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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 03-11-2005, 09.55.48   #21
rodi
iscrizione annullata
 
Data registrazione: 07-05-2003
Messaggi: 1,952
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Messaggio originale inviato da feng qi
...
Quello che tu hai detto vale sempre, é dovrei stamparmelo nella mente non solo riferendolo a mia madre ma a tutti. Se da piccola tu me lo avessi detto!!! Quanta sofferenza in meno..!Ma dov'eri?

un saluto
feng qi [/b]

a cercare di far sopravvivere la mia interiorità ai vestitini a nido d'ape...e all'educazione da brava bambina che doveva riuscire bene in tutte le cose e comportarsi in maniera gentile anche con chi non lo era...

meno male che poi la cosa veniva male pure a mia madre...che era la prima ad andare fuori dalle righe...
però la sua educazione le imponeva di passarmi un messaggio che lei stessa non condivideva...

rodi is offline  
Vecchio 03-11-2005, 11.52.48   #22
odissea
torna catalessi...
 
L'avatar di odissea
 
Data registrazione: 30-08-2005
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Messaggio originale inviato da Cinziaaa
a volte noi stessi siamo un pò complici di certe nostre nevrosi se, conoscendone l'origine, non cerchiamo di porvi rimedio. Delegare tutta la nostra infelicità al passato è un ottima scusa per non rimediare nel presente.

ciao Cinziaaa quello che dici è verissimo...


In certi casi questo complesso è micidiale (anche se penso che ricordarsi che non siamo su una carrozzella sia un dovere salutare) perchè ti fa "rileggere" ogni situazione in negativo nei tuoi confronti. Un amico non ti saluta? Non vali abbastanza per essere considerato. Ti viene fatta una critica? Ecco che viene fuori quanto poco vali. E intanto guardi gli altri che felici e contenti hanno amicizie, fidanzate/i, si divertono ecc ecc




A volte (anzi secondo me quasi sempre) non è facile attribuire ad una sofferenza psicologica una causa che risale al passato.
Il fatto che oggi mi sento depressa non sempre posso liberamente associarlo al fatto che mia mamma da piccola mi picchiava (ueh non è vero era un esempio). Anche perchè ci sono tutta una serie di meccanismi di rimozione che ci impediscono di ricordare bene o che magari alterano i nostri ricordi rendendoli più accettabili, meno duri....insomma la nostra mente cerca di soffrire il meno possibile quando riemergono.

Tutta questa serie di cose magari viene interiorizzata....per cui si corre il rischio di soffrire di un qualche complesso di inferiorità....e di non esserne consapevoli, ma non solo: di attribuirlo a dei dati di fatto.
Mi spiego meglio: io sono convinta di non essere una persona interessante (perchè da piccola ero timida e tutti mi hanno evitata) per cui mi isolo....ma non sono coscente che questa cosa è stata generata dalla mia timidizza e dalla conseguente esclusione sociale....per cui penso di essere una solitaria di natura e di non avere argomenti che agli altri interessano. sono stata indotta ad essere così, ma magari lo attribuisco ad un dato di fatto, ad una caratteristica reale della mia persona.

La sofferenza si moltiplica, in questo caso. tra l'altro una situazione di questo tipo diventa una specie di Handicap che impedisce di conoscere la propria persona a fondo.

odissea is offline  
Vecchio 03-11-2005, 15.09.17   #23
feng qi
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[quote]Messaggio originale inviato da rodi
[b]
..però la sua educazione le imponeva di passarmi un messaggio che lei stessa non condivideva...




..invece mia madre quel messaggio lo condivideva eccome!

Come dice però odissea nel corso della vita, della giornata, non sempre posso dire che la depressione, o la malinconia, o la solitudine, originino proprio dall'infanzia.

Spesso originano da rimaneggiamenti personali del vissuto più recente..che però sommato e moltiplicato per il danno dell'infanzia..sono guai

Voglio aggiungere che parlarne mi sta aiutando a fare nuova luce sia sulla forza distruttiva del passato, che su quella creativa e positiva del presente, e a ridimensionare alcune cosette con me stessa.

UN ABBRACCIONE A TUTTI

fengqi
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Vecchio 03-11-2005, 20.43.50   #24
Cinziaaa
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Data registrazione: 25-02-2005
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Messaggio originale inviato da odissea



Tutta questa serie di cose magari viene interiorizzata....per cui si corre il rischio di soffrire di un qualche complesso di inferiorità....e di non esserne consapevoli, ma non solo: di attribuirlo a dei dati di fatto.
Mi spiego meglio: io sono convinta di non essere una persona interessante (perchè da piccola ero timida e tutti mi hanno evitata) per cui mi isolo....ma non sono coscente che questa cosa è stata generata dalla mia timidizza e dalla conseguente esclusione sociale....per cui penso di essere una solitaria di natura e di non avere argomenti che agli altri interessano. sono stata indotta ad essere così, ma magari lo attribuisco ad un dato di fatto, ad una caratteristica reale della mia persona.

