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Vecchio 28-02-2008, 11.27.31   #1
nuages
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Fusione fredda

Sull'argomento scientifico "Fusione fredda", termine assolutamente non adatto a rappresentare i suoi effettivi contenuti scientifici, è stato detto il tutto ed il contrario di tutto:

Cominciamo dalle inchieste di Rainews24 del 19 ottobre 2006 (ancora visionabile da tutti)
Il Rapporto quarantuno
Fisica e metafisica di una rivoluzione scientifica scomparsa
di Angelo Saso
"Caro professor Rubbia, sono molto lieto che il programma di ricerca intrapreso da Giuliano Preparata abbia conseguito il suo scopo"
E' il dieci aprile del 2002. Il famoso elettrochimico britannico Martin Fleischmann ha appena visitato i laboratori di fisica nucleare dell'ENEA di Frascati. Lo scienziato che nel 1989 era stato emarginato dalla comunita' scientifica per aver annunciato la possibilita' che alcuni atomi possano fondersi a temperatura ambiente - la famosa "fusione fredda" - e' un uomo compassato ma non riesce a trattenere l'entusiasmo. Decide di scrivere al premio nobel Carlo Rubbia, all'epoca presidente dell'agenzia italiana per l'energia, l'ENEA.
"I risultati ottenuti dai ricercatori italiani sono veramente impressionanti, e non esagero".

