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Vecchio 03-03-2008, 18.33.07   #1
Marius
Ospite abituale
 
Data registrazione: 13-06-2007
Messaggi: 529
Gravitazione "inversa"

Confortato dalla lettura de "la fisica dell'infinito" e avendo risolto un problemino di "coerenza" delle grandezze fisiche trattate, pubblico questo articoletto.

Gravitazione “inversa”.

La materia “oscura" è un ente cui si attribuiscono non ben definite proprietà gravitazionali (addirittura repulsive) per giustificare osservazioni spettroscopiche che mostrano galassie con velocità relative crescenti (“red shift” cosmologico).

Si è soliti definire l’energia come l’attitudine della materia a compiere un lavoro (in questo caso un lavoro “gravitazionale”), quindi le questioni materia ed energia oscura non andrebbero affrontate separatamente.

Piuttosto, occorrerebbe capire il perché dell’attributo “oscure”, a parte il fatto che se ne ignora la natura.

Il motivo è che la materia oscura, in particolare, non è rilevabile se non indirettamente dagli effetti che produce.

Ma anche una radiazione elettromagnetica con lunghezze d’onda inferiori a quelle dei raggi gamma non sarebbe rilevabile con le attuali tecnologie.

Attualmente i raggi gamma costituiscono quella parte di radiazione elettromagnetica rilevabile, con la più “stretta” lunghezza d’onda, a cui si attribuisce la maggiore energia trasportata :
• energia associata ai raggi gamma : circa 1 Tev = 10^12 ev ;
• lunghezza d’onda dei raggi gamma : circa 1 pm = 10^-12 m.

Al ridursi della lunghezza d'onda aumenta l'energia trasportata, ma è anche vero che esiste un limite fisico all'energia associabile a una massa che è E = m c^2.

E’ noto che una radiazione elettromagnetica è in grado di trasferire quantità di moto e momento angolare (“spin”) e gli "outburst" dei raggi gamma (improvvise emissioni di energia nel cosmo apparentemente senza una sorgente) sviluppano un'energia di circa 10^30 Joule...................Un lavoro enorme che può tradursi in un'azione di tipo meccanico (una vera e propria "spinta" su una massa).

Oscillazioni della materia con lunghezze d'onda inferiori a quella dei raggi gamma non sarebbero sicuramente rilevabili, ma potrebbero accumulare un'enorme quantità di energia "potenziale", se si considera che in spazi così stretti potrebbero autodistruggersi per interferenza senza però perdere l'energia che si distribuirebbe simmetricamente. Basterebbe, infatti, che campi di spazio ospitassero sorgenti di onde sferiche con la stessa frequenza e in “controfase” per ottenere completa “interferenza distruttiva” lungo i fronti d’onda e risultante dei vettori “Poynting” pari a 0 (condizioni di “supersimmetria”). In tale maniera l’energia non sarebbe persa, ma “imprigionata” negli “spazi di Planck”.

Di qui l’apparente trasmissione di energia in “pacchetti” (quanti) rilevata sperimentalmente, ma l’effettiva natura “continua” della materia (massa – energia).

Questa energia potenziale (rilasciata, probabilmente, in quantità “misurabili” degli stessi ordini di grandezza di quella associata ai raggi gamma) potrebbe liberarsi "impulsivamente", in analogia con una “molla compresa”, per una parziale rottura di simmetria dei campi, sotto forma di quantità di moto e conseguente “pressione radiante” sufficiente a esercitare una spinta su una superficie e determinare effetti gravitazionali misurabili, sia pure indirettamente.

Un volume di spazio sferico occupato da massa e, quindi, con un’elevata densità, conterrebbe, pertanto, meno energia dello stesso volume di spazio “vuoto” e la sua superficie sarebbe, pertanto, soggetta a una pressione.

Con la moderna “teoria dei campi”, d’altronde, è stata definitivamente abbandonata l’idea di una forza gravitazionale generata dalle masse. Piuttosto si parla di campo gravitazionale dello spazio – tempo, incurvato dalla presenza di una massa.

Si riporta, di seguito, un semplice esperimento numerico volto a descrivere effetti gravitazionali in termini di lavoro di un agente “esterno” sulle masse.

Per semplicità si considera il sistema terra – luna, individuando il centro della terra come origine del sistema di riferimento e la massa lunare in orbita, approssimativamente circolare, attorno ad esso.