La sofferenza si moltiplica, in questo caso. tra l'altro una situazione di questo tipo diventa una specie di Handicap che impedisce di conoscere la propria persona a fondo.

Cmqe poi rientra anche un discorso di auto convincimento. Io da un annetto a questa parte sono molto + chiusa e solitaria di una volta - anche se, per contro, sono una gran casinara - quindi ci son giorni che parlo poco, o sn convinta di nn avere nulla da dire ecc. Son tutte cose che nascono da noi e basta. Lo vedo nelle altre persone: non è questione di dire cose interessanti, ma come puoi rendere interessante la vita di tutti i giorni raccontandola in certo un modo. Non valorizziamo abbastanza chi siamo e quello che viviamo e qndi poi crediamo che gli altri facciano mille cose + belle ecc ecc. Invece no, se ci convinciamo di nn avere nulla da dire, è ovvio che nn parliamo. E ricordo di aver letto studi su questo, per esempio che se si convince una persona che il braccio destro sopporta meglio l'acqua gelata piuttosto della sinistra (cosa nn vera), questa ti confermerà che è vero. Cosa poi falsa ma siamo noi ad autoconvincerci. Il potere di persuasione su noi stessi può essere molto forte.
E allora un trucco può essere di crederci (senza esagerare) quelle persone intelligenti come vorremmo, bravi ecc ecc. Senza esagerare ma imparando, forse, a volerci bene. Un buon libro su qsto arg è "Autostima" della Miceli.

Ultima modifica di Cinziaaa : 03-11-2005 alle ore 20.46.37.
Cinziaaa is offline  
Vecchio 04-11-2005, 13.42.26   #25
Melany
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Messaggio originale inviato da rodi
[
...
non dovremmo mai dimenticarlo, ne dimenticare che proprio chi morde è chi ha più grossi problemi insoluti con se stesso.

più che farci venire i complessi dovremmo cercare di comprendere perchè chi ci sta di fronte sente il bisogno di denigrarci...
ed allora, spesso, il malessere non entra.
[/b]


E' vero che chi denigra gli altri è uno che sicuramente ha più problemi a livello psichico di quello che viene denigrato,perchè forse denigrare gli altri gli serve per sentirsi superiore a un'altra persona,evidentemente ci sarà qualcun altro verso cui si sente inferiore,è un processo tutto a catena.Inoltre bisogna anche pensare che esistono persone ottuse che fanno del male agli altri senza rendersi conto di questo,nella loro ottusità non ne sono consapevoli.
Melany is offline  
Vecchio 04-11-2005, 13.52.09   #26
Melany
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Data registrazione: 31-10-2005
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Messaggio originale inviato da Cinziaaa
Il potere di persuasione su noi stessi può essere molto forte.
E allora un trucco può essere di crederci (senza esagerare) quelle persone intelligenti come vorremmo, bravi ecc ecc. Senza esagerare ma imparando, forse, a volerci bene. Un buon libro su qsto arg è "Autostima" della Miceli.
Cì [/b]


Io credo che quando qualcuno denigra qualcun'altro e quest'ultimo si fa venire un complesso di inferiorità per ciò che si è sentitto dire,alla base del complesso di inferiorità c'è il fatto che si mette la persona che ci ha offeso su un piano superiore rispetto a noi,per un problema proprio di scarsa auto stima.Provo a spiegarmi meglio.Io penso che prima di offenderci per le parole che ci ha detto qualcuno con tutto quello che ne deriva,complessi di inferiorità,ecc...dovremmo pensare che tutte le persone siamo allo stesso livello,di conseguenza se una persona dice a me che sono brutta,questa è solo un'opnione,per cui se uno dice che io sono brutta ce ne sarà un altro che dirà che io sono bella e tutte e due le opinioni sono sullo stesso livello perchè le due persone che le hanno espresse sono allo stesso livello. Io penso che se usiamo questa logica,riusciremo a superare il trauma dovuto a certe parole che ci sentiamo dire dagli altri,dobbiamo partire dal presupposto che nessuno è sapiente e perciò, se parla quella persona ,quello che dice lui è la verità assoluta,dobbiamo dare alle parole degli altri il loro giusto valore,ossia il valore di opinioni e niente di più.Idem se una persona mi dice che non sono brava,è un'opinione e niente di più,quindi non ho motivo di complessarmi pensando che è vero che non sono brava,perchè che io non sono brava non è una verità ma un'opinione e niente di più.
Ciao a tutti.

