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 Riflessioni Antropologiche - Commenti sugli articoli della omonima rubrica presente su WWW.RIFLESSIONI.IT - Indice articoli rubrica
Vecchio 08-04-2010, 14.45.13   #1
lightly
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L' Uomo: risultato della Sua Storia

Citazione:
Riflessioni Antropologiche
di Andrea Bocchi Modrone

“Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza".

Così il Divino Poeta, nella sua Commedia, per bocca di Ulisse (Canto XXVI) sembra spronare il genere umano a superare i propri confini, certamente, ma anche a prendere coscienza della propria natura, perseguendo e ricercando la virtù ed il sapere. In questo piccolo spazio di Riflessioni.it vorrei portare la vostra attenzione sulla nostra natura in quanto uomini, certamente, ma anche e soprattutto in quanto uomini inseriti in un contesto di uomini.
L’Antropologia, lo si evince dall’etimo della parola stessa, ha come punto di ricerca l’uomo, in rapporto ad un Tempo, alla sua Storia ed alla sua interazione con i propri simili nel dare risposte circa la sua natura, il suo essere ed il proprio percepire. Questa percezione non va sottovalutata.
Anche se alcuni atteggiamenti, dall’esterno, possono apparire desueti, per chi li vive assumono un’importanza fondamentale, cruciale in certe fasi dell’esistenza. Vi siete mai innamorati di un portachiavi? O di un soprammobile di pessimo gusto ricordo della vacanza più bella della vostra vita? Agli occhi dei più un semplice monile, ma per chi, come un tesoro lo conserva, assume il sapore di momenti, emozioni e sorrisi o lacrime che nessuno potrà mai trasmettere a parole.
Le mie non saranno riflessioni, saranno relazioni, appunti di viaggio in cui potrete specchiarvi, riflettervi, perdervi e ritrovarvi ad un tempo. Tutto ciò che si immagina è reale. Di reale non resta che l’immaginazione.

Andrea Bocchi Modrone

https://www.riflessioni.it/antropologia/index.htm



Nel leggere, il sopra citato articolo, nella Rubrica D' Autore, più specificatamente, dell'area Riflessioni Antropologiche, ho pensato che il tema sull'Antropologia e sulle percezioni ha risvolti molto ampi, per cui, volendo, si potrebbe approfondire, attraverso congrue riflessioni.

Dal mio punto di vista, ogni Essere Umano nasce determinato da un patrimonio genetico e si trova inserito in un contesto famigliare e sociale con cui interagisce.
Se consideriamo l'impronta genetica vincolante solo negli aspetti fisici (colore della pelle, degli occhi, dei capelli e della struttura fisica, in senso generale), per il resto l' Essere Umano è un insieme di potenzialità da dispiegare.
In questo lavoro di scoperta e sviluppo di potenzialità, entrano in gioco l'ambiente con i suoi peculiari fattori e specifiche richieste che determinano le modalità soggettive di reazione del singolo Essere Umano. Reazioni che, a loro volta, sono connesse alla specifica percezione di sè e dell'ambiente.
Nasce, così, la storia personale del singolo, fatta di casualità, ma anche di fattori determinanti che restringono lo spazio delle libere scelte.
L' Antropologia, specificatamente, studia l'Uomo che, quell' Essere Umano, è divenuto, in un intreccio di relazioni tra sè ed il contesto famigliare, sociale, storico, che non ha scelto.
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Vecchio 08-04-2010, 19.08.47   #2
ulysse
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Originalmente inviato da lightly
Nel leggere, il sopra citato articolo, nella Rubrica D' Autore, più specificatamente, dell'area Riflessioni Antropologiche, ho pensato che il tema sull'Antropologia e sulle percezioni ha risvolti molto ampi, per cui, volendo, si potrebbe approfondire, attraverso congrue riflessioni.

Dal mio punto di vista, ogni Essere Umano nasce determinato da un patrimonio genetico e si trova inserito in un contesto famigliare e sociale con cui interagisce.....
.............................. ........
L' Antropologia, specificatamente, studia l'Uomo che, quell' Essere Umano, è divenuto, in un intreccio di relazioni tra sè ed il contesto famigliare, sociale, storico, che non ha scelto.

