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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 12-12-2003, 18.53.36   #1
bomber
Ospite abituale
 
Data registrazione: 27-09-2003
Messaggi: 4,154
con i se e con i ma ....

con i se e con i ma non si fa la storia ...e proprio vero questo detto ...
spesso sento gente che dice se avessi fatto questo ma se fossi stato ,se non fossi andato la ...
nella vita spesso capita di sbagliare ma l importante penso che sia quello di non piangersi adosso ma pensare di fare qualcosa di utile e continuare in positivo imparando dagli errori ,tanto qualche e stato fatto e stato fatto perche in quel momento ci si sentiva di fare quello ....
bomber is offline  
Vecchio 13-12-2003, 01.50.17   #2
moka
Ospite abituale
 
Data registrazione: 05-12-2003
Messaggi: 97
Mi piace questo pensiero, effettivamente è condivisibile anche se non sempre facilmente attuabile.
Per quanto mi concerne, spesso sono molto molto severa con me stessa e faccio molta autocritica.
Mi capita spesso di esigere da me stessa il massimo in tutto quello che faccio e questo ti porta sempre a migliorarti ma anche a stressarti la vita da sola, a non essere mai contenta.
Nel mio caso questo è dovuto ad aspettative e pressioni molto forti da parte di mio padre e sto cercando di liberarmene
( delle pressioni, non di mio padre!!!! )
Spesso mi piace pensare che se una cosa è successa è stato perchè doveva succedere, ma sarà vero?
Voi cosa ne pensate? Un saluto
moka is offline  
Vecchio 13-12-2003, 12.31.06   #3
r.rubin
può anche essere...
 
Data registrazione: 11-09-2002
Messaggi: 2,053
c'è una metafora classica della vita, quella della cucina.

Ognuno di noi è un cuoco che ha a disposizione alcuni ingredienti, alcuni in grandi quantità altri meno. I risultati che otteniamo nella vita dipendono da come riusciamo a combinare gli ingredienti.
A volte sbagliamo, mettiamo prima uno che andava dopo, esageriamo con i condimenti...ma dagli errori si impara: riflettiamo, e una volta capiti gli errori cercheremo di non ripeterli.

Quello che è successo è successo, anche fosse stato un insuccesso a quel tempo non potevamo fare di meglio: gli ingredienti erano quelli, e la nostra abilità culinaria era quella...magari poi la cucina era anche affollata, e casualmente non si trovava il sale, il pepe, ci è caduta la bottiglia dell'olio perchè siamo stati spinti e siamo scivolati...

Inutile pensare che il passato potrebbe essere stato diverso .
Almeno fino all'invenzione di una macchina del tempo.
r.rubin is offline  
Vecchio 13-12-2003, 13.03.30   #4
Marco_532
Vivi!
 
L'avatar di Marco_532
 
Data registrazione: 28-10-2003
Messaggi: 1,159
... ... ....
Marco_532 is offline  
Vecchio 13-12-2003, 15.15.01   #5
sarpina
luna e terra
 
L'avatar di sarpina
 
Data registrazione: 22-11-2003
Messaggi: 148
Come dice moka, è un bel pensiero, ma difficilmente attuabile, molte volte...c'è stato un periodo in cui con i se e con i ma mi ricostruivo il mio passato, anche recente, nei sogni...erano sogni un po' artificiali, ed alla fine inutili...adesso invece, spesso mi volto indietro, ma in fondo penso che se è passato è passato...è là, fatto...così ho smesso di vedere ogni cosa come un 'occasione perduta...
sarpina is offline  
Vecchio 15-12-2003, 00.05.48   #6
r.rubin
può anche essere...
 
Data registrazione: 11-09-2002
Messaggi: 2,053
c'è anche da dire che
è facile parlare finchè non ci succede niente di veramente grave.

Pensate a qualcuno che trovatosi di fronte ad un bivio, convinto di fare la scelta migliore, sceglie la strada che lo porterà alla rovina.

Non so se gli direi: "guarda che non serve piangere sul latte versato!"...se m'arriva una schiopettata c'ha anche ragione!

Però razionalmente si dice proprio che il latte versato è versato e amen, si va avanti.
Ogni energia impiegata nel rimpianto è energia gettata nella spazzatura.

Però il rimpianto è parte integrante della vita.
Succede, prima o poi: "potevo far così!"
ma questo serve: è una rielaborazione della situazione vissuta con una consapevolizzazione dell'errore che tornerà utile in caso la situazione si ripetesse.
Questo nel caso del "piccolo rimpianto".

Il caso del "grande rimpianto" invece, lo associerei ad una rielaborazione del lutto: quella scelta che si è rivelata disastrosa ha fatto un cadavere già a quel bivio: sulla strada che non ho scelto c'è una lapide con su scritto: "qui giace una possibilità", con tanto di croce sopra.
Ma se lì, in quel punto del passato, riposa in pace, qui, nella rovina del presente riemerge come fantasma, e in qualche modo cerco di cacciarlo. Non posso non pensarci, perchè il sinistro strisciare di catene metalliche mi tormenta giorno e notte.
Il rimpianto durerà tutto il tempo necessario ad esorcizzarlo.
Nel caso di un fastasma imponente, ahimè, ci si lascia anche la testa.
Ma oltre al fantasma del passato, c'è anche la rovina del presente: la morte del presente: questa disgrazia in cui ora mi trovo, oltre ad essere evitabile, rappresenta anche il cadavere di un corpo che poteva essere bello e baldanzoso.
Il cadavere e il fantasma dovranno trovare pace, e una volta cacciati in paradiso con la nostra benedizione, potremo tornare liberi e sorridenti al presente.

