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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 19-10-2006, 12.33.59   #1
Ish459
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Data registrazione: 20-02-2006
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Thumbs down Ho Bisogno Di Una Sberla...

Ho bisogno di una sberla… scuotermi… non vi è mai capitato di aggrapparvi a qualcosa di fondamentalmente inconsistente? Ad un luce che sembra rendere buio tutto il resto e senza la quale ti sembra che non puoi starci? Vi è mai capitato di riscoprirvi e rimanere abbagliati da una vostra essenza nascosta che comunque dovrà rimanere inespressa? Come si fa a resistere al dolore quando vivi nel vortice di un’esperienza sconvolgente ma incompiuta? Come una scelta è più che altro una penosa rinuncia? Come si fa a rovinarsi il fegato e l’esistenza per il fatto di “non avere quello che si desidera” perché semplicemente non si può avere? Come si fa ad una certa età, un’esperienza ed un vissuto notevole alle spalle, con una testa densa ed un carattere complesso ad andare avanti in questi termini autolesivi? Ma come mi sono permessa a me stessa a ridurmi così? Vi è mai capitato? Ca**o! Come dannazione vi siete svegliati dal “sogno meraviglioso-incubo”?
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Vecchio 19-10-2006, 15.22.02   #2
Tommy2005
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Riferimento: Ho Bisogno Di Una Sberla...

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Originalmente inviato da Ish459
Ho bisogno di una sberla… scuotermi… non vi è mai capitato di aggrapparvi a qualcosa di fondamentalmente inconsistente? Ad un luce che sembra rendere buio tutto il resto e senza la quale ti sembra che non puoi starci? Vi è mai capitato di riscoprirvi e rimanere abbagliati da una vostra essenza nascosta che comunque dovrà rimanere inespressa? Come si fa a resistere al dolore quando vivi nel vortice di un’esperienza sconvolgente ma incompiuta? Come una scelta è più che altro una penosa rinuncia? Come si fa a rovinarsi il fegato e l’esistenza per il fatto di “non avere quello che si desidera” perché semplicemente non si può avere? Come si fa ad una certa età, un’esperienza ed un vissuto notevole alle spalle, con una testa densa ed un carattere complesso ad andare avanti in questi termini autolesivi? Ma come mi sono permessa a me stessa a ridurmi così? Vi è mai capitato? Ca**o! Come dannazione vi siete svegliati dal “sogno meraviglioso-incubo”?

?

Non ci ho capito nulla, scusa !

Ciao
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Vecchio 19-10-2006, 18.12.34   #3
edali
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Riferimento: Ho Bisogno Di Una Sberla...

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Originalmente inviato da Ish459
Ho bisogno di una sberla… scuotermi… non vi è mai capitato di aggrapparvi a qualcosa di fondamentalmente inconsistente?
A me spesso, però ho imparato che non c’è nulla di consistente, quindi l’inconsistente può essere visto come un paradigma olografico… oppure chi lo dice che l’inconsistente non è più consistente del consistente stesso? Aggrapparmi no. Cullarmi sì.

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Originalmente inviato da Ish
Ad un luce che sembra rendere buio tutto il resto e senza la quale ti sembra che non puoi starci?
questo è l'amore, quello che ti colpisce come un fulmine al ciel sereno.
Citazione:
Originalmente inviato da Ish
Vi è mai capitato di riscoprirvi e rimanere abbagliati da una vostra essenza nascosta che comunque dovrà rimanere inespressa?
Abbagliata no. Un po' divertita sì. Ma se è uscita fuori vuol dire che non è rimasta inespressa e se non è stata messa in pratica, vuol dire che era un'esperienza non necessaria... oppure già fatta in un'altra esistenza (per chi crede alla reincarnazione - io sì ) e quindi questo riscoprire voleva essere qualcos'altro o portare a comprendere altro o l'altro. (penso che per Tommy sono più fuorviante di te )
Citazione:
Originalmente inviato da Ish
Come si fa a resistere al dolore quando vivi nel vortice di un’esperienza sconvolgente ma incompiuta? Come una scelta è più che altro una penosa rinuncia?
Semplicemente interpretando dal mio punto di vista e vedere il bicchiere mezzo pieno. Le rinunce a volte sono una dimostrazione della forza del carattere. Saranno penose per gli altri, ma non so proprio. Io parlo per me.
Citazione:
Originalmente inviato da Ish
Come si fa a rovinarsi il fegato e l’esistenza per il fatto di “non avere quello che si desidera” perché semplicemente non si può avere?
Questa no cara. Non lo so, perché non mi sono mai rovinata il fegato e l'esistenza per l'avere. A volte sono rimasta male per il fatto che il mio sentire non è stato condiviso, ma sono riuscita a trovare pure qua la ragione del dolore. Lo so che è facile dirlo con il senno del poi...

