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Vecchio 31-03-2005, 19.15.19   #1
nicola185
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leggetela

Lettera del capo indiano Seattle al presidente Usa Franklin Pierce
Nel 1854 il "Grande Bianco" di Washington (il presidente degli Stati Uniti) si offri' di acquistare una parte del territorio indiano e promise di istituirvi una "riserva" per il popolo indiano. Ecco la risposta del "capo Seattle", considerata ancora oggi la piu' bella, la piu' profonda dichiarazione mai fatta sull'ambiente.
capo indiano Seattle


"Come potete acquistare o vendere il cielo, il calore della terra? L'idea ci sembra strana. Se noi non possediamo la freschezza dell'aria, lo scintillio dell'acqua sotto il sole come e' che voi potete acquistarli? Ogni parco di questa terra e' sacro per il mio popolo. Ogni lucente ago di pino, ogni riva sabbiosa, ogni lembo di bruma dei boschi ombrosi, ogni radura ogni ronzio di insetti e' sacro nel ricordo e nell'esperienza del mio popolo. La linfa che cola negli alberi porta con se' il ricordo
dell'uomo rosso. Noi siamo una parte della terra, e la terra fa parte di noi. I fiori profumati sono i nostri fratelli, il cavallo, la grande aquila sono i nostri fratelli, la cresta rocciosa, il verde dei prati, il calore dei pony e l'uomo appartengono tutti alla stessa famiglia. Quest'acqua scintillante che scorre nei torrenti e nei fiumi non e' solamente acqua, per noi e' qualcosa di immensamente significativo: e' il sangue dei nostri padri.
I fiumi sono nostri fratelli, ci dissetano quando abbiamo sete. I fiumi sostengono le nostre canoe, sfamano i nostri figli. Se vi vendiamo le nostre terre, voi dovrete ricordarvi, e insegnarlo ai vostri figli, che i fiumi sono i nostri e i vostri fratelli e dovrete dimostrare per fiumi lo stesso affetto che dimostrerete ad un fratello. Sappiamo che l'uomo bianco non comprende i nostri costumi. Per lui una parte di terra e' uguale all'altra, perche' e' come uno straniero che arriva di notte e alloggia nel posto che piu' gli conviene. La terra non e' suo fratello, anzi e' suo nemico e quando l'ha conquistata va oltre, piu' lontano.
Tratta sua madre, la terra, e suo fratello, il cielo, come se fossero semplicemente delle cose da acquistare, prendere e vendere come si fa con i montoni o con le pietre preziose. Il suo appetito divorera' tutta la terra e a lui non restera' che il deserto.
Non esiste un posto accessibile nelle citta' dell'uomo bianco. Non esiste un posto per vedere le foglie e i fiori sbocciare in primavera, o ascoltare il fruscio delle ali di un insetto. Ma forse e' perche' io sono un selvaggio e non posso capire. Il baccano sembra insultare le orecchie. E quale interesse puo' avere l'uomo a vivere senza ascoltare il rumore delle capre che succhiano l'erba o il chiacchierio delle rane, la notte, attorno ad uno stagno?
Io sono un uomo rosso e non capisco. L'indiano preferisce il dolce suono del vento che slanciandosi come una freccia accarezza la faccia dello stagno, e preferisce l'odore del vento bagnato dalla pioggia mattutina, o profumato dal pino pieno di pigne. L'aria e' preziosa per l'uomo rosso, giacche' tutte le cose respirano con la stessa aria: le bestie, gli alberi, gli uomini tutti respirano la stesa aria. L'uomo bianco non sembra far caso all'aria che respira. Come un uomo che impiega parecchi giorni a morire resta insensibile alle punture. Ma se noi vendiamo le nostre terre, voi dovrete ricordare che l'aria per noi e' preziosa, che l'aria divide il
suo spirito con tutti quelli che fa vivere.
Il vento che ha dato il primo alito al Nostro Grande Padre e' lo stesso che ha raccolto il suo ultimo respiro. E se noi vi vendiamo le nostre terre voi dovrete guardarle in modo diverso, tenerle per sacre e considerarle un posto in cui anche l'uomo bianco possa andare a gustare il vento reso dolce dai fiori del prato. Considereremo l'offerta di acquistare le nostre terre.
Ma se decidiamo di accettare la proposta io porro' una condizione: l'uomo bianco dovra' rispettare le bestie che vivono su questa terra come se fossero suoi fratelli. Che cos'e' l'uomo senza le bestie?
Se tutte le bestie sparissero, l'uomo morirebbe di una grande solitudine nello spirito. Poiche' cio' che accade alle bestie prima o poi accade anche all' uomo. Tutte le cose sono legate tra loro. Dovrete insegnare ai vostri figli che il suolo che essi calpestano e' fatto dalle ceneri dei nostri padri. Affinche' i vostri figli rispettino questa terra, dite loro che essa e' arricchita dalle vite della nostra gente. Insegnate ai vostri figli quello che noi abbiamo insegnato ai nostri: la terra e' la madre di tutti
noi. Tutto cio' che di buono arriva dalla terra arriva anche ai figli della terra. Se gli uomini sputano sulla terra, sputano su se stessi. Noi almeno sappiamo questo: la terra non appartiene all'uomo, bensi' e' l'uomo che appartiene alla terra. Questo noi lo sappiamo. Tutte le cose sono legate fra loro come il sangue che unisce i membri della stessa famiglia. Tutte le cose sono legate fra loro. Tutto cio' che si fa per la terra lo si fa per i suoi figli. Non e' l'uomo che ha tessuto le trame della vita: egli ne e' soltanto un filo. Tutto cio' che egli fa alla trama lo fa a se stesso. C'e' una cosa che noi sappiamo e che forse l'uomo bianco scoprira' presto: il nostro Dio e' lo stesso vostro Dio. Voi forse pensate che adesso lo possedete come volete possedere le nostre terre ma non lo potete. Egli e' il Dio dell'uomo e la sua pieta' e' uguale per tutti: tanto per l'uomo bianco quanto per l'uomo rosso. Questa terra per lui e' preziosa. Dov'e' finito il bosco? E' scomparso. Dov'e' finita l'aquila? E' scomparsa. E' la fine della vita e l'inizio della sopravvivenza".
nicola185 is offline  
Vecchio 01-04-2005, 23.31.30   #2
oizirbaf
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Re: leggetela