Il 23 marzo 1989 due chimici, l’inglese Martin Fleischmann e l’americano Stanley Ponds, convocarono una conferenza stampa presso l’Università di Utah (USA) per comunicare al mondo intero di aver fatto una scoperta che avrebbe cambiato il destino dell’umanità affrancandola definitivamente dalla ricerca di fonti energetiche alternative. I due scienziati in quell’occasione sostennero di essere riusciti a ricavare energia attraverso le stesse reazioni che avvengono all’interno del Sole ma senza dover ricorrere alle alte temperature e pressioni colà esistenti: essi, in altre parole, dichiararono di essere riusciti ad ottenere quella che ormai tutti conoscono come “Fusione Fredda”.
Di cosa si trattava esattamente? La fusione è una reazione di tipo fisico, cioè una trasformazione profonda della materia che coinvolge i nuclei degli atomi, allo stesso modo della fissione nucleare, con la differenza che mentre con la fissione (dal latino findere = spaccare) si rompono nuclei di atomi pesanti, con la fusione (dal latino fondere = unire) si aggregano nuclei di atomi leggeri. In entrambi i casi dal processo si ottiene energia in grande quantità grazie al cosiddetto difetto di massa: dopo la reazione, la massa dei nuovi nuclei non è uguale a quella dei nuclei di partenza, ma un po’ inferiore. Quello che manca si è convertito in energia come stabilisce la famosissima equazione di Einstein: E=mc² dove E è l’energia, m la massa e c² è la velocità della luce al quadrato. La presenza nella formula di un numero grandissimo e fisso, qual è la velocità della luce al quadrato, suggerisce che è sufficiente che una piccolissima quantità di materia scompaia per ottenere al suo posto una grandissima quantità di energia. Vi è però una differenza di ordine pratico fra i due processi nucleari di cui si è detto: mentre si riesce a controllare il processo di fissione nei cosiddetti reattori nucleari delle numerose centrali fra le quali è diventata tragicamente famosa quella di Chernobyl, non si riesce a controllare la fusione, di cui si conosce il processo solo in forma esplosiva: la temibilissima bomba H.
Ma perché non si riesce a controllare anche il processo di fusione?
Il motivo è semplice: per ottenere la fusione bisogna fare in modo che due nuclei, ad esempio quelli dell’atomo di idrogeno, si avvicinino fino a venire quasi a contatto: solo allora infatti la forza nucleare che è di tipo attrattivo avrebbe la meglio su quella elettrostatica che è di tipo repulsivo perché generata da due corpuscoli entrambi con carica elettrica positiva. Avvicinare i due nuclei dell’idrogeno in modo che vengano a contatto non è comunque per niente facile. Un sistema potrebbe essere quello di fornire loro energia sotto forma di calore: si sa che la temperatura di un corpo è la misura dell’energia cinetica dei suoi costituenti e quindi più esso è caldo maggiore è l’agitazione delle sue particelle. Pertanto, per provocare lo scontro, si potrebbero scaldare i nuclei dell’idrogeno: l’energia che uscirebbe dalla fusione di alcuni di essi servirebbe ad alzare ulteriormente la temperatura e il processo non avrebbe più fine fino a quando non si fosse esaurito tutto l’idrogeno di partenza. Le temperature da raggiungere sarebbero però così elevate che nessun materiale sopporterebbe condizioni così estreme: il primo grosso problema sarebbe quindi quello di trovare il recipiente adatto entro il quale fare avvenire la reazione.
L’esperimento condotto dai due chimici dell’Università dello Utah non faceva uso del calore per avvicinare i nuclei degli atomi di idrogeno ma di una semplice reazione di elettrolisi. Tale esperimento consisteva nel porre in un contenitore acqua pesante (acqua ricca di deuterio invece che di normale idrogeno), una piccola quantità di sali e due sbarrette metalliche una delle quali era di palladio (un metallo nobile che sembra avesse la funzione di costringere i nuclei dell’idrogeno all’interno del suo reticolo cristallino) collegate ad un generatore di corrente continua. Nei processi di fusione nucleare si usa preferibilmente il deuterio (atomo di idrogeno con nel nucleo oltre al protone anche un neutrone) al posto dell’idrogeno normale il cui nucleo è costituito dal solo protone, perché la presenza di una particella neutra mitigherebbe in qualche misura la repulsione elettrostatica dei due protoni carichi di elettricità dello stesso segno. Facendo passare la corrente elettrica nella vaschetta appariva subito evidente un forte aumento della temperatura corrispondente al 400 per cento dell’energia elettrica impiegata per fare avvenire la reazione. Si potrebbe dire: “Paghi uno e prendi quattro”, meglio che nei supermercati più generosi!
La notizia ebbe l’effetto di un fulmine a ciel sereno e in un batti baleno fece il giro del mondo. Essa fra l’altro rappresentava la rivalsa della chimica “puzzolente” e inquinante sulla fisica pulita e produttiva, ma la maggior parte degli scienziati si dimostrò subito piuttosto scettica di fronte a questo avvenimento anche perché da molti anni la comunità scientifica era impegnata nella ricerca della fusione calda ossia verso un obiettivo diametralmente opposto a quello indicato dai due chimici.
Lo scetticismo diffuso nell’ambiente dei fisici in parte era dovuto ad un certo pregiudizio nei riguardi dei chimici che avevano invaso un campo non di loro pertinenza e in parte al modo in cui la notizia era stata data. I due scienziati spiegarono infatti la loro scoperta in termini non troppo rigorosi tanto che i dubbi sulla effettiva riuscita dell’esperimento erano molti.
I sostenitori della fusione fredda ritengono che l’ostilità di gran parte degli ambienti scientifici nei riguardi delle loro ricerche sia determinata non tanto da motivi legati a problemi tecnici o teorici quanto piuttosto al timore che lo sviluppo della fusione fredda possa determinare il crollo dei finanziamenti a favore di quella calda.
Sarà vero? ma? o come sempre la verità sta nel mezzo o chissà dove!!! se è possibile discutiamone serenamente e senza preconcetti di parte.
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Vecchio 28-02-2008, 14.54.39   #2
nexus6
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Riferimento: Fusione fredda

http://www.frascati.enea.it/nhe/

Questa triste pagina web, ormai di qualche anno fa, evidenzia bene a che livello possa giungere “l’ostilità degli ambienti scientifici” quando qualcosa va contro quelle che sono le sue paranoie e rigide ideologie, nulla a che fare con la "Scienza" anche se coloro che se ne fanno portatori vivono in un sogno in cui quella sarebbe la "vera" Scienza; ai più non dirà nulla, ma due sono i risultati chiari: la produzione di calore “in eccesso” e correlata alla produzione anomala di elio 4 che quantomeno imporrebbero la prosecuzione ed il finanziamento degli studi sulla fusione. Invece, ecco che alla fine della pagina si dice: “Per l’anno 2003 non sono stati assegnati finanziamenti ulteriori per cui non sono previsti ulteriori sviluppi.”

