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Vecchio 24-05-2006, 16.52.58   #1
ancient
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Industria biotech: individuati molti composti ad alta tossicitÓ

Brutte notizie per l'industria: un articolo pubblicato sull'autorevole Technology Review del MIT mette in guardia sulla tossicitÓ dei nanocomponenti. Individuati moltissimi composti ad alta tossicitÓ

New York (USA) - I rischi tossicologici legati all'invasione delle nanotecnologie? Molti, moltissimi. Lo sostengono i numerosi esperti intervistati dal Technology Review , il prestigioso periodico pubblicato dal MIT : secondo l' approfondimento firmato dal giornalista Philip Ross, "le nanoparticelle sono sempre pi¨ diffuse" ed ormai hanno preso piede in quasi tutti i settori della produzione industriale.

Dalle attrezzature sportive fino all'hardware informatico, sono almeno 200 i prodotti in commercio che usano i nanocosi . Tutti i prodotti che impiegano nanoparticelle, sostengono gli scienziati ingaggiati dal governo statunitense per studiare il fenomeno, sono potenzialmente dannosi per la salute.

L'opinione sempre pi¨ diffusa nella comunitÓ scientifica americana Ŕ che la natura delle nanoparticelle, dal diametro inferiore ai 100 nanometri, permette ai nanocosi di addentrarsi nelle mucose e provocare reazioni negative: dalla semplice allergia fino allo sviluppo di tumori. I danni provocati dai nanocosi non interessano soltanto l'uomo, ma possono avere ricadute pesanti a livello ecologico. GŘnter Oberd÷rster, tossicologo presso l' UniversitÓ di Rochester , ha scoperto che le nanoparticelle di carbonio di un diametro compreso tra i 30 ed i 35 nanometri, riescono a penetrare dentro le mucose nasali dei roditori usati come cavie da laboratorio. Insieme a sua figlia, Oberd÷rster ha dimostrato che le nanoparticelle di carbonio aumentano del 1700% il processo ossidativo dei tessuti. Nel 2004, GŘnter ed Eva Oberd÷rster hanno immerso alcuni pesci d'acqua dolce in acqua "arricchita" di nanosfere al carbonio, solitamente utilizzate per la costruzione dei monitor di ultima generazione , presto integrate nella produzione industriale di microcomponenti elettronici. Il risultato Ŕ stato sbalorditivo: i pesci immersi nelle vasche con acqua "trattata", dopo appena due giorni, avevano subýto danni ossidativi in tutti i tessuti lipidici dell'apparato cerebrale. L'appello del ricercatore si aggiunge al numero sempre maggiore di allarmi lanciati da esperti di fama internazionale.

Malgrado i passi avanti nella ricerca nanotecnologica, lo studio degli effetti sull'organismo e sull'ambiente Ŕ ancora indietro rispetto alla diffusione dei nanocomponenti. Alcune industrie chimiche, come DuPont , hanno finanziato alcune ricerche scientifiche su questo delicatissimo argomento. Peter Hoet, tossicologo presso l' UniversitÓ Cattolica di Leuven in Belgio, solleva dubbi sulla bontÓ di questi studi: "Se fossi un'azienda che produce nanocomponenti, sarei sicuramente terrorizzato dallo scoprire effetti collaterali altamente pericolosi: c'Ŕ il rischio che l'intera industria nanotecnologica salti in aria".

Fonte: Punto Informatico http://www.punto-informatico.it
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