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 Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
Vecchio 27-05-2006, 21.27.25   #1
redbloodsky
Ospite abituale
 
Data registrazione: 17-03-2006
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Le foto del mio quartiere

Le foto del mio quartiere, malfamato, degradato, sporco di sangue e paura; prepotente come uno schiaffo sul volto di un bambino. Mi riportano indietro nel tempo, all'odore dell'erba, che bruciava, in pezzi di carta bianca arrotolati, ai quali si aggrappavano i tossicodipendenti, i parassiti del dolore, quelli che comprano la noia e talvolta la sofferenza dei ragazzi. Fanno rimbalzare il suono secco del pallone di cuoio, che batte sulla ghiaia affogata in mattonelle fatte di cemento; dalle quale non poteva staccarsi e venir via, la ghiaia, che giuro, se avesse potuto sarebbe scappata da quel posto ad ogni istante.
Le foto dei palazzoni, pallidi, con gli occhi blu e le bocche spalancate che fa caldo; su cui rimbalza forte la luce del sole che scappa veloce fino a nascondersi dall'altra parte del mondo, sperando che il turno di lavoro in questo cielo, duri per un lasso di tempo che sia il più breve possibile. E' proprio per questo l'inverno è la sua stagione preferita.
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Vecchio 27-05-2006, 21.40.57   #2
redbloodsky
Ospite abituale
 
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Il pallone guizza, arriva ai miei piedi, impauriti, stoppato dalle ginocchia lente, appesantite dal caldo e dalla mia forma. Sale lento, inesorabile, un urlo seguito da altri, domande e risposte, offese, insulti e parolacce.

Il pallone. Simbolo dell'instabilità della realtà circostante, che ci contiene e che ci rinnega. Il pallone ci distrae, ci allontana dalla realtà, che alle otto di sera ci richiama, ma noi non la sentiamo, non la vogliamo. Il pallone sta al suolo come il pianeta sta allo spazio. E' l'unica distrazione, semmai ci fosse bisogno di una distrazione quando si è spensierati.
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Vecchio 28-05-2006, 00.09.25   #3
cannella
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Se ancora ci abiti, vai via da lì.
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Vecchio 28-05-2006, 13.50.26   #4
redbloodsky
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Il pallone di gomma o di cuoio, arancione o bianco e nero. Ci distrae, non pensiamo alle ragazze, forse ero troppo piccolo per pensare a certe cose. Anzi ci pensavo, ma ero troppo timido per agire. Le ragazze sono belle, perfette....
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Vecchio 30-05-2006, 00.41.51   #5
redbloodsky
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Messaggi: 32
Nulla mi resta, nel vuoto in cui rimango sospeso, tranne la dolce e confortante carezza dell'illudersi, adesso affogo nell'angoscia, mi manca il respiro, sono arrabbiato, solo, senza un pretesto per cui poter far finta di essere felice; affogo nel vuoto, sprofondo nelle sabbie mobili, mi manca l'appiglio che mi dia la possibilità di uscirne. Odio ciò a cui non arrivo, non arrivo a ciò che vorrei, non vedo niente davanti a me, non c'è niente dietro di me, ai lati vedo avanzi di realtà a cui non appartengo.

Ho negato i diritti a me stesso, il diritto al divertimento, al piacere in ogni sua forma, la bellezza.

Porto un maglione di lana ed è il giorno più caldo dell'anno, sono sotto al sole e tutti quelli che mi passano accanto indossano comodi pantoncini, e fresce magliette bianche, di cotone.
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Vecchio 30-05-2006, 10.03.19   #6
hava
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Messaggi: 542
In questa triste descrizione trovo alcuni punti positivi : la tua capacita' di esprimerti a cuore aperto dimostrando una ricchezza osservativa ed espressiva che personalmente ti invidio.
Penso che queste tue capacita' siano di grande importanza e ti potranno essere d'aiuto. Aprofittane.

[quote]--"non arrivo a cio' che vorrei"
Forse vorresti farci partecipi delle tue mete?
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Vecchio 04-06-2006, 14.25.20   #7
redbloodsky
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Messaggi: 32
Ormai

A cosa è servito studiare, imparare a memoria una formula, un concetto o una regola matematica, se non mi serviranno a nulla? A cosa serve scrivere tante parole ad una corrispondente senza volto, se alla fine le nostre vite rimangono parallele e distanti? A cosa è servito andare a scuola, se il tempo è l'unica certezza che non dà mai scampo, e mi fa accorgere, ad ogni sguardo buttato sul calendario, che è stato troppo tardi, che "ormai" è l'avverbio più usato.

Semplici azioni che non mi hanno portato niente e non mi hanno condotto a niente; azioni inutili, che se hanno avuto un fine, il solo fine immaginabile, a questo punto del percorso, è stato quello di distogliere la mia mente dal nulla che l'avrebbe soffocata. Azioni atte a riempire il vuoto che ho dentro, che talvolta mi inghiotte e si colma di pensieri ossessivi, paranoie, a formare un liquido opaco in cui nuoto e dal quale non riesco ad arrivare in superficie.

Perchè mi sono negato i miei diritti? Il diritto allo studio, il diritto all'amore, il diritto al divertimento, il diritto all'amicizia, il diritto di ricevere un bacio o una carezza, il diritto di toccare la realtà e non un sogno con le mani e non con il pensiero. Perchè mi sono negato il diritto alla vita? Ad una vita più dignitosa, piena, verosimile. Non mi sono avvicinato neanche per un attimo alla probabile vita che immaginavo di vivere, ad un concetto di vita più plausibile. Pensavo tutto fosse logico e dovuto, crescere, fidanzarsi, divertirsi, studiare, sposarsi, lavorare. Invece niente lo è ormai.
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Vecchio 05-06-2006, 16.27.44   #8
odissea
torna catalessi...
 
