Forum di Riflessioni.it
WWW.RIFLESSIONI.IT

ATTENZIONE: Questo forum è in modalità solo lettura
Nuovo forum di Riflessioni.it >>> LOGOS

Torna indietro   Forum di Riflessioni.it > Forum > Psicologia
Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
>>> Sezione attiva sul forum LOGOS: Percorsi ed Esperienze
Vecchio 04-04-2008, 14.14.44   #1
altamarea
Ospite abituale
 
Data registrazione: 10-02-2008
Messaggi: 90
Felicità ! ?



Per voi cos’è la felicità ?

Molte persone identificano la felicità con il divertimento, la ricchezza, il successo, le soddisfazioni lavorative o amatoriali.

Chi riflette scopre la felicità nei sentimenti, come l’amore, l’amicizia.

Filosofi e psicologi dicono che il sentimento della felicità non è transitorio, né legato agli stati d’animo, non dipende dalla fortuna, ma dalle scelte di vita. E’ uno stato mentale di armonia, che deriva dal modo di vivere.

E’ la speranza, che anticipa la realizzazione.

La felicità cammina anche con le sofferenze, implicite in ogni persona.

Gli antichi Greci per indicare la felicità usavano la parola eudaimonìa, che significa essere in accordo con il proprio “demone”, con il proprio carattere. Per essere felici bisogna allora conoscere se stessi, avere consapevolezza dei propri limiti ?
altamarea is offline  
Vecchio 09-04-2008, 14.14.49   #2
arsenio
Ospite abituale
 
Data registrazione: 01-04-2004
Messaggi: 1,006
Riferimento: Felicità ! ?

Citazione:
Originalmente inviato da altamarea


Per voi cos’è la felicità ?

Molte persone identificano la felicità con il divertimento, la ricchezza, il successo, le soddisfazioni lavorative o amatoriali.

Chi riflette scopre la felicità nei sentimenti, come l’amore, l’amicizia.

Filosofi e psicologi dicono che il sentimento della felicità non è transitorio, né legato agli stati d’animo, non dipende dalla fortuna, ma dalle scelte di vita. E’ uno stato mentale di armonia, che deriva dal modo di vivere.

E’ la speranza, che anticipa la realizzazione.

La felicità cammina anche con le sofferenze, implicite in ogni persona.

Gli antichi Greci per indicare la felicità usavano la parola eudaimonìa, che significa essere in accordo con il proprio “demone”, con il proprio carattere. Per essere felici bisogna allora conoscere se stessi, avere consapevolezza dei propri limiti ?

La felicità in una formula


Felicità = P + (5 x E) + (3 x H)

voti d 1 a 10

P= caratteristiche personali. visione della vita,capacità di ricupero e adattabilità.

E= bisogni esistenziali: salute,denaro,amici.

H= bisogni di ordine superiore: sense of humour, ambizione, autostima


P: quanto ti consideri socievole,energico e aperto al cambiamento?
hai un'attitudine positiva e ti riprendei alla svelta dalle sconfitte?

E: quanto sei appagato nei tuoi bisogni principali: salute,sicurezza personale,
livello d'istruzione, libertà di scelta, soldi, amicizia e rapporti personali?

H: fino a che punto puoi ricorrere al sostegno delle persone a te vicine, realizzare
le tue aspettative, sentirti coinvolto in attività per te importanti che danno un
chiaro senso d'identità?
(la Repubblica)



Essere felici è la sola ragione del filosofare secondo Agostino.
Ma se la felicità non è sogno è rara e difficile parimenti alla perfetta corrispondenza di un amore equivalente a un appagamento assoluto.
i parametri P,E,H derivano da 1000 interviste e potrebbe ottenere un punteggio alto anche l'edonista postmoderno felicemente integrato e diretto dai desideri di un'ideologia sottintesa per un individualismo metastorico.
Inducono pure a riflettere su qualità,esperienze,aspirazioni di benessere della nostra vita; sulla frequenza e l'intensità di vissuti intra-interpersonali .Soprattutto sulle nostre caratteristiche di personalità come maturità dell'Io, la forza del Principio di realtà, i meccanismi di difesa,ecc. per tenere sotto controllo e fronteggiare i problemi quotidiani, per saper vivere nel presente in quanto la proiezione nel futuro nega la felicità

Le antiche idee sulla felicità quanto rimangono valide? Penso alla selezione di piaceri sobri e all'ascesi verso una nirvanica imperturbabilità dell'epicureismo - che non pone il piacere come unico scopo - e allo stoico "sopporta e astieniti" per le cose che non dipendono da noi. Per quelle sotto la nostra influenza si faccia l'impossibile per avverarle.