In condizioni non di materia condensata, come invece naturalmente sono celle con i catodi di Palladio, per esempio, o le dita con cui sto scrivendo, avviene che la fusione nucleare di due nuclei di deuterio (“idrogeno 2”, ovvero con un neutrone) dà al 50% o elio 3 più un neutrone oppure trizio (idrogeno 3, ovvero con due neutroni) più un protone, con una bassissima percentuale di trovare come prodotto finale della reazione raggi gamma, elio 4 (nucleo di elio con 2 neutroni) più calore. Invece si verificano esperimenti, il cui problema principale rimane la riproducibilità, anche se si stanno facendo passi in avanti, in cui la produzione di elio 4 è correlata proporzionalmente al calore prodotto dalla cella elettrolitica; basta vedere i grafici della correlazione, c’è poco da fantasticare o su cui far polemica.

Già questo secondo me basta e avanza a contestare quello che alcuni si ostinano proprio a non vedere a proposito della “Scienza”.

Comunque le ricerche proseguono, fortunatamente, le definirei per delle “sacche di resistenza”, che si ostinano a voler perseguire la verità, piuttosto che una comoda poltrona, "comoda" soprattutto per la propria mente; l’Italia, non per caso, è all’avanguardia nella ricerca in questo campo, proprio l’ENEA di Frascati, nonostante che se entri in una facoltà scientifica e parli di "fusione fredda" i più ti guardano un po' strano e questo pure la dice proprio lunga. L'Italia è stata all’avanguardia sempre in questo campo e sapete il perché? Perché i fondi venivano assegnati un po’ a pioggia ed i ricercatori li utilizzavano in conscienza come meglio credevano, nei limiti del possibile; in molti altri paese, invece, i soldi sono direttamente legati ai tipi di progetti e la falsa “bufala” della fusione fredda certo non ha attirato a sé i fondi che invece ricevono altre ricerche, come quelle riguardo alla fusione calda.

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Vecchio 28-02-2008, 18.51.11   #3
nexus6
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Riferimento: Fusione fredda

Un po' di pareri sul fenomeno Fusione Fredda, che penso potrebbero interessare:


"Questa specie di banda di fedeli in estinzione si incontra ogni anno e parla dei
meravigliosi progressi raggiunti; nessun altro di noi li ha mai visti”.

Dr. Robert L. Park, direttore delle pubbliche informazioni della American Physical
Society, intervista privata, Nov. 12, 2003

"Molte persone vedono soltanto quello che vogliono vedere. Ad un certo punto della
storia di una nuova idea, i problemi non riguardano la logica ma la psicologia.”

Dr. Edmund Storms, radiochimico, ex-dipendente dei Los Alamos National Laboratory,
Nov. 11, 2003.

"Mostrando una passione più grande per le proprie opinioni che per la verità, hanno
cercato di negare e confutare il nuovo, che, i loro stessi sensi gli avrebbero mostrato se
solo avessero avuto cura di cercarlo.”

Galileo Galilei, 1615.

"Va benissimo teorizzare come avviene la fusione in un catodo di palladio… si potrebbe
anche teorizzare come volerebbero i maiali se avessero le ali, ma i maiali non hanno le
ali.”

Professor Steven E. Koonin, preside, professore di fisica teorica al California Institute
of Technology (American Physical Society Annual meeting), Baltimore, Md., May 2,
1989.

"C’è un punto su cui tutti i fedeli della fusione fredda sono d’accordo: i loro risultati non
sono riproducibili. Per la maggior parte degli scienziati, questo implica che i risultati
della fusione fredda non sono credibili, ma i fedeli suggeriscono che è proprio questa
irriproducibilità a renderli più interessanti.”

