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Vecchio 20-04-2007, 08.25.48   #1
antares
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Data registrazione: 19-04-2007
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Smile Valle di Lacrime

Innanzi tutto vorrei salutare tutti.
Ho letto un po’ dei vostri interventi e mi sembra che questo sia davvero un bel posto...
Ciò che mi ha colpito di più è la (quasi) generalizzata visione del mondo come un posto dove bene e male si alternano in modo più o meno armonico per darci un mix all’interno del quale possiamo condurre la nostra esistenza terrena.
Insomma, perdonatemi la banalizzazione, la visione di un bicchiere di vino mezzo pieno e mezzo vuoto in cui, a fronte di una pari condizione d’esistenza, la visione della stessa dipende solo ed esclusivamente dal punto di vista del vivente.
Personalmente, invece, sono convinto che il bicchiere sia sempre e comunque pieno.
E’ difficile pensare che il bicchiere sia pieno per qualche bimbo delle favelas brasiliane costretto a frugare tra le immondizie per trovare da mangiare e invece credo che si proprio così.
Ho una visione ampliata di ciò che siamo. Per me noi non siamo il corpo che si trascina su questa terra, ma Anime immortali che conducono (hanno condotto, condurranno) infinite esperienze, All’interno di questa visione ampliata di ciò che siamo, ci sono decine di esistenze condotte nella miseria più nera e decine di altre condotte nello sfarzo e nel lusso. Decine di esistenze in cui abbiamo rubato, violentato, ucciso e decine in cui siamo stati derubati, violentati, uccisi.
All’interno di questa visione ampliata c’è il dolore, perché è così che nasciamo, viviamo e moriamo, ma non c’è mai sofferenza, perché la consapevolezza della nostra divinità rende impossibile soffrire.
Vi abbraccio tutti.
antares is offline  
Vecchio 20-04-2007, 15.25.21   #2
paperapersa
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Originalmente inviato da antares
Innanzi tutto vorrei salutare tutti.
Ho letto un po’ dei vostri interventi e mi sembra che questo sia davvero un bel posto...
Ciò che mi ha colpito di più è la (quasi) generalizzata visione del mondo come un posto dove bene e male si alternano in modo più o meno armonico per darci un mix all’interno del quale possiamo condurre la nostra esistenza terrena.
Insomma, perdonatemi la banalizzazione, la visione di un bicchiere di vino mezzo pieno e mezzo vuoto in cui, a fronte di una pari condizione d’esistenza, la visione della stessa dipende solo ed esclusivamente dal punto di vista del vivente.
Personalmente, invece, sono convinto che il bicchiere sia sempre e comunque pieno.
E’ difficile pensare che il bicchiere sia pieno per qualche bimbo delle favelas brasiliane costretto a frugare tra le immondizie per trovare da mangiare e invece credo che si proprio così.
Ho una visione ampliata di ciò che siamo. Per me noi non siamo il corpo che si trascina su questa terra, ma Anime immortali che conducono (hanno condotto, condurranno) infinite esperienze, All’interno di questa visione ampliata di ciò che siamo, ci sono decine di esistenze condotte nella miseria più nera e decine di altre condotte nello sfarzo e nel lusso. Decine di esistenze in cui abbiamo rubato, violentato, ucciso e decine in cui siamo stati derubati, violentati, uccisi.
All’interno di questa visione ampliata c’è il dolore, perché è così che nasciamo, viviamo e moriamo, ma non c’è mai sofferenza, perché la consapevolezza della nostra divinità rende impossibile soffrire.
Vi abbraccio tutti.