I dati a disposizione sono i seguenti :

• RT : raggio equatoriale della terra = 6.400 Km = 6.400.000 m ;
• MT : massa della terra = 5,976 x 10^24 Kg ;
• RL : raggio equatoriale della luna = 1.735 km = 1.735.000 m ;
• ML : massa della luna = 7,357 x 10^22 Kg ;
• G : costante di gravitazione universale = 6,67259 x 10-11 m3 /Kg sec2 ;
• RLim. : “raggio limite di Roche”, ovvero minimo raggio orbitale che la luna delle attuali dimensioni può aver assunto in passato e, cioè, 4,5 mld. di anni fa = 2,86 x RT = 18.304 Km = 18.304.000 mt ;
• Rm. : attuale raggio medio dell’orbita lunare = 380.000 Km = 380.000.000 m ;
• SP : “spazio di Planck” = 1,616 x 10-35 m ;
• c : velocità della luce = 300.000.000 m/sec.

Supponendo che il raggio orbitale medio della luna possa essere passato da RLim. a Rm., si calcola il volume del corrispondente “toro” con la formula : V = 2 π2 R r2, dove “r” è il raggio del “tubo” (e quindi della circonferenza equatoriale lunare) ed “R” la distanza dell’asse del tubo dal centro del toro. Sostituendo, appunto, ad r il raggio lunare, RL e ad R la differenza tra i raggi delle orbite (Rm - RLim.), si ottiene : DV (m3) = 2 π2 r2 (Rm - RLim.) = 2,149 x 10^22 m3, che rappresenta la quantità di spazio occupata dalla luna nel progressivo allontanamento dalla terra.

Analogamente, la variazione della superficie laterale del toro vale : DA = 4 π2 r (Rm - RLim.) = 2,48 x 10^16 m2.

In prima approssimazione si assume che il numero di spazi di Planck presenti in DV e attivi in direzione “radiale” sia pari a : np = (DV/DA) / SP = 5,36 x 10^40.

L’energia “radiante” associata a tali spazi si calcola con la formula E = h ni, essendo h = 6,626 x 10^-34 Joule sec la costante di Planck e ν = 3 x 10 ^23 Hz la max frequenza rilevata per la radiazione di fondo dei raggi gamma.

Risulta, allora : E = np x h x ν = circa 10^31 Joule, che rappresenta l’energia di moto associata al volume di spazio occupato dalla luna nel suo moto di allontanamento dalla terra.

La relativa variazione di energia potenziale gravitazionale può essere espressa con la formula : DU = G x MT x ML x (1/ RLim. – 1/ Rm.) = 1,52 x 10^30 Joule.

L’errore risulta essere di un fattore 10.

La terra, come ogni altro corpo celeste nell’universo, sarebbe, quindi una sfera “compressa”.

confido nella "benevolenza" degli altri forumisti

Marius is offline  
Vecchio 05-03-2008, 16.18.00   #2
Marius
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Riferimento: Gravitazione "inversa"

Ciao Simmetria.
Ti rispondo da questo 3d così non mescoliamo troppi concetti.
Ho dovuto dare un taglio necessariamente "tecnico" al discorso perchè quello che mi premeva era confrontare i risultati della mia ipotesi di gravitazione per "confinamento energetico" con quelli ricavati con la classica formula di Newton.
Il motivo è che, non accontentandomi di una pur corretta analisi cinematica delle dinamiche gravitazionali io cerco di immaginarne la "natura fisica", prima di arrendermi definitivamente all'idea dell'opera dello Spirito Santo, al quale, peraltro, credo fermamente.
Ti anticipo che non posso seguirti sulla strada della distinzione di massa inerziale e gravitazionale che, per me, sono la stessa identica cosa.....
Il fatto di considerare la gravità una forza comprimente, anzichè attrattiva, non cambia assolutamente nulla dal punto di vista degli effetti se si considera "G" costante. Ovviamente cambia molto dal punto di vista "escatologico - ontologico" per tutta una serie di motivi che non è il caso di approfondire in questo 3d.
Il concetto che sta alla base di tutto è che lo spazio cosiddetto "vuoto" sia in realtà sede di un'enorme quantità di energia potenziale. In questo senso l'energia radiante trasportata dalle onde e.m. nello spazio ne è una evidenza.
Se fai un'analisi dimensionale dell'energia specifica (o energia "volumica") Joule/mc, ti accorgi che si tratta di una pressione espressa in Pascal N/mq.
Tutta questa energia, però, esplica la propria azione soltanto in presenza di grandi quantità di materia "organizzata" (massa) che, come in un "superfluido"
e in analogia con il pricipio di Archimede, crea dissimmetrie tali da innescare un graduale processo di compressione, tanto più intenso quanto maggiore è la densità di massa del volume sottratto allo spazio.
Ne deriva che, per le umane tecnologie, sarebbe impossibile "estrarre" e tanto meno "controllare" questa poetnziale energia "esplosiva" del cosmo.....A meno che il prodotto massa terra x g non vari......
Purtroppo non ho la possibilità di accedere a laboratori che attuino questo tipo di sperimentazione, ma sono in contatto con un ricercatore che si è attrezzato in tal senso e conduce esperimenti volti proprio a dimostrare (utilizzando bilance di torsione) che il prodotto m x g possa variare non solo in funzione di latitudine e longitudine, ma anche in funzione della variabilità dell'orbita ellittica della terra attorno al sole....In pratica che vari la massa inerziale della terra in funzione della maggiore o minore vicinanza al perielio.
Sono in attesa dei risultati dei suoi esperimenti anche perchè confermerebbero la mia teoria (che si basa proprio sulla variazione della velocità orbitale dei corpi celesti causata dal maggiore o minore reciproco effetto di schermatura delle linee di forza che tenderebbero a comprimerli) e, secondo lui, potrebbero essere praticamente utilizzati dall'uomo come fonti di energia inesauribile.....E credo anche di sapere come......
Marius is offline  
Vecchio 05-03-2008, 16.46.19   #3
SIMMETRIA
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Questa energia potenziale (rilasciata, probabilmente, in quantità “misurabili” degli stessi ordini di grandezza di quella associata ai raggi gamma) potrebbe liberarsi "impulsivamente", in analogia con una “molla compresa”, per una parziale rottura di simmetria dei campi, sotto forma di quantità di moto e conseguente “pressione radiante” sufficiente a esercitare una spinta su una superficie e determinare effetti gravitazionali misurabili, sia pure indirettamente.