Statemi bene!
r.rubin is offline  
Vecchio 15-12-2003, 10.38.33   #7
Paola
Ospite abituale
 
L'avatar di Paola
 
Data registrazione: 19-03-2003
Messaggi: 70
davanti a un bivio mi sono trovata....bivio troppo grande per me, per quella che ero ai tempi...e aldilà di ogni fatalismo, trovarmi oggi di fronte al risultato di quel bivio...che dirvi??? I ma e i se mi perseguitano, mi fanno un male nell'anima che non so spiegare a parole...non servono a niente se non a girare una spada in una piaga che mai smetterà di farmi male...Forse mi servono soltano per continuare a cercare una risposta a quella scelta sbagliata, a cercare quel tallone d'achille mio e solo mio che mi ha gettato nella "confusione" più grande...fino a farmi scegliere l'unica cosa che mai avrei voluto...

Restare aggrovigliata ad essi non è certo quel che desidero! Ma credo che se i "ma " e i "se" possono serivre per un'autoriflessione, per capire dove e perchè qualcosa ci ha portato lontano dalla nostra strada...allora davvero sono uno strumento utile...e possono diventare uno stimolo a migliorarci, a a crescere e a liberarci da quella catena - emotiva per esempio, affettiva ecc. ecc . - che ci ha ristretto la prospettiva, che ci ha reso schiavi al punto da perdere di vista il nostro essere...e di conseguenza il nostro cammino....
Paola is offline  
Vecchio 17-12-2003, 17.55.40   #8
moni
Ospite abituale
 
Data registrazione: 03-11-2003
Messaggi: 78
Faccio parte della categoria di persone che dicono "non serve ad un fico secco piangere sul latte versato" primo perchè mi succede spesso di versare il latte, per cui nel frigor ne tengo sempre una scorta sufficiente da permettermi di farne scaldare dell'altro e perchè... davvero lo reputo tempo perso. Già devo averlo scritto da qualche altra parte nel forum... ok ok so ripetitiva...

rubin ci dice però che ci sono casi e casi, finchè il latte versato riguarda poca roba, ci si può rider su, quando riguarda eventi gravi rischi di rotolare o di lavartici in quel latte versato con il rischio che se è bollente ti bruci tutto quanto e se è troppo ci muori annegato...

partendo dal fatto che il passato è passato e non torna, ciò che posso fare è comunque dare una svolta o migliorare il mio presente.

Certo se uno si rammarica di non aver riallacciato certi rapporti con una persona che magari non c'è più... non è più possibile porvi rimedio, ma continuare a rammaricarsi, non farà ritornare quella persona... però ci sono sempre altre vie... Sempre.. perchè la porta è fatta per entrare e per uscire... siamo noi che spesso entriamo in una stanza e non riusciamo più a trovare il coraggio per venirne fuori perchè continuamente cerchiamo un'altra via d'uscita... che forse non c'è.. e non serve a nulla crogiolarsi nel vittimismo (perchè di altro non si può parlare)... E' giusto prendere atto dei se e dei ma...se no saremmo tutti dei grandi superficialoni e poco inclini al miglioramento... ma non possiamo permetterci di restare schiavi di loro... perchè come ci costruiamo, così ci distruggiamo... noi sempre noi fautori di tutto e niente...

I periodi di inerzia capitano a tutti, eccerto... ma non possono durare in eterno... solo che a volte non siamo attenti ai cambiamenti e aspettiamo le campane del campanile per smuoverci... quando magari è sufficiente stare a sentire il campanello della porta... ma costa fatica certo che costa fatica..

l'immobilità o la continua riflessione su ciò che avrebbe potuto essere ... non ci fa crescere... ma ci fossilizza ad altra immobilità e diventa un circolo vizioso... e si rischia di diventare pesanti e rincitrulliti a noi stessi e a chi ci circonda... E tante volte succede che non ci si ricorda manco più il motivo per cui si ha smesso di muoversi... ma sentiamo solo il desiderio di restar seduti nel nostro torpore...

naaaaaaaa .....

i se e i ma...come i perchè i però e i quando... servono, certo che servono... ma ogni tanto anzichè mettere le virgole in un periodo mettiamoci un bel punto e andiamo a capo. Basta...
Certo non come me che di punti ne metto sempre troppi... ma quello è un altro discorso...

buona serata

baci e pernakkie
moni is offline  
Vecchio 17-12-2003, 18.26.29   #9
r.rubin
può anche essere...
 
Data registrazione: 11-09-2002
Messaggi: 2,053
Ma moni, se tu da un lato dici cose condivisibili, c'è anche però da dire che quando scrivi:

Citazione:
crogiolarsi nel vittimismo (perchè di altro non si può parlare)...


non mi trovi del tutto d'accordo...se tu infatti avessi scritto "(di altro non si può parlare a volte)" allora mi troveresti d'accordo.

Ma sai già il perchè, infatti questa è un osservazione ripetitiva: ..quando il latte scotta, e dopo aver rotto gli arigini ci investe..

E' che a volte può servire del tempo per asciugarsi, ma per il resto ti do ragione, bisogna stare attenti alle mollette, mentre ci si appende al filo del passato, che sian facilmente eliminabili, e non sian lucchetti!
...e magari mettersi al sole (e se si è fortunati, magari qualcuno lo porta!)
r.rubin is offline  

 



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