L'argomento è senz'altro interessante e istruttivo anche perchè io non so bene di cosa si occupi l'antropologia...anzi, da quanto mi par di aver capito, sembra che si occupi di tutto quanto riguardi l'essere umano...nella su storia evolutiva (genetica), nei suoi comportamenti razionali od emotivi (psicologia), nei suoi rapporti sociali (sociologia) nella sua costituzione fisica (biologia), nella sua struttura cerebrale (neurologia) e quant'altro.

Nel contempo la nota riportata mi da' una notizia assai piu' cattiva di quanto pensassi: nonostante il libero arbitro promessomi dalla religione e tutte le potenziali facoltà che la scuola e la politica (persino la costituzione) mi assicurano di poter dispiegare (se prendo il modo nelle mie mani e voto giusto) ...sono irrimediabilmente condizionato dal contesto geografico, storico, sociale, genetico, politico e familiarre in cui non ho scelto di nascere.

Ora, stabilito che fisicamente sono asslutamente determinato dalla genetica, la cui evoluzione casuale ha rischiato di farmi nascere scimpanze o gorilla...(e forse a molti è capitato) ed ove l'unico grado di libertà puo' ssere costituito dalla variante peso..... .

Speravo che invece sul piano del pensiero e delle idee, se non del fare, qualcosa mi restasse delle promesse fattemi circa le mie enormi potenzialità: ho imparato a leggere a tre anni!!!)
E invece, alla mia matura età non una idea mi esce dall'organo cerebrale che gia' non mi sia stata instillata dai media imperversanti.: TV, rete, piazze vocianti, giornali....pubblicità soprattutto!

Oramai non funziono piu' se non come cavia in una gabbia planetaria succube di un continuo susseguirsi programmato di stimoli e reazioni...previste e catalogate...per scopi spesso inconfessabili...cui gli stessi fautori sono costretti.
O forse è solo una mia illusione alla rovescia?

Ora mi chiedo e lo chiedo ai miei interlocutori:
L'antropologia può fare qualcosa..o puo' solo prenderne atto?
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Vecchio 08-04-2010, 21.27.29   #3
lightly
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Ora, stabilito che fisicamente sono asslutamente determinato dalla genetica, la cui evoluzione casuale ha rischiato di farmi nascere scimpanze o gorilla...(e forse a molti è capitato) ed ove l'unico grado di libertà puo' ssere costituito dalla variante peso..... .

Il termine casuale viene inteso nel significato di "varie possibilità", affidate ad un calcolo delle probabilità , non calcolabile.
Fermo restando che non sei nato scimpanzè o gorilla, devo, mio malgrado, dare un'altra brutta notizia e togliere un'altra illusione.
Per farlo citerò Lorenz:
"....è necessario mettere sotto il naso degli uomini il fatto che essi da ogni livello raggiunto dall'evoluzione possono andare verso l'alto, ma, anche, verso il basso e che non è scritto da nessuna parte che l'uomo non sia già adesso all'apice della sua evoluzione e che non stia per perdere la sua individualità, nella massificazione, e che le conoscenze e gli svilupi della scienza ristagnino e che tutto proceda in direzione di un orrendo sistema di termiti.............La possibilità di uno sviluppo superiore, di un impensato e prima mai esistito sviluppo superiore, è altrettanto aperta che la possibilità che l'umanità si sviluppi verso una società di termiti della peggior specie."
Tratto da " Il Futuro è Aperto" di Karl R. Popper e Konrad Lorenz (pag. 65)
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Vecchio 08-04-2010, 21.48.20   #4
lightly
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Il prendere atto implica la conoscenza, se dalla semplice conoscenza si passa alla consapevolezza, cioè alla percezione di ciò che sono da ciò che non sono, allora si potrà, se si vorrà, fare qualcosa.
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Vecchio 09-04-2010, 20.25.23   #5
ulysse
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Il termine casuale viene inteso nel significato di "varie possibilità", affidate ad un calcolo delle probabilità , non calcolabile.
Fermo restando che non sei nato scimpanzè o gorilla, devo, mio malgrado, dare un'altra brutta notizia e togliere un'altra illusione.
Per farlo citerò Lorenz:
"....è necessario mettere sotto il naso degli uomini il fatto che essi da ogni livello raggiunto dall'evoluzione possono andare verso l'alto, ma, anche, verso il basso e che non è scritto da nessuna parte che l'uomo non sia già adesso all'apice della sua evoluzione e che non stia per perdere la sua individualità, nella massificazione, e che le conoscenze e gli svilupi della scienza ristagnino e che tutto proceda in direzione di un orrendo sistema di termiti.............La possibilità di uno sviluppo superiore, di un impensato e prima mai esistito sviluppo superiore, è altrettanto aperta che la possibilità che l'umanità si sviluppi verso una società di termiti della peggior specie."
Tratto da " Il Futuro è Aperto" di Karl R. Popper e Konrad Lorenz (pag. 65)