Ultima modifica di Melany : 04-11-2005 alle ore 13.59.20.
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Vecchio 04-11-2005, 14.37.23   #27
Solitario
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Messaggio originale inviato da rodi

a volte siamo noi stessi a rivolgerci cocciutamente verso situazioni che ci buttano giù..o provano a farlo...
questo nessun essere umano lo merita...
non dovremmo mai dimenticarlo, ne dimenticare che proprio chi morde è chi ha più grossi problemi insoluti con se stesso.

più che farci venire i complessi dovremmo cercare di comprendere perchè chi ci sta di fronte sente il bisogno di denigrarci...
ed allora, spesso, il malessere non entra.

Saro cinico ma io, basandomi sulla mia esperienza, vedo le cose in modo diverso, molto più semplice e diretto. A me della gente mi ha aggredito e cercato di sottomettermi anche se io non li ho nemmeno guardati e queste persone non avevano nessun problema evidente, avevano tutti una famiglia, socializzavano tra di loro, non avevano problemi ecomomici e soprattutto ne ho incontrati a centinaia cosi, mi risulta difficile credere che fossero tutti vittima di problemi interiori.

Io che sono una persona solitaria, anche se per scelta, potrei apparire con molti più problemi di loro, eppure non ho mai tentato di sopraffare nessuno.

Per me, come ho gia detto, la questione è molto più semplice: queste persone per natura rispettano SOLO la violenza, l'UNICO modo per non essere disturbati è quello di fargli capire che qualunque danno tentino di provocare, che ci riescano o meno, loro ne subiranno uno per loro non accettabile. In sostanza se non pensano che non ne vale la pena continueranno per natura ad aggredire e nulla può cambiare la loro testa, che piaccia o meno.

Anche tutte quelle storielle che dicono che è colpa dell'educazione o cose simili non hanno alcun valore. E' la loro natura che è cosi e non è mutabile!!!
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Vecchio 04-11-2005, 15.08.33   #28
Lord Kellian
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Solitario, la mia analista direbbe che sei un fascista... psicologicamente parlando.
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Vecchio 04-11-2005, 15.27.10   #29
Melany
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Messaggio originale inviato da Solitario
Saro cinico ma io, basandomi sulla mia esperienza, vedo le cose in modo diverso, molto più semplice e diretto. A me della gente mi ha aggredito e cercato di sottomettermi anche se io non li ho nemmeno guardati e queste persone non avevano nessun problema evidente, avevano tutti una famiglia, socializzavano tra di loro, non avevano problemi ecomomici e soprattutto ne ho incontrati a centinaia cosi, mi risulta difficile credere che fossero tutti vittima di problemi interiori.

Io che sono una persona solitaria, anche se per scelta, potrei apparire con molti più problemi di loro, eppure non ho mai tentato di sopraffare nessuno.

Per me, come ho gia detto, la questione è molto più semplice: queste persone per natura rispettano SOLO la violenza, l'UNICO modo per non essere disturbati è quello di fargli capire che qualunque danno tentino di provocare, che ci riescano o meno, loro ne subiranno uno per loro non accettabile. In sostanza se non pensano che non ne vale la pena continueranno per natura ad aggredire e nulla può cambiare la loro testa, che piaccia o meno.

Anche tutte quelle storielle che dicono che è colpa dell'educazione o cose simili non hanno alcun valore. E' la loro natura che è cosi e non è mutabile!!!


Non penso che una persona che è convinta di non poter fare a meno della violenza sugli altri per vivere abbia ricevuto molto affetto e coccole da piccolo.Certo,però bisogna anche riconoscere che ci sono alcune cose congenite in noi che ci rendono gli uni diversi dagli altri,quindi alcune persone possono essere inclini alla violenza di qualunque tipo anche perchè sostanzialmente ce l'hanno nel sangue.E' molto difficile stabilire il confine fra i condizionamenti esterni e i motivi interiori alla persona.
Melany is offline  
Vecchio 28-11-2005, 12.33.00   #30
trudina
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ho vissuto le esperienze di Mr.Bean sulla mia pelle con l'aggravante di non aver mai potuto camminare ed essermi sentita umiliata ed esclusa in parecchie occasioni. Coln l'età e la freddezza me ne sono fregata sempre di meno poi il carattere misantropo si sa si acquista man mano che si va avanti sentendosi trascurati e inadatti all'ambiente circostante...
trudina is offline  

 



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