Che "l'arte di essere felici" più realistica sia quella indicata da Schopenhauer? "Vivere passabilmente" con rasserenante fatalismo,con assenza di dolore e di inutili pensieri tormentosi su come si potevano evitare certi eventi.
Secondo il filosofo è ineludibile conoscere il proprio individuale "carattere acquisito per scoprire ciò che veramente si vuole,che ci è più consono e possibile raggiungere per essere se stessi nel modo migliore, meta anche della virtù dei Greci.
Oggi si ritiene importante una conoscenza cognitiva di quei processi mentali che c' impediscono di essere felici, ad esempio preoccuparsi per ciò che non possiamo prevenire o modificare una volta successo, che è un concetto stoico attualizzato.
arsenio is offline  
Vecchio 09-04-2008, 19.12.51   #3
altamarea
Ospite abituale
 
Data registrazione: 10-02-2008
Messaggi: 90
Riferimento: Felicità ! ?

Gentile Arsenio, uomo di penna e di pensiero, ti ringrazio per aver accettato di esprimere la tua interessante opinione in questo thread.

Simpatica e complessa la formula matematica della felicità.

Nel tuo thread “Platone e freud a confronto”, ora rinvenibile nella pagina 2 dell’indice di “psicologia”, parli di eros e amore. Mi potresti dire, per cortesia, se questi due concetti potrebbero o dovrebbero entrare nella formula matematica ? Sono due concetti determinanti per il piacere, inteso nel senso di aponia e di atarassia, due termini che evocano Epicuro, il quale per la felicità considerava importanti la libertà, l’amicizia e la consolazione.

Nel tuo thread platonico hai citato anche Socrate e mi sovviene alla memoria il “Gorgia” di Platone, dove c’è il dialogo tra Socrate e Polo circa la felicità. Platone fa dire a Socrate che l’uomo esprime la propria essenza con la ricerca del perfezionamento della propria anima (“psiché”) e mediante la conoscenza si consegue la felicità. Nell’ambito filosofico è accettabile l’idea socratica, ma irrealizzabile nella realtà quotidiana.

Arsenio dicci la verità, hai citato Schopenhauer come paradosso ? Questo filosofo pessimista e misantropo fu mai sfiorato dalla felicità ?

Forse nel parlare di felicità ci riesce meglio Bertrand Russell nel suo saggio “La conquista della felicità”. Però c’è da dire che la prima parte di tale testo è dedicata alle cause dell’infelicità. Ed allora mi domando e ti domando Arsenio se non sia il caso di parlare anche di infelicità per comprendere meglio cosa sia la felicità.

Cordialità

altamarea is offline  
Vecchio 11-04-2008, 18.07.08   #4
arsenio
Ospite abituale
 
Data registrazione: 01-04-2004
Messaggi: 1,006
Riferimento: Felicità ! ?

Citazione:
Originalmente inviato da altamarea
Gentile Arsenio, uomo di penna e di pensiero, ti ringrazio per aver accettato di esprimere la tua interessante opinione in questo thread.

Simpatica e complessa la formula matematica della felicità.

Nel tuo thread “Platone e freud a confronto”, ora rinvenibile nella pagina 2 dell’indice di “psicologia”, parli di eros e amore. Mi potresti dire, per cortesia, se questi due concetti potrebbero o dovrebbero entrare nella formula matematica ? Sono due concetti determinanti per il piacere, inteso nel senso di aponia e di atarassia, due termini che evocano Epicuro, il quale per la felicità considerava importanti la libertà, l’amicizia e la consolazione.

