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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 02-05-2008, 12.48.21   #11
arsenio
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Data registrazione: 01-04-2004
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Riferimento: Perchè educare alle emozioni?

Citazione:
Originalmente inviato da veraluce
Buona sera Arsenio ...
Io posso dire quello che ho recepito per me stessa dalla mia esperienza... per me, figlia unica, probabilmente è stato di fondamentale importanza per lo sviluppo delle capacità emotive la possibilità di poter stare a stretto contatto con gli altri (infanzia, adolescenza, etc)... mia madre (che ha 8 fratelli) da piccola mi ha sempre buttato in mezzo a tanti cuginetti/e, tant'è che li considero tutt'oggi come fratelli e sorelle, ci capiamo a vicenda (ecco che mi emoziono già solo a pensare a loro )... quando sin da piccola hai sempre qualcuno con cui giocare, con cui poter esternare i tuoi pensieri acerbi, con cui dar libero sfogo a tutto quello che sei (anche se soltanto un infante) credo che te lo porti dietro probabilmente per tutta la vita... forse questo mi ha aiutato a superare tanti momenti bui e ad aver fiducia nell'essere umano nonostante tutto...

...far esprimere i bambini... a contatto con altri bambini... vero contatto... come in una famiglia...

...l'altro giorno rileggevo Buscaglia... quando dice che i bambini litigano ma subito dopo dimenticano e ricominciano a giocare insieme come se niente fosse successo... che bello... superare per andare verso l'altro... che emozione! Viva i bambini... e speriamo che l'infanzia, che rappresenta il "bocciolo" dello sviluppo emozionale, venga sempre salvaguardata.

Sentitamente...

veraluce di un dolce cuoricino! Da altro ... cuoricino E' il mio bambino interiore che dopo un'infanzia ricchissima di giochi, fantasia, amichetti ed amichette, non ha mai smesso di abitare nel mio inconscio. Adesso parla alla tua bambina interiore che a quanto dici ha avuto pure occasione di giochi e compagnia durante l'infanzia; tra l'altro anch'io sono, per fortuna, figlio unico (alludo alle festicciole che mia madre preoccupata organizzava per avviarmi alla socializzazione, ecc. ecc.). I piccoli litigi si possono appianare anche da “adulti”: dipende,appunto di quanto è presente il “bambino”.
Conosco “vivere, amare, capirsi” di Leo Buscaglia; lo lessi credo vent'anni fa e forse c'è ancora in soffitta. Potremmo rileggerlo e commentarlo; credo che allora vi trovai spunti interessanti.

Se non riesco a risponderti nel 3d apposito oggi, riguardo alle “idee” ed i dissensi verso le mie proposte di un'”idea” di “maschio” e un'idea di “femmina” e non verso la persona che le manifesta, certo che le accetto perchè lo scopo di un forum è sempre l'interlocuzione dialogica, il confronto di fonti e premesse da cui si parte,ecc. Ma non se sono accompagnate da pesanti attacchi “ad personam! flame molto sgradevoli che, si dovrebbe capire, danneggiano più chi le emette che chi a cui s' indirizzano. Ne ho raccolto alcune e te le proporrò, spero per finalmente poterle commentarle e ridere assieme. Sono molto rivelatrici su chi le lancia: non so chi mi chiedeva come si possa conoscere qualche tratto di personalità attraverso i contenuti dei post di chi partecipa ad un forum di discussione. Quale miglior indizio? Eppure quelli che mi hanno definito con attributi assurdi e paradossali, certamente ingiusti, anche considerando che a volte si trattava di new entry che ... mi conoscevano meglio di me. (bada che le critiche, qualsiasi!, se hanno un fondamento costruttivo e informativo, sono il primo ad accettarle) sono quelli qui più seguiti e ritenuti autorevoli; come lo spieghi?

arsenio is offline  
Vecchio 02-05-2008, 15.38.31   #12
arsenio
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Riferimento: Perchè educare alle emozioni?

