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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 07-02-2006, 19.23.39   #11
Kim
Utente bannato
 
Data registrazione: 02-11-2004
Messaggi: 1,288
Credo che abbia ragione Turaz!....l'autocommiserazione nasce dal desiderio insano di piangere il derelitto che è in noi!....una rappresentazione teatrale della "tragedia" alla quale mancano solo i biglietti d'entrata per il pubblico, con tanto di vittime (noi) e carnefici (gli altri)

E' vero anche che questo atteggiamento non permette di progredire verso nulla... ma è piu' che umano! credo quindi giusto provare ad interpretarlo anche sotto il suo aspetto piu' utile, che io individuo nella capacità di tenerezza che riserviamo a noi, di conseguenza ci sensibilizza ed avvicina alle sventure altrui

Diciamo che ritengo possa essere un ulteriore strumento per arrivare alla comprensione del prossimo, ossia; se non capisco cosa sia il dolore di me, in me...non posso essere predisposto all'ascolto altrui!

Nota: La mia insegnante di Ragioneria diceva sempre: tutte braccia sottratte all'agricoltura!....e dopo sto cavolo di discorso...posso anche capirla...

Kim is offline  
Vecchio 08-02-2006, 09.55.57   #12
feng qi
Ospite abituale
 
L'avatar di feng qi
 
Data registrazione: 15-10-2005
Messaggi: 560
Re: autocommiserazione

Citazione:
Messaggio originale inviato da Mr. Bean
secondo voi da dove nasce l'autocommiserazione, come si sviluppa e perché? Può essere una forma di riccatto?

Autocommiserazione ..ahh, vuoi dire la sindrome di calimero!
Scherzo..la conosco bene perché ci ho sguazzato per tanto tempo e ancora oggi ogni tanto mi concedo di indulgervi senza pudore

"Credo che abbia ragione Turaz!....l'autocommiserazione nasce dal desiderio insano di piangere il derelitto che è in noi!....una rappresentazione teatrale della "tragedia" alla quale mancano solo i biglietti d'entrata per il pubblico, con tanto di vittime (noi) e carnefici (gli altri).KIM"

e' così, secondo me. PercHè a volte é più facile piangersi addosso e nascondersi dietro le gonne di ciò che non siamo e non saremo mai (nel quale sadicamente ci crogioliamo soffrendo come cani), invece di rimboccarci le maniche, fare un pernacchio a noi stessi e dimostrare che possiamo essere molto più di quello che pensiamo. E spesso chi ci circonda vede benissimo questo nostro valore, meglio di noi. In termini di risorse energetiche, é molto più facile abbandonarsi nell'autocommiserazione che reagire ad essa combattendo per noi stessi e l'impegno verso la vita.

Noi siamo sempre, molto più di quanto sappiamo! E tutti, possiamo e dobbiamo diventare ciò per cui siamo nati. E' una perdita di risorse infinita, il piangersi addosso mentre qualcuno là fuori aspetta un nostro gesto piccolo piccolo, una nostra parola piccola piccola, per risollevarsi, per rincuorarsi, per non sentirsi solo e diverso, per non diventare un povero calimero anche lui!

ehm sono uscita fuori tema?

vi abbraccio
feng qi
feng qi is offline  

 



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