due cuori
e vissero nel porcile da signori

arsenio

Bellissima anche questa..

Allora ... io ho trovato diversi significati racchiusi nella tua favoletta... ho l'imbarazzo della scelta.. ti dirò quella che mi è venuta di primo acchitto: "quando si va oltre le apparenze si trova l'amore"...!

Come ti sembra la mia interpretazione? Corrisponde un pò al senso che volevi dargli?

Grazie Arsenio!


P.S.: per la box, prova a vedere se l'opzione per ricevere gli mp dagli altri utenti è ancora attivata... magari può essersi tolta per qualche motivo..
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Vecchio 04-04-2008, 16.28.30   #5
sentieroluminoso
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La Farfalla

Ultimamente mi sono trovata a raccontare questa a mio figlio, mi sono sorpresa di essere riuscita con semplicità a rendere un'idea difficile, mi sono sorpresa ancora di più di scoprire che era difficile solo per me.

C'era una volta una bellissima farfalla che volava volava volava con le sue piccole ali leggere voleva andare lontano, voleva volare e andare in una direzione precisa, lo faceva con tenacia credendo ogni giorno di aver fatto molta strada. Un giorno però si alzò un vento forte, fortissimo, la farfalla si trovò a lottare contro una forza più grande di lei e si sforzò con tutta l'energia che possedeva di continuare a volare di continuare ad andare. Però alla fine esausta dovette cedere al grande vento, non aveva più forze e lasciò che le ali si chiudessero abbandonandosi completamente alla furia della corrente. Venne risucchiata, sbattuta e trasportata lontano per chilometri e chilometri, fino a che cessò. In un momento la furia si calmò e l' urlo delle folate e delle raffiche si fermò. Al suo risveglio si accorse di trovarsi in un luogo incrediblmente luminoso, il sole splendeva più di qualunque altro posto da lei mai visitato, l'altezza consentita dalle sue ali l'aveva tenuta sempre al riparo dei rami della foresta, invece ora si trovava in un prato grandissimo dinnanzi ad un lago immenso ed immoto. Si sentivano cantare gli uccellini ed il profumo dell'erba , le si riempì subito il cuore di gioia, capì in un istante che quello era un luogo magico dove non sarebbe mai potuta arrivare con le sue sole ali, con la sua sola volontà, il vento l'aveva portata dove mai lei sarebbe potuta arrivare, se non si fosse lasciata andare.
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Vecchio 05-04-2008, 11.59.29   #6
arsenio
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Riferimento: La morale della favola

Citazione:
Originalmente inviato da veraluce
Che carina! No, non la sapevo.. grazie!!



Bellissima anche questa..

Allora ... io ho trovato diversi significati racchiusi nella tua favoletta... ho l'imbarazzo della scelta.. ti dirò quella che mi è venuta di primo acchitto: "quando si va oltre le apparenze si trova l'amore"...!

Come ti sembra la mia interpretazione? Corrisponde un pò al senso che volevi dargli?

Grazie Arsenio!


P.S.: per la box, prova a vedere se l'opzione per ricevere gli mp dagli altri utenti è ancora attivata... magari può essersi tolta per qualche motivo..

Carissima i significati di una favoletta sono sempre svariati, come di una poesia.
La tua interpretazione è giusta, però ... una gallinella colta, sentimentale e un po' porcella ... non me la lascerei scappare ... ... fosse pure una gallina ...

Prova interpretare questa:

Pulcino Pio

Pulcino Pio ha perso
la mammina
Mio Dio ... l'amata sua
gallina!

E' solo, stasera
e se sotto l'ala lo tiene
anche una papera
va bene

arsenio

_auguri _auguri _auguri
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Vecchio 05-04-2008, 12.01.45   #7
arsenio
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Riferimento: La Farfalla

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Originalmente inviato da sentieroluminoso
Ultimamente mi sono trovata a raccontare questa a mio figlio, mi sono sorpresa di essere riuscita con semplicità a rendere un'idea difficile, mi sono sorpresa ancora di più di scoprire che era difficile solo per me.

C'era una volta una bellissima farfalla che volava volava volava con le sue piccole ali leggere voleva andare lontano, voleva volare e andare in una direzione precisa, lo faceva con tenacia credendo ogni giorno di aver fatto molta strada. Un giorno però si alzò un vento forte, fortissimo, la farfalla si trovò a lottare contro una forza più grande di lei e si sforzò con tutta l'energia che possedeva di continuare a volare di continuare ad andare. Però alla fine esausta dovette cedere al grande vento, non aveva più forze e lasciò che le ali si chiudessero abbandonandosi completamente alla furia della corrente. Venne risucchiata, sbattuta e trasportata lontano per chilometri e chilometri, fino a che cessò. In un momento la furia si calmò e l' urlo delle folate e delle raffiche si fermò. Al suo risveglio si accorse di trovarsi in un luogo incrediblmente luminoso, il sole splendeva più di qualunque altro posto da lei mai visitato, l'altezza consentita dalle sue ali l'aveva tenuta sempre al riparo dei rami della foresta, invece ora si trovava in un prato grandissimo dinnanzi ad un lago immenso ed immoto. Si sentivano cantare gli uccellini ed il profumo dell'erba , le si riempì subito il cuore di gioia, capì in un istante che quello era un luogo magico dove non sarebbe mai potuta arrivare con le sue sole ali, con la sua sola volontà, il vento l'aveva portata dove mai lei sarebbe potuta arrivare, se non si fosse lasciata andare.