Citazione:
Originalmente inviato da altamarea
Buon pomeriggio Arsenio,

ma come, io mi sono appena registrato in questo forum per avere il piacere di dialogare con te e con altre signore e signori che considero colti e competenti, e tu vuoi lasciare questo sito ? …quota/non so fino a quando rimango a riflessioni: sto valutando dove trasferirmi. Ho ancora tantissimi argomenti da proporre ma qui non hanno il successo sperato. Non importa: non si può riuscire graditi a tutti. E alcuni forum finiscono per prendere una piega che assimila nel bene e nel male./quota

Dai rimani, io sono uno dei tuoi fans. Poi se vuoi ti segnalo un paio di forum dedicati alla psicologia.

Tornando al tema… L'etimologia della parola “e-mozione” fa riferimento al “moto”, una “mozione”, un movimento.

Che cosa sono e come nascono le emozioni.

Ora ti dico quello che so io…da dilettante allo sbaraglio.

Anzitutto la differenza tra sensazioni ed emozioni.

Le sensazioni sono rapide e fugaci reazioni agli stimoli sensoriali e correlate al funzionamento fisiologico del corpo, ad esempio la risposta al freddo, agli stimoli della fame, alla vista di una persona. Se lo stimolo sparisce, finisce la sensazione, che può essere piacevole o spiacevole.

Le emozioni, invece, sono più complesse delle sensazioni; sono reazioni meno legate allo stimolo che le ha suscitate. Durano di più nel tempo se ricevono il rinforzo psicologico.

Fisiologicamente l’emozione è causata dall’elaborazione neuronale di uno stimolo, a cui il nostro sistema nervoso dà una risposta.

Nel mio precedente post per praticità ho distinto le emozioni in esogene ed endogene, ma ci sono moltissimi input che provocano nel contempo emozioni esogene ed endogene. Ad esempio nell’atto sessuale le emozioni derivano da combinazioni fisiche, psichiche, cognitive, che ci preparano e ci fanno agire.

Quindi L'emozione si manifesta in vari modi ed ha la capacità di interagire con il funzionamento dell'organismo a tutti i livelli: neurologico, fisiologico, cognitivo e comportamentale.


(Antonio Canova: "Amore e Psiche", 1793; Museo del Louvre, Paris)

Altrettanto caro altamarea; ormai buona serata.. Sei un maschio che s'interessa a al mondo delle emozioni : argomento qui tabù e rischi l'ostracismo. Scherzo perchè c' è ancora qualche ottima ragazza che s'interessa agli stati affettivi e non è per niente neo-femminista che va a braccetto con i neo-moralisti normativi che lanciano anatemi contro l'impudicizia dei sentimenti Scherzo ancora. Il fatto è che qui comincia a scarseggiare l'elemento maschile, mi sembra. Credo che preferiscano le argomentazioni a filosofia, più improntate a temi astratti,
Oggi per rispondere a tutte sono dalle 9 alla tastiera e per fortuna altre mi hanno voltato le spalle,altrimenti dovrei rimanerci fino a notte
In realtà oggi c'è un grande bisogno di almeno parlare con qualcuno che ascolta, dei propri moti interiori. Come Alexiel che ci propone un bellissimo, post autonarrativo che di per sé è una prima autochiarificazione per riuscire a vedere meglio la propria situazione e meglio definirla , per scoprire proprie esigenze disattese, situazioni che turbano,condizionamenti.
Ecc. Spero di risponderle domani. Intanto a chi interessa, ho inviato un post a nevealsole dove spiego i termini di un mio possibile approccio a meglio chiarire il nostro mondo emozionale.
Certo che bisognerà definire le emozioni da altre percezioni e stati affettivi.

arsenio is offline  
Vecchio 02-05-2008, 17.13.06   #13
altamarea
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Riferimento: Perchè educare alle emozioni?

Benvenuta Alexiel,



ho letto due volte il tuo post. Permettimi di farti delle domande, per comprendere meglio.