Citazione:
Originalmente inviato da Ish
Come si fa ad una certa età, un’esperienza ed un vissuto notevole alle spalle, con una testa densa ed un carattere complesso ad andare avanti in questi termini autolesivi? Ma come mi sono permessa a me stessa a ridurmi così? Vi è mai capitato? Ca**o! Come dannazione vi siete svegliati dal “sogno meraviglioso-incubo”?

Ti stai autoledendo in questo momento. Hai fatto un'altra esperienza, hai attraversato un bosco, un lupo del branco ti ha morso, sei scappata verso il dirupo ed ecco(!) hai aperto gli occhi. Fuori è arrivato l'autunno, arriverà l'inverno, ma questo non ti impedisce a ricordarti che hai le ali per volare.
Auguri cara.
edali is offline  
Vecchio 19-10-2006, 22.14.07   #4
dana
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Originalmente inviato da Ish459
Vi è mai capitato di riscoprirvi e rimanere abbagliati da una vostra essenza nascosta che comunque dovrà rimanere inespressa?

Forse più che inespressa resterà incompiuta, e questo permetterà di realizzare altre essenze. Rimarrà comunque un passo avanti nella conoscenza di sè.

Ogni scelta, anche la migliore, comporta una rinuncia. Non si può avere tutto.
Proprio l'esperienza e il vissuto alle spalle ti sarà d'aiuto nel trovare un obiettivo realizzabile, un'altra luce che sia raggiungibile.

Credo che si debba cercare di desiderare quello che si può avere, la luce irraggiungibile non merita i tuoi sforzi, ma molte altre luci più realizzabili sono a portata di mano, riuscirai a vederle non appena aprirai gli occhi intorno a te.
Forse quest'abbaglio di luce era un passo necessario da percorrere, per poter poi, arricchita dal dolore di questa esperienza, vedere altre mete. Non c'è un limite di età per smettere di sognare.
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Vecchio 19-10-2006, 22.51.23   #5
dana
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primavera a novembre (per Ish459 e per ognuna di noi)

"Più dei tramonti, più del volo di un uccello, la cosa meravigliosa in assoluto è una donna in rinascita.

Quando si rimette in piedi dopo la catastrofe, dopo la caduta.
Che uno dice: è finita.
No, finita mai, per una donna...

Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede,anche se non vuole.
Non parlo solo dei dolori immensi, di quelle ferite da mina anti-uomo che ti fa la morte o la malattia.

Parlo di te, che questo periodo non finisce più, che ti stai giocando l'esistenza in un lavoro difficile, che ogni mattina è un esame, peggio che a scuola.

Te, implacabile arbitro di te stessa, che da come il tuo capo ti guarderà deciderai se sei all'altezza o se ti devi condannare.
Così ogni giorno, e questo noviziato non finisce mai.
E sei tu che lo fai durare.

Oppure parlo di te, che hai paura anche solo di dormirci, con un uomo; che sei terrorizzata che una storia ti tolga l'aria, che non flirti con nessuno perché hai il terrore che qualcuno s'infiltri nella tua vita.

Peggio: se ci rimani presa in mezzo tu, poi soffri come un cane. Sei stanca: c'è sempre qualcuno con cui ti devi giustificare, che ti vuole cambiare, o che devi cambiare tu per tenertelo stretto.