Douglas R.O. Morrison, fisico del CERN, "Ask the Experts," (Scientific American)
Oct. 21, 1999.

"Noi siamo in grado di dimostrare emissioni nucleari con una riproducibilità prossima al
100%."

Dr. Andrei Lipson, fisico della materia condensata, Russian Academy of Sciences,
Nov. 10, 2003.

"Abbiamo riprodotto l’esperimento della Mitsubishi tre volte, ogni volta trasmutando il
Praseodimio in Cesio. La riproducibilità del nostro esperimento è fino ad ora del 100%.”

Dr. Akito Takahashi, professore, responsabile della strumentazione nucleare,
Department of Nuclear Engineering, Graduate School of Engineering, Osaka
University, Japan, Sept. 18, 2003

"C’è una evidenza definitivamente schiacciante che la fusione fredda è un reale, nuovo
processo nucleare capace di generare eccessi di potenza significativi.”

Dr. Eugene Mallove, Harvard Sc.D., laureato al MIT ed autore di Fire from Ice:
Searching for the Truth behind the Cold Fusion Furor, 1991, direttore della rivista
Infinite Energy e presidente della Società non-profit New Energy Foundation Inc.

"Fire From Ice" è un capolavoro della documentazione scientifica."
Dr. Henry Kolm, co-fondatore della MIT's Francis Bitter National Magnet Library

"Non c’è mai stata una censura come questa finora. Si tratta di un grave scandalo della
scienza Americana."

Charles Beaudette, laureato al MIT ed autore di, Excess Heat & Why Cold Fusion
Research Prevailed, 2002

"Storicamente, verrà ricordato che Beaudette ha descritto la verità quando la scienza era
ancora confusa e non aveva molta voglia di accettarla .”

Dr. Michael R. Staker, scienziato di fisica dei materiali per i principali laboratori di
ricerca del governo U.S., April 2, 2003

"Io sono totalmente convinto che ci sono più che sufficienti evidenze di reazioni nucleari
in questi esperimenti.”

Dr. M. Srinivasan, Direttore associato del gruppo di fisica del Bhabha Atomic Research
Centre, India, ( oggi in pensione), Sept. 22, 2003

"Se il Professor X.Z. Li [della Tsinghua University, China] ha ragione, allora devo
buttare via 14 dei 16 capitoli del mio libro Introduzione alla Energia da Fusione, perché
non avranno nulla a che fare con il tipo di fusioni che potranno risultare da questi
processi di ‘fusione fredda’”.

Dr. J. Reece Roth, capo del gruppo di ingegneria dei plasmi industriali, University of
Tennessee, Nov. 8, 2003

"Le evidenze sperimentali hanno finora verificato che reazioni nucleari possono avvenire
in un solido fortemente caricato di deuterio, ad esempio nel palladio. E’
prematuro predire se questo sarà rilevante dal punto di vista delle applicazioni, ma la
scienza che sta alla base è chiaramente rivoluzionaria.”

Dr. George H. Miley, direttore del Fusion Studies Laboratory, University of Illinois,
Urbana, Nov. 22, 2003

"Sembra che le persone che potrebbero beneficiare di più dal fatto che questo lavoro sia
screditato abbiano preso iniziative per metterci in difficoltà… Potrebbero averci messo in
difficoltà, ma non fermeranno la scienza.”

Dr. Stanley Pons, co-scopritore della fusione fredda, già direttore del dipartimento di
chimica della University of Utah, citato da JoAnn Jacobsen-Wells, "U.S. Fusion Panel
Cancels Plans to View University Research" (Deseret News), May 28, 1989

"Se fosse stato qualcos’altro, avremmo potuto dire “Non vogliono che ce ne occupiamo.
Dimentichiamocene.” Ma non si tratta di questo. Questa è scienza interessante. Nuova
scienza. Con la possibilità di una tecnologia molto utile. Dunque, se hai una coscienza non
puoi rinunciare. Puoi rinunciare solo se scopri di avere torto. Ma se finché sei in vita
credi di avere ragione, devi continuare. E devi assumertene le responsabilità.”

