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Vecchio 13-06-2005, 23.52.38   #1
eleirbag
Ospite
 
Data registrazione: 13-06-2005
Messaggi: 7
Si può misurarare il pensiero?

Innanzi tutto saluto tutti visto che è la prima volta che scrivo in questo forum
mi chiedevo se esiste uno strumento capace di misurare il pensiero qualitativamente e quantitativamente (tipo uno spettrofotometro)... ovviamente la risposta sarà no ma mi piacerebbe sentire delle opinioni al riguardo.
eleirbag is offline  
Vecchio 14-06-2005, 15.44.23   #2
nonimportachi
Utente bannato
 
Data registrazione: 04-11-2004
Messaggi: 1,010
Ciao eleirbag,

c'è un forumista che può parlarti della cosa in modo molto diverso ed è appunto "ilpensiero".

Credo che leggendomi adesso direbbe che ho dato piena libertà d'azione all'UFO che mi nasce nella testa dopo aver letto il tuo messaggio.

Bhe, io lo lascio fare.... e l'UFO dice che:

Attualmente è possibile una sorta di misura del pensiero attravrso due strumenti che sono l'EEG (elettro encefalo gramma) ed il MEG (magneto encefalo gramma). Entrambi sfruttano le onde elettromagnetiche per scoprire in che punti del cervello si ha incremento dell'afflusso sanguigno. Il secondo è un po' più sensibile del primo ed è più recente.
La logica è che dove il cervello lavora consuma più ossigeno, necessita di maggior sangue e quindi scopro dove si concentra l'attività cerebrale in tempo reale istante per istante.

E' una cosa un po' grossolana, si scopre dove c'è attività e non quale sia l'attività. Inoltre c'è un problema di soggettività. Il cervello si sviluppa in funzione di come viene usato ed a parità di risultati (del EEG o del MEG) l'attività può essere molto diversa. Per spiegarmi meglio ti dico che io ho la "mappa neurale" che regola il movimento della mano destra, dislocata geograficamente in un determinato punto, magari tu ce l'hai in un'altro punto, magari ce l'hai più estesa pèerchè sei un pianista e vai ad occupare spazi del cervello che io ho dedicato al movimento del braccio sinistro perchè sono mancino.....
Capirai che non è facile capire cosa accade.....

Ci sono molti risultati comunque e la ricerca nell'ultimo decennio ha fatto passi da gigante, ci sono numerosi libri e riviste i divulgazione scientifica che trattano le neuroscienze e generalmente si ignora quanto già si conosca delle nostre menti.

Siamo ad una svolta. E' recentissima una tecnica sviluppata dalle nanotecnologie con cui si legano dei "rivelatori" a determinati neurotrasmettitori. I neurotrasmettitori sono sostanze diverse (ne produciamo tantissime) ognuna di queste ha uno specifico compito. Per farti un esempio il DMT è uno di questi, una molecola prodotta dall'ipofisi ed è la responsabile del'attività onirica.
Capirai bene come cambia lo scenario. Se oggi siamo in grado solamente di localizzare l'attività del cervello, attraverso questa tecnica si potrà non solo vedere dove il cervello lavora, ma anche con quale sostanza. Attualmente questa tecnica si usa solo sui topi per tentare di perfezionarla e renderla utilizzabile sull'uomo.
nonimportachi is offline  
Vecchio 14-06-2005, 17.20.31   #3
eleirbag
Ospite
 
Data registrazione: 13-06-2005
Messaggi: 7
interessantissima la tua risposta, nonimportachi, in effetti non avevo preso in considerazione che il pensiero è determinato da molti fattori e quindi non lo si può considerare come una semplice radiazione e si tratta di un discorso molto più complesso... in oltre non ho molte conoscenze al riguardo quindi mi è difficile fare anche solo delle ipotesi... allora aspetto altri commenti, magari qualcuno mi riferirà di fonti da cui informarmi al riguardo. Però rimango scettico sui risultati a cui porterà la ricerca sui neurotrasmettitori. Anche se svilupperemo tecnologie che ci permetteranno di conoscere gli effetti di ognuno di loro, di sapere in che quantità vengono prodotti in base agli stimoli poi nel complesso come faremo a comprendere a cosa porteranno?
eleirbag is offline  
Vecchio 14-06-2005, 18.01.42   #4
epicurus
Moderatore
 
L'avatar di epicurus
 
Data registrazione: 18-05-2004
Messaggi: 2,725
ciao, non sarò in-topic al 100%, ma usualmente si pensa che solo i neuroni siano la base del pensiero, ma recentemente ciò è stato smentito.
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da
Le Scienze

giugno 2004
L'altra metà del cervello
R. Douglas Fields


- Per decenni, i neuroscienziati hanno creduto che la comunicazione cerebrale dipendesse esclusivamente dai neuroni, e che le cellule gliali, pur essendo nove volte più numerose, avessero solo una funzione nutritiva.
- Il perfezionamento delle tecniche d’indagine ha ora permesso di accertare che le cellule della glia comunicano, con i neuroni e fra loro, attraverso messaggeri chimici. Le cellule gliali hanno la capacità di modificare il flusso dei segnali fra i neuroni, e possono addirittura influire sui processi che portano alla formazione di nuove sinapsi.
- Le cellule gliali potrebbero quindi rivelarsi essenziali per l’apprendimento e per la formazione dei ricordi, così come per la riparazione dei danni alle fibre nervose.
epicurus is offline  
Vecchio 15-06-2005, 11.35.28   #5
nonimportachi
Utente bannato
 
Data registrazione: 04-11-2004
Messaggi: 1,010
epicurus, direi in topic al 100%!

questa news proprio non la conoscevo...
nonimportachi is offline  

 



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