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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 22-03-2005, 17.44.17   #1
bomber
Ospite abituale
 
Data registrazione: 27-09-2003
Messaggi: 4,154
Quanto Vale

Qui scendiamo in un discorso quasi filosofico ...
ovvero dato il fatto di Terry schiavo ci si dovrebbe chiedere alcune cose...
Quando la persona non ce la fa piu ad andare avanti perchè esausta dei suoi problemi come si può pensare di tenerla in vita a tutti i costi ??
è giusto tenere in vita una persona che una vita non sembraaverla almeno a livello psicologicio ??
Che cosa spinge le persone a considerare una persona che vegeta in modo positivo e continuare a farla vivere anche se non da segni di esistere mentalmente??
Insomma qui si presenta un vero dilemma etico ... quando le persone non sono più psicologicamente presenti sideve terminare la loro vita (sempre in casi estremi come quello di terry Schiavo ) o si deve prolungare la vita finche si riesce ??
Ma forse non è meglio cercare di rendere la vita migliore piuttosto che lunga ???
bomber is offline  
Vecchio 27-03-2005, 18.16.25   #2
Mr. Bean
eternità incarnata
 
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Data registrazione: 23-01-2005
Messaggi: 2,566
Re: Quanto Vale

Citazione:
Messaggio originale inviato da bomber
Qui scendiamo in un discorso quasi filosofico ...
ovvero dato il fatto di Terry schiavo ci si dovrebbe chiedere alcune cose...
Quando la persona non ce la fa piu ad andare avanti perchè esausta dei suoi problemi come si può pensare di tenerla in vita a tutti i costi ??
è giusto tenere in vita una persona che una vita non sembraaverla almeno a livello psicologicio ??
Che cosa spinge le persone a considerare una persona che vegeta in modo positivo e continuare a farla vivere anche se non da segni di esistere mentalmente??
Insomma qui si presenta un vero dilemma etico ... quando le persone non sono più psicologicamente presenti sideve terminare la loro vita (sempre in casi estremi come quello di terry Schiavo ) o si deve prolungare la vita finche si riesce ??
Ma forse non è meglio cercare di rendere la vita migliore piuttosto che lunga ???

Certo che no. Occorre tuttavia distinguere tra eutanasia attiva e passiva. Se dovessi trovarmi al posto di Terry Schiavo non vorrei che mi attaccassero ad una macchina per farmi vivere a tutti i costi, non importa come. Tuttavia non credo di riuscire a staccare la spina, qualora qualcuno me lo chiedesse.
Mr. Bean is offline  
Vecchio 27-03-2005, 22.25.26   #3
gyta
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Re: Quanto Vale

Citazione:
Messaggio originale inviato da bomber
è giusto tenere in vita una persona che una vita non sembraaverla almeno a livello psicologicio ??
Che cosa spinge le persone a considerare una persona che vegeta in modo positivo e continuare a farla vivere anche se non da segni di esistere mentalmente??

Non ho seguito questo caso,
ma mi è rimasto impresso un suo bel sorriso..
dove non esiste sofferenza fisica non capisco dove sorga il problema di voler accorciare la vita e giudicare dal di fuori cosa lo sia (vita) e cosa no..
In una società idilliaca esisterebbero strutture da sogno dove potrebbero continuare a stare tranquillamente in vita tutti i meno <fortunati> o comunque <diversi>* senza che nessuno si prenda la briga di mettersi nei panni del dio che da e toglie la vita..
Belle stupende strutture in mezzo al verde con medici ed infermieri competenti senza bisogno di accorciare un bel nulla..
il sole e la pioggia, gli alberi ed il cielo sono per tutti..
Noi spesso <lottiamo> per farci un tutt'uno con il tepore del sole..
cosa ne sappiamo di ciò che sente un altro anche se non più <come noi>..?
Se il mondo fosse un posto d'amore (dove l'amore è per tutti e di tutti) qualunque realtà non troppo irreparabilmente sofferente sarebbe degna d'esser vissuta..



*(francamente ci sarebbe posto e cibo per tutti se alcuni non fossero troppo ingordi)

Gyta
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Vecchio 27-03-2005, 23.04.39   #4
Weyl
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Quale senso per la vita?

