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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 10-10-2006, 17.32.47   #1
Jaghellone
Ospite
 
Data registrazione: 02-10-2006
Messaggi: 12
Question Racconti "forti" e silenzio

Pochi giorni fa ho avuto un incontro casuale per strada, di ritorno dall'università, con una persona che conosco solo di vista, lui è soprattutto amico di mia mamma, ogni tanto lo vedo e ci salutiamo. Stavolta oltre i saluti ha qualcosa da dirmi. Vorrei riportarvi la sua testimonianza in quanto mi ha molto scosso e fatto riflettere.
Mi si avvicina con una faccia scura e devo dire disperata, mentre di solito tutte le volte che lo incontravo mostrava un magnifico sorriso che devo dire la verità mi raggiungeva caloroso e mi infondeva forza per la giornata da affrontare. Mi dice più o meno così: "La vita è una schifezza. Capisco che è inutile fare progetti, è inutile guardare al futuro, è inutile pensare perché basta un nulla per cambiare tutto. Mia moglie e mia figlia sono morte di cancro. ... Non pensare ragazzo. Nella tua vita meno pensi meglio è. Se riesci vivi il presente e non guardare troppo avanti. Lo so non è facile. Ma adesso non vorrei angosciarti. Ti saluto. Ciao". "Ciao". Rimango di sasso di fronte alle sue parole. Pochi minuti fa ero tranquillo, spensierato, una giornata come le altre. E di fronte alla sua testimonianza il silenzio. Non riesco a proferire parola. Una vita stravolta da un evento, un singolo evento che come un uragano butta giù tutto senza possibilità di essere fermato. La possibilità di scegliere per lui non c'è stata, i progetti frantumati e il futuro una parola che viene rifiutata diventa inacettabile. Ed io impietrito ad ascoltare il racconto uscire dalle sue labbra, immobile ad osservare il suo volto, i suoi occhi lucidi, il tono della voce testimoni riflettenti il suo stato d'animo. Mi strugge il fatto di non poter fare niente per lui e mi interroga l'incapacità di dire qualcosa di tentare anche un'analisi, un'interpretazione o più semplicemente di dare conforto se è possibile in casi come questi. Mi dicono: non ti preoccupare già il fatto che tu abbia desiderato di fargli del bene, di aiutarlo è positivo. Ascoltare e tacere... questo mi mette in difficoltà. Ci sono delle situazioni in cui non riesci a dire niente, ma non sarebbe invece giusto dire qualcosa? Ascoltare e tacere in fondo serve a poco ma allo stesso modo la parola ha un peso e in situazioni come queste bisogna sapere cosa dire. Io però sono rimasto in silenzio.
Jaghellone is offline  
Vecchio 11-10-2006, 10.56.29   #2
mandi
Ospite abituale
 
Data registrazione: 22-06-2006
Messaggi: 57
Riferimento: Racconti "forti" e silenzio

Di fronte a situazioni così grandi e dolorose, le parole sembrano foglie al vento; non fartene un cruccio, pensa che a volte il silenzio é più eloquente di qualsiasi parola. Forse la prossima volta che lo incontrerai riuscirai a parlargli, e magari senza tanto pensare ti usciranno cose che volevi dirgli la volta prima!
mandi is offline  
Vecchio 11-10-2006, 16.09.24   #3
dana
Ospite abituale
 
L'avatar di dana
 
Data registrazione: 18-10-2003
Messaggi: 0
Citazione:
Originalmente inviato da Jaghellone
Ascoltare e tacere... questo mi mette in difficoltà. Ci sono delle situazioni in cui non riesci a dire niente, ma non sarebbe invece giusto dire qualcosa? Ascoltare e tacere in fondo serve a poco ma allo stesso modo la parola ha un peso e in situazioni come queste bisogna sapere cosa dire. Io però sono rimasto in silenzio.

Un silenzio partecipe, però, che vale sicuramente più di qualche parola di circostanza.
Di fronte ai dolori più devastanti credo che le parole non servano a nulla, ascoltare e tacere permette a chi è nel dolore di sfogarsi, senza venir magari interrotto o urtato da parole inutili. L'empatia che nasce dal sentirsi ascoltato e accolto aiuta a non sentirsi solo di fronte al dolore, l'impotenza di fronteggiare il dolore con le parole credo sia ben capita da chi soffre.