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Messaggio originale inviato da nicola185

"Sappiamo che l'uomo bianco non comprende i nostri costumi. Per lui una parte di terra e' uguale all'altra, perche' e' come uno straniero che arriva di notte e alloggia nel posto che piu' gli conviene. La terra non e' suo fratello, anzi e' suo nemico e quando l'ha conquistata va oltre, piu' lontano.
Tratta sua madre, la terra, e suo fratello, il cielo, come se fossero semplicemente delle cose da acquistare, prendere e vendere come si fa con i montoni o con le pietre preziose. Il suo appetito divorera' tutta la terra e a lui non restera' che il deserto.

L'aria e' preziosa per l'uomo rosso, giacche' tutte le cose respirano con la stessa aria: le bestie, gli alberi, gli uomini tutti respirano la stesa aria. L'uomo bianco non sembra far caso all'aria che respira.

Tutte le cose sono legate tra loro.

Tutto cio' che di buono arriva dalla terra arriva anche ai figli della terra. Se gli uomini sputano sulla terra, sputano su se stessi. Noi almeno sappiamo questo: la terra non appartiene all'uomo, bensi' e' l'uomo che appartiene alla terra. Questo noi lo sappiamo. Tutte le cose sono legate fra loro come il sangue che unisce i membri della stessa famiglia. Tutte le cose sono legate fra loro. Tutto cio' che si fa per la terra lo si fa per i suoi figli. Non e' l'uomo che ha tessuto le trame della vita: egli ne e' soltanto un filo. Tutto cio' che egli fa alla trama lo fa a se stesso.

Dov'e' finito il bosco? E' scomparso. Dov'e' finita l'aquila? E' scomparsa. E' la fine della vita e l'inizio della sopravvivenza".

Da quando l'uomo bianco ha cominciato a recintare la Terra per affermarne il suo privato possesso, da quando cioe' l'ha rifiutata come Madre, per considerarla Merce da comprare e vendere, è iniziato l'imbarbarimento e la guerra per il possesso delle risorse.

Da allora e' finita l'era della poesia e della vita ed e' iniziata l'era della sopravvivenza.

Grazie Nicola per avercelo ricordato!
Spero che qualcuno, oltre noi, ne provi profonda, profonda vergogna!

Onore ai grandi saggi come Alce Nero e al grande popolo americano (i veri nativi americani), spazzati via dalla storia ma non dai nostri cuori!
oizirbaf is offline  
Vecchio 12-04-2005, 23.12.26   #3
ABsolute Zero
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Re: Re: leggetela

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Messaggio originale inviato da oizirbaf
Da quando l'uomo bianco ha cominciato a recintare la Terra per affermarne il suo privato possesso, da quando cioe' l'ha rifiutata come Madre, per considerarla Merce da comprare e vendere, è iniziato l'imbarbarimento e la guerra per il possesso delle risorse.

Mi sembra che qualcuno disse una cosa simile (forse rousseau?), ma diceva : Quando l'uomo recinto per la prima volta la terra, allora nacque la civiltà. Ora, io sono d'accordo che la civiltà abbia portato imbarbarimento e guerra, però bisogna anche dire che ha contribuito ad una inarrestabile (giusta o sbagliata che la consideri è inarrestabile) evoluzione tecnologica, poi, io sono fiduzioco, e penso che si riuscirà a tornare ad un giusto equilibrio con la natura (anche grazie alla tecnologia), oppure si finirà come in tutte quelle visioni catastrofiche di libri e film degli ultimi tempi. Eppure continuo ad essere fiducioso...
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Vecchio 12-04-2005, 23.19.09   #4
nicola185
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Re: Re: Re: leggetela

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Messaggio originale inviato da ABsolute Zero
Mi sembra che qualcuno disse una cosa simile (forse rousseau?), ma diceva : Quando l'uomo recinto per la prima volta la terra, allora nacque la civiltà. Ora, io sono d'accordo che la civiltà abbia portato imbarbarimento e guerra, però bisogna anche dire che ha contribuito ad una inarrestabile (giusta o sbagliata che la consideri è inarrestabile) evoluzione tecnologica, poi, io sono fiduzioco, e penso che si riuscirà a tornare ad un giusto equilibrio con la natura (anche grazie alla tecnologia), oppure si finirà come in tutte quelle visioni catastrofiche di libri e film degli ultimi tempi. Eppure continuo ad essere fiducioso...

