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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 19-07-2014, 20.39.33   #1
vanina
Nuovo ospite
 
Data registrazione: 22-04-2014
Messaggi: 268
La morte... ne parliamo?

Non vuole essere un invito alla negatività, anzi....spero tanto che possa rivelarsi il contrario.

Non ho affatto un buon rapporto con l'idea della morte (e della malattia), e troppe volte mi son sentita dire da amici e conoscenti (anche psico.addetti) : "tutto sta nell'accettare che la morte sia parte della vita, tutto qui!".

Alla fine sono timida e ...non riesco a chiedere "e tu ci sei riuscito a farti 'sta convinzione? E come hai fatto, se l'hai fatto?"......................

Sono razionalmente convintissima che abbiamo ragione loro (non per altro : è davvero l'unica certezza di chiunque nasca, quella di dover morire...per cui...), solo che a me non riesce proprio e - molto sinceramente - mi mandano in catalessi morte e malattie gravi al solo sentirle.

Alle prime partite dei Mondiali ero a cena con amici.
Mi hanno dato notizia che due persone che sono amici da sempre anche loro... erano malati terminali (giovani, entrambi).
Non sono più riuscita a pensare ad altro e questo mi ha angosciata anche nei giorni seguenti.
Benchè sapessi questo...questa mattina in auto ho letto il necrologio di uno dei due.

Non riuscivo a pensare ad altro, e io..reagisco come se ci fosse una riserva mentale (da pazza) che lascia la speranza che non sia vero... (lo so che è da pazza, ma è l'unica riserva che ho...).

Sulla strada del ritorno mi fermo dal tabaccaio, che conosce da sempre sia me che l'amico che non c'è più.
Il tabaccaio è proprio ...molto più che semplice, ok?
Direi che è una di quelle persone che proprio non si reggono se non ci si vuole ubriacare di ovvietà basse e men che basse. Ok?

Però è riuscito a farmi ridere sull'argomento , dicendo (in dialetto stretto) : "vuoi sapere? A me queste notizie non fanno nè caldo nè freddo. PENSA SEMPRE CHE FRA 50 ANNI NON CI SARA' NESSUNO DI NOI CHE CI CONOSCIAMO DA SEMPRE. E ALLORA? E CHE VUOI FARE?"



Non è la soluzione, non può essere.
Però...è l'unico che conosco che abbia saputo tradurre NEL SUO CONCRETO QUOTIDIANO (a modo suo, certo) il Consiglio degli Psico.Addetti....

E dunque: ci sono idee migliori da poter mettere in campo?
vanina is offline  
Vecchio 20-07-2014, 08.26.14   #2
nevealsole
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Messaggi: 706
Riferimento: La morte... ne parliamo?

Citazione:
Originalmente inviato da vanina
E dunque: ci sono idee migliori da poter mettere in campo?

Frequento da qualche anno un gruppo sperimentale di "lavoro su di sé".
Un paio d'anni fa un'amica sentiva che il marito, malato da tempo, stava per andarsene, e ha proposto di lavorare per qualche mese sul tema della morte.
Abbiamo lavorato in due modi diversi:
1) Prima abbiamo buttato giù le nostre "ultime volontà". Ovvero abbiamo deciso di scrivere il nostro testamento, come esercizio individuale senza commenti nel gruppo, "di getto". Un testamento che fosse non solo materiale ma anche spirituale, emozionale. Ed io ho visto bene, in quel momento, chi è stato importante, cosa è stato importante e, perché no, qualcosa anche da migliorare o riprendere adesso che la vita ancora lo consente. Confesso che ho poi distrutto il documento, perché tenerlo produceva sensazioni molto forti, però per la messa a fuoco è servita.
2) Il secondo esercizio è stato mettere in scena la nostra morte. Ciascuno di noi proponeva al gruppo un "testo": come avremmo desiderato si svolgesse il nostro ultimo giorno, chi volevamo accanto a noi. E a ciascun membro del gruppo chiedevamo di essere uno dei nostri cari.
Devo dire che è stato un lavoro molto coinvolgente, che tira fuori emozioni di ogni tipo ma consente anche di capire.
Ad esempio per me è stato molto più difficile essere familiare di chi moriva, specialmente essere moglie, mentre è stato infinitamente più facile "morire", essendo molte persone che ho amato già di là dalla soglia era una festa trovarli ad aspettarmi, e rivederli.
Per altri è stato assolutamente difficile sperimentare la propria morte, c'è chi è stato preso da fortissima angoscia al momento di chiudere gli occhi, chi da dolore nel vedere la sofferenza dei propri cari, chi sollievo...
Un esperimento emotivamente sfidante ma che rifarei.
Non so se ho smesso di aver paura della morte, non credo, però un pochino credo di averla esorcizzata.

Ciao,
Neve
nevealsole is offline  
Vecchio 20-07-2014, 10.00.09   #3
jador
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Data registrazione: 19-08-2009
Messaggi: 154
Riferimento: La morte... ne parliamo?

Citazione:
Originalmente inviato da vanina


Non è la soluzione, non può essere.
Però...è l'unico che conosco che abbia saputo tradurre NEL SUO CONCRETO QUOTIDIANO (a modo suo, certo) il Consiglio degli Psico.Addetti....

E dunque: ci sono idee migliori da poter mettere in campo?

Questa è l'unica cosa che mi rende poco poco sopportabile l'idea della morte.
Si vive la paura, si vive il dolore, ma finiranno paura e dolore, per tutti.

Quando nacque in me questo pensiero, feci di questo pensiero il rifugio ogni volta che mi assale il ricordo che mi crea dolore, ogni volta che mi assale la paura di cosa potrà arrecarmi dolore.

Cerco solo in concreto di fare del mio meglio per chi amo, per chi mi ama.

E non temo tanto la mia morte, per quel che riguarda la mia morte, ma per il dolore che possa arrecare in chi mi ama.

Nel frattempo, godere della vita.
jador is offline  
Vecchio 20-07-2014, 11.48.46   #4
vanina
Nuovo ospite
 
Data registrazione: 22-04-2014
Messaggi: 268
Riferimento: La morte... ne parliamo?

Grazie di cuore di esservi rese disponibili a parlarne.

Molto interessante l'idea di Neve.
Indubbiamente non semplice, però potrebbe essere un modo intelligente per incontrare ed affrontare l'argomento, piuttosto che fuggirne.

Sto ripensando : la morte non mi faceva nessuna paura quando da adolescente (come tanti adolescenti) mi ero tuffata in letture spiritistico-esoteriche ed ero persuasa che avessero un fondamento.

Poi... le tante millanterie e balordaggini che subissano il settore me ne allontanarono.
Però era meraviglioso poter credere che ci fosse qualcosa di vero ...
vanina is offline  
Vecchio 20-07-2014, 14.05.22   #5
Duc in altum!
Ospite abituale
 
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Messaggi: 919
Riferimento: La morte... ne parliamo?

** scritto da jador:

Citazione:
Questa è l'unica cosa che mi rende poco poco sopportabile l'idea della morte.
Si vive la paura, si vive il dolore, ma finiranno paura e dolore, per tutti.


Spero nella tua clemenza, ma anche se posso sembrare ed essere il solito intollerante inquisitore, non posso, dopo aver ascoltato, letto e meditato, il vangelo del giorno (20/07/14), riflettere e chiedermi: ma chi l'ha detto che finiranno per tutti; da dove scaturisce questa certezza che tutti dovrebbero non temere la Morte?!?!


Poi Gesù lasciò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si accostarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo».
Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell'uomo.
Il campo è il mondo. Il seme buono sono i figli del regno; la zizzania sono i figli del maligno,
e il nemico che l'ha seminata è il diavolo. La mietitura rappresenta la fine del mondo, e i mietitori sono gli angeli.
Come dunque si raccoglie la zizzania e si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo.
Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti gli operatori di iniquità
e li getteranno nella fornace ardente dove sarà pianto e stridore di denti.
Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, intenda!».
- (Mt 13, 36-43)



Pace&Bene

Felice Domenica.
Duc in altum! is offline  
Vecchio 20-07-2014, 14.47.01   #6
jador
Ospite abituale
 
Data registrazione: 19-08-2009
Messaggi: 154
Riferimento: La morte... ne parliamo?

Citazione:
Originalmente inviato da Duc in altum!
** scritto da jador:




Spero nella tua clemenza, ma anche se posso sembrare ed essere il solito intollerante inquisitore, non posso, dopo aver ascoltato, letto e meditato, il vangelo del giorno (20/07/14), riflettere e chiedermi: ma chi l'ha detto che finiranno per tutti; da dove scaturisce questa certezza che tutti dovrebbero non temere la Morte?!?!


Poi Gesù lasciò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si accostarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo».
Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell'uomo.
Il campo è il mondo. Il seme buono sono i figli del regno; la zizzania sono i figli del maligno,
e il nemico che l'ha seminata è il diavolo. La mietitura rappresenta la fine del mondo, e i mietitori sono gli angeli.
Come dunque si raccoglie la zizzania e si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo.
Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti gli operatori di iniquità
e li getteranno nella fornace ardente dove sarà pianto e stridore di denti.
Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, intenda!».
- (Mt 13, 36-43)



Pace&Bene

Felice Domenica.

A parte che ci si riferisce qui all'idea della morte non specificatamente a che fine faranno i buoni a differenza dei cattivi...a parte questo, ma chi l'ha detto che quello che disse Gesù su cosa sarà la morte per i buoni e per i cattivi sia vero.

Che sia scritto sui vangeli ciò che egli disse a tal proposito in fondo non è più affidabile e verificabile di quanto possa dire io, o chiunque altro, su Riflessioni, o altrove.
jador is offline  
Vecchio 20-07-2014, 18.27.56   #7
paul11
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Messaggi: 899
Riferimento: La morte... ne parliamo?

Citazione:
Originalmente inviato da vanina
Non vuole essere un invito alla negatività, anzi....spero tanto che possa rivelarsi il contrario.

Non ho affatto un buon rapporto con l'idea della morte (e della malattia), e troppe volte mi son sentita dire da amici e conoscenti (anche psico.addetti) : "tutto sta nell'accettare che la morte sia parte della vita, tutto qui!".

Alla fine sono timida e ...non riesco a chiedere "e tu ci sei riuscito a farti 'sta convinzione? E come hai fatto, se l'hai fatto?"......................

Sono razionalmente convintissima che abbiamo ragione loro (non per altro : è davvero l'unica certezza di chiunque nasca, quella di dover morire...per cui...), solo che a me non riesce proprio e - molto sinceramente - mi mandano in catalessi morte e malattie gravi al solo sentirle.

Alle prime partite dei Mondiali ero a cena con amici.
Mi hanno dato notizia che due persone che sono amici da sempre anche loro... erano malati terminali (giovani, entrambi).
Non sono più riuscita a pensare ad altro e questo mi ha angosciata anche nei giorni seguenti.
Benchè sapessi questo...questa mattina in auto ho letto il necrologio di uno dei due.

Non riuscivo a pensare ad altro, e io..reagisco come se ci fosse una riserva mentale (da pazza) che lascia la speranza che non sia vero... (lo so che è da pazza, ma è l'unica riserva che ho...).

Sulla strada del ritorno mi fermo dal tabaccaio, che conosce da sempre sia me che l'amico che non c'è più.
Il tabaccaio è proprio ...molto più che semplice, ok?
Direi che è una di quelle persone che proprio non si reggono se non ci si vuole ubriacare di ovvietà basse e men che basse. Ok?

Però è riuscito a farmi ridere sull'argomento , dicendo (in dialetto stretto) : "vuoi sapere? A me queste notizie non fanno nè caldo nè freddo. PENSA SEMPRE CHE FRA 50 ANNI NON CI SARA' NESSUNO DI NOI CHE CI CONOSCIAMO DA SEMPRE. E ALLORA? E CHE VUOI FARE?"



Non è la soluzione, non può essere.
Però...è l'unico che conosco che abbia saputo tradurre NEL SUO CONCRETO QUOTIDIANO (a modo suo, certo) il Consiglio degli Psico.Addetti....

E dunque: ci sono idee migliori da poter mettere in campo?


Mi piacerebbe che al mio funerale scappassero dei sorrisi., perché se una risata ci seppellirà allora l’antidoto è prenderla per i fondelli.
Lasciare che la vita stessa ci porti alla fine e anche alla fine vivere., lasciare la fatica alla natura delle cose e non preoccuparsi di ciò che sarà per i vivi o per i morti, perché da sempre c’è chi viene e c’è chi va.


(Matteo 6,26-34)
“Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un'ora sola alla sua vita? E perché vi affannate per il vestito?
Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro.
Ora se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno.
Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena".


buona vita
paul11 is offline  
Vecchio 20-07-2014, 23.04.33   #8
vanina
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Riferimento: La morte... ne parliamo?

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Originalmente inviato da Duc in altum!