Grazie sentiero, per la bella favoletta. Come dicevo a veraluce, i significati possono essere molti, anche molto personali.

E' inutile contrastare le cose a cui non si può opporsi, che non si possono cambiare, ma impegnarsi solo in quelle che possono essere mutate?

Non opporre la forza alla forza, ma piuttosto cedi e così spiazzi?

Ma mi ricorda anche un mio episodio. D'estate mentre nuotavo al largo mi avvicinai troppo a una zona dove s'incontrano le correnti e formano quasi un vortice; e fui spinto al largo. Potevo tentare con alcune bracciate di raggiungere la riva, oppure lasciarmi trasportare senza perdere la calma Così ho fatto, e mi trovai più distante, ma una barca mi raccolse. Alcuni presi dal panico, tentano di contrastare la corrente facendo affidamento sulle proprie forze,ma possono annegare.

Ma probabilmente tu e tuo figlio avete trovato altri significati.

arsenio is offline  
Vecchio 05-04-2008, 15.32.55   #8
Karenina
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Riferimento: La morale della favola

Carissimo arsenio sono lusingata per aver ispirato una riflessione così arguta ed elegante come quella che stai portando avanti tu in questo post... sono rimasta un pò colpita dall'esperienza di tua figlia,anche perchè il fatto che lei abbia incontrato tali difficoltà in una scuola statale del nord la dice lunga su che probabilità di sviluppo e di ricerca ci siano per questi campi davvero importanti nel resto d'Italia. Non oso pensare di proporre allora un laboratorio simile qui al sud. Ma questa è un'altra riflessione...nel frattempo sono contenta che ci sia questo grande interesse e questo dialogo con scopi pedagogici su tali argomenti, che per me sono molto originali forse perchè riguardanti un'esperienza come quella del genitore che al momento mi è ancora estranea... farò tesoro delle vostre esperienze. un caro saluto. giu.
Karenina is offline  
Vecchio 06-04-2008, 14.10.30   #9
veraluce
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Citazione:
Da Arsenio:
Prova interpretare questa:

Pulcino Pio

Pulcino Pio ha perso
la mammina
Mio Dio ... l'amata sua
gallina!

E' solo, stasera
e se sotto l'ala lo tiene
anche una papera
va bene

arsenio

La mia interpretazione:
"Quando non riusciamo ad ottenere ciò che vorremmo (anche nell'amore), ci accontentiamo di altro (di qualcosa che gli somiglia forse) pur di non restar soli..."


..ecco, caro Arsenio, io ho dato questa interpretazione perché sto constatando che per me stessa è accaduto proprio questo (senza che me ne accorgessi coscientemente).. e lo rifletto anche estrapolandolo come significato dalla tua favoletta tanto carina..

Che ne pensi?

Un ... for you!
veraluce is offline  
Vecchio 07-04-2008, 13.58.31   #10
arsenio
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Citazione:
Originalmente inviato da Karenina
Carissimo arsenio sono lusingata per aver ispirato una riflessione così arguta ed elegante come quella che stai portando avanti tu in questo post... sono rimasta un pò colpita dall'esperienza di tua figlia,anche perchè il fatto che lei abbia incontrato tali difficoltà in una scuola statale del nord la dice lunga su che probabilità di sviluppo e di ricerca ci siano per questi campi davvero importanti nel resto d'Italia. Non oso pensare di proporre allora un laboratorio simile qui al sud. Ma questa è un'altra riflessione...nel frattempo sono contenta che ci sia questo grande interesse e questo dialogo con scopi pedagogici su tali argomenti, che per me sono molto originali forse perchè riguardanti un'esperienza come quella del genitore che al momento mi è ancora estranea... farò tesoro delle vostre esperienze. un caro saluto. giu.

Grazie carissima Karenina infatti il tuo topic è molto interessante per me e potrebbe trattarsi di un tema a lunga durata. Io come hai capito sono abbastanza coinvolto al racconto fantastico in genere. Fiabe,favole e anche miti. Invidio Ulisse per la sua mente e per le sue quattro donne; perchè ognuna raffigura qualcosa di diverso: Calipso, Circe, Nausica e Penelope Giano bifronte perché ha una faccia che guarda al passato ed una al presente; Orfeo che ammansisce le pietre con il suo canto ed è l'unico che ha avuto la possibilità di riprendersi il suo amore nell'Ade (incauto!); Filemone e Bauci perchè sono gli unici amanti che vissero felici e contenti gratificati da un amore totale fino alla morte, per dono di Zeus; In Edipo vedo la tragicità di chi è ignaro di cosa gli riserva i fato; l'androgino sferico del “Simposio”, scisso in due da Giove, e alla disperata ricerca dell'altra metà: sa che esiste, ma dove sarà? E ora rischio di digitare un post lunghetto come il primo
Ricordo anche certi splendidi cartoons ormai classici e programmati ogni anno alla tivù: Dumbo e la mamma, vera icona materna; Bambi e la madre abbattuta dal cacciatore: quale choc aver visto il cartoon da piccoli! Ecc.
Sul piano didattico pure ci sarebbe molto da dire sull'uso delle fiabe e favole, oggi non abbastanza valorizzate per un'educazione emozionale e affettiva. La frustrazione,di mia figlia ed altri (temo oggi non molti), è soprattutto quella di chi ha l'attitudine e la formazione adatta per un lavoro, e non solo non viene valorizzato ma gli risulta impossibile estrinsecare certe capacità,per vari motivi, pure per le complicazioni create da percorsi didattici proposti dalla scuola pubblica.

arsenio is offline  

 



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