Così ti stai coltivando la solitudine dentro casa. Eppure te la racconti, te lo dici anche quando parli con le altre: "Io sto bene così. Sto bene così, sto meglio così".
E il cielo si abbassa di un altro palmo.

Oppure con quel ragazzo ci sei andata a vivere, ci hai abitato Natali e Pasqua. In quell'uomo ci hai buttato dentro l'anima; ed è passato tanto tempo, e ne hai buttata talmente tanta di anima, che un
giorno cominci a cercarti dentro lo specchio perché non sai più chi
sei diventata.

Comunque sia andata, ora sei qui e so che c'è stato un momento che hai guardato giù e avevi i piedi nel cemento.
Dovunque fossi, ci stavi stretta: nella tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine.
Ed è stata crisi.
E hai pianto.

Dio quanto piangete!
Avete una sorgente d'acqua nello stomaco.
Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata, alla fermata della metro, sul motorino.
Così, improvvisamente. Non potevi trattenerlo.

E quella notte che hai preso la macchina e hai guidato per ore, perché l'aria buia ti asciugasse le guance?
E poi hai scavato, hai parlato.
Quanto parlate, ragazze!
Lacrime e parole.

Per capire, per tirare fuori una radice lunga sei metri che dia un senso al tuo dolore.
"Perché faccio così? Com'è che ripeto sempre lo stesso schema? Sono forse pazza?" Se lo sono chiesto tutte.

E allora vai giù con la ruspa dentro alla tua storia, a due, a quattro mani, e saltano fuori fuori migliaia i tasselli.
Un puzzle inestricabile.

Ecco, è qui che inizia tutto. Non lo sapevi?
E' da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti così, scomposta in mille coriandoli, che ricomincerai.

Perché una donna ricomincia comunque, ha dentro un istinto che la
trascinerà sempre avanti.
Ti servirà una strategia, dovrai inventarti una nuova forma per la tua nuova te. Perché ti è toccato di conoscerti di nuovo, di presentarti a te stessa.

Non puoi più essere quella di prima. Prima della ruspa.
Non ti entusiasma?
Ti avvincerà lentamente.

Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel.
Parte piano, bisogna insistere.
Ma quando va, va in corsa.

E' un'avventura, ricostruire se stesse. La più grande.
Non importa da dove cominci, se dalla casa, dal colore delle tende o dal taglio di capelli.

Vi ho sempre adorato, donne in rinascita, per questo meraviglioso modo di gridare al mondo "sono nuova" con una gonna a fiori o con un fresco ricciolo biondo.

Perché tutti devono capire e vedere: "Attenti: il cantiere è aperto. Stiamo lavorando anche per voi. Ma soprattutto per noi stesse".

Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa.

È la primavera a novembre.
Quando meno te l'aspetti..."


*Jack Folla* - Diego Cugia.
dana is offline  
Vecchio 20-10-2006, 10.30.07   #6
VanLag
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Riferimento: Ho Bisogno Di Una Sberla...

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Originalmente inviato da Ish459
Ho bisogno di una sberla… scuotermi… non vi è mai capitato di aggrapparvi a qualcosa di fondamentalmente inconsistente? Ad un luce che sembra rendere buio tutto il resto e senza la quale ti sembra che non puoi starci? Vi è mai capitato di riscoprirvi e rimanere abbagliati da una vostra essenza nascosta che comunque dovrà rimanere inespressa? Come si fa a resistere al dolore quando vivi nel vortice di un’esperienza sconvolgente ma incompiuta? Come una scelta è più che altro una penosa rinuncia? Come si fa a rovinarsi il fegato e l’esistenza per il fatto di “non avere quello che si desidera” perché semplicemente non si può avere? Come si fa ad una certa età, un’esperienza ed un vissuto notevole alle spalle, con una testa densa ed un carattere complesso ad andare avanti in questi termini autolesivi? Ma come mi sono permessa a me stessa a ridurmi così? Vi è mai capitato? Ca**o! Come dannazione vi siete svegliati dal “sogno meraviglioso-incubo”?
Ci si fa male in mezzo secondo e poi ci vanno i mesi e gli anni a riprendersi….. Così è se ti rompi un osso del corpo o se ledi qualche parte dell’organismo, così è se scopri una luce dentro di te che per il momento non puoi esprimere e devi rinunciare e brucia e fa male.

