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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 31-10-2003, 14.57.52   #1
ExNovo
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Data registrazione: 29-10-2003
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blocco blocco blocco

avete presente un blocco psicologico che ti distrae da tutto? un insoddisfazione generale che non ti permette di applicarti al 100% sulle cose? e quando trovi questo blocco, capisci cosa è ma non ci puoi fare niente? vorresti dedicarti a qualcosa di piu bello che ci sia per poter finalmente applicare tutto te stesso e fare BENE qualcosa... ma non c'è niente che puoi fare?... quando le strade della vita sono contate e devi solo riducerti a scegliere una delle disponibili? quando vorresti viaggiare per il mondo, dedicarti alla musica, alla scrittura o solo al pensiero e invece sei obbligato a far qualcosa in pratica che sia studiare o il lavoro più manuale che esista? è una situazione che sento solo io oppure qualcuno come me vorrebbe non qualcosa di più, ma qualcosa di diverso?

secondo me non esiste soluzione..

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Vecchio 31-10-2003, 16.10.32   #2
Marco_532
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Messaggi: 1,159
Non smettere mai di cercare questa cosa, ma non illuderti di battere le mani e trovarla davanti a te....
Il tempo e la ragione sono gli unici fattori che possano influire a tal fine...
CERCA, CERCA, CERCA, e segui sempre quello che ti piace fare, purchè sia nel giusto, ascoltando la tua "coscenza".
Non dimenticare però, che nella vita ci sono cose alle quali non puoi sottrarti (es. attuale = lavorare),... se non considererai queste cose come un obbligo, ma semplicemente come una necessità, vedrai che la strada verso quella felicità di cui parli ti aspetterà dietro l'angolo.

...semplicemente quello che mi sentivo di dire...

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Vecchio 31-10-2003, 16.20.50   #3
Naima
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Mi viene in mente quella storiella del vaso..... le cose che sembrano più scontate sono alla fine le più importanti:

Un professore di filosofia, in piedi davanti alla sua classe, prese un grosso vaso di marmellata vuoto e cominciò a riempirlo con dei sassi, di circa 3 cm di diametro.
Una volta fatto chiese agli studenti se il contenitore fosse pieno ed essi, risposero di si.
Allora il professore tirò fuori una scatola piena di piselli, li versò dentro il vaso e lo scosse delicatamente. Ovviamente i piselli si infilarono nei vuoti lasciati tra i vari sassi. Ancora una volta il professore chiese agli studenti se il vaso fosse pieno ed essi, ancora una volta, dissero si. Allora il profesore tirò fuori una scatola piena di sabbia e la versò dentro il vaso. Ovviamente la sabbia riempì ogni altro spazio vuoto lasciato e coprì tutto. Ancora una volta il professore chiese agli studenti se il vaso fosse pieno e questa volta essi risposero di si, senza dubbio alcuno.
Allora il professore tirò fuori, da sotto la scrivania, due lattine di birra e le versò completamente dentro il vasetto, inzuppando la sabbia. Gli studenti risero. "Ora", disse il professore non appena svanirono le risate, "pensate che questo vaso rappresenti la vostra vita. I sassi sono le cose importanti - la vostra famiglia, i vostri amici, la vostra salute - le cose per le quali se tutto il resto fosse perso, la vostra vita sarebbe ancora piena. I piselli sono le altre cose per voi importanti: come la vostra scuola o il vostro lavoro, la vostra casa, la vostra auto.La sabbia è tutto il resto .... le piccole cose". "Se mettete dentro il vasetto per prima la sabbia", continuò il professore, "non ci sarebbe spazio per i piselli e per i sassi. Lo stesso vale per la vostra vita: se dedicate tutto il vostro tempo e le vostre energie alle piccole cose, non avrete spazio per le cose che per voi sono importanti. Dedicatevi alle cose che vi rendono felici: giocate con i vostri figli, portate il vostro partner al cinema, uscite con gli amici. Ci sarà sempre tempo per lavorare, pulire la casa, lavare l'auto. Prendetevi cura prima di tutto dei sassi, le cose che veramente contano. Fissate le vostre priorità .... il resto è solo sabbia".
Una studentessa allora alzò la mano e chiese al professore cosa rappresentasse la birra. Il professore sorrise: " sono contento che tu me lo abbia chiesto. Era solo per dimostrarvi che per quanto piena possa essere la vostra vita, c'è sempre spazio per un paio di birre".
Naima is offline  
Vecchio 31-10-2003, 17.28.55   #4
sisrahtac
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Io sono per prima il piacere e poi il dovere.Ma non perchè non ho voglia di fare un kazzo nella vita(beh...),solo perchè se mi metto a studiare senza prima aver assecondato le mie voglie non riesco a concentrarmi.Per esempio...magari ho voglia di ascoltare una canzone,o di scrivere un idea che mi frulla per la testa sul mio blog..sembrerà assurdo,ma finchè non ho ascoltato tale canzone o scritto tale cosa io non riesco a studiare...devo espellere questo desiderio dalla mia testa che se no mi impedisce di concentrarmi sui miei compiti.Credo che sia anche l'unico modo per non vivere una vita di perenne autocastrazione e stress...
Relax

Com'era la frase di Oscar Wilde?
"L'unico modo di vincere le tentazioni è assecondarle"
Questa è saggezza...