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Messaggi: 899
Re: Ormai

Citazione:
Messaggio originale inviato da redbloodsky
A cosa è servito studiare, imparare a memoria una formula, un concetto o una regola matematica, se non mi serviranno a nulla? A cosa serve scrivere tante parole ad una corrispondente senza volto, se alla fine le nostre vite rimangono parallele e distanti? A cosa è servito andare a scuola, se il tempo è l'unica certezza che non dà mai scampo, e mi fa accorgere, ad ogni sguardo buttato sul calendario, che è stato troppo tardi, che "ormai" è l'avverbio più usato.

Semplici azioni che non mi hanno portato niente e non mi hanno condotto a niente; azioni inutili, che se hanno avuto un fine, il solo fine immaginabile, a questo punto del percorso, è stato quello di distogliere la mia mente dal nulla che l'avrebbe soffocata. Azioni atte a riempire il vuoto che ho dentro, che talvolta mi inghiotte e si colma di pensieri ossessivi, paranoie, a formare un liquido opaco in cui nuoto e dal quale non riesco ad arrivare in superficie.

Perchè mi sono negato i miei diritti? Il diritto allo studio, il diritto all'amore, il diritto al divertimento, il diritto all'amicizia, il diritto di ricevere un bacio o una carezza, il diritto di toccare la realtà e non un sogno con le mani e non con il pensiero. Perchè mi sono negato il diritto alla vita? Ad una vita più dignitosa, piena, verosimile. Non mi sono avvicinato neanche per un attimo alla probabile vita che immaginavo di vivere, ad un concetto di vita più plausibile. Pensavo tutto fosse logico e dovuto, crescere, fidanzarsi, divertirsi, studiare, sposarsi, lavorare. Invece niente lo è ormai.


Ci sono anche altri avverbi; domani è uno di questi; ce n'è uno ancora migliore: oggi.
Ieri, forse è meglio metterlo un po' da parte.

Ogni secondo che vivamo in fondo è un'occasione per rivoluzionare tutto.

In oltre....non so se amici, studio, divertimenti, siano propriamente diritti; come dici tu, nulla di tutto questo è dovuto. Forse alcuni di noi immaginano il loro futuro troppo sfolgorante e perfetto;aderire alla realtà poi, diventa come sbattere contro un muro.

un
odissea is offline  
Vecchio 11-06-2006, 18.05.20   #9
redbloodsky
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(Enfasi di un avvenimento insignificante)
Fu di sera, era un'estate di cinque anni fa, ero nel punto in cui mi trovo adesso, lei mi disse di avere problemi, voleva parlarmene ma non aveva tempo, doveva andare; allora mi scrisse il suo numero e mi chiese di chiamarla che me ne avrebbe parlato. Poteva trattarsi dell'inizio di una bella amicizia, una svolta, o viceversa il cambiamento non avrebbe neanche potuto iniziare. Ma nonostante la mia età, non avevo una vita e neanche un telefonino, nessun numero da dare, nè il coraggio e le possibilità di parlarle.

(Adesso)
La mia vita è sempre la stessa.
E' cambiato ben poco, eccetto la mia età nella quale non mi rivedo. Adesso quella ragazza, che si lamentava di non avere molti amici e di essere quasi sempre sola, vive la sua vita fatta di amicizie e viaggi più o meno brevi. E' rinata grazie ad internet e alla sua forza di volontà, alla sua voglia di rinascere.

(Un giorno mi spunteranno le ali)
Volere è potere, chi vuole può, chi desidera è solo un sognatore a cui va fin troppo bene sognare e vivere attraverso l'immaginazione, perchè ha paura del duro impatto della realtà, che ti arriva violento in pieno volto come un soffio vento; come un raggio di sole che ti trafigge. E continua a sognare tristemente.
redbloodsky is offline  
Vecchio 14-06-2006, 16.05.55   #10
redbloodsky
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Per sentirmi dire, che vivo nella calma e nella tranquillità, che i miei coetanei lavorano, mentre io mi sveglio alle undici del mattino, e vado al serale, non dò retta a nessuno, perchè tutti mi stanno antipatici. E' stato per sentirmi dire queste cose, che stamattina sono venuto per parlarti, per prendermi la mia dose di pena, di cui avevo bisogno, per disintossicarmi dai miei continui attacchi di sensi di colpa. E mi chiedo perchè io mi preoccupo delle sue azioni, per invidia o per gelosia? Perchè faccio insinuazioni, domande, supposizioni, sulla sua vita intima, personale, privata. Cose che non dovrebbero interessarmi, perchè la vita privata resta di chi la possiede, la vita virtuale è tutt'altra cosa, da distinguere e separare dalla vita reale. Ma io non ci riesco, per invidia e per gelosia, perchè la sento mia, ma purtroppo mia non è e non lo sarà.
Non c'è tempesta più devastante della calma piatta che annoiando ti distrugge.
Non c'è peggior male della mancanza di volontà di vivere. Di vivere e non di esistere, perchè esistere è l'unica azione involontaria che siamo capaci di fare. Per inerzia, si esiste, ma non si è, si è quando si vive ed io non sono perchè non vivo.
Andateglielo a dire cosa si prova a non riuscire ad arrivare perchè non si ha la voglia di partire. Perchè c'è anche la paura che ti blocca e allontana dalla tua mente l'impulso che dovrebbe arrivare alle gambe, perchè lo annulla.
redbloodsky is offline  

 



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