Perdonate le mie considerazioni, forse alquanto ciniche.
Ma credo che il valore della vita umana, come il valore di ogni cosa, necessiti di una "misura" oggettiva che lo possa stabilire.
Soggettivamente, "esistere" è una totalità per ciascuno di noi.
Ma, oggettivamente, le cose cambiano.
Il senso di ciascuna presenza umana, sta esattamente nelle aspettative che ogni altra persona legittimamente appone su ciascuno di noi.
Ogni valore si misura sulle aspettative.
Per un essere umano ridotto ad una condizione meramente vegetativa, le attese non possono che essere quelle di una restitutio alle capacità precedenti.
Se la condizione vegetativa è irreversibile, in quanto il danno cerebrale non consentirà mai più il ripristino di una vigilanza consapevole, altro non resta se non concludere che tali attese sono illusorie ed il valore della persona è annullato.
Mantenere in vita il cadavere psichico di quell'oggetto, ha il solo valore di preservare illusioni: una condizione virtuale che, pure, ha un senso.
Ora, tale insieme di virtuali aspettative, involucri vuoti di un corpo solo esteriormente vivo, comporta costi ed impegno assistenziale: se le risorse disponibili ad ogni scopo fossero infinite ed inesauribili, bene sarebbe dar valore a tutto.
Ma, dato che così non è, occorre commisurare il costo che le illusioni comportano, paragonandolo a quello delle giustificate speranze.
Queste ultime debbono prevalere, a dispetto dello scarso riscontro massmediatico cui possono aspirare.
Weyl is offline  
Vecchio 27-03-2005, 23.17.52   #5
gyta
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Messaggi: 2,614
Re: Quale senso per la vita?

Citazione:
Messaggio originale inviato da Weyl
..Il senso di ciascuna presenza umana, sta esattamente nelle aspettative che ogni altra persona legittimamente appone su ciascuno di noi.

Ogni valore si misura sulle aspettative..

Non sei <cinico>
ma 'spaventosamente' superficiale..

Le tue stesse stupende teorie furono base
alla pazzia nazionalista del secolo scorso !

*********************
Sino a quando gente come 'me'
sarà in grado di distinguersi da gente come 'te'
le tue fangose idee non saranno più 'pericolose' (!)

****************************** **************



Gyta
gyta is offline  
Vecchio 28-03-2005, 15.11.22   #6
mark rutland
Ospite abituale
 
Data registrazione: 27-01-2004
Messaggi: 343
Weyl,molto stimolante la tua osservazione per la capacità di porre delle domande in merito all'argomento introdotto

in effetti c'è da chiedersi quanto si viva per se stessi e quanto si viva per gli altri, e quanto sia strettamente lecito attribuire un valore ad una vita che propria non è.
questo richiama discorsi come la ricerca dell'approvazione altrui da una parte e dall'altra la possibilità di oggettivare il valore di una vita, possibilità sulla quale hai basato il tuo intervento nonchè la capacità o meno di definire la vita in se secondo degli schemi piuttosto precisi nei loro contorni

Tuttavia personalmente credo che se è vero che l'autocentramento è la finalità che ci si propone già di per se nella vita 'normale' e una certa autarchia emozionale dal resto del mondo con le sue valutazioni di merito o di demerito ,indipendenza che nulla ha a che vedere con la necessità materiale e di costi alla comunità esterna come nel caso citato, la vita assume valore per chi la vive, nel modo e nelle possibilità che gli vengono offerte dalle circostanze contingenti e non per chi non la vive e che la può giudicare dall'esterno di quella vita stessa come una non vita .Il problema principale del caso citato è tutto nel dubbio in merito alla effettiva incapacità di sondare dall'esterno il tipo di vita che la persona sta conducendo in questo momento e, dall'interno, la eventuale possibilità di comunicare.
ma la vita non è d'altro canto solo la capacità di interrelazionarsi o di essere sondati dal prossimo .


il dubbio mi insorge ugualmente di fronte ai casi specularmente definibili in cui si osserva negli altri o in se stessi la volontà esplicita di terminare la propria esistenza sulla scorta di considerazioni di varia natura che, al di là del ridimensionamento esterno che possiamo operare , cmq sono vissute come sufficientemente motivanti per sancire un termine netto da chi le prova ...che ne pensi?

Ultima modifica di mark rutland : 28-03-2005 alle ore 15.23.39.
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Vecchio 28-03-2005, 17.48.45   #7
gyta
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"Usa" il tuo <avversario>

Quando non ti riesce di vedere il tuo diavoletto disfattista
indossare le tanto (da te!) agognate ali, spiazzalo:
usalo come contrattacco !

Citazione:
Messaggio originale inviato da mark rutland
Weyl,molto stimolante la tua osservazione..