e ridaglie!! ma può un bambino africano con la pancia gonfia per la fame,
febbricitante per la malaria, pieno di piaghe per la lebbra avere consapevolezza di essere un'anima immortale? o sarà sprofondato nella
disperazione e nella sofferenza?
Ieri ho visto in televisione degli operai e le loro famiglie spaventati di perdere quei sicuri 1000 euro che consentono loro di sopravvivere!!
Vai a dire loro, dai prendi consapevolezza che sei uno spirito in un corpo,
quando non sanno come pagare le bollette o la retta della scuola per i propri figli!
Oppure ad un bambino malato di leucemia o di cancro!
La divinità insita in noi è solo una scintilla, per il resto siamo fatti di istinti, di bisogni, di desideri, di sogni e pensieri! E tutte queste parti esigono
ascolto! esaudimento!
Non è certo dicendo a chi soffre che c'è un paradiso da ottenere
che lo renderai meno sofferente!!!
paperapersa is offline  
Vecchio 20-04-2007, 18.04.15   #3
hetman
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Originalmente inviato da paperapersa
e ridaglie!! ma può un bambino africano con la pancia gonfia per la fame,
febbricitante per la malaria, pieno di piaghe per la lebbra avere consapevolezza di essere un'anima immortale? o sarà sprofondato nella
disperazione e nella sofferenza?
Ieri ho visto in televisione degli operai e le loro famiglie spaventati di perdere quei sicuri 1000 euro che consentono loro di sopravvivere!!
Vai a dire loro, dai prendi consapevolezza che sei uno spirito in un corpo,
quando non sanno come pagare le bollette o la retta della scuola per i propri figli!
Oppure ad un bambino malato di leucemia o di cancro!
La divinità insita in noi è solo una scintilla, per il resto siamo fatti di istinti, di bisogni, di desideri, di sogni e pensieri! E tutte queste parti esigono
ascolto! esaudimento!
Non è certo dicendo a chi soffre che c'è un paradiso da ottenere
che lo renderai meno sofferente!!!

Ciao Papera(ritrovata)
Daccordissimo con Te, quando cominciamo a cambiare le cose?
Diamoci una scossa, cominciamo dal nostro vicino di casa, andiamo a trovarlo, chiediamogli se ha bisogno di qualcosa, diamogli comprensione ed amore.
Dopo continuiamo, andiamo negli ospedali, postiamo conforto ed amore agli ammalati, stringiamo la mano ai malati terminali.
Poi ancora, organiziamo un gruppo di aiuto agli anziani, quelli senza nessuno, soli e dimenticati.
Cominciamo da vicino poi andremo anche in Africa.

AMA IL PROSSIMO TUO.
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Vecchio 20-04-2007, 18.22.44   #4
antares
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Papersera, sono certo (ma perché scrivi eridaglie? Ti crea stizza sentire certi pensieri?) che la consapevolezza sia indipendente dalla cultura e dalla grossezza del portafoglio. Perché mai un bambino africano dovrebbe avere meno consapevolezza di me o di te di essere un’anima immortale?
Ti sembra impossibile che chi perde un bambino per un cancro possa riuscire a non tramutare il dolore in sofferenza? Io ti dico che non lo è. L’ho visto e ti dico con certezza che lo è.
Il dolore è una cosa che possiamo portare dentro di noi per un’intera esistenza. Può essere una cosa che ci lacera il petto giorno e notte senza abbandonarci mai.
Sai cos’è per me la sofferenza?
E’ avere paura di quel dolore.
Un caro saluto.
antares is offline  
Vecchio 21-04-2007, 07.28.03   #5
paperapersa
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Originalmente inviato da antares
Papersera, sono certo (ma perché scrivi eridaglie? Ti crea stizza sentire certi pensieri?) che la consapevolezza sia indipendente dalla cultura e dalla grossezza del portafoglio. Perché mai un bambino africano dovrebbe avere meno consapevolezza di me o di te di essere un’anima immortale?
Ti sembra impossibile che chi perde un bambino per un cancro possa riuscire a non tramutare il dolore in sofferenza? Io ti dico che non lo è. L’ho visto e ti dico con certezza che lo è.
Il dolore è una cosa che possiamo portare dentro di noi per un’intera esistenza. Può essere una cosa che ci lacera il petto giorno e notte senza abbandonarci mai.
Sai cos’è per me la sofferenza?
E’ avere paura di quel dolore.
Un caro saluto.
Non si tratta di stizza ma di assoluta incredulità!
E soprattutto della certezza che l'uomo ha insita in sè la ricerca delafelicità!
Che questa felicità sia la scoperta del divino in noi è un percorso, tuttavia
sono e resterò sempre convinta che l'uomo non è sulla terra per fare in modo
che divenga una landa desolata ed una valle di lacrime, ma un Paradiso
in cui tutti abbiano il proprio raggio di sole.
Se la sofferenza ed il dolore fossero condizioni inscindibili dalla vita
meglio sarebbe non mettere al mondo creature ! Ed invece continuiamo a generare figli, a cercare di renderli il meno infelici possibili:
Un dolore che ti lacera il petto giorno e notte non è vita! E' da psicanalisi!
La vita deve portare all'equilibrio! Nè felicità estrema, nè sempre e soltanto dolore! E' