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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 12-09-2005, 21.40.18   #1
Vaniglia
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Data registrazione: 16-07-2005
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Il Cataclisma Affettivo

Davide Lopez e' uno psicanalista che stimo moltissimo, ho letto molto i suoi libri e vi riporto parte di una sua intervista che ho copiato da internet "il cataclisma affettivo"...


Il cataclisma è un concetto complicato. Avviene in analisi quando nell'esaminare le difese caratteriali dell'individuo, che sono molto rigide, si ha un collasso, come nell'esempio di una stella collassata in cui vi è una frantumazione. Il cataclisma è una forma di depressione grave collegata al conflitto edipico e alle relazioni d'amore. Sono sempre le relazioni d'amore che generano il cataclisma. Questa affermazione e valida per la realtà e non solo in analisi; qualche volta succede in analisi solo perché è un fatto umano. Non a caso negli uomini schizofrenici oppure nei gravi depressi vi è stata inevitabilmente una relazione d'amore sfortunata. Ciò è in relazione al fatto che c'è stato un oggetto d'amore idealizzato, che rappresenta la madre, o il padre, che ha svolto nella vita dell'individuo la funzione di oggetto parassitario il quale ha esautorato l'individuo. Costui idealizza sempre più, e a un determinato momento avviene il collasso, che è il cataclisma, cioè un enorme scompenso che lo stress lavorativo quotidiano di norma non procura. Non vi sono depressioni gravi a causa di motivi meramente professionali. Io utilizzo il termine cataclisma per differenziarlo dal concetto di catastrofe di Bion, perché attraverso tale cataclisma vi è un'elevata potenzialità di emancipazione, simile alle crisi ascetiche degli orientali. Ho riportato nei miei scritti il caso di uno psicoterapeuta, il quale attraversò un grave cataclisma e ora sta benissimo. Per superare questa crisi occorre conseguire il vuoto mentale, la liberazione da tutti gli oggetti interni persecutori; allora gradualmente emergono di nuovo tutte le energie positive, così che dal cataclisma si ha una vera e propria rinascita dell'individuo verso la costruzione della persona. In altri termini, il cataclisma equivale a un tremendo rito iniziatico.


Vaniglia
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Vecchio 13-09-2005, 10.20.34   #2
Sirtaki
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trovo molto interessante questo argomento poichè mi tocca da vicino.
ciò che vorrei comprendere meglio è il passaggio verso la cosiddetta liberazione/rinascita.

puoi consigliarmi dei testi di Davide Lopez? conosci un sito dove reperire informazioni sul suo conto?
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Vecchio 13-09-2005, 12.54.15   #3
sisrahtac
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Il cataclisma...mi ci riconosco! Spiritualmente è la morte iniziatica. No? Poi ci si separa dal padre, madre, marito o moglie che aveva preso il posto del nostro Sè nel cervello e si riparte. Forse.

Tremendo. Da panico, oserei dire.
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Vecchio 13-09-2005, 14.20.34   #4
sisrahtac
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Padre, madre..ho dimenticato di dire Dio e dee e madonne e santi....

Per questo ho i sensi di colpa quando attacco la visione del mondo dei fedeli. Perchè so cos'è un cataclisma affettivo, e non mi piacerebbe innescarlo in altre persone.

Certo però è anche un'arma nei confronti dei credenti bigotti.

Gli entro nel cervello e glielo faccio saltare dal centro! Ahah..hum..

Beh, a volte è un'atto di bene..un po' tanto traumatico eh..però..

Io stesso se non sono morto è un miracolo (beh, c'è ancora tempo..) e cmq mi sento parecchio convalescente..

Ultima modifica di sisrahtac : 13-09-2005 alle ore 14.25.11.
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Vecchio 13-09-2005, 14.24.40   #5
Chimera
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Bhe quando c'è un elemento che distrugge ogni certezza e frantuma le costruzioni logiche create con il tempo e normale che il cervello tenti di ripristinare la pripria integrità ricostruendo qualcosa di nuovo.

Su una cosa non sono d'accordo però.

Dopo una distruzione, la ricostruzione non porta necessariamente a qualcosa di "migliore".

Infranta un idealizzazione questa viene sostituita da un nuovo modello della realtà.
Potrebbe essere semplicemente più realista... ma anche più pessimista.

Molti dopo una catastrofe affettiva richiano di idventare, certamente più realisti ed in pace cons e stesi, ma talvolta cinici ed eccessivamente disillusi.
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Vecchio 13-09-2005, 14.27.14   #6
sisrahtac
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Data registrazione: 04-11-2002
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Sì, perchè se si soffre come dei cani si vuole far soffrire il prossimo...
Ma anche quella è una fase che prima o poi si supera..forse...