Poi Gesù lasciò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si accostarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo».
Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell'uomo.
Il campo è il mondo. Il seme buono sono i figli del regno; la zizzania sono i figli del maligno,
e il nemico che l'ha seminata è il diavolo. La mietitura rappresenta la fine del mondo, e i mietitori sono gli angeli.
Come dunque si raccoglie la zizzania e si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo.
Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti gli operatori di iniquità
e li getteranno nella fornace ardente dove sarà pianto e stridore di denti.
Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, intenda!».
- (Mt 13, 36-43)


Ecco...questo - ad esempio - non mi spaventa affatto.

Per non spaventarmi mi basta pensare a quanti altissimi prelati , nonchè teologi, pur essendo stati artefici dei peggiori scandali e delle peggiori iniquità , non abbiano evidentemente temuto nulla di ciò come verosimile....

Buona settimana.
vanina is offline  
Vecchio 20-07-2014, 23.49.09   #9
nevealsole
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Riferimento: La morte... ne parliamo?

Ciao a tutti,

chiedo a Duc ed alle persone che hanno poi risposto al suo intervento di guardare alla discussione su un piano psicologico, come questa sezione richiede... insomma i nostri vissuti, le nostre percezioni soggettive.

Il guardare a cosa ci sarà dopo la morte sposta la discussione sul piano filosofico o spirituale, e andrebbe sviluppata in un'altra sezione del forum.

Grazie mille,
Neve
nevealsole is offline  
Vecchio 21-07-2014, 06.07.39   #10
acquario69
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Riferimento: La morte... ne parliamo?

Citazione:
Originalmente inviato da vanina
Non vuole essere un invito alla negatività, anzi....spero tanto che possa rivelarsi il contrario.

Non ho affatto un buon rapporto con l'idea della morte (e della malattia), e troppe volte mi son sentita dire da amici e conoscenti (anche psico.addetti) : "tutto sta nell'accettare che la morte sia parte della vita, tutto qui!".

Alla fine sono timida e ...non riesco a chiedere "e tu ci sei riuscito a farti 'sta convinzione? E come hai fatto, se l'hai fatto?"......................

Sono razionalmente convintissima che abbiamo ragione loro (non per altro : è davvero l'unica certezza di chiunque nasca, quella di dover morire...per cui...), solo che a me non riesce proprio e - molto sinceramente - mi mandano in catalessi morte e malattie gravi al solo sentirle.

Alle prime partite dei Mondiali ero a cena con amici.
Mi hanno dato notizia che due persone che sono amici da sempre anche loro... erano malati terminali (giovani, entrambi).
Non sono più riuscita a pensare ad altro e questo mi ha angosciata anche nei giorni seguenti.
Benchè sapessi questo...questa mattina in auto ho letto il necrologio di uno dei due.

Non riuscivo a pensare ad altro, e io..reagisco come se ci fosse una riserva mentale (da pazza) che lascia la speranza che non sia vero... (lo so che è da pazza, ma è l'unica riserva che ho...).

Sulla strada del ritorno mi fermo dal tabaccaio, che conosce da sempre sia me che l'amico che non c'è più.
Il tabaccaio è proprio ...molto più che semplice, ok?
Direi che è una di quelle persone che proprio non si reggono se non ci si vuole ubriacare di ovvietà basse e men che basse. Ok?

Però è riuscito a farmi ridere sull'argomento , dicendo (in dialetto stretto) : "vuoi sapere? A me queste notizie non fanno nè caldo nè freddo. PENSA SEMPRE CHE FRA 50 ANNI NON CI SARA' NESSUNO DI NOI CHE CI CONOSCIAMO DA SEMPRE. E ALLORA? E CHE VUOI FARE?"



Non è la soluzione, non può essere.
Però...è l'unico che conosco che abbia saputo tradurre NEL SUO CONCRETO QUOTIDIANO (a modo suo, certo) il Consiglio degli Psico.Addetti....

E dunque: ci sono idee migliori da poter mettere in campo?

a me la morte non fa assolutamente paura,perché per me la morte non esiste proprio,trovo che sia un illusione (l'illusione matrice di tutte)
come "l'io"..pero noi non siamo quello.
e' curioso secondo me notare che,chi teme la morte in realtà teme la vita,allora sarebbe più giusto dire che si e' già morti in vita,senza saperlo.

i materialisti potrebbero affermare che una volta morti vi e' la fine…ma come fa ad esserci una fine,se non esiste nemmeno un inizio?..quelle sono solo categorie mentali,che al limite possono "funzionare" per questa dimensione relativa
acquario69 is offline  

 



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