1) Dici che hai buona capacità di introspezione, anche verso gli altri. Sei sicura di poter percepire bene gli altri ? Forse la tua è presunzione ?

2) Nel terzo capoverso del tuo intervento discorsivo hai scritto “canoni ideali”. Il concetto di canone lo reputi adatto in questo thread ? Non è meglio lasciare la frase che hai usato alla storia dell’arte ?

3) Hai aggiunto: “rifiuto totale delle emozioni a favore dell’impassibilità”. O. K., credo alla tua sofferenza alessitimica. Ma tu devi essere sincera con te stessa. Ci puoi spiegare in che modo riesci a rifiutare le emozioni dal momento che queste sono reazioni spontanee a stimoli di natura esogena ed endogena ?

4) Aggiungi, inoltre, … “la mia capacità espressiva mi sembra si sia ridotta ad un uso massimo di 600 vocaboli”. Da come scrivi non riesco a crederci ! Quando e come sei riuscita a quantificarli ?

5) Axiel, quei tuoi diradati incontri con quel ragazzo ti hanno coinvolta emotivamente. I sintomi che descrivi sembrano quelli della fase dell’innamoramento. Dietro l’apparenza, però, mi sembra di vedere un rimedio alla tua solitudine interiore, non il vero innamoramento. Cosa non ha funzionato ? Cosa ha impedito alla fase dell’innamoramento di passare a quella dell’amore ?

6) “Ora di emozioni ne provo qualcuna in più, ma non so darvi nome.” Neanche gli psicologi ne sarebbero capaci, perché le emozioni sono numerose e diverse.

7) “Ho acquisito delle capacità di analisi psicologica degli altri molto accurata”… Permettimi di avere dei dubbi al tuo “prevedere le mosse altrui quando conosco gli individui appena un poco”, anche perché aggiungi:: “non vedo le loro emozioni”…Se non percepisci le loro emozioni come puoi prevedere i loro atteggiamenti. Tu pensi che le persone siano fatte tutte alla stessa maniera con lo stampo ? Io invece reputo imprevedibili gli individui, perché ad ogni azione c’è una diversa reazione.

8) Alexiel, t'immagino poco più che ventenne,con molte certezze e pochi dubbi. Sbaglio ?
Comunque non volermene. Cordialità
altamarea is offline  
Vecchio 03-05-2008, 13.09.05   #14
Alexiel
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Riferimento: Perchè educare alle emozioni?

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Originalmente inviato da altamarea
Benvenuta Alexiel,



ho letto due volte il tuo post. Permettimi di farti delle domande, per comprendere meglio.

1) Dici che hai buona capacità di introspezione, anche verso gli altri. Sei sicura di poter percepire bene gli altri ? Forse la tua è presunzione ?

2) Nel terzo capoverso del tuo intervento discorsivo hai scritto “canoni ideali”. Il concetto di canone lo reputi adatto in questo thread ? Non è meglio lasciare la frase che hai usato alla storia dell’arte ?

3) Hai aggiunto: “rifiuto totale delle emozioni a favore dell’impassibilità”. O. K., credo alla tua sofferenza alessitimica. Ma tu devi essere sincera con te stessa. Ci puoi spiegare in che modo riesci a rifiutare le emozioni dal momento che queste sono reazioni spontanee a stimoli di natura esogena ed endogena ?

4) Aggiungi, inoltre, … “la mia capacità espressiva mi sembra si sia ridotta ad un uso massimo di 600 vocaboli”. Da come scrivi non riesco a crederci ! Quando e come sei riuscita a quantificarli ?

5) Axiel, quei tuoi diradati incontri con quel ragazzo ti hanno coinvolta emotivamente. I sintomi che descrivi sembrano quelli della fase dell’innamoramento. Dietro l’apparenza, però, mi sembra di vedere un rimedio alla tua solitudine interiore, non il vero innamoramento. Cosa non ha funzionato ? Cosa ha impedito alla fase dell’innamoramento di passare a quella dell’amore ?