Una volta che si è in pace con se stessi, lo si è anche col mondo..

Certo poi il mondo in pace non ci va mai, però...

(soprattutto in un epoca di torri che crollano e onde anomale..hum..e sconvolgimenti politici che vanno di pari passo...ri-hum..e vecchi simboli che tornano a fare da collante..e vecchi poteri che continuano a gestirli..)

Ultima modifica di sisrahtac : 13-09-2005 alle ore 14.40.16.
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Vecchio 13-09-2005, 14.44.44   #7
Sirtaki
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Citazione:
Dopo una distruzione, la ricostruzione non porta necessariamente a qualcosa di "migliore".


infatti c'è da riflettere su questo...e forse dipende semplicemente dai casi.
io, per esempio, vivo questa sorta di "rinascita" come una vera e propria tabula rasa, un rinnovamento profondo che nasce dalla distruzione ...ma che vorrei capire meglio perchè sento che questo equilibrio non è ancora tale- instabile. come se talvolta ricadessi totalmente in quel cataclisma.

Citazione:
Infranta un idealizzazione questa viene sostituita da un nuovo modello della realtà.


l'illusione è un'esperienza cociente...un'arma a doppio taglio perchè porta a vivere emozioni molto forti, belle, intense (dato che colma una lacuna) e poi al disvelamento che spesso mette in discussione ogni propria convinzione, provocando quindi una vera e propria rivoluzione personale.

sì, la conseguenza immediata è un crudo realismo...ma chissà se sia davvero la base migliore e più sana da cui ripartire...
Sirtaki is offline  
Vecchio 13-09-2005, 14.53.48   #8
sisrahtac
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L'unico modo per non crollare è seguire il proprio spirito, o quanto meno trovare dei compromessi, o trovare delle valvole di sfogo...

Questi crolli avvengono quando il Sè è poco unificato. Il mio Sè, e di riflesso il mio Io scolastico dicono che devo studiare, quello spirituale dice che devo pensare solo al mio equilibrio interiore, quello familiare mi dice di fare il bravo ragazzo, quello "personale" ha voglia di far saltare in aria tutto, devo continuare?

Bisogna trovare uno schema che riesca ad integrare tutte queste tendenze (schema possibilmente non troppo rigido).

Ed il mio schema a tatrino per ora regge. Oppure semplicemente si buttano via gli schemi. Anche se non so se è possibile.

Boh, che ne so..se fossi sicuro non sarei ancora in analisi...

La mente dell'uomo è un macello, tutto sta nell'accettarne l'intrinseco caos!

Poi dipende qual'è il problema di base, anche se io un 'idea me la sono fatta eccome; e come questa distonia interiore si manifesta...se in maniera depressiva, ansiosa, nevrotica..

L'unica cosa di cui sono sicuro è che se la parola muore, si è persi e si ha perso. La parola è l'unica forza aggregante e riordinante la nostra psiche.

E poi spesso mi da l'idea che alla base ci stia un problema simbolico. I simboli sono l'altra grande forza della nostra psiche, le fondamenta oserei dire. E quando qualcosa cozza contro i simboli entra tutto in risonanza fino al crollo.

Bisogna fare un certosino lavoro di ripristino simboli, ma non è da tutti.

Beh, buona riedificazione ...
---
E poi quando è la stessa società che sfrutta i punti critici della psiche umana per scopi "collettivi" discutibili..allora li m'incazzo!

Ultima modifica di sisrahtac : 13-09-2005 alle ore 15.05.10.
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Vecchio 13-09-2005, 15.52.48   #9
Chimera
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Menti rigide sono portate ad accumulare stress senza muoversi di un centimetro e arrivati ad un certo punto si frantumano.

Menti troppo duttili si deformano e si piegano ad ogni soffio di vento il che porta ad un continuo disagio.

Bisogna avere una mente intermedia.
Che abbia una struttura rigida e costante che permette di manetnere una certa coerenza ma sempre aperta ad eventuali aggiornamenti o adattamenti controllati.

Il cataclisma non è una cosa da cercare.
Chimera is offline  
Vecchio 13-09-2005, 16.40.58   #10
sisrahtac
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Messaggi: 2,110
E già, nella sintesi degli opposti sta la risoluzione a quesiti che altimenti finiscono col scinderti.
Il giusto sta nel mezzo, dicevano gli antichi.
Nè tesi, nè antitesi, ma sintesi.
Anche perchè questo, nolenti o volenti, mi sembra l'andamento delle cose in natura.

Ultima modifica di sisrahtac : 13-09-2005 alle ore 16.42.08.
sisrahtac is offline  

 



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