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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 22-01-2005, 09.22.33   #1
arsenio
Ospite abituale
 
Data registrazione: 01-04-2004
Messaggi: 1,006
l'eclissi delle emozioni

Nell’attuale società i desideri sono eterodiretti ed i sentimenti effimeri rapidamente consumati.
Le emozioni pur irrinunciabili a una vita piena e alla conoscenza sono svalutate dalla supremazia tecnologica; l’insoddisfazione e la solitudine si placano con beni materiali da cui poi siamo posseduti.

Certi stati emozionali sono negativamente percepiti come associati alla vulnerabilità della psiche e all’indecifrabilità dei processi psichici. Si vorrebbero curare con gli psicofarmaci le forme dell’infelicità esistenziale, esperienza che andrebbe vissuta e interpretata per un cambiamento, né so quando giovino le meditazioni orientate all’apatia del vuoto mentale o l’adeguarsi a ruoli, ideologie e false coscienze prestabilite al fine di non essere considerati devianti de-omologati.

Non s’intraprende un processo autoconoscitivo alla ricerca di un’autentica identità in divenire e l’egocentrismo postmoderno indica solo valori da leadership.
Si vivono insoddisfacenti rapporti con gli altri.
Gli scambi conversazionali sono limitati a futilità e la comunicazione familiare può scadere in patologici circoli viziosi. Spesso si disconosce o fraintende la vitalità creativa di elementi verbali come l’humour e l’ironia.
I bisogni affettivi sono spesso spenti da una conflittualità tra la chiusura individualistica e l’apertura alla condivisione sociale. Ma imparare ad amare è un’arte che si apprende sul campo.
I sistemi di comunicazione sono sempre più sofisticati ma c’è il rischio che si decomponga la capacità di comunicare dal vivo o in modo strutturato. Importa l’uso che ne facciamo: da gioco fine a se stesso a “terapia delle idee” e disvelamento di identità pur virtuali ma dove possono emergere anche aspetti inconsci della nostra personalità.
arsenio is offline  
Vecchio 22-01-2005, 10.25.32   #2
herzog
Ospite abituale
 
Data registrazione: 15-12-2004
Messaggi: 404
Talking tempi...

Ribadisco, sul punto, quanto già detto in altro topic...noi non conosciamo e non viviamo più i tempi della natura, della nostra natura...tutto viene consumato in fretta, senza dare il tempo alle emozioni, ai rapporti, di maturare, di crescere secondo le proprie esigenze; abbiamo perso i tempi delle attese, della pazienza, della noia, del vuoto che ne deriva (penso ai pomeriggi che passavo da bambino chiuso in casa a causa della pioggia annoiandomi a morte, perché non c'erano nemmeno, almeno fino ad una certa ora, programmi in televisione), tempi che, se invece vissuti, ci hanno aiutato a forgiare il carattere in quel senso...
io, forse, ho avuto la fortuna di vivere fino ai diciotto anni in un paesello di mille anime, di passare le mie estati in montagna: questo, e le persone che ho frequentato, mi hanno "costretto" a maturare un grande rispetto (ed amore, se del caso) per la natura, per i suoi ritmi, per le sue crudeltà, per le sue "necessità", per la sua preponderante e per noi inarrivabile potenza...ebbene, internet ci allontana da tutto questo, se non ne siamo consapevoli rischia di diventare un'arma a doppio taglio che ci aiuterà a "congelare" i rapporti in un confortevole quanto pernicioso ed innaturale ipertrofismo dell'anima...l'antidoto? Sapersi ascoltare dentro, re-imparare a sentire la natura che è in noi, quella natura dalla quale siamo nati e dalla quale è rischioso allontanarsi, per poi perdersi...
Herzog
herzog is offline  
Vecchio 22-01-2005, 21.49.11   #3
dana
Ospite abituale
 
L'avatar di dana
 
Data registrazione: 18-10-2003
Messaggi: 0
Citazione:
Messaggio originale inviato da arsenio
Le emozioni pur irrinunciabili a una vita piena e alla conoscenza sono svalutate dalla supremazia tecnologica; l’insoddisfazione e la solitudine si placano con beni materiali da cui poi siamo posseduti.