Nel tuo thread platonico hai citato anche Socrate e mi sovviene alla memoria il “Gorgia” di Platone, dove c’è il dialogo tra Socrate e Polo circa la felicità. Platone fa dire a Socrate che l’uomo esprime la propria essenza con la ricerca del perfezionamento della propria anima (“psiché”) e mediante la conoscenza si consegue la felicità. Nell’ambito filosofico è accettabile l’idea socratica, ma irrealizzabile nella realtà quotidiana.

Arsenio dicci la verità, hai citato Schopenhauer come paradosso ? Questo filosofo pessimista e misantropo fu mai sfiorato dalla felicità ?

Forse nel parlare di felicità ci riesce meglio Bertrand Russell nel suo saggio “La conquista della felicità”. Però c’è da dire che la prima parte di tale testo è dedicata alle cause dell’infelicità. Ed allora mi domando e ti domando Arsenio se non sia il caso di parlare anche di infelicità per comprendere meglio cosa sia la felicità.

Cordialità



Cara altamarea

Sulla felicità ti espongo qualche concetto base che potremmo espandere.
Attraverso il tempo alcuni concetti sono sempre sostenibili.

Felicità è essere se stessi nel migliore dei modi
Aver interessi cultuali, soddisfazioni, piaceri
E' beatitudine contemplativa, solitudine meditativa;
non essere turbati da conflitti psichici, vivere in un favorevole contesto storico- sociale.
Per natura essere portati alle emozioni positive; è estroversione,stare bene con se stessi, autocontrollo, controllo delle nostre azioni
E' illusione e delirio; preoccuparsi solo di ciò che possiamo controllare o modificare

Epicuro è un maestro di strategie rasserenanti: non dipendere da desideri inutili, indifferenza verso la sorte avversa. Accettare ciò che si ha, ciò che si è, avere desideri autentici da appagare ognuno a suo modo; distacco e decondizionamenti.
Visione del mondo e di se stessi non distorta, regolare se stessi e non il mondo,
vedere con occhi diversi attraverso il dialogo interiore.
Chiedersi cosa è l'infelicità è da felici: La più grande felicità consiste nel conoscere le cause dell'infelicità (Dostoevskij)
E' mettere fuori i piedi in una gelida notte e poi ritirarli sotto le coperte.
Adattarsi, modificare se stessi. Avere la mente in pace,essere saggi privilegiare i rapporti sociali, non cercare mai la felicità; è l'oltre vita. E' oblio chimico: una pillola della felicità totale, per una nuova società, ora oggetto di ricerca con la collaborazione delle neuroscienze. E' essere uno zoticone infelice piuttosto che un Socrate infelice.
E' non omologazione,non rimpianti, non preoccuparsi per le disgrazie che mai avverranno.
Psicologia cognitiva: dipende dalla lettura soggettiva che facciamo di ciò che ci accadde.
No controfattualità: “bastava che io ... “

io punterei sull'adattamento:

realismo, distacco, anticonformismo, empatia spontanea, autoccettazione e accettazione degli altri; accettare gli eventi inevitabili, buona autocomunicazione, conoscere le proprie difese, genuinità, creatività, senso dell'umorismo,indipendenza dai modelli culturali massificati,possibilismo ( se vuoi prova a darti un punteggio in tali qualità)

Mente in pace, decondizonamenti, adeguati rapporti sociali
raggiungere mete; e crescita permanente , altrimenti si è già morti;estroversione e poca emotività. Ripetere 1000 volte “mi sento sempre meglio”,ecc,
Schopenhauer era un gaudente, amareggiato per aver raggiunto troppo tardi la fama a differenza di Hegel ecc. ritenuti (a ragione) di assai meno valore. Gli ultimi anni fu felice, famoso e allietato da un ultimo amore. Scettico sempre verso la natura umana, le donne, la sorte: è nota la sua teoria della diagonale delle vita: incontro di eventi casuali e nostre decisioni. Teorico di una felicità nirvanica , estinzione della volontà di vivere, ecc. Oggi scrivo di getto, ma se vuoi ne parliamo più in dettaglio.