6) “Ora di emozioni ne provo qualcuna in più, ma non so darvi nome.” Neanche gli psicologi ne sarebbero capaci, perché le emozioni sono numerose e diverse.

7) “Ho acquisito delle capacità di analisi psicologica degli altri molto accurata”… Permettimi di avere dei dubbi al tuo “prevedere le mosse altrui quando conosco gli individui appena un poco”, anche perché aggiungi:: “non vedo le loro emozioni”…Se non percepisci le loro emozioni come puoi prevedere i loro atteggiamenti. Tu pensi che le persone siano fatte tutte alla stessa maniera con lo stampo ? Io invece reputo imprevedibili gli individui, perché ad ogni azione c’è una diversa reazione.

8) Alexiel, t'immagino poco più che ventenne,con molte certezze e pochi dubbi. Sbaglio ?
Comunque non volermene. Cordialità

Ciao Altamarea.

Nel mio posto ho cercato di produrre un'analisi quanto mai reale di me, ma è possibile che alcune mie frasi siano state interpretate quali dotate di una superbia e presunzione che invece non volevo rendere.
Rispondendo alle tue domande cercherò di essere chiarificatrice.

1) Non lo dico più, ero brava a capire cosa gli altri provassero, riuscivo a intuire le loro paure (anche se mai alla perfezione eh, l'animo umano resta sempre terreno impenetrabile), sapevo indagare su me stessa con una certa oggettività, questo non significa che ottenessi ottimi risultati, ma che riuscivo a cecare di osservare il mio profondo e ad analizzare le condizioni che imponevano alcuni miei comportamenti.
Non so a cosa fosse dovuta questa capacità, forse al residuo di sensibilità del bambino, mista ancora con il principio di capacità di ragionamento oggettivo dell'adolescente. Sta di fatto che potevo instaurare dei buoni rapporti di empatia con gli altri, e questo l'ho percepito più volte sulla mia pelle...

2) Mi riferivo a "canone ideale" quale a quel tipo di personalità che volevo avere, quindi a quel determinato modo di approcciarmi alle emozioni che avrei voluto adottare e far mio.

3) Per rifiutare non intendo bloccare. Rifiuto significa negazione nel mio subconscio, repressione, ma non bloccaggio del mio sistema nervoso sensoriale. Credo sia impossibile quello.
Cercavo di reprimerle, di metterle a tacere, di mostrarmi sempre gelida, incrollabile e calcolatrice razionale di fronte a tutto e tutti.

4) Quantifico da delle difficoltà di ragionamento e di captazione sensibile delle cose che non ho mai avuto. Da una confusione sempre crescente riguardo alla mia sfera emotiva e sensoriale e dalla difficoltà a "trovare le parole adatte" quando voglio esprimere i concetti più semplici richiusi in me stessa, cosa che invece riesco a fare se i concetti sono scientifici o numerici.

5) Credo di aver voluto bene seriamente a quel ragazzo, dopo essermi lasciata andare.
Non so a che tipo di solitudine interiore ti riferisci, quindi non so dare risposta precisa.
La rottura è avvenuta quando il mio carattere esigente con me stessa e con gli altri e il suo modo di fare abituale sono venuti a galla. Inconciliabili tra loro le incomprensioni e i litigi, il sentimento attenuato, la stanchezza per la scuola ecc. hanno portato all'inevitabile separazione.

7) Le persone non sono fatte alla stessa maniera con lo stampo, hanno però dei comportamenti di fondo in certi casi molto simili legati alla natura più intima dell'uomo, che cambia raramente e si adatta molto spesso.
Con un margine molto approssimativo essi agiscono quindi in maniera analoga in determinate condizioni, con le caratteristiche dell'individuo e le eccezioni dei vari casi.
Non so se poi queste mie previsioni siano frutto della mia capacità introspettiva analitica oppure del mio sesto senso femminile

8) Ho meno di vent'anni. Sono ancora una liceale, forse ancora un'adolescente in fase di uscita da questo periodo.
Ho un buon numero di certezze che ho testato e che si sono dimostrate stabili con le esperienze vissute ma ancora un sacco di dubbi riguardo a me stessa, ai miei modi di fare, di essere e di amare.
Ritengo che il capire cosa sia successo alla mia sfera emozionale sia un problema cardinale per capire quali sono i miei scopi e cosa voglio fare del mio interiore.

