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Vecchio 17-05-2008, 10.41.55   #1
hava
Ospite abituale
 
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Messaggi: 542
Un modo di vivere la realta'

Generalmente consideriamo reale cio' che possiamo afferrare con i nostri sensi o per mezzo della logica.
Un altro punto di vista ci presenta lo scrittore giapponese Haruki Murakami per il quale e' reale ogni contenuto dei nostri pensieri, fantasie, sogni e miti.
Nei suoi libri le descrizioni di fatti che noi usiamo considerare "reali" si alternano alle fantasie, tanto che al primo momento ci troviamo imbarazzati e stentiamo ad adattarci. Le fantasie ed i sogni secondo M. non sono meno vere e reali della ricezione sensoria e sono parte integrale nei suoi racconti.
Dopo aver letto alcuni dei suoi libri i miei orizzonti mi sembrano in certo modo allargati .
Anche la distinzione di cio' che e' piu' o meno normale e' messa in dubbio, quando ogni nostro pensiero e sensazione sono "normali" se li accettiamo come tali. E liberandoci da principi e giudizi ci sentiremo piu' liberi.
E cosi' arriveremo forse a pensare che la nostra realta' come la interpretiamo e' solo una minima parte di una piu' vasta entita' per ora inafferrabile.
hava is offline  
Vecchio 17-05-2008, 14.10.45   #2
Noor
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Riferimento: Un modo di vivere la realta'

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Originalmente inviato da hava
Le fantasie ed i sogni secondo M. non sono meno vere e reali della ricezione sensoria e sono parte integrale nei suoi racconti.
Dopo aver letto alcuni dei suoi libri i miei orizzonti mi sembrano in certo modo allargati .
Anche la distinzione di cio' che e' piu' o meno normale e' messa in dubbio, quando ogni nostro pensiero e sensazione sono "normali" se li accettiamo come tali. E liberandoci da principi e giudizi ci sentiremo piu' liberi.
E cosi' arriveremo forse a pensare che la nostra realta' come la interpretiamo e' solo una minima parte di una piu' vasta entita' per ora inafferrabile.
Sì..se utilizzata in modo creativo,credo che l’immaginazione abbia un profondo potere sulla nostra psiche.
Oltretutto non ci vedo essenziale differenza tra il fantasticare ,il sognare e il…pensare..
Ma ciò che espande in modo definitivo la nostra coscienza e i nostri limiti,procurando un grande senso di libertà è..il non pensare. Andare al di là del pensiero,sostare oltre il flusso dei pensieri, nel vuoto che si crea tra un pensiero e l’altro è l’esperienza vera di approfondimento della realtà,senza rappresentarne invece una fuga qual è invece spesso la fantasia.
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Vecchio 18-05-2008, 18.49.28   #3
ornella
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Messaggi: 327
Riferimento: Un modo di vivere la realta'

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Originalmente inviato da hava
Generalmente consideriamo reale cio' che possiamo afferrare con i nostri sensi o per mezzo della logica.
Un altro punto di vista ci presenta lo scrittore giapponese Haruki Murakami per il quale e' reale ogni contenuto dei nostri pensieri, fantasie, sogni e miti.
Nei suoi libri le descrizioni di fatti che noi usiamo considerare "reali" si alternano alle fantasie, tanto che al primo momento ci troviamo imbarazzati e stentiamo ad adattarci. Le fantasie ed i sogni secondo M. non sono meno vere e reali della ricezione sensoria e sono parte integrale nei suoi racconti.
Dopo aver letto alcuni dei suoi libri i miei orizzonti mi sembrano in certo modo allargati .
Anche la distinzione di cio' che e' piu' o meno normale e' messa in dubbio, quando ogni nostro pensiero e sensazione sono "normali" se li accettiamo come tali. E liberandoci da principi e giudizi ci sentiremo piu' liberi.
E cosi' arriveremo forse a pensare che la nostra realta' come la interpretiamo e' solo una minima parte di una piu' vasta entita' per ora inafferrabile.
Non conosco questo Marukami, parli di sogni e fantasie come reali, come le ricezioni sensorie.
Andrebbe a mio avviso distinto il reale soggettivo, ed il reale oggettivo.
Il primo è la percezione di un individuo, la seconda e per assurdo la realtà comprensiva di tutti gli altri individui o in mancanza di essi. Dal punto di vista soggettivo interpretata per esempio in un film o quadro o altro corrisponde indubbiamente al surrealismo, o comunque ad una visione allucinatoria e caotica, con salti spazio-temporali di tipo onirico. Diversamente rinunciamo al prodigio della vita, che non è irrazionalità, ma credo che sia l'ispezione attraverso la ragione e il controllo degli istinti della realtà oggettiva e soggettiva. Attraverso la ragione si può espandere la percezione della realtà. Certo questo non può avere pretese di dignità scientifica, ma consentitemi di dire che importa. La visione comune della realtà,in questo caso per assurdo, è stata ridotta alla riproduzione della Nostra meschinità Il sogno e le fantasie devono essere vissute come tali, semmai i simboli possono essere verificati nella realtà soggettiva.
Usi il termine "inafferrabile", non credo la realtà possa mai essere presa, forse in parte compresa userei il termine fluita o trascorsa. Ed essendo molti i percorsi da verificare, andrebbero vissuti coerentemente il più possibile e distintamente vado a cucinare
ornella is offline  
Vecchio 18-05-2008, 20.45.13   #4
hava
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Riferimento: Un modo di vivere la realta'