Essere presenti e condividere il dolore: credo sia il massimo aiuto che si possa dare. E che si vorrebbe avere, ma non sempre si trova qualcuno disposto ad ascoltare sfoghi dolorosi in un silenzio empatico.
dana is offline  
Vecchio 11-10-2006, 18.54.52   #4
Danilo Boscia
Nuovo ospite
 
Data registrazione: 11-10-2006
Messaggi: 1
Riferimento: Racconti "forti" e silenzio

Lo conosci solo di vista; ciò che ricordi di lui non sono le sue parole, ma il sorriso che giungeva caloroso e che ti dava la forza di affrontare la giornata. Forse anche lui ha bisogno di qualcosa che gli dia la forza di andare avanti. Non potevano essere le parole, perché qualsiasi parola di incoraggiamento sarebbe stata vissuta come un mancato riconoscimento di un grande dolore. Non c’è davvero nulla da dire. Il tuo stupore, la tua difficoltà, il restare “impietrito”: queste sono le “parole” che tu hai usato per dire “ti capisco” (che, detto così, non avrebbe avuto significato). Immagino che anche lui si senta impietrito, cioè privo di libertà di movimento e di pensiero. Io penso dunque che proprio nel tuo silenzio lui abbia potuto riconoscere parte del suo stato d’animo.

Ma c’è un’altra considerazione che vorrei fare, cioè i due livelli su cui si muove questo spaccato di relazione di cui hai voluto renderci partecipi. Lui ti esorta a non pensare, a vivere alla giornata, ma teme di angosciarti dicendoti ciò. Il risultato è però assolutamente il contrario: ti fa pensare, addirittura per diversi giorni, e ti angoscia tanto da farti sentire il bisogno di condivisione e da porti domande del tipo “cosa avrei potuto fare di più?” (chissà quante volte si è posto lui questa domanda). Da una parte dunque è come se si sforzasse, per difendersi dal dolore, di diventare di pietra; dall’altra tradisce un’evidente emozione e te la trasmette integra, ti rende partecipe di una relazione breve, ma intensa. Io penso che questi siano i due lati di un lutto drammatico e recente: il tentativo di sopportare un immenso dolore al prezzo della disumanizzazione (il diventare di pietra) contro il bisogno di parlarne e di cercare calore e comprensione. Allora, raccontare, cercare persone in cui “depositare” un pensiero, cogliere negli altri il disagio della propria difficoltà, hanno lo scopo di tollerare l’angoscia attraverso la parziale condivisione.

E poi, il silenzio. Il silenzio non è “nulla”; non è “vuoto”. L’importante è capire di cosa è pieno, qual è cioè la qualità del silenzio. Pensiero, emozione, confusione? Non so, ma forse questi sono casi in cui lasciare parlare il silenzio è davvero l’unica cosa rispettosa del dolore dell’altro.
Danilo Boscia is offline  
Vecchio 11-10-2006, 21.37.28   #5
senzanome
Ospite abituale
 
L'avatar di senzanome
 
Data registrazione: 17-04-2006
Messaggi: 163
Riferimento: Racconti "forti" e silenzio

il tentativo di sopportare un immenso dolore al prezzo della disumanizzazione (il diventare di pietra) contro il bisogno di parlarne e di cercare calore e comprensione. Allora, raccontare, cercare persone in cui “depositare” un pensiero, cogliere negli altri il disagio della propria difficoltà, hanno lo scopo di tollerare l’angoscia attraverso la parziale condivisione.

chiarissimo e verissimo.
grazie
senzanome is offline  
Vecchio 12-10-2006, 00.19.55   #6
Daniele99
Ospite
 
Data registrazione: 11-10-2006
Messaggi: 33
Riferimento: Racconti "forti" e silenzio

Ciao
Probabilmente è una persona molto orgogliosa e ha voluto velocizzare una confessione del suo dolore.
Non preoccuparti, è l'ascolto la parte attiva del conforto.. non c'è nulla che tu possa dire per tirarlo su!!!
Avrà una strada molto dura da percorrere, dicendo cosi ha fatto della sua esperienza una regola di vita non applicabile... credo neanche da lui...
Anzi non dovresti prendere per buono quello che ti ha detto, in quanto era solo un grido di dolore e amarezza
Se ha detto così significa che fino a prima pensava il contrario e gli faceva avere quel sorriso meraviglioso...

Certo!!! Si può scegliere di non rischiare mai, e sopravivere... sprecare l'esistenza
Meglio aver avuto qualcosa e perderlo, che non avere mai nulla.....
Spero che c'è la faccia, anche se non lo conosco provo pena
Deve essere terribile!!!!!
Credo che nessuno possa essere in grado di capirlo veramente!!!!
Daniele99 is offline  
Vecchio 14-10-2006, 18.55.06   #7
Jaghellone
Ospite
 
Data registrazione: 02-10-2006
Messaggi: 12
Riferimento: Racconti "forti" e silenzio

Vi ringrazio molto per le risposte, sono state tutte edificanti e mi hanno aiutato a trovare delle "soluzioni" ai miei dubbi, anche per quanto riguarda il significato del silenzio che mi metteva alquanto in difficoltà.


Jaghellone is offline  

 



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