ciao
Credo che le emozioni siano irrinunciabili, una vita senza emozioni è solo routine e noia.
L'insoddisfazione e la solitudine, l'incertezza e il malessere del nostro tempo non si placano di sicuro con i beni materiali.
Penso che si debba cercare di dare spazio alle emozioni, alle passioni gioiose, dimenticare che tutto debba sempre servire a qualcosa e riscoprire l'utilità dell'inutile, trovare tempo per sè, per vivere emozioni e passioni, trovare spazio per i sogni.
Il mondo non è solo una minaccia da affrontare armati, può diventare anche una piacevole scoperta.
L'eccesso di comunicazione di questo nostro tempo diventa in realtà una non-comunicazione, si parla, si parla tanto, con tanti strumenti diversi, per non dire nulla.
dana is offline  
Vecchio 22-01-2005, 23.24.36   #4
dani62
iscrizione annullata
 
Data registrazione: 26-11-2004
Messaggi: 245
Arsenio, è un post molto bello.
Non ha bisogno di risposte e neamche di chiavi di lettura.
Hai scritto ciò che penso...
Voglio solo aggiungere che ben pochi sanno amare, purtroppo.
e ancora meno sanno vivere le emozioni e il loro fluire.
dani62 is offline  
Vecchio 23-01-2005, 08.56.00   #5
edali
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Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 780
Citazione:
Importa l’uso che ne facciamo: da gioco fine a se stesso a “terapia delle idee” e disvelamento di identità pur virtuali ma dove possono emergere anche aspetti inconsci della nostra personalità.


Ed anche se veniamo a scoprire aspetti inconsci della nostra personalità – c’è sempre bisogno di un certo tempo per poter essere assimilati ed in seguito compresi…. ed in seguito amare.




Comunque direi che per quanto la virtualità è oramai un nuovo stile di vita per molti di noi, vale la pena di ascoltare anche questo brano:
“Internet” – Jack Folla – Alcatraz (lo potete sentire qua http://web.tiscali.it/pernondimenticare/prima_serie.htm)
edali is offline  
Vecchio 23-01-2005, 22.26.54   #6
VanLag
Ospite abituale
 
L'avatar di VanLag
 
Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 2,959
Re: l'eclissi delle emozioni

Citazione:
Messaggio originale inviato da arsenio
Si vivono insoddisfacenti rapporti con gli altri.
Gli scambi conversazionali sono limitati a futilità e la comunicazione familiare può scadere in patologici circoli viziosi. Spesso si disconosce o fraintende la vitalità creativa di elementi verbali come l’humour e l’ironia.
Concordo con la tua breve e brillante analisi. In più parti qui sul forum ho indicato come, secondo me, la maggior parte delle cause a ciò che dici sono da individuare nei bruschi mutamenti sociali seguiti alla rivoluzione industriale prima ed a quella tecnologica poi, che hanno portato una vorticosa accelerazione dei mutamenti socio/culturali.
Esiste un baratro spesso invalicabile tra generazioni che accorcia sempre più il lasso temporale nel quale si manifesta. Ad esempio io cinquantenne, (si lo so è triste, ma a volte succede), fatico a capirmi con un quarantenne, che a sua volta fatica a capirsi con un trentenne, che a sua volta fatica a capirsi con un ventenne e via dicendo. La cultura muta ad altissima velocità…. e fra gli effetti secondari che produce c’è anche l’eclissi dell’emozioni, che tu descrivi così bene.

Sui rapporti con gli altri personalmente ho adottato una tecnica che mi è consona e mi soddisfa cioè in pratica so che gli altri sono “effimeri” (non trovo un termine migliore), nel senso che il mio incontro con loro è incidentale, che probabilmente non vedranno e non vorranno vedere nulla di me e che non mi mostreranno nulla di loro.
Questo schema cerco di romperlo quando trovo qualcuno che sento essere “altro da me stesso”, (sono sempre in biblico sui termini), allora mi fermo e cerco di ascoltare, di capire se l’interesse è reciproco, o se mi sono sbagliato. Se è reciproco allora cerco di costruire un rapporto che, attraverso la profondità della comunicazione e dello scambio, possa essere arricchente per entrambi.
Questo aver eliminato a priori rapporti di superficie, parlo sempre della mia esperienza ovviamente, mi ha dato pochi rapporti significativi che però hanno un grande senso e che mi soddisfano. Mentre, nel contempo, i rapporti con tutto il resto del mondo sono più facili perché in fondo non mi aspetto nulla dalle persone che incontro casualmente.

Questo forse è dovuto anche al mio carattere….. Ci può essere chi ama avere tanti rapporti di superficie e riesce a vivere emozioni intense anche con quelli.

VanLag is offline  
Vecchio 23-01-2005, 23.12.18   #7
r.rubin
può anche essere...
 