Ciao Marius ogni tanto ci sentiamo.
L'invito a sintetizzare in maniera piu' semplice possibile e' sempre valido.
Vorrei che mi spiegassi ,se parliamo di energia che si libera in maniera
"impulsiva", se ritieni che per questo effetto il campo gravitazionale non possa essere continuo.
E se cio' possa disturbare l'accelerazione con la quale i gravi scendono nel campo stesso.
SIMMETRIA is offline  
Vecchio 05-03-2008, 17.32.25   #4
Marius
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Ciao Marius ogni tanto ci sentiamo.
L'invito a sintetizzare in maniera piu' semplice possibile e' sempre valido.
Vorrei che mi spiegassi ,se parliamo di energia che si libera in maniera
"impulsiva", se ritieni che per questo effetto il campo gravitazionale non possa essere continuo.
E se cio' possa disturbare l'accelerazione con la quale i gravi scendono nel campo stesso.

Speriamo di riuscire a "sincronizzarci".....
Penso di averti in parte risposto nel predente post....Cmq la risposta e si.....Sarebbe importante, ripeto, avere qualche conferma sperimentale....

A proposito del LIT, se non ricordo male, lo avevamo anche dimensionato.....
Mi pare che come livello di "scansione" della materia potesse andare.....Mi rinfreschi la memoria...? Concettualmente come lo definivi ?

Ciao.
Marius is offline  
Vecchio 06-03-2008, 10.06.27   #5
SIMMETRIA
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Originalmente inviato da Marius
Speriamo di riuscire a "sincronizzarci".....
Penso di averti in parte risposto nel predente post....Cmq la risposta e si.....Sarebbe importante, ripeto, avere qualche conferma sperimentale....

A proposito del LIT, se non ricordo male, lo avevamo anche dimensionato.....
Mi pare che come livello di "scansione" della materia potesse andare.....Mi rinfreschi la memoria...? Concettualmente come lo definivi ?

Ciao.

Ciao

Vorrei sottoporre alla tua attenzione un particolare che non so se puo' esserti di aiuto per definire ancora meglio la tua teoria.
Con il Dubbio ci siamo intrattenuti sul concetto di massa inerziale e gravitazionale.
C'e' comunque un aspetto che mi sembra di aver trascurato.
Cio' che noi "leggiamo" nella sperimentazione della massa inerziale es:due masse diverse nell'ascensore di Einstein se questo e' in accelerazione le ritroveremo insieme adagiate sul "pavimento",la natura ce lo propone di pari passo in un campo gravitazionale.
Ma se osserviamo l'esperimento con piu' attenzione ci accorgiamo che cio' che si legge e' anche che insieme alle masse e' anche lo spazio che "scende"
cioe' se potessimo colorare lo spazio intorno alle due masse ci accorgeremo che anche questo sara' solidale con il movimento delle masse cioe' si muove con esse.
Se trasferiamo cio' in un campo gravitazionale dovremmo ammettere che anche lo spazio partecipa al movimento delle masse.
Questo per dire che lo stesso puo' esercitare in qualche misura una "specie"
di pressione sulla massa gravitante.
SIMMETRIA is offline  
Vecchio 06-03-2008, 16.42.23   #6
Marius
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Originalmente inviato da SIMMETRIA
Ciao