Il tuo nick è bellissimo, specie per me che amo osservare l'alternanza delle maree di una vicina spiaggia, dove a volte il livello del mare s'alza fino a traboccare sulla passeggiata; nello stesso giorno s'abbassa fino a riseccare il fondale sabbioso.


La felicità non c'è. Ci sono solo occasioni di gioia, i cui segnali si devono saper cogliere in tempo.


Bassa marea

Spesso d'estate
s'osservano le rive costellate
di meduse semivive

Fuggono acque profonde
e sulle sponde si sono arenate

S'abbassò la marea
e le vedemmo disseminate
tra smeraldine rocce
e grappoli di nere cozze.

Furono per noi un segnale
quelle meduse morte sul fondale

arsenio

arsenio is offline  
Vecchio 12-04-2008, 11.52.29   #5
altamarea
Ospite abituale
 
Data registrazione: 10-02-2008
Messaggi: 90
Riferimento: Felicità ! ?

Ciao Arsenio,

O. K., accolgo il tuo invito ad espandere il concetto di felicità.

Posso immaginare gli attimi di felicità concessi a chi crede nella divinità. E mi sovviene la parabola della guarigione del “cieco nato”, descritta nel Vangelo di Giovanni (9, 1-41). Tale racconto cita il singolo caso ma è pedagogico per i cristiani che aspirano alla felicità attraverso la fede.

Se dal punto di vista religioso passo a quello economico debbo dire che anche le attuali teorie dimostrano che i soldi non danno la felicità ma aiutano a star bene. Ti segnalo in merito il libro “Economia della felicità” scritto da Luca De Biase e pubblicato recentemente. Nel libro sono citati anche gli studi dell ’israeliano Daniel Kahnemann, premio Nobel per l’economia nel 2002. Kahnemann ha dato un impulso importante all’”umanizzazione” della visuale economica: le variabili come intuizione, sentimenti e preconcetti determinano il comportamento economico delle persone. Lo studioso israeliano ha anche elaborato un “indice di felicità”, utile però a misurare il grado di sviluppo di una nazione.

Forse ti è noto il “paradosso della felicità”, attribuito all’economista americano Richard Easterlin. Tale paradosso vuol mostrare che l’aumento del reddito pro capite aumenta l’indice di felicità ma fino ad un determinato livello, oltre il quale decresce. E molti si sono chiesti che senso ha lavorare di più se poi non aumenta l’indice di felicità individuale.

Rimanendo al concetto di felicità nell’ambito economico , si può citare il “pil” non della nazione ma della salute, secondo la vecchia definizione “la buona salute, intesa come stato di benessere sia fisico sia mentale, è necessaria per vivere una vita piacevole, produttiva e densa di significato”. Infatti una vita soddisfacente ed emotivamente appagata influenza positivamente la salute. Mi sembra che in questo consista il rapporto tra qualità della vita e potenziale felicità.

Tutti aspirano ad avere tanti soldi in banca, una bella casa , le sicurezze date da beni e servizi, ma come hai ben evidenziato la soddisfazione (felicità ?) ci è data anche da gratificanti rapporti interpersonali che non sono oggetto di mercato.

Per quanto riguarda il mio nick…chissà perché fa immaginare una donna. Anche altri hanno avuto la stessa intuizione, ma errata nel mio caso. L’ho scelto per caso. Ti dico come è “nato”. Immaginami sul balcone di casa da dove vedo il mare. Quel giorno assolato, mentre stavo ammirando il golfo, dalla radio ho ascoltato la canzone “Alta marea” interpretata da Antonello Venditti. Quel testo mi piace ed ho scelto tale nick.

In un tuo post hai citato Trieste e forse abiti in quella città sulla costa adriatica, in tal caso quel mare ci accomuna perché anch’io sono nato in un piccola città sulla sponda dell’Adriatico. Dalla casa dei miei nonni sapessi quante volte ho visto il sorgere del sole da quel mare. Quello spettacolo della natura mi dava felicità, mi faceva sentire parte dell’universo.



Ma il mare che mi ha ispirato il nick è il Tirreno, davanti al quale ho la casa da dove ti sto scrivendo ed il sole lo vedo tramontare.