Ti chiedo scusa se ci sono state alcune incomprensioni, e non ti preoccupare, non mi sono per niente offesa. =)

A presto.

Alexiel.
Alexiel is offline  
Vecchio 03-05-2008, 15.53.02   #15
altamarea
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Riferimento: Perchè educare alle emozioni?



Alexiel, oggi dalle mie parti è un bel giorno di primavera: sereno, solare, caldo. I più temerari si stanno facendo il bagno al mare. Fra poco con la bicicletta farò una passeggiata sulla costa, ma prima voglio continuare il dialogo virtuale con te soffermandomi su alcuni punti della tua cortese replica.

ricominciamo dal punto 8, dove fra l’altro dici: “Ritengo che il capire cosa sia successo alla mia sfera emozionale sia un problema cardinale per capire quali sono i miei scopi e cosa voglio fare del mio interiore”. Cosa intendi per “interiore” ? Ego ? Super Ego ? Io ? Super Io ? Inconscio ? o cosa altro ?
Pensi di poter manipolare a tuo piacimento la tua interiorità ?

dal punto 8 salgo al punto 7, in cui scrivi: “Le persone non sono fatte alla stessa maniera con lo stampo, hanno però dei comportamenti di fondo in certi casi molto simili legati alla natura più intima dell'uomo, che cambia raramente e si adatta molto spesso.”

Cosa intendi per "natura più intima" ?

Ora ti dico cosa intendo io per intimità, parola che deriva dal latino “intimus” ed indica l’interiorità soggettiva, “segreta” dell'individuo.

Per raggiungere l’intimità bisogna abbattere le “barriere” psicologiche che si frappongono alla reciproca scoperta, per farci meglio conoscere dalla persona che si ama, con la speranza, anzi convinzione, di essere capiti e che l’altra/o sappia fare altrettanto. La progressiva fiducia permette di ’”aprirsi” e di considerare lo “svelarsi” come una opportunità per riflettere sulle proprie caratteristiche e i propri punti vulnerabili. Lo "svelarsi" è tipico nella fase dell'innamoramento.

Secondo lo psicanalista inglese Donald Winnicott le persone con difficoltà nei rapporti interpersonali sono avvolte da una “corazza” psicologica che protegge il nucleo più intimo, sede del pudore e della vergogna. Chi pensa di dover nascondere alcune parti di sé, considera l’intimità come un rischio.

Quelli che temono di “lasciarsi andare”, difficilmente riescono a stabilire l’intimità affettiva, perché la loro razionalità permette al massimo il coinvolgimento intellettuale.

L’intimità relazionale soddisfa il bisogno di condividere in modo privilegiato con un’altra persona i propri pensieri. Se la relazione dura nel tempo può diventare empatia, con modalità note soltanto alla coppia.

L’intimità fisica, invece, offre alle due individualità la comunicazione corporea, che contribuisce al forte vincolo affettivo ed emotivo.

Spesso presunti problemi d’incompatibilità sessuale nascondono incompatibilità emotiva, scarso dialogo nei rapporti interpersonali.

L’intimità tra due persone permette di condividere sensazioni, emozioni, sentimenti, empatia. Evitare l’intimità significa evitare la profondità dei sentimenti.

L’intimità di coppia trascende la sessualità. Continua ad esistere anche se l'attività sessuale diventa rara o assente. Lo sanno bene le coppie longeve, unite da un rapporto di reciproca complicità.

La carenza d’intimità affettiva può causare disturbi psicologici.