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Originalmente inviato da ornella
Non conosco questo Marukami, parli di sogni e fantasie come reali, come le ricezioni sensorie.
Andrebbe a mio avviso distinto il reale soggettivo, ed il reale oggettivo.
Il primo è la percezione di un individuo, la seconda e per assurdo la realtà comprensiva di tutti gli altri individui o in mancanza di essi. Dal punto di vista soggettivo interpretata per esempio in un film o quadro o altro corrisponde indubbiamente al surrealismo, o comunque ad una visione allucinatoria e caotica, con salti spazio-temporali di tipo onirico. Diversamente rinunciamo al prodigio della vita, che non è irrazionalità, ma credo che sia l'ispezione attraverso la ragione e il controllo degli istinti della realtà oggettiva e soggettiva. Attraverso la ragione si può espandere la percezione della realtà. Certo questo non può avere pretese di dignità scientifica, ma consentitemi di dire che importa. La visione comune della realtà,in questo caso per assurdo, è stata ridotta alla riproduzione della Nostra meschinità Il sogno e le fantasie devono essere vissute come tali, semmai i simboli possono essere verificati nella realtà soggettiva.
Usi il termine "inafferrabile", non credo la realtà possa mai essere presa, forse in parte compresa userei il termine fluita o trascorsa. Ed essendo molti i percorsi da verificare, andrebbero vissuti coerentemente il più possibile e distintamente vado a cucinare

Ciao Ornella, lo scrittore concepisce sogni e fantasie come facenti parte della realta', e cosi' i lettori dovrebbero interpretarli . Nei suoi racconti si passa da un'entita' all'altra senza distinguere fra di loro e senza definire razionalita'-irrazionalita'. Del resto il tema della "realta' " e' discusso dalla filosofia, e non mi sembra che si sia giunti ad un accordo.
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Vecchio 19-05-2008, 12.43.25   #5
ornella
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Originalmente inviato da hava
Ciao Ornella, lo scrittore concepisce sogni e fantasie come facenti parte della realta', e cosi' i lettori dovrebbero interpretarli . Nei suoi racconti si passa da un'entita' all'altra senza distinguere fra di loro e senza definire razionalita'-irrazionalita'. Del resto il tema della "realta' " e' discusso dalla filosofia, e non mi sembra che si sia giunti ad un accordo.
Ciao Hava ti ho anticipato che non conosco questo autore, e per quel che m'interessa il tuo punto di vista è interessante proprio come unica fonte di riferimento e conoscenza.
Tu hai la certezza che il mostrare anche i sogni e fantasie equivalga ad identificarli come parte di realtà, o se essi invece rappresentano i multilivelli sensoriali della realtà. Ovvero una cosa è dire razionalmente non c'è differenza tra realtà percepita, sogni, e fantasie. Altra per poterla rappresentare la realtà o necessità di utilizzare i sogni e le fantasie e tutto il carico di archetipi e simboli, avendo comunque ben chiara la distinzione tra i tre elementi. Nel secondo caso c'è un io conscio che elabora le informazioni. In questo caso ho necessità di mostrare anche le diverse realtà coscienti e incoscenti, soggettive e oggettive, questo può assomigliare molto ad un sogno pur non essendolo. Tu sai per certo che l'autore non differenzia o lo hai dedotto?
ornella is offline  
Vecchio 19-05-2008, 14.18.39   #6
hava
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Originalmente inviato da ornella
Ciao Hava ti ho anticipato che non conosco questo autore, e per quel che m'interessa il tuo punto di vista è interessante proprio come unica fonte di riferimento e conoscenza.
Tu hai la certezza che il mostrare anche i sogni e fantasie equivalga ad identificarli come parte di realtà, o se essi invece rappresentano i multilivelli sensoriali della realtà. Ovvero una cosa è dire razionalmente non c'è differenza tra realtà percepita, sogni, e fantasie. Altra per poterla rappresentare la realtà o necessità di utilizzare i sogni e le fantasie e tutto il carico di archetipi e simboli, avendo comunque ben chiara la distinzione tra i tre elementi. Nel secondo caso c'è un io conscio che elabora le informazioni. In questo caso ho necessità di mostrare anche le diverse realtà coscienti e incoscenti, soggettive e oggettive, questo può assomigliare molto ad un sogno pur non essendolo. Tu sai per certo che l'autore non differenzia o lo hai dedotto?


Ciao Ornella. L'autore passa da situazioni da noi accettate come "realta' " a sogni e fantasie senza distinzione o interruzione. Come gia' detto il lettore rimane perplesso e cerca di orientarsi in un'insolita situazione che da parte sua l'autore non spiega. Qualcuno ha osservato che ci potrebbe essere un legame con culture o fedi orientali che io non conosco. Nei suoi racconti ci sono pure credenze magiche e mitiche di vario genere, e tutto questo presentato come reale.
Io, cercando di spiegare a me stessa, giungo alla conclusione di una realta' allargata aldila' dei limiti e definizioni correnti dalle nostre parti. A dire il vero a me piace . Prova a leggerlo e poi dimmi le tue impressioni. So per sicuro che e' tradotto in italiano. A risentirci.
hava is offline  

 



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