Dr. Martin Fleischmann, co-scopritore della fusione fredda, già presidente della
International Society of Electrochemists, membro della British Royal Society e
vincitore della BRS Medal for Electrochemistry and Thermodynamics, "Too Close to
the Sun" (BBC Horizon/CBC) March 21, 1994

"L’unica cosa patologica della fusione fredda è il modo in cui è stata trattata dalla
comunità scientifica.”

Sharon Begley, "Cold Fusion Isn't Dead, It's Just Withering From Scientific Neglect"
(Wall Street Journal), Sept. 5, 2003

Infine, il nobel in Fisica nonché uno dei più grandi scienziati del secolo scorso, Julian Schwinger: "La pressione al conformismo è enorme. Ho sperimentato ciò con il rifiuto degli editori di lavori presentati (ndr. sulla fusione fredda), basato su una critica velenosa da parte di referenti anonimi. La sostituzione delle recensioni imparziali con la censura sarà la morte della scienza."


Tanto per iniziare.
nexus6 is offline  
Vecchio 28-02-2008, 20.14.28   #4
nuages
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Riferimento: Fusione fredda

ogni tanto su giornali e TV escono notizie ecclatanti su strade varie per arrivare alla così detta "Fusione fredda" perà poi tutto tace, chissà perchè?
qualcuno lo sà spiegare? son bufale che poi spariscono? oppure c'è la teoria del complotto? oppure semplicemente tali questioni scientifiche sono ancora in anticipo sui tempi e vengono lette come le indagini di Galileo ai suoi tempi.....ma????????

Tre scienziati della Ucla ottengono la fusione nucleare fredda con i cristalli di litio
e il deuterio. E' un metodo simile a quello ipotizzato dai creatori di Star Trek
Dalla fantascienza alla realtà
funziona il motore dell'Enterprise?
di GIOVANNI GAGLIARDI


Gli scienziati mostrano la loro macchina "tascabile" per la fusione nucleare

ROMA - Il motore dell'astronave di Star Trek ora è un po' meno fantascienza e, cosa più importante, la fusione a freddo sembra più vicina. Per una strana coincidenza mentre i fan di tutto il mondo danno l'addio alla saga più longeva della tv (negli Stati Uniti il 13 maggio andrà in onda l'ultima e conclusiva puntata della quarta serie di Enterprise), un articolo apparso su "Nature" riapre le speranze di avere energia pulita e a basso costo. Tre scienziati della università californiana "Ucla", Seth Putterman, Brian Naranjo e Jim Gimzewski, sarebbero riusciti ad ottenere una fusione nucleare che utilizza dei cristalli molto simili ai cristalli di litio del motore dell'Enterprise.

Più esattamente si tratterebbe di cristalli piroelettrici di litio tantalato (LiTaO3). Ma le similitudini con la famosa astronave non finiscono qui perché un ruolo fondamentale nel processo lo ha giocato anche un altro elemento che tutti gli appassionati della serie tv conoscono fin troppo bene: il deuterio.

Suggestioni fanta-televisive a parte si tratta di una scoperta molto seria: se la tecnologia messa a punto dai tre ricercatori si rivelasse scientificamente fondata e utilizzabile, potrebbe di fatto rivoluzionare l'attuale panorama mondiale delle fonti energetiche. Non solo perché la fusione fredda è una chimera che la comunità scientifica insegue da tempo (nel 1989 Fleischmann e Pons illusero il mondo con una fusione fredda che nessun altro laboratorio riuscì a replicare), ma anche perché si tratta di un processo "palm-size", tascabile, che non necessita di grossi impianti e può far ipotizzare la nascita di motori o applicazioni di tipo domestico.