Ecco... e mai speravo di capirlo: sarebbe la famosa "devolution" di cui non piu' si parla, ma che sempre cova sotto la cenere...con le incombenti riforme!

Ma tralasciando il tono scherzoso, temo che il presente 3d non abbia molte possibilità di sviluppo proprio per la sua generale interattività con le varie scienze ed i vari saperi: già un altro 3d è in concorrenza (avanzata) con i caratteri dell'intelligenza (coscienza) che non puo' esser spiegata o indagata senza coinvolgere l'individuo nel suo complesso, inserito nel contingente e nello storico sociale e biologico.

In sostanza, anche per soddisfare la mia ignoranza, quale interpretazione dell'uomo e del suo mondo, ha dato o puo' dare l'antropolopgia, circa il suo sviluppo, evolutivo o involutivo che sia, che già non abbia dato o anticipato il darwinismo coi vari saperi derivati?
O forse anche l'antropologia costituisce una inevitabile propagine del darwinismo?

Nello specifico: sembra logica l'ipotesi ventilata da Lorenz circa un ritorno alle origini: 10 miliardi di ominini stipati sul pianeta...in un termitaio orrendamente e adeguatamente organizzato per le varie funzioni e operazioni necessarie alla vita del termitaio medesimo!.... ma si è mai data nella storia delle specie una tale involuzione?

Sembra piu' probabile una scomparsa delle generalità di dette specie, date anhe le premonizioni planetarie incombenti...i dinosauri non sono lontani


P.S..
A proposito di termitai, leggo su una rivista che la cinese Zhou Yang, vincitrice di due medaglie d'oro alle olimpiadi di Vancouver, è stata ostracizzata in patria per aver dedicato la vittoria ai genitori invece che alla Cina ed ai funzionari di partito: non credo che la vedremo piu' in una qualche gara internazionale.
Fortuna che, per nostra scalogna, il termitaio cinese è in fase di sgretolamento.
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Vecchio 10-04-2010, 21.17.29   #6
lightly
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[quote=ulysse]

Ma tralasciando il tono scherzoso, temo che il presente 3d non abbia molte possibilità di sviluppo proprio per la sua generale interattività con le varie scienze ed i vari saperi: già un altro 3d è in concorrenza (avanzata) con i caratteri dell'intelligenza (coscienza) che non puo' esser spiegata o indagata senza coinvolgere l'individuo nel suo complesso, inserito nel contingente e nello storico sociale e biologico.



Io "vado a nozze con i toni scherzosi"
Hai ragione questo 3d non ha prospettive di sviluppo.
A meno che tu non continui a leggere ed intervenire .
Relativamente alla concorrenza, io non ho nulla da vendere e se avessi qualcosa non la venderei senza prima avere fatto una indagine di mercato.
Non dovendo e non volendo commerciare ed abolendo ogni forma di mercantilismo, conseguenzialmente, non temo alcuna concorrenza.
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Vecchio 11-04-2010, 13.32.58   #7
ulysse
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Ma tralasciando il tono scherzoso, temo che il presente 3d non abbia molte possibilità di sviluppo proprio per la sua generale interattività con le varie scienze ed i vari saperi: già un altro 3d è in concorrenza (avanzata) con i caratteri dell'intelligenza (coscienza) che non puo' esser spiegata o indagata senza coinvolgere l'individuo nel suo complesso, inserito nel contingente e nello storico sociale e biologico.