Egregia dimostrazione di come si possa trasformare il vil metallo
in ambito oro..
Complimenti MarK!
(Sarà che in questi ultimi giorni il mio senso utilitaristico dell'umorismo è andato a fare un pisolino.. )

Pace&Bene!



Gyta

p.s. : Se questo non è Tao..
Estratto puro della Non-Azione che.. agisce,
eccome.. se agisce!

Ultima modifica di gyta : 28-03-2005 alle ore 17.56.33.
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Vecchio 29-03-2005, 00.09.28   #8
Fragola
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Re: Re: Quanto Vale

Citazione:
Messaggio originale inviato da Mr. Bean
Certo che no. Occorre tuttavia distinguere tra eutanasia attiva e passiva. Se dovessi trovarmi al posto di Terry Schiavo non vorrei che mi attaccassero ad una macchina per farmi vivere a tutti i costi, non importa come. Tuttavia non credo di riuscire a staccare la spina, qualora qualcuno me lo chiedesse.

Preferirei dire che occorre distinguere tra eutanasia e interruzione dell'accanimento terapeutico.

Quando una persona non è cosciente e non può vivere senza il supporto delle macchine, secondo me ha senso tenerla artificialmente in vita solo fino a che esistono fondate speranze della reversibilità del coma. Altrimenti mi sembra giusto, proprio nei suoi confronti, lasciarla andare. Lasciare che la natura faccia il suo corso. Non sappiamo molto di cosa prova una persona in coma vegetativo, ma se, come ha scritto qualcuno più sopra, non sente il dolore indubbiamente provocato dalle macchine e dalle piaghe da decubito ... che cosa sente? Se non prova nè sensazioni fisiche, nè emozioni, nè sentimenti, nè pensieri, si può davvero dire che è viva? E se qualcosa dentro quella persona ancora vive, allora non è meglio che vada ... "avanti"?
Fragola is offline  
Vecchio 29-03-2005, 16.32.11   #9
bomber
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Re: Re: Quanto Vale

Citazione:
Messaggio originale inviato da gyta
Non ho seguito questo caso,
ma mi è rimasto impresso un suo bel sorriso..
dove non esiste sofferenza fisica non capisco dove sorga il problema di voler accorciare la vita e giudicare dal di fuori cosa lo sia (vita) e cosa no..
In una società idilliaca esisterebbero strutture da sogno dove potrebbero continuare a stare tranquillamente in vita tutti i meno <fortunati> o comunque <diversi>* senza che nessuno si prenda la briga di mettersi nei panni del dio che da e toglie la vita..
Belle stupende strutture in mezzo al verde con medici ed infermieri competenti senza bisogno di accorciare un bel nulla..
il sole e la pioggia, gli alberi ed il cielo sono per tutti..
Noi spesso <lottiamo> per farci un tutt'uno con il tepore del sole..
cosa ne sappiamo di ciò che sente un altro anche se non più <come noi>..?
Se il mondo fosse un posto d'amore (dove l'amore è per tutti e di tutti) qualunque realtà non troppo irreparabilmente sofferente sarebbe degna d'esser vissuta..



*(francamente ci sarebbe posto e cibo per tutti se alcuni non fossero troppo ingordi)

Gyta


bhe direi una visione ottimistica ....
bomber is offline  
Vecchio 29-03-2005, 16.40.21   #10
bomber
Ospite abituale
 
Data registrazione: 27-09-2003
Messaggi: 4,154
Re: Re: Quale senso per la vita?

Citazione:
Messaggio originale inviato da gyta
Non sei <cinico>
ma 'spaventosamente' superficiale..

Le tue stesse stupende teorie furono base
alla pazzia nazionalista del secolo scorso !

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Gyta

Beh mi sembra che alla fine non siano poi cosi sbagliate ne tanto meno superficiali ...
penso che per quanto si debba dare ragione a quel medico che diceva che non bisogna prolungare a tutti i costi la vita ma preoccuparsi maggiormente di quella che è la qualità della vita in tanto che sia possibilie viverla ...
ce da chiedersi realmente quanto pottesse essere positivo tenere in vita una persona con dei macchinari a tutti i costi ...

Un appunto le idee di nazionalismo nn erano date dalla pazzia, ma da un concetto di arretrato conservazionismo, il fatto di usarle con lucida follia dal dittatore era tutta un altra storia, ha preso un idea trasformandolo in violenza,questo è successo anche con la religione cristiana ma non ho mai sentito nessuno paragonare il cattolicesimo dalla pazzia ...
bomber is offline  

 



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