In concreto: gli scienziati hanno messo un cristallo di litio tantalato in una camera riempita con un'atmosfera di deuterio, poi lo hanno portato dalla temperatura di -30 gradi a 45 gradi nel giro di pochissimi minuti. Risultato: una differenza di potenziale elettrico che ha liberato energia. Una tensione applicata sulla punta di un ago che, prima ha
strappato elettroni ai nuclei di deuterio, e poi li ha accelerati verso un bersaglio solido contenente anch'esso deuterio. La collisione di due nuclei di deuterio alle velocità indotte dall'altissimo potenziale elettrico ha portato così alla fusione dei due nuclei e alla formazione di elio ed energia.

Si tratta di un processo "pulito", gli unici prodotti di scarto sarebbero soltanto neutroni. Ma gli stessi ricercatori frenano e ammettono per ora, di essere lontani da quella soglia che potrebbe permettere di arrivare a produrre grandi quantità di energia. Ma visto che nel procedimento sono stati anche prodotti dei raggi X, il dottor Putterman ipotizza come prima applicazione un utilizzo in campo medico. Insomma non sarà il precursore del motore del capitano Kirk, ma potrebbe essere un antenato della macchina
portatile di diagnosi del Dott McCoy.

(7 maggio 2005)
nuages is offline  
Vecchio 28-02-2008, 20.51.34   #5
ulysse
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Riferimento: Fusione fredda

Come già espresso nell'altro thread non sono certo in grado di dare una valutazione di merito circa i vantaggi o la prevalenza della fusione fredda...
Se nexus6 e nuages la sostengono hanno certo le loro ragioni cui mi sentirei anche di aderire.

Non mi sentirei di aderire invece a quel non so che di illegittimo e antietico che sembra essi attribuiscano alle scelte dell'una piuttosto che dell'altra ricerca...
Del resto nei due post sono citate e ben descritte le ragioni per cui la fusione fredda è rimasta indietro:
La fusione fredda, come disse Rubia, è partita col piede sbagliato determinando come un senso di fallimento...per cui per riprendersi è stato difficile.
Giusto da noi con la distribuzione a pioggia degli investimenti ha trovato il terreno adatto: se i quattrini sono pochi inutile che mi metto su un progetto di ricerca costoso.
Dall'atra parte è anche comprensibile la reticenza di chi si è affermato in altri campi: Se sono esperto ed ho intrapreso qualcosa in cui ripongo aspettative perchè dedicarmi ad altro!

Gli stessi giovani fisici usciti da facoltà aliene dalla fusione fredda difficilmente si mettono su questa strada...se non sono costretti dalle circostanze,

infatti ..perchè mettersi su vie incerte che richiedono anche studi diversi e ulteriori...non che abbiano ragione...la scienza richiederebbe ben altra dedizione, ma si deve pur vivere ed è psicologicamente comprensibile ed anche legittimo cercare la convenienza.

certo che è diverso cercare la convennienza con la raccomandazione ma questo, per quanto fenomeno da non trascurare, tutti deprechiamo

D'altra parte le innovazioni vere provengono dalla scuola...con tempi generazionali: il maestro deve essere formato per trasmettere la conoscenza e gli alievi arrivano una generazione dopo...

Non fu così per la chimica industriale su cui le università si buttarono...e gli stessi alievi, sotto la spinta delle industrie che chiedevano consulenza.
Idem per il caso dell'industria delle piastrelle ...anni '60...'70

piu' dificile e aleatorio è per la ricerca pura..ove non basta l'idea di uno anche se geniale (ma chi la valuta???):
ove persino gli investitori forti fanno lo stesso ragionamento: se abbiamo speso in impianti ed apparecchaiture per le alte energie da cui ci aspettiamo risultanze in questo campo...se abbiamo preparato uomini validi in quasto campo..perchè cambiare direzione?
Lo facciamo a patto che ne vediamo la convenienza! ...non c'è niente di antietico e illegittimo!

In sostanza non si puo' delegittimare nessuno se cerca di spendere se stesso e il proprio capitale in modo da trarne convenienza a breve termine..anzi, alla fine è proprio su questa base che si imbocca piu' probabilisticamente la retta via.