Io "vado a nozze con i toni scherzosi"
Hai ragione questo 3d non ha prospettive di sviluppo.
A meno che tu non continui a leggere ed intervenire.
........................

C'è una domanda che ho sempre presente, ma che mi pare senza risposta...forse l'antropolgia potrebbe rispondere.
Sempre ci lamentiamo, non tanto della costrizione violenta, fisica e vessatrice (vedi tasse) della quale, almeno al momento, sembra non siamo vittime piu' di tanto...nel senso che possiamo quasi sempre (coscientemente?) scegliere e decidere atrimenti...o così ci illudiamo.

Ci lamentiamo piuttosto del continuo chiacchiericio che ci circonda da parte dei media di ogni specie (insostituibili e imperversanti) e da parte di chi dovremmo considerare nostri leader capaci di costituire per le masse, guida e saggezza...per non parlare dei cattivi esempi, da parte del potere, di moralità dubbia o pessima al limite della legge...magari anche dentro l'illegalità

Ci lametiamo che tutto questo ci condiziona impedisce il nosro libero arbitrio, interferisce con la nostra libertà, con la nostra capacità di pensiero originale e se non con la nostra personale capacità di giudizio (noi siamo sempre personalmente tetragoni), con quella dei nostri compagni di viaggio i quali poi (non adeguatamente illuminati) inevitabilmente condizionano la mia vita.

Ora la domanda è questa: se il chiacchiericcio mancasse e intorno a noi fosse silenzio, se i media fossero assolutamente imparziali...magari muti...e muti, per par condicio, fossero i leader sociali e politici sempre per non influenzarci...e se così fosse fin dal pancione della mamma....cosa saremmo noi?
saremmo finalmente liberi, saremmo veramente noi stessi, potremmo finalmente esplicarci nelle nostre meravigliose idee originali? Sapremmo finalmente intraprendere la strada giusta?
.....o non saremmo piuttosto minus abens?
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Vecchio 11-04-2010, 16.58.55   #8
lightly
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C'è una domanda che ho sempre presente, ma che mi pare senza risposta...forse l'antropolgia potrebbe rispondere.
Sempre ci lamentiamo, .............................. .....................
Ci lamentiamo piuttosto del continuo chiacchiericio che ci circonda da parte dei media di ogni specie (insostituibili e imperversanti) e da parte di chi dovremmo considerare nostri leader capaci di costituire per le masse, guida e saggezza...per non parlare dei cattivi esempi, da parte del potere, di moralità dubbia o pessima al limite della legge...magari anche dentro l'illegalità

Ci lametiamo che tutto questo ci condiziona ........................

Ora la domanda è questa: se il chiacchiericcio mancasse e intorno a noi fosse silenzio, se i media fossero assolutamente imparziali...magari muti...e muti, per par condicio, fossero i leader sociali e politici sempre per non influenzarci...e se così fosse fin dal pancione della mamma....cosa saremmo noi?
saremmo finalmente liberi, saremmo veramente noi stessi, potremmo finalmente esplicarci nelle nostre meravigliose idee originali? Sapremmo finalmente intraprendere la strada giusta?
.....o non saremmo piuttosto minus abens?