Ultima modifica di sisrahtac : 31-10-2003 alle ore 17.33.42.
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Vecchio 31-10-2003, 20.25.39   #5
ExNovo
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Messaggi: 6
In riferimento alla precedente risposta Catharsis sai sono pienamente d'accordo con te, alla fine la soluzione pratica anche se non completa è proprio quella, ma se mettiamo il problema e quindi la domanda ad un livello superiore? ovvero non di impegno di tempo durante la giornata ma proprio di prospettiva futura? ovvero, mi ritrovo a pensare e ripensare che sono in questa vita in questo mondo e devo muovermi, agire, gioire e soffrire per non so cosa e sinceramente la mia riflessione predominante è che ne vale poco la pena.. mi sono allargato parecchio ma intendevo pure questo nel primo post.. ovviamente chi pensa che il discorso ora sta "degenerando" non è tenuto a rispondermi su questo.. l'ho detto prima l'ho allargato di un po'..

...cmq grazie non sono l'unico mortale con dubbi =)

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Vecchio 31-10-2003, 20.34.15   #6
Marco_532
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Messaggio originale inviato da ExNovo
...mi ritrovo a pensare e ripensare che sono in questa vita in questo mondo e devo muovermi, agire, gioire e soffrire per non so cosa e sinceramente la mia riflessione predominante è che ne vale poco la pena....
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Ne vale poco la pena?.....ma tutto quello di cui parli è parte della Vita....vale poco la pena di vivere???.....e quindi le pene della vita non sono compensate dalle sue gioie?????????
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Vecchio 31-10-2003, 22.25.59   #7
sisrahtac
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sisrahtac is offline  
Vecchio 01-11-2003, 13.48.29   #8
Marco_532
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Messaggio originale inviato da Catharsis

...La vita ha un senso se vuoi dargielo, sennò non ne ha....Per quanlcuno il senso della vita possono essere i piaceri spirituali, per altri quelli materiali, per altri ancora entrambi, oppure nessuno dei due....

Non capiso perchè mi hai mandato a questo messaggio, visto che non è inerente a quello che ti avevo chiesto.
Anche io sono convinto che è sbagliato chiedersi :"ha un senso la vita?, il mio tempo rispetto a quello della Vita?.....sono domande alle quali non possiamo dare risposta.

Nonostante questo, quello che ti avevo chiesto era :".....le pene della vita non sono compensate dalle sue gioie?"
Infatti tua hai detto : ...devo muovermi, agire, gioire e soffrire per non sò cosa e sinceramente la mia riflessione è che ne vale poco la pena...
Marco_532 is offline  
Vecchio 01-11-2003, 16.09.56   #9
ExNovo
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Ma si certo, era un esclamazione di "rabbia" se vogliamo.. poi riprendo il discorso di Catharsis quando dice appunto che è una valutazione anche soggettiva la vita. Sono discorsi senza fine, perchè nessuno può conoscere cosa sia "meglio" (vivere o morire!?), ma allo stesso tempo quando penso alla vita, per rispondere a marco, penso che comunque le gioie che posso vivere sono gioie in qualche modo piccole, passeggere che mi regalano la felicità del momento (contentezza) che si può cancellare così come è arrivata o è stata procurata. Sono soddisfazioni che prendono la veste di gioia in un dato momento, ma che poi comunque rimangono in netta inferiorità sul resto da farsi in vita ed è questo resto che mi desta pensieri quando rifletto sul motivo e senso, ed è proprio dopo aver riflettuto sul fatto che tale motivo e/o senso non potrò "MAI!?" scoprirlo che mi chiedo allora: perchè non cercar quello invece che chiuderlo in un cassetto come se fosse una cosa quasi irrilevante ed accettata da sempre da quasi tutti...?? Alla fine abbiamo la relativa certezza che nella nostra REALE vita conosciuta non potremo mai saperlo, perchè non cercarlo quindi in quella parte che non fa atto nella REALE vita: la morte?...

alla fine a parte tutto penso che sia solo una questione di scelta. L'accontentarsi della nostra fetta di realtà o "rischiare tutto" per una fetta forse + grande?! chi lo sa

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p.s: non cerco consensi o di convincere nessuno, solo che mi affligge il non poter sapere a priori il motivo e magari se c'è anche lo scopo dell'esistenza.. (hihi voglio sdrammatizzare, non cerco la morte intendo farli restare solo pensieri)
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Vecchio 02-11-2003, 18.16.07   #10
Marco_532
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Messaggio originale inviato da ExNovo
Alla fine abbiamo la relativa certezza che nella nostra REALE vita conosciuta non potremo mai saperlo, perchè non cercarlo quindi in quella parte che non fa atto nella REALE vita: la morte?...

Credo che si possa anche fare questa scelta, ma non l'accetterei in prima persona...non mi chiedo il senso della vita da momento che non posso trovarlo nella stessa....crecarlo fuori significherebbe crecarlo nella morte, in tutto ciò che non è tutto quello che siamo e tutto quello che potremo conoscere.....
....oltre la morte del corpo, tutto quello che abbiamo provato, vissuto ecc. nello stesso, non può essere uguale a quello che proveremo se saremo altro.
Ora il nostro mezzo di conoscenza e sperimentazione è il corpo attuale, che non ha senso oltre la morte e quindi non può comprendere l'oltre.....a mio parere è solo un fantasticare inutile alla nosta situazione corporea..
Oltre a questo, ammettendo per assurdo che nella morte ci sia una risposta, dopo averla trovata, sarebbe giusto vivere in virtù della stessa? Che senso avrebbe vivere in virtù della stessa in una situazione completamente diversa?
Esempio pratico e assurdo, che spiega meglio quanto voglio dire : Supponendo che ora siamo uomo e oltre la morte dell'uomo saremo sasso, una volta rivelatoci questo mistero, per prima cosa non riusciremo a dargli una spiegazione logica, e poi, saremmo disposti, e avrebbe un senso prepararsi a quello che ci aspetta oltre la morte cercando di essere sasso nella vita corporea?
Marco_532 is offline  

 



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