D'altra parte era così anche ai tempi antichi: Galileo non fu accolto all'università di bologna perchè lì erano ancora fissati fissati con l'ipse dixit. Dovette insegnare a padova dove tuttavia e comunque subì l'ostracismo dei colleghi...aristotelici...e dovette sostenrsi con le ripetizioni di matematica private.

Facendo un salto...non andò molto meglio ad Einstein, ancora all'inizio del secolo scorso.
Einstein, che elaborò la teoria della relatività ristretta (1905) quando ancora era impiegato all'ufficio brevetti di zurigo...ecc...

Credo dovrebbe essere lo stato, o l'istituzione no profit ben sovvenzionata, che dovrebbero prevedere i vantaggi prevalenti di argomenti di ricerca non immediatamente proficui, ma capaci di luminoso futuro...ammesso che ci prendano.

Ma da noi chi pon mano a queste cose?

Del resto il flop della fusione fredda, o creduto tale, non fu un fatto solo italiano, ma di tutta la scienza occidentale...non credo quindi fosse dovuto a semplice malevolenza...per quanto anche con derisione.
....certo che le nuove idee incontrano sempre difficoltà a imporsi.

Non credo che quanto detto sia di conforto comunque....

.... e neppure è di conforto pensare che Einstein fino agli anni trenta era considerato con sospetto e che il Nobel (10 anni dopo?) non era relativo alla relatività generale ben piu' importante, ma alla relatività ristretta del 1905.
Darwin poi è assolutamente fuori tempo massimo: ancor oggi la metà della popolazione occidentale non crede al darwinismo e molti e sempre piu' si baloccano con l'ID.
ciao
ulysse is offline  
Vecchio 29-02-2008, 11.22.51   #6
nuages
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Riferimento: Fusione fredda

la fusione fedda, termine comunque indatto, non è che la sostengo per simpatia ma perchè avendo lavorato nel settore so che ci sono i presupposti per continuare anche su questo fronte della ricerca, la fusione calda poi ad oggi sulla Tera si è solo innerscata tramite le bombe H, negli impianti si è arrivati a scaldare il plasma e basta, ITER in Francia tra 30 anni forse sarà in grado di accendere il plasma, altri progetti poi nel mondo proseguono comunque su questa pista, vedremo se e quando arriveranno ad accendere, il problema poi sarà controllare le disrupzioni del plasma ad 80 milioni di gradi che andranno ad evaporare le pareti della camera a vuoto interna, con fermi impianto per manutenzione enormi, ammesso che si riesca sempre poi a ripristinare le condizioni operative molto ristrette, ma questo non viene dichiarato pubblicamente lo sanno solo gli addetti ai lavori, poi bisognerà pensare come estrarre tutta quella enorme massa di calore generata dalla fusione nucleare per poi trsformarla ancora in vapore, turbina ecc. tutti passaggi che verrano sviluppati solo dopo l'accensione di ITER tra 30 anni, sempre ammesso che i fisici abbiamo fatto bene i loro conti e che sia sufficente la morsa magnetica per innescare veramente la fusione e che poi si riesca a controllare le disrupzioni del plasma o quanto meno si riesca a fare le manutenzioni necessarie per riparare i danni causati dalle disrupzioni, e la lista dei perchè aperti potrebbe continuare....nonostante tutto questo in tale direzione scientifica si sono trovati i soldi per andare avanti comunque, anche se al loro interno le varie linee di ricerca sui vari tipi di impianti hanno generato vere e proprie guerre interne. ma comunque qui si va avanti, e perchè sulla linea delle basse energie scappa solo qualche spicciolo?
A proposito del Prof. Rubbia, per capire chi è veramente questo illustre personaggio, andate a chiedere informazioni a chi nel CERN e nell'Enea ci ha lavorato insieme, la Spagna sembra lo abbia rispedito al mittente e adesso sia un consulente del Ministero dell'ambiente.
Andatevi anche a rivedere il servizio pubblicato più volte dai Rai News 24 di Angelo Saso sulla fusione fredda, il rapporto 41.
nuages is offline  

 



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