Si certo anch'io sono fiducioso, perchè credo nell'uomo bianco o rosso che sia, ma come giustamente dici tu, ci vuole equilibrio. Ti do iul mio benvenuto. Nicola
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Vecchio 13-04-2005, 11.25.02   #5
ABsolute Zero
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Sì, non volevo essere critico, immaginavo la pensassi così anche tu. Grazie per il benvenuto, anche se sono un po' confusionario vedrò di partecipare come maeglio riesco a questa e tutte le altre discussioni. CIao
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Vecchio 13-04-2005, 15.25.44   #6
oizirbaf
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Re: Re: Re: leggetela

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Mi sembra che qualcuno disse una cosa simile (forse rousseau?), ma diceva : Quando l'uomo recinto per la prima volta la terra, allora nacque la civiltà. Ora, io sono d'accordo che la civiltà abbia portato imbarbarimento e guerra, però bisogna anche dire che ha contribuito ad una inarrestabile (giusta o sbagliata che la consideri è inarrestabile) evoluzione tecnologica, poi, io sono fiduzioco, e penso che si riuscirà a tornare ad un giusto equilibrio con la natura (anche grazie alla tecnologia), oppure si finirà come in tutte quelle visioni catastrofiche di libri e film degli ultimi tempi. Eppure continuo ad essere fiducioso...

La tecnologia e' neutra: solo la politica ne decide l'uso. Finora e' stata usata per violentare il Pianeta. Come diceva Gramsci al pessimismo della ragione (che ci mostra i guasti della sete di possesso dei bianchi contro l'armonioso rapporto con la natura dei pellerossa, pacifici e sterminati) dobbiamo opporre l'ottimismo della volonta': ma questo non significa non accorgerci del baratro verso cui corriamo: vogliamo chiamarla "Civiltà", questa corsa?

... l'alternativa la puoi leggere nelle frasi che riporto come mia firma: leggendo quei libri ed altri contenuti nella bibliografia di ognuno, potrai farti un'idea delle soluzioni possibili solo con un ritorno allo spirito di solidarieta' e di armonia con la Natura che grandi uomini come Seattle, Alce nero, Geronimo e tanti altri che sono rimasti sconosciuti ci hanno tramandato.
Il fatto che siano stati spazzati via con la loro civilta' dovrebbe far pensare e preoccuparci.
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Vecchio 25-01-2006, 01.11.51   #7
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Grazie Nicola, l'ho letta solo adesso... me è di una bellezza unica!
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Vecchio 04-02-2006, 16.54.41   #8
Guccia
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Come potete acquistare o vendere il cielo, il calore della terra? L'idea ci sembra strana. Se noi non possediamo la freschezza dell'aria, lo scintillio dell'acqua sotto il sole come e' che voi potete acquistarli?

Noi siamo una parte della terra, e la terra fa parte di noi. I fiori profumati sono i nostri fratelli, il cavallo, la grande aquila sono i nostri fratelli, la cresta rocciosa, il verde dei prati, il calore dei pony e l'uomo appartengono tutti alla stessa famiglia. Quest'acqua scintillante che scorre nei torrenti e nei fiumi non e' solamente acqua, per noi e' qualcosa di immensamente significativo: e' il sangue dei nostri padri.

I fiumi sono nostri fratelli, ci dissetano quando abbiamo sete. I fiumi sostengono le nostre canoe, sfamano i nostri figli. Se vi vendiamo le nostre terre, voi dovrete ricordarvi, e insegnarlo ai vostri figli, che i fiumi sono i nostri e i vostri fratelli e dovrete dimostrare per fiumi lo stesso affetto che dimostrerete ad un fratello. Sappiamo che l'uomo bianco non comprende i nostri costumi. Per lui una parte di terra e' uguale all'altra, perche' e' come uno straniero che arriva di notte e alloggia nel posto che piu' gli conviene. La terra non e' suo fratello, anzi e' suo nemico e quando l'ha conquistata va oltre, piu' lontano.
Tratta sua madre, la terra, e suo fratello, il cielo, come se fossero semplicemente delle cose da acquistare, prendere e vendere come si fa con i montoni o con le pietre preziose. Il suo appetito divorera' tutta la terra e a lui non restera' che il deserto. (la profezia!)


P.s.: queste erano le mie frasi preferite
Guccia is offline  
Vecchio 05-02-2006, 09.48.03   #9
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Qualcuno disse:

UOMO BIANCO MORIRAI SOMMERSO DAI RIFIUTI DELLA TUA "CIVILTà"

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