Non ci limitiamo a definirci essere viventi, ma teniamo a precisare che siamo essere umani; per distinguerci dagli altri essere viventi vegetali ed animali. Ebbene,esseri umani non si nasce, lo si diventa stando insieme agli altri, relazionandoci con le varie diversità umane.
Tzvetan Todorov, nel suo libro "La vita in comune", sostiene che il bambino piccolo cerca lo sguardo della madre, non solo come richiesta dei suoi bisogni materiali, ma, anche, perchè lo sguardo materno gli dona la sicurezza di esistere.
Senza gli altri non abbiamo la certezza di esistere come esseri umani.
Ma, pur riconoscendo tutto ciò, nel vivere la nostra socialità ci coglie, talvolta, una inquietudine tanto paradossale quanto sofferta.
Forse, ciascuno di noi vorrebbe essere libero da ogni dipendenza, e "il bisogno" degli altri è una dipendenza che viene vissuta male,non da tutti ma sicuramente da due tipologie di persone.
Il narcisista che aspirano ad essere il "dio" di ogni situazione.
L'introverso riflessivo che, con la sua sensibilità ed intelligenza rivolte più verso l'interno, conosce e comprende(soggettivamente) in modo capillare la realta sociale e la filtra con spirito critico, poco propenso a giustificare comportamenti individuali e sociali eticamente discutibili.
A mio parere, dall' antropologia come "scienza dell'uomo che studia l'uomo" si può ricavare un utile cognitivo per l'individuo e la società. Ma, come per tutte le scienze umane, la qualità dei risultati è proporzionale al grado di conoscenza e, soprattutto, alla capacità di metterla in atto per un specifico fine.
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Vecchio 17-04-2011, 12.06.15   #9
bulimba
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La storia e' il riflesso di come le varie culture sono oggi. Quindi mi chiedo.. se i Romani sono i nostri antenati, cioe' di noi Italiani, perche' siamo sciocchini??? Dovremmo governare al mondo se tutto ci' e' vero!

Il nostro passato ci riflette, ma in questo caso il discorso si fa piu' complesso. Siamo troppo legati al passato e troppo preoccupati del futuro, dimenticandoci spesso che viviamo nel presente.
Bisogna smettere di pensare al futuro per poter avere un presente stupendo.
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Vecchio 11-05-2011, 19.22.35   #10
ulysse
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Originalmente inviato da bulimba
La storia è il riflesso di come le varie culture sono oggi. Quindi mi chiedo.. se i Romani sono i nostri antenati, cioe' di noi Italiani, perche' siamo sciocchini??? Dovremmo governare al mondo se tutto ciò e' vero!
In realtà la parabola della romanità ha coperto quasi un millennio: i romani della repubblica sembra fossero duri e puri, forse anche quelli del tempo di Cesare, ma poi quelli dell'impero e tanto piu quelli del basso impero sembra fossero un pò deprevati e mollicci...fino ad assumere mercenari barbarici per difendere l'impero: finì che furono i barbari ad assumere l'impero e poi ad invaderlo...sia in oriente che in occidente.
Citazione:
Il nostro passato ci riflette, ma in questo caso il discorso si fa piu' complesso.
Direi che più che dai romani abbiamo preso dalle invasioni barbariche e poi, dopo il mille, dal tardo medioevo, dal rinascimento e, soprattutto, la cultura introitata ed il carattere sono derivati delle varie dominazioni straniere fino a Napoleone e oltre: Austriaci, Papalini, Francesi, Spagnoli, Borboni, ecc... fino ai Savoia e risorgimento...fino all'unità, ecc...
Non ne è uscito un carattere da valorosi conquistatori, piuttosto da succubi del destino...a parte le fiammate del risorgimento ottocentesco poi della resistenza.
Citazione:
Siamo troppo legati al passato e troppo preoccupati del futuro, dimenticandoci spesso che viviamo nel presente.
Bisogna smettere di pensare al futuro per poter avere un presente stupendo.
Ma direi che piuttosto quello italiano è stato in prevalenza un vivere alla giornata, un arrangiarsi per sopravvivere da pastori o alla mercè dei grandi proprietari terrieri con le coltivazioni estensive del latifondo: l'industria è nata nel dopoguerra..ed anch'essa è stata una breve fiammata...ora sembra che persino la FIAT emigri in USA.
Una valvola di sfogo, comunque, è stato sempre il lavoro all'estero, l'emigrazione.
Nel primo novecento abbiamo quasi popolato l'america esportandoci anche la nostra più grande industria: la mafia!

A parte la mafia, appunto, le classi dirigenti italiane sono sempre state incapaci di grandi progetti lanciati nel futuro costringendo la maggioranza dei cittadini ad un gramo presente.

Così è anche oggi!

Altro che non pensare al futuro...bisogna pensarci invece e prepararlo...prepararci al futuro: il futuro non esiste se non lo facciamo noi!
Solo a questa condizione potremo avere "futuri presenti" stupendi.
ulysse is offline  

 

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