Riguardo alle emozioni, al punto 3 hai scritto: “Cercavo di reprimerle, di metterle a tacere, di mostrarmi sempre gelida, incrollabile e calcolatrice razionale di fronte a tutto e tutti.” Permettimi di dirti che quel tuo modo di pensare di poter dominare la psiche, il corpo ed il mondo è coerente con l’età adolescenziale. A qual fine mostrarti “sempre gelida, incrollabile e calcolatrice razionale” ?

A rileggerci
altamarea is offline  
Vecchio 03-05-2008, 16.58.11   #16
bluab
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Riferimento: Perchè educare alle emozioni?

Ma che bello parlare di emozioni, quelle che "muovono" come da etimologia della parola...
Io le vivo, qualsiasi esse siano perchè sono convinta che siano la reale manifestazione dell'anima in tutte le sue componenenti e accezioni, anche e purrtroppo negative.
Sono le emozioni che ci appassionano al gioco della Vita, solo che come tutti gli strumenti utili alla sopravvivenza, abbiamo bisogno di imparare ad usarle, a comprendele, a riconoscerle a distinguerle ( dalle sensazioni che diceva altamarea), a dosarle o a farci trascinare dalla loro energia.
E bisogna educare alle emozioni, come dice arsenio (che è un piacere ascoltare con gli occhi essendo persona d'anima, secondo me ovviamente), fin da piccoli.
Io lo faccio con i miei bambini cercando di far loro capire che non bisogna credere che emozionarsi sia una debolezza ma invece sia un'espressione di umanità, di comunicazione, di empatia a volte, insomma di quel mestiere di vivere che a volte pesa .

E non dimentichiamo che l'emozione è anche foriera di venti di arte e cultura: libri, quadri, sculture, musica...emozioni che creano emozioni

Tutta la realtà è vista attraverso le emozioni che suscita, diverse come ognuno di noi è diverso, e costruito, e da come lo percepisce lo vive, ma almeno che ci siano... e in questi anni bui in cui l'emozione sembra mercificata, cercare di dare loro il valore che merita e che ha, forse sarà la missione degli uomini di buona volontà, prima che sui troppo tardi...

bluab is offline  
Vecchio 03-05-2008, 19.29.01   #17
katerpillar
Ogni tanto siate gentili.
 
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Riferimento: Perchè educare alle emozioni?

arsenio
quota/non so fino a quando rimango a riflessioni: sto valutando dove trasferirmi. Ho ancora tantissimi argomenti da proporre ma qui non hanno il successo sperato. Non importa: non si può riuscire graditi a tutti. E alcuni forum finiscono per prendere una piega che assimila nel bene e nel male./quota

Katerpillar
Quando un componente di un forum va via, si diventa tutti più tristi e più poveri, sopratutto se si tratta di una persona colta come arsenio.

Nei contenuti della tua lamentela, però, mi sembra che vi sia la tua ennesima delusione per non essere seguito da tutto il forum: "ti senti boicottato dagli uomini, gli altri non sono al tuo stesso livello ecc. ecc."

Caro arsenio, ma non ti sembra che sia tu a comportarti secondo le critiche che rivolgi agli altri? Ovvero: sei tu che non partecipi ad altri thread che non siano quelli che tu proponi?
Ti lamenti che le tue discussioni non vengono seguite e discusse nel modo che meriterebbero, esaurendosi in quattro e qrattro otto e senza lasciare segni tangibili, se non l’assiduo e fedele compiacimento del sesso femminile che ti segue, mi sembra, con interesse; ma è pur vero che tu hai inflazionato il forum di psicologia con mille 3D, di cui solo nelle ultime quattro pagine hai postato trentotto discussioni: tutte interessanti per carità, ma non credi che oltre a te ce da rispondere e partecipare con altri mille forumisti che, magari, portano degli argomenti più interessanti dei tuoi?