Vorrei sottoporre alla tua attenzione un particolare che non so se puo' esserti di aiuto per definire ancora meglio la tua teoria.
Con il Dubbio ci siamo intrattenuti sul concetto di massa inerziale e gravitazionale.
C'e' comunque un aspetto che mi sembra di aver trascurato.
Cio' che noi "leggiamo" nella sperimentazione della massa inerziale es:due masse diverse nell'ascensore di Einstein se questo e' in accelerazione le ritroveremo insieme adagiate sul "pavimento",la natura ce lo propone di pari passo in un campo gravitazionale.
Ma se osserviamo l'esperimento con piu' attenzione ci accorgiamo che cio' che si legge e' anche che insieme alle masse e' anche lo spazio che "scende"
cioe' se potessimo colorare lo spazio intorno alle due masse ci accorgeremo che anche questo sara' solidale con il movimento delle masse cioe' si muove con esse.
Se trasferiamo cio' in un campo gravitazionale dovremmo ammettere che anche lo spazio partecipa al movimento delle masse.
Questo per dire che lo stesso puo' esercitare in qualche misura una "specie"
di pressione sulla massa gravitante.


Condivido pienamente questo concetto......Quella che tu chiami "partecipazione" un relativista, probabilmente, la definirebbe "contrazione" dello spazio - tempo.....Per me è una compressione dello spazio "effettiva" e, cioè, non misurata tra due osservatori in moto relativo, ma propria dello spazio che si muove......O meglio che si deforma adattandosi a variazioni di campo......
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Vecchio 06-03-2008, 18.49.00   #7
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Originalmente inviato da Marius
Condivido pienamente questo concetto......Quella che tu chiami "partecipazione" un relativista, probabilmente, la definirebbe "contrazione" dello spazio - tempo.....Per me è una compressione dello spazio "effettiva" e, cioè, non misurata tra due osservatori in moto relativo, ma propria dello spazio che si muove......O meglio che si deforma adattandosi a variazioni di campo......

Ritengo l'osservazione portata nel post precedente di una certa importanza
penso che a un relativista probabilmente sia sfuggita.
Mi spiego.
Noi stiamo semplicemente leggendo la pagina dove la natura ha scritto che quando si parla di movimento ascensionale due masse nello spazio si avvicinano a noi insieme pero' allo spazio.
Per essere coerenti con il principio di equivalenza dobbiamo ammettere che anche in un campo gravitazionale succede lo stesso.
E' come se il movimento dello spazio fosse la causa del movimento delle masse che sarebbero come "intrappolate" nel loro spazio.
Immagina una tenda nella quale ci sono due macchie e all'improvviso la tiriamo giu'. La tenda e' lo spazio e le macchie le masse.
Le macchie si spostano perche' si sposta la tenda e questo e' in perfetta linea con l'esperimento dell'ascensore di Einstein delle due masse.
Ma questa considerazione porta delle conseguenze non contemplate dalla relativita'.
La prima e forse piu' importante e' che il campo gravitazionale non e' di tipo "statico" La curvatura dello spazio attraverso la quale le masse trovano la loro strada ideale di movimento non e' piu' statica ma dinamica.
Nell'ascensore di Einstein se mandiamo un raggio di luce parallelo al pavimento verra' incurvato non tanto perche' lo spazio tempo risulta curvo quanto perche' "adagiandosi" nello spazio deve seguirlo nel suo fluire verso il basso.
Lo stesso quando la luce passa vicino ad un campo gravitazionale e' come se si adagiasse comoda nello spazio e si facesse trasportare da esso nel suo fluire verso la massa.La deviazione che si nota dalla sua traiettoria potrebbe essere dovuta proprio a questo.
E' questo continuo fluire dello spazio che risulta essere la causa del movimento dei gravi piu' che una curvatura dello spazio stesso. Si passa da un concetto relativistico statico ad uno dinamico.
E tutto cio' e' scritto nella pagina della natura che si legge andando incontro alle masse.
Forse stiamo gettando le basi per una nuova concezione del movimento dei gravi.
Dimmi se e' tutto chiaro cio' che ho postato e se ti risulta anche a te un
concetto simile.
Ciao.
SIMMETRIA is offline  
Vecchio 06-03-2008, 20.55.17   #8
Marius
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Originalmente inviato da SIMMETRIA
La prima e forse piu' importante e' che il campo gravitazionale non e' di tipo "statico"

Simmetria non so se è una tua intuizione, ma è proprio quello che sta cercando di dimostrare sperimentalmente il ricercatore di cui ti parlavo con delle bilance "sensibili".......Il campo gravitazionale è dinamico !!
Io penso che con dei dinamometri stia cercando di verificare la variabilità del peso di un cosiddetto "grave" a seconda del momento in cui si effettua la misurazione.....Per intenderci in estate piuttosto che in inverno....Lui sostiene di aver misurato un "surplus" di forza tale da "spaccare" lo strumento.....
Marius is offline  

 



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