Data registrazione: 11-09-2002
Messaggi: 2,053
il valore delle emozioni, in effetti, è un pò inflazionato.
il contributo del rischio, in questo, è essenziale: il rischio insito nel camminare sulla corda, che è la mia strada, la mia, che è già rischiosa di per sè; ed anche senza affidarmi a mani amorose, che bollenti d'amore si ricoprono di una fastidiosissima, ma anche indignante a dirla proprio tutta, patina di sudore... mi sembra, cari miei, che i poteri assoluti siano stati demoliti già da un pezzo; parlo delle autorità indiscusse e indiscutibili, quelle antiche nobili(!) guide, che indicavano il tragitto, e t'accompagnavano lungo il sentiero tenendoti per mano. beh, l'amore, cari miei, è una di queste. "Amore", dio caduto dal cielo, e divenuto "amore", che gli piaccia o no, deve stare al passo, se tanto ci tiene, con tutte le altre (non Altre, per carità, ma altre) esigenze, bisogni, necessità, non c'è tempo da perdere a sbaciucchiarsi al chiaro di luna sulla collina, e anche ci fosse, il rischio che il dio si riveli lupo mannaro non è da sottovalutare, anche perchè, basta guardare la tv, e si scopre che di lupe e lupi, ma soprattutto di lupe (solo soldi, macchine, ville, questo e basta, materialiste come me d'altronde, e dal momento che mi conosco, le evito) tolte le moine, ne appaiono a bizzeffe. beh, di queste bizze, proprio non ne ho bisogno, grazie, ritorni sulla sua corda che mi fa perdere l'equilibrio. sembra triste tutto ciò? beh, il potere è triste? il potere non si fida, è la prima regola. il potere calcola freddamente, la seconda e connessa.
vogliamo essere bestie o uomini?
beh, gli uomini sono tali in quanto padroni di sè.

drasticamente, vi saluto.
r.rubin is offline  
Vecchio 24-01-2005, 12.32.58   #8
Ettore
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Messaggi: 398
alba delle idee

Ars:

"l’insoddisfazione e la solitudine si placano con beni materiali da cui poi siamo posseduti."

Secondo me Ars il cuore dell'eclissi delle emozioni sta in questa tua frase.

L'eclissi delle emozioni è la caduta del "senso estetico delle emozioni".
Eterodirette, come dici tu. Ma anche finalizzate, mercificate, indotte al consumo, allo scambio mercificato dell'emozione.

Ai fini di, per mezzo di... ci emozioniamo meccanicamente, per riflesso condizionato.

Certo, non sempre..ma penso più di quanto non siamo consapevoli.
Ettore is offline  
Vecchio 24-01-2005, 14.46.55   #9
herzog
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Data registrazione: 15-12-2004
Messaggi: 404
Talking cause ed effetti...

Carissimo (He)c, rieccomi...non pensi che le cause che tu individui per le eclissi delle emozioni non abbiano, a loro volta, ulteriori cause a monte? Non è che tutti quei fattori che indichi trovano motivo in altro? Perché ci gettiamo sui beni materiali?. .Non penso che possa bastare la manipolazione...perché, allora, mi verrebbe da chiedere: perché siamo così supini alle manipolazioni? E' mai possibile che non si riesca a sottrarsi ad esse? Non è, forse, che ci abbandoniamo troppo volentieri, e colpevolmente, alle loro lusinghe? Non abbiamo qualche responsabilità anche noi, qualche colpa? E non c'è, forse, qualche motivo per queste responsabilità e colpe?

Herzog
herzog is offline  
Vecchio 24-01-2005, 16.48.42   #10
Ettore
Ospite abituale
 
L'avatar di Ettore
 
Data registrazione: 29-12-2004
Messaggi: 398
emozioni "manipolate"

Caro (H)erz,

se fossimo coscienti della manipolazione potremmo affrontarla.
Quando parlo di manipolazione, non parlo di contenuti, ma di "modalità operative del nostro cervello":

(H)erz ha detto:
"...tutto viene consumato in fretta, senza dare il tempo alle emozioni, ai rapporti, di maturare, di crescere secondo le proprie esigenze; abbiamo perso i tempi delle attese, della pazienza, della noia, del vuoto che ne deriva ..."

Con queste modalità sempre più accentuate di azione/reazione il nostro cervello è stato abituato ad agire in un certo modo...ho detto non sempre....ma spesso, si!

Il cervello corre moltissimo, molto meno il nostro corpo...

Se ci abbandoniamo volentieri a queste lusinghe? Si, certo.. è vero! E' un problema di responsabilità e di etica.

Secondo me occorre un nuovo senso di responsabilità e per quanto possa sembrare strano non è un problema individuale! Ma sociale e storico!

(individualmente puoi trovare qualche isoletta felice..a volte)
Ettore is offline  

 



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