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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 11-04-2002, 20.40.32   #21
784
Numero
 
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Data registrazione: 02-04-2002
Messaggi: 291
Un uomo che non riconosce il proprio valore, se è reale, è un uomo che ha già commesso almeno un errore.
784 is offline  
Vecchio 11-04-2002, 22.48.25   #22
Mary
Ospite abituale
 
Data registrazione: 02-04-2002
Messaggi: 2,624
x 784
un uomo che non riconosce il proprio valore, se reale, è già in errore. Sono d'accordo con te. Ma non è cosa facile riconoscere chi veramente si è. E' più facile spaccare l'atomo che sapere chi veramente siamo. Eppure dobbiamo cercare di farlo.
Pensate ad un soldato che riceve dal re l'incarico di portare un lettera importantissima al re suo confinante. Ma durante il viaggio il soldato deve travestirsi per proteggere la lettera dai nemici del re. Ma con abiti diversi, passando fra gente ed eventi a lui sconosciuti, pian piano dimentica. Nessuno lo conosce, quindi nessuno può dirgli chi egli sia. Non lo dicono i suoi abiti, non lo aiutano i suoi ricordi. E la lettera resta nella bisaccia.
La vita di due regni è nelle mani di quel soldato. Sarà capace di ricordare?
La vita di questo Pianeta è nella bisaccia di ciascuno di noi, ma lo abbiamo dimenticato.
Ciao
Mary is offline  
Vecchio 21-05-2002, 22.30.37   #23
Claudio
Ciò che è, è!
 
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Data registrazione: 01-04-2002
Messaggi: 202
Thumbs up Summerhill, lo conoscete?

Siccome non volevo creare un nuovo post, ho cercato quello che più si avvicinava all'argomento educazione (mi pare questo).
Vi trascrivo un articolo che illustra una forma di preparazione alla vita a Summerhill:

Summerhill, la scuola più felice del mondo!

Summerhill è la scuola fondata nel 1921 nelle vicinanze di Leiston (a cento miglia da Londra) da Alexander Neil e da sua moglie.
La scuola è frequentata da ragazzi dai cinque anni fino a quindici o sedici che generalmente provengono da paesi stranieri. Gli alloggiamenti sono in base all'età e ad ogni gruppo è preposta un'assistente, però oltre a non subire alcuna ispezione alle camere nessuno li sorveglia, vengono lasciati cioè completamente liberi di fare quello che desiderano. Le lezioni sono facoltative, i bambini possono frequentarle o farne a meno, anche per anni, se così desiderano; esiste un orario ma vale solo per gli insegnanti.
Quelli che vengono a Summerhill fin da piccoli seguono le lezioni senza problemi di alcun genere, mentre quelli che provengono da altre scuole giurano di non frequentare mai più quelle bestiali lezioni. Giocano, vanno in bicicletta, stanno fra i piedi del prossimo, ma stanno alla larga da ogni lezione; il periodo necessario a superare questo odio è proporzionale al disgusto che è rimasto dall'ultima scuola frequentata, in media tale periodo è di tre mesi.
A Summerhill non esistono i compiti in classe e per tutto il corpo insegnante gli esami di ammissione all'università sono una maledizione, però non possono rifiutarsi d'insegnare ai ragazzi che lo desiderano le materie richieste per accedere appunto alle varie facoltà.
Summerhill forse è la scuola più felice che ci sia al mondo. Non ci sono scansafatiche e i casi di nostalgia per la propria casa sono rari, raro anche che i bambini si picchino e litighino fra loro, perché i bambini cresciuti nella libertà hanno molto meno odio da sfogare di quelli repressi. Dall'odio nasce l'odio e dall'amore nasce l'amore. Amore significa mantenere un atteggiamento positivo di approvazione e questo è essenziale in qualsiasi scuola, non si può essere dalla parte dei bambini e contemporaneamente punirli e spaventarli. A Summerhill i bambini sanno che il loro modo di agire viene rispettato, e tutti hanno gli stessi diritti. I bambini fanno amicizia con gli sconosciuti più facilmente se non sanno cosa sia la paura. La riservatezza inglese è, in fondo, solo paura: ecco la ragione per cui le persone più riservate sono anche le più ricche. E' importante comprendere che il bambino deve vivere la sua vita, non quella che i suoi ansiosi genitori pensano che dovrebbe vivere; le interferenze e i tentativi di guida da parte degli adulti producono solamente generazioni di automi. Non si può insegnare ai bambini la musica, o qualsiasi altra cosa, senza mutarli in qualche modo in adulti privi di volontà propria. In questo modo vengono trasformati in persone che accettano passivamente lo status quo, un'ottima cosa per una società che ha bisogno di impiegati che siedano senza protestare davanti a malinconiche scrivanie, di commessi senza personalità, di gente che salga automaticamente ogni mattina sul treno delle 8:30; una società, in breve, che si regge sulle deboli spalle di poveri ometti terrorizzati, di conformisti spaventati a morte.
Lo scopo della vita secondo Neil è la felicità, ed essere felici significa provare interesse per qualcosa. L'educazione dovrebbe preparare alla vita, in ciò la nostra cultura non ha avuto molto successo. La nostra educazione, la politica, l'economia portano alla guerra. Le nostre medicine non hanno vinto le malattie, la religione non ha abolito i furti e l'usura.
In famiglia il bambino viene continuamente ammaestrato dimenticando che, come gli adulti, imparano solo quello che vogliono imparare. Tutti i riconoscimenti, gli esami, i bei voti soffocano il libero manifestarsi della personalità: solo i pedanti sostengono che l'educazione si fa sui libri!
I libri, a scuola, sono la cosa meno importante; un bambino deve solo saper leggere, scrivere e far di conto, il resto deve essere tutto teatro, giocattoli, creta, pittura, sport, libertà. La maggior parte del lavoro che gli adolescenti fanno a scuola è puro spreco di tempo, di energia, di pazienza. Toglie al giovane il diritto di giocare, giocare, ancora giocare; mette teste vecchie sulle spalle giovani.
E' tempo di mettere in discussione l'attuale nozione scolastica di studio. E' dato per pacifico che un ragazzo debba imparare la matematica, la storia, la geografia, un po' di scienze, un po' di arte e una certa quantità di letteratura. E' ora di rendersi conto che il ragazzo nutre ben poco interesse per queste cose. Non si vuole denigrare l'istruzione, ma l'istruzione deve avvenire dopo il gioco; e lo studio deve avvenire deliberatamente condito con il gioco per renderlo appetibile. L'istruzione è importante, ma non per chiunque. Chi ha capacità creative impara quel che vuole imparare per impadronirsi degli strumenti che la sua originalità e il suo genio richiedono. Non si può sapere quali capacità creative vengano distrutte nella scuola dando tutta l'importanza all'istruzione. L'educazione superiore e le lauree universitarie non servono ad affrontare i mali della società: un nevrotico istruito non è migliore di un nevrotico privo di istruzione.

Tratto da I ragazzi felici di Summerhill di Alexander Neil ed. Red

http://www.disinformazione.it/summerhill.htm

Che ne pensate? Ciao


Ultima modifica di Claudio : 21-05-2002 alle ore 22.33.43.
Claudio is offline  

 



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