Il tempo e tanta, tanta pazienza verso te stessa, (e magari verso chi ha contribuito ad accendere quella luce... se c'è un "chi" esterno), saranno i tuoi alleati…..
Considera che intanto hai scoperto una cosa in più, una cosa grande hai conosciuto quella luce, che è tutt’altro che inconsistente, anche se deve restare inespressa.….. Per un po’ non si potrà esprimere, ed è doloroso, ma prima o poi troverà il suo compimento......


Ultima modifica di VanLag : 20-10-2006 alle ore 10.57.20.
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Vecchio 20-10-2006, 11.09.49   #7
vagabondo del dharma
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Riferimento: primavera a novembre (per Ish459 e per ognuna di noi)

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Originalmente inviato da dana
"Più dei tramonti, più del volo di un uccello, la cosa meravigliosa in assoluto è una donna in rinascita.

Quando si rimette in piedi dopo la catastrofe, dopo la caduta.
Che uno dice: è finita.
No, finita mai, per una donna...

Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede,anche se non vuole.
Non parlo solo dei dolori immensi, di quelle ferite da mina anti-uomo che ti fa la morte o la malattia.

Parlo di te, che questo periodo non finisce più, che ti stai giocando l'esistenza in un lavoro difficile, che ogni mattina è un esame, peggio che a scuola.

Te, implacabile arbitro di te stessa, che da come il tuo capo ti guarderà deciderai se sei all'altezza o se ti devi condannare.
Così ogni giorno, e questo noviziato non finisce mai.
E sei tu che lo fai durare.

Oppure parlo di te, che hai paura anche solo di dormirci, con un uomo; che sei terrorizzata che una storia ti tolga l'aria, che non flirti con nessuno perché hai il terrore che qualcuno s'infiltri nella tua vita.

Peggio: se ci rimani presa in mezzo tu, poi soffri come un cane. Sei stanca: c'è sempre qualcuno con cui ti devi giustificare, che ti vuole cambiare, o che devi cambiare tu per tenertelo stretto.

Così ti stai coltivando la solitudine dentro casa. Eppure te la racconti, te lo dici anche quando parli con le altre: "Io sto bene così. Sto bene così, sto meglio così".
E il cielo si abbassa di un altro palmo.

Oppure con quel ragazzo ci sei andata a vivere, ci hai abitato Natali e Pasqua. In quell'uomo ci hai buttato dentro l'anima; ed è passato tanto tempo, e ne hai buttata talmente tanta di anima, che un
giorno cominci a cercarti dentro lo specchio perché non sai più chi
sei diventata.

Comunque sia andata, ora sei qui e so che c'è stato un momento che hai guardato giù e avevi i piedi nel cemento.
Dovunque fossi, ci stavi stretta: nella tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine.
Ed è stata crisi.
E hai pianto.

Dio quanto piangete!
Avete una sorgente d'acqua nello stomaco.
Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata, alla fermata della metro, sul motorino.
Così, improvvisamente. Non potevi trattenerlo.

E quella notte che hai preso la macchina e hai guidato per ore, perché l'aria buia ti asciugasse le guance?
E poi hai scavato, hai parlato.
Quanto parlate, ragazze!
Lacrime e parole.

Per capire, per tirare fuori una radice lunga sei metri che dia un senso al tuo dolore.
"Perché faccio così? Com'è che ripeto sempre lo stesso schema? Sono forse pazza?" Se lo sono chiesto tutte.

E allora vai giù con la ruspa dentro alla tua storia, a due, a quattro mani, e saltano fuori fuori migliaia i tasselli.
Un puzzle inestricabile.

Ecco, è qui che inizia tutto. Non lo sapevi?
E' da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti così, scomposta in mille coriandoli, che ricomincerai.