Da bambino e adolescente vedevo l’alba sul mare, simbolo della speranza , ora lo vedo al tramonto, confacente alla mia attuale età. Così è la vita.

Arsenio complimenti per la tua poesia dedicata alla bassa marea. Mi piacciono le poesie d’ambiente marino. Quando puoi, scrivine una ambientata nella stagione estiva, immagina i colori delle cabine, degli ombrelloni, dei gabbiani che cabrano, sfiorano le onde, salgono.

Lieta giornata
altamarea is offline  
Vecchio 14-04-2008, 22.58.36   #6
Gabry
Ospite
 
Data registrazione: 09-04-2008
Messaggi: 11
Riferimento: Felicità ! ?

Per quanto riguarda la mia esperienza personale, dico che ho trovato la felicità nella fede in Dio. Fede non come religione, insieme di regole e basta, ma proprio in un rapporto con Dio che mi ama personalmente, che mi ha redento e dato la gioia di vivere.
Gabry is offline  
Vecchio 15-04-2008, 11.32.03   #7
arsenio
Ospite abituale
 
Data registrazione: 01-04-2004
Messaggi: 1,006
Riferimento: Felicità ! ?

Citazione:
Originalmente inviato da altamarea
Ciao Arsenio,

O. K., accolgo il tuo invito ad espandere il concetto di felicità.

Arsenio complimenti per la tua poesia dedicata alla bassa marea. Mi piacciono le poesie d’ambiente marino. Quando puoi, scrivine una ambientata nella stagione estiva, immagina i colori delle cabine, degli ombrelloni, dei gabbiani che cabrano, sfiorano le onde, salgono.

Lieta giornata

Gentile altamarea è un'altra delle mie gaffes. Quando un nick finisce per “a” gli assegno un' identikit femminile.
Non importa. Conosco le letture che opportunamente citi. Il fattore economico è correlato all'effetto di rapporto sociale. Infatti certi paesi etnici dove il reddito è molto basso sarebbero i più felici non per la mancanza di denaro ma perchè, non essendo ancora occidentalizzati, non sono omologati al consumismo superfluo sempre inappagabile che fa trascurare altri valori.
Infatti tale collettività puntano soprattutto sulla solidarietà e sostegno reciproco da cui ricavano un benessere psicofisico.
Inoltre il denaro gratifica fino ad una certa soglia, perchè per un esempio unico e banale, non puoi mangiare due volte al giorno. Confermo la “felicità” che ti può dare un incontro tra persone che stanno bene insieme: ma anche in tale campo conta la qualità, e non la quantità. E sottolineo “stare bene insieme”, che non sempre significa abbaino particolari virtù o conoscenze.
In quanto alla religione, e rispondo anche al nick gabry sopra a cui do il benvenuto, che dipende. La fede dà un senso alla vita (ovvio per i credenti) più che
eliminare la sofferenza e lo noto in ambienti di forte disagio dove la fede e pratica religiosa è diffusissima eppure nonannulla il dolore; oppure il rosario può essere ripetuto quale mantra più e più volte: e questo, sì, può distogliere da idee moleste. Poi non saprei: la svalutazione della vita terrena, per cui tutto si sopporta perchè la vera vita è Altrove?

Se qualche credente vuole spiegare meglio, siamo pronti ad ascoltarlo

saluti
arsenio is offline  
Vecchio 15-04-2008, 21.46.37   #8
Gabry
Ospite
 
Data registrazione: 09-04-2008
Messaggi: 11
Riferimento: Felicità ! ?

Grazie per il benvenuto
Allora, ho scritto riguardo la fede, ma mi rendo conto che questo è un forum di psicologia ed ho intenzione di rispettarlo in quanto tale (visto che cmq anche io amo la psicologia). Forse non è il posto nel quale se ne può discutere in maniera più approfondita, ciò potrebbe deviare un discorso che i qui presenti membri del forum vorrebbero discutere in altri termini, soprattutto più razionali e che abbiamo a che fare con la materia. Purtroppo non ho altro modo di trattare l' argomento della felicità se non con la fede.
Per questo mi ritiro dal topic, almeno temporaneamente.
Leggerò i vostri interventi ;-)
Gabry is offline  
Vecchio 15-04-2008, 22.26.24   #9
feng qi
Ospite abituale
 
L'avatar di feng qi
 
Data registrazione: 15-10-2005
Messaggi: 560
Riferimento: Felicità ! ?

