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Scienze - Ciò che è, e ciò che non è spiegato dalla scienza.
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Vecchio 01-03-2008, 09.56.19   #1
LaPi
Nuovo ospite
 
Data registrazione: 01-03-2008
Messaggi: 1
Question Facile? Difficile? Impossibile?

Salve a tutti!
Per un lavoro universitario mi si è aperto un dubbio nella mente.
Quando un problema scientifico può essere definito "facile", "difficile" o "impossibile"? E' ovvio che prima di tutto è necessario definire cos'è un problema scientifico, ma direi che per questa domanda ci sono risposte esaurienti da tanti signori del passato (Galileo, Kant, Popper).
Sulla definizione di facile difficile impossibile ho tanta confusione nella mente:[list]
facile è un problema che può essere dimostrato analiticamente e verificato sperimentalmente? facile è una derivata?
difficile è un problema dimostrabile analiticamente ma non verificabile sperimentalmente? o anche il contrario...le leggi empiriche non sono formalmente dimostrate (e nel mio campo di studi, al geologia, sono tutte così) e quindi in che campo si vanno a collocare?
e impossibile? fotografare un elettrone (penso al principio dell'indeterminismo)?

Inoltre, un integrale che non sappiamo risolvere è difficile o impossibile?

Ho la mente straconfusa e piena di idee senza organicità..
voi che ne dite?
LaPi is offline  
Vecchio 01-03-2008, 21.07.27   #2
ulysse
Ospite abituale
 
L'avatar di ulysse
 
Data registrazione: 21-02-2008
Messaggi: 1,363
Riferimento: Facile? Difficile? Impossibile?

Non credo di poter dare una soluzione definitiva e chiarificatrice...ho solo alcune idee esperioenziali in proprosito...anche per me abbastanza confuse.

Occorrebbe innanzitutto concordare sulla definizione di scienza: per me, detto in soldoni, scienza è quel sapere che si persegue col metodo scientifico originato da Galileo le cui risoluzioni si concludono con la validazione sperimentale che garantisce la corrispondenza della elucubrazione mentale (o della esplicazione matematicamente espressa) con la realtà fenomenica.

La corrispondenza con la realtà fenomentica puo' essere anche garantita da ricadute e conseguenze biunivoche in altri campi: è il caso della teoria di Darwin che ha dato origine, fra l'altro, alla biologia evolutiva e forse qualcosa del genere accade anche per la geologia: ciò che si trova è conferma di altre risoluzioni provate...ma non sono un geologo!

Abbiamo poi l'astronomia e l'astrofisica le cui risoluzioni non sono direttamente sperimentabili in laboratorio se non per modelli...ma cio' che osserviamo in cielo con la strumentazione piu' sofisticata, non fa che confermare le teorie espresse e suggerirne di nuove...praticamente a supporto di ogni scienza in essere...dal micro al macro.

Ne dedurrei comunque che non esistono (escludendo forse il campo dell'arte) argomenti di per se' aprioristicamente scientifici o non scientifici.

Sono in effetti scientifici gli argomenti ed i problemi trattati con metodo scientifico attraverso rilievi e manipolazioni di entità misurabili o definibili: la scienza ha bisogno di quantificare...sia pure statisticamente.

Al di fuori di questo si tratta di saperi ...anche di livello altissimo per quanto riguarda il senso dalla vita...ma non si tratta di scienza.

In sostanza se mi limito a elucubrare solo qualitativamente sia pure applicando la logica (caso della filosofia) non arriverò ad una risoluzione scientifica galileana.
Daltra parte, in molti campi del sapere e dalla speculazione, la metodologia scientifica galileana è, "per ora", inapplicabile: mancano i dati da rilevare e le misure delle entità trattate: pur ipotizzando la particella di Dio, la scienza, infatti, non tratta di Dio e relative ricadute nel trascendente...non ci sarebbe l'appiglio.

D'altra parte, escludendo le scienze astratte (matematica, geometria)... la logica, per quanto indispensabile, non è assolutamente sufficiente a caratterizzare una speculazione come scientifica.