Inoltre, se ti fa piacere mi potresti indicare in quale 3D hai partecipato, portando il tuo contributo? In quello di filosofia non ho avuto mai il piacere di leggerti, in cultura e società nemmeno, in scienze altrettanto e nemmeno nei problemi spirituali ti sei mai sentito. Allora! Perché affermarmi che sono gli altri a non seguirti? Non sei tu che non ti interessi ai problemi degli altri o credi che le problematiche postate da te siano più meritevoli d'attenzione di quelle postate dagli altri? Tanto per saperlo.

In ogni modo e per concludere, vorrei invitarti sinceramente a restare, anche perché non ho compreso fino in fondo quali sono i motivi di tanto successo intellettuale che hai con le forumiste, e comprenderlo fino in fondo non mi dispiacerebbe affatto.

Per quanto riguarda educare alle emozioni, ritengo che sia inutile come voler svuotare il mare con il famoso secchiello, poichè tali e tante sono le emozioni scaturite dalla casualità che sarebbe inutile qualsiasi insegnamento...ma in fin dei conti, chi lo vorrebbe? E che emozioni sarebbero se sapremmo anticiparle o controllarle?

PS: ma non avevi affermato di dedicare solo una mezzoretta al forum?
Salvo ognuno, altrimenti....

Con simapatia.

Giancarlo.
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Vecchio 04-05-2008, 19.18.48   #18
Alexiel
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Riferimento: Perchè educare alle emozioni?

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Originalmente inviato da altamarea


Alexiel, oggi dalle mie parti è un bel giorno di primavera: sereno, solare, caldo. I più temerari si stanno facendo il bagno al mare. Fra poco con la bicicletta farò una passeggiata sulla costa, ma prima voglio continuare il dialogo virtuale con te soffermandomi su alcuni punti della tua cortese replica.

ricominciamo dal punto 8, dove fra l’altro dici: “Ritengo che il capire cosa sia successo alla mia sfera emozionale sia un problema cardinale per capire quali sono i miei scopi e cosa voglio fare del mio interiore”. Cosa intendi per “interiore” ? Ego ? Super Ego ? Io ? Super Io ? Inconscio ? o cosa altro ?
Pensi di poter manipolare a tuo piacimento la tua interiorità ?

dal punto 8 salgo al punto 7, in cui scrivi: “Le persone non sono fatte alla stessa maniera con lo stampo, hanno però dei comportamenti di fondo in certi casi molto simili legati alla natura più intima dell'uomo, che cambia raramente e si adatta molto spesso.”

Cosa intendi per "natura più intima" ?

Ora ti dico cosa intendo io per intimità, parola che deriva dal latino “intimus” ed indica l’interiorità soggettiva, “segreta” dell'individuo.

Per raggiungere l’intimità bisogna abbattere le “barriere” psicologiche che si frappongono alla reciproca scoperta, per farci meglio conoscere dalla persona che si ama, con la speranza, anzi convinzione, di essere capiti e che l’altra/o sappia fare altrettanto. La progressiva fiducia permette di ’”aprirsi” e di considerare lo “svelarsi” come una opportunità per riflettere sulle proprie caratteristiche e i propri punti vulnerabili. Lo "svelarsi" è tipico nella fase dell'innamoramento.

Secondo lo psicanalista inglese Donald Winnicott le persone con difficoltà nei rapporti interpersonali sono avvolte da una “corazza” psicologica che protegge il nucleo più intimo, sede del pudore e della vergogna. Chi pensa di dover nascondere alcune parti di sé, considera l’intimità come un rischio.

Quelli che temono di “lasciarsi andare”, difficilmente riescono a stabilire l’intimità affettiva, perché la loro razionalità permette al massimo il coinvolgimento intellettuale.

L’intimità relazionale soddisfa il bisogno di condividere in modo privilegiato con un’altra persona i propri pensieri. Se la relazione dura nel tempo può diventare empatia, con modalità note soltanto alla coppia.

L’intimità fisica, invece, offre alle due individualità la comunicazione corporea, che contribuisce al forte vincolo affettivo ed emotivo.