Per voi cos’è la felicità ?...
Filosofi e psicologi dicono che il sentimento della felicità non è transitorio, né legato agli stati d’animo, non dipende dalla fortuna, ma dalle scelte di vita. E’ uno stato mentale di armonia, che deriva dal modo di vivere.

...Gli antichi Greci per indicare la felicità usavano la parola eudaimonìa, che significa essere in accordo con il proprio “demone”, con il proprio carattere. Per essere felici bisogna allora conoscere se stessi, avere consapevolezza dei propri limiti ?[/quote]

ciao altamarea
intanto grazie per le due immagini (la donna e lo sguardo dalla finestra sul mare) da sogno , e poi un saluto al caro arsenio e a gabry.

Il mio concetto di felicità in questo momento é un po' espresso dalle due frasi da te riportate che ho quotato. La felicità mi sembra uno stato mentale legato a delle scelte ben precise che si fanno come per esempio di vivere in accordo cio propri demoni, che sono parecchi, accettando il fatto di essere come un piccolo e bellissimo vaso che deve pian piano riempirsi.

Nel taoismo si parla del vuoto "xu", la famosa tazza di thè che se é piena non può contenere il Tutto, e nel cristianesimo col fatto di essere dei "poveri di spirito" cioè creature che aspettano di essere saziate, riempite da qualcosa, da Dio, e di accettare questa verità.

allora si potrebbe dire, ci provo, che la felicità sta nella conoscenza di se stessi, sia dei limiti che delle potenzialità positive, e nella fede in una Unione specialissima con Dio, col Tao...quello che desideri, che ti spinge ad accettarti perché Lui ti accetta e di essere sempre colmo e calmo perché Lui ti riempie.

scusa...ci ho provato.
Un abbraccio
feng qi
feng qi is offline  
Vecchio 16-04-2008, 01.02.29   #10
espert37
Ospite abituale
 
Data registrazione: 05-12-2007
Messaggi: 498
Riferimento: Felicità ! ?

Ho letto tutti i vostri eccellenti contributi circa quell' importantissimo sentimento,(spero di non errare chiamandolo sentimento) che è la felicità,quindi,siccome è da tanti anni che io godo di una esistenza felice,quotidianamente con la voglia di allegria che mi dona beatitudine,provo anch'io a portare il mio contributo senza inoltrarmi nei vari valori spirituali.
Tanti anni fà,dopo un periodo di vita trascorso un pò da misantropo,costellato da seri problemi esistenziali,nonchè da molteplici incazzature varie,mi chiesi e mi impegnai a cercare quella felicità che tanto mi mancava. Mi accorsi che aprendomi al mio prossimo e procurandomi delle amicizie,arrivavo a provare delle appaganti soddisfazioni,in seguito mi accorsi che provavo più piacere quando potevo aiutare qualcuno che non quando viceversa qualcuno aiutava mè,quando facevo un regalo a mia moglie od ai miei figli notavo che la felicità che provavo non era molta.la sentivo ridotta perchè amando quelle persone mi era molto facile fargli del bene, mi accorsi allora che in ragione della relatività,la maggiore difficoltà nell'esecuzione di un compito ti porta maggior felicità nalla sua esecuzione,cominciai allora ad adoperarmi,non solo per mia moglie ed i miei figli,ma per tutto il mio prossimo,e sopratutto per coloro che non mi volevano bene.Da allora sono un essere felice e contento.
La tradizione ci racconta che circa duemila anni fà visse un tale che raggiunse il massimo della felicità donando tutta la sua vita per salvare coloro che lo stavano uccidendo. Forse non è una semplice favola.

Amichevolmente espert37
espert37 is offline  

 



Note Legali - Diritti d'autore - Privacy e Cookies
Forum attivo dal 1 aprile 2002 al 29 febbraio 2016 - Per i contenuti Copyright © Riflessioni.it