Si evince quindi che è estremamente difficile lo stabilire una linea di confine fra argomenti scientifici e argomenti non scientifici.

In soldoni direi, a rinforzo del detto, che è scientifico il problema o la speculazione di pensiero elborata e perseguita con metodo scientifico galileano...diversamente si giunge eventualmente ad ipotesi, ad opinioni ... che andranno magari a comporre un sapere anche strutturato...ma che non gode delle garanzie della scienza: oggettività fenomentica, affidabilità, confrontabilità, continuità, manutenibilità, inserimento nelle teorie generali, ecc...

In effetti, nella sua evoluzione, la scienza ha via via eroso una buona parte dello scibile umano che in antico si credeva non avere niente a che fare con la scienza...o che si diceva scienza, ma scinza non era.

Infatti facciamo il caso delle scienze umane: molta parte della tradizionale speculazione filosofica, infatti è passata a costituire argomento scientifico: sociologia, psicologia, neuroscienze... compresi certi aspetti della coscienza.
Posso citare di primo acchito neuroscinziati e psicologi come Daniel Dennet, Gerald Edelman, Daniel Goleman...ecc.. di cui si puo' cercare in un qualche motore di ricerca. Ma non sono che un piccolo estratto

Un' altra considerazione da fare è che il "problema" impossibile (purchè correttamente impostato) non esiste...esiste l'improbabile o il "non ancora" risolto...magari il "per ora non affrontabile"...oppure la risoluzione statisticamente ammessa o non amessa.

In sostanza cio' che oggi appare non risolvibile o non affrontabile lo sarà con tutta probabilità domani ...fra un anno, fra cento anni: è la storia evolutica della scienza che ci dice questo...ove accade persino che certe risoluzioni scaturicono per caso mentre si cercava altro: famoso e universalmente noto è il caso di Fleming con la penicillina.

Quindi anche il suddividere in facili e difficili le problematiche che si presentano nella scienza è un problema..che va oltre il soggettivo.

A volte, intuitivamente, magari col supporto della esperienza, possiamo dire che la soluzione è a portata di mano...e a volte lo è effettivamente per i casi piu' ovvi...ma credo che definire un metodo, anche probabilistico, per sapere a priori se un problema è facile o difficile da risolvere sia... problematico
....Certo che quando si stabiliscono gli investimenti per un progetto di ricerca una qualche ipotesi bisogna farla ...o si stabilisce magari di arrivare solo ad un certo punto delimitando gli argomnti collaterali.

Io ad esempio non mi sono mantenuto entro i limiti che il proponente proponeva: mi è sembrato che la cosa fosse piu' vasta!
...Dubito quindi che l'amico LaPi possa trarne vantaggio.

In genere, comunque, è dopo... che un ricercatore puo' dire : è stato facile!
...senza contare che assai spesso credi di aver raggiunto la soluzione...ma se veramente giungi in cima alla montagna t'accorgi che oltre si dipanano all'orizzonte altre teorie di cime sempre piu' impervie e lontane.
ciao
ulysse is offline  
Vecchio 02-03-2008, 12.02.23   #3
Yuri Andreevic
Ospite abituale
 
L'avatar di Yuri Andreevic
 
Data registrazione: 05-01-2008
Messaggi: 0
Riferimento: Facile? Difficile? Impossibile?

facile, difficile....impossibile...... sono aggettivi creati dall'uomo in relazione all'epoca e al luogo dove vive....."molti" secoli fa era difficile accendere un fuoco......molti decenni fa era impossibile vedere in diretta le immagini provenienti dall'altro capo del mondo.....oggi è molto facile utilizzare un telefono cellulare.....quindi, in maniera semplicistica e sintetica, "oserei" dire....non esitono, in senso assoluto, cose facili, difficili o impossibili, ma ci sono cose che si conoscono e si sanno fare e altre cose che non si sanno.....il tutto relativamente all'attuale immanente....
Yuri Andreevic is offline  

 



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