Spesso presunti problemi d’incompatibilità sessuale nascondono incompatibilità emotiva, scarso dialogo nei rapporti interpersonali.

L’intimità tra due persone permette di condividere sensazioni, emozioni, sentimenti, empatia. Evitare l’intimità significa evitare la profondità dei sentimenti.

L’intimità di coppia trascende la sessualità. Continua ad esistere anche se l'attività sessuale diventa rara o assente. Lo sanno bene le coppie longeve, unite da un rapporto di reciproca complicità.

La carenza d’intimità affettiva può causare disturbi psicologici.


Riguardo alle emozioni, al punto 3 hai scritto: “Cercavo di reprimerle, di metterle a tacere, di mostrarmi sempre gelida, incrollabile e calcolatrice razionale di fronte a tutto e tutti.” Permettimi di dirti che quel tuo modo di pensare di poter dominare la psiche, il corpo ed il mondo è coerente con l’età adolescenziale. A qual fine mostrarti “sempre gelida, incrollabile e calcolatrice razionale” ?

A rileggerci

Ciao Altamarea, qui nemmeno è brutto.
Fa caldo ma non troppo, i bambini giocano nei giardini mentre io sono chiusa a studiare in casa (anche se alla fine non ho studiato per pigrizia :P).

Parlando di interiore mi riferisco al mio animo più intimo. Non voglio che si inaridisca ancora. Voglio cercare a far riemergere tutte le emozioni che ho represso e rinnegato negli ultimi anni.

Per natura dell'uomo intendo piuttosto quella di cui parlava il Machiavelli. L'intrinseca e immutabile natura di un uomo egoista, egocentrico e volubile.
Quindi è una natura totalmente differente da quella di cui parli tu.


Reprimere le emozioni e mostrarsi incrollabile era forse nel mio inconscio segno di forza d'animo. L'uso oltremisura della razionalità invece simboleggiava la capacità di gestire le situazioni.
Non so da dove possano derivare queste immagini dell'inconscio.

A presto.
Alexiel is offline  
Vecchio 04-05-2008, 21.35.50   #19
altamarea
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Riferimento: Perchè educare alle emozioni?

Gentile Alexiel,

sei ancòra studentessa liceale o frequenti il primo anno di università ?

Comunque sia l’estate è vicina e dopo l’impegno con gli studi approfitta della calda stagione per "cercare a far riemergere tutte le emozioni che ho represso e rinnegato negli ultimi anni". Permettimi di suggerirti un metodo da me sperimentato più volte alla tua età: l’infatuazione ! Provoca numerose e bellissime emozioni. Se poi hai la fortuna di passare nella fase della passione e dell’innamoramento, oltre le emozioni proverai numerosi sentimenti che ti gratificheranno.

"Per natura dell'uomo intendo piuttosto quella di cui parlava il Machiavelli. L'intrinseca e immutabile natura di un uomo egoista, egocentrico e volubile". Sei sicura che tutti siano così ? Che ne pensi di Madre Teresa di Calcutta ?

Coraggio Alexiel, vedrai che riuscirai nel tuo intento!

altamarea is offline  
Vecchio 12-05-2008, 10.17.21   #20
Alexiel
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Riferimento: Perchè educare alle emozioni?

Caro altamarea,
chiedo scusa di non averti risposto prima ma ho problemi con la connessione a internet =)
Sono ancora una studentessa liceale al penultimo anno =P.

Già, l'estate...periodo di infatuazione =).
Beh, penso di essere già alquanto infatuata di un ragazzo, e anche corrisposta, solo che per motivi di esami siamo costretti entrambi a reprimere i nostri sentimenti per favorire lo studio e a mostrarci solo come grandissimi amici davanti agli altri (per far sì che i pettegolezzi e i veleni delle malelingue non ci distraggano in quest'ultimo mese).
Spero di potermi presto lasciare andare =)

Per l'ultimo quote...Madre Teresa non è stata forse l'eccezione che conferma la regola? =)

A risentirci presto.

Alexiel
Alexiel is offline  

 



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