Perché una donna ricomincia comunque, ha dentro un istinto che la
trascinerà sempre avanti.
Ti servirà una strategia, dovrai inventarti una nuova forma per la tua nuova te. Perché ti è toccato di conoscerti di nuovo, di presentarti a te stessa.

Non puoi più essere quella di prima. Prima della ruspa.
Non ti entusiasma?
Ti avvincerà lentamente.

Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel.
Parte piano, bisogna insistere.
Ma quando va, va in corsa.

E' un'avventura, ricostruire se stesse. La più grande.
Non importa da dove cominci, se dalla casa, dal colore delle tende o dal taglio di capelli.

Vi ho sempre adorato, donne in rinascita, per questo meraviglioso modo di gridare al mondo "sono nuova" con una gonna a fiori o con un fresco ricciolo biondo.

Perché tutti devono capire e vedere: "Attenti: il cantiere è aperto. Stiamo lavorando anche per voi. Ma soprattutto per noi stesse".

Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa.

È la primavera a novembre.
Quando meno te l'aspetti..."


*Jack Folla* - Diego Cugia.

Non sono una donna, ma è di una bellezza sconvolgente questo pezzo. Mi ha fatto mancare l'aria...

Dai ISH, lo so che nella tua situazione te ne freghi altamente dell'età e del tempo che ancora hai davanti, ma l'unica cosa che ti posso dire, credo, sensata è che ad un certo punto della vita ti guarderai indietro e ti chiederai come era la sofferenza di oggi, dove sia mai andata a finire e penserai che quello che è successo era funzionale per quello che di bello doveva accadere.

Le parole, mi rendo conto, non leniscono il dolore, ma almeno tentano di accarezzarlo...
vagabondo del dharma is offline  
Vecchio 21-10-2006, 17.54.09   #8
galadriel70
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?

Non ci ho capito nulla, scusa !

Ciao

A dirti la verità neanche io, ho solo capito che si è intestardita con qualcosa e vuole uscirne. Bho
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Vecchio 23-10-2006, 13.51.26   #9
Ish459
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Originalmente inviato da galadriel70
A dirti la verità neanche io, ho solo capito che si è intestardita con qualcosa e vuole uscirne. Bho

Potevi indirizzare la tua perplessità direttamente a me, come lo stesso Tommy ha fatto.. ad ogni modo, vedo che non hai capito un bel niente: non è che mi sia "intestardita" con qualcosa o qualcuno... non si tratta di un capriccio o una sbandata qualsiasi...
Ad ogni modo ringrazio tutti, a chi ha capito e a chi no.. Ho sentito piuttosto carezze anche se chiedevo "sberle"... Una cosa è chiara.. che non dormo, che non sono affatto invaghita.. sono sveglia eccome.. maledizione se lo sono! Forse è quello che mi dilania... sapere, sapere... raggiungere un livello di maturità e consapevolezza di se stessi in una dimensione che va al di là della propria vita, della propria realtà...
Grazie Edali (per le tue precise risposte apprezzatissime), grazie Dana (per il tuo senso acuto e pratico... e bellissime parole), Grazie VanLag (per il contributo) e Vagabondo (perché anche tu hai ragione)...
Vi dico semplicemente che non ci riesco proprio a non smettere.. e non è testardaggine... è qualcosa che mi supera...
Ish459 is offline  
Vecchio 26-10-2006, 16.22.48   #10
Frasesia
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Riferimento: Ho Bisogno Di Una Sberla...

mi sono riaffacciata da poco a questo forum ed ancora mi devo abituare alle diversità in verità non ho chiaro se al Topic che rispondo ne seguivano altri....ma desidero confermare a Ish459, che la sua senzazione che ti porta "al volere desiderare una sberla" l'ho vissuta anche io questa estate....ho capito a fatica (me lo hanno fatto capire chi avevo vicino!), che degli amici non erano AMICI, e ancora li porto nel cuore, nonostante mi hanno allontanata, forse perchè non ero più sfruttabile come collaboratrice culturale....e ......anche io vorrei UNA SBERLA....x svegliarmi....o Addormentarmi, ....per fare ritornare viva l'amicizia che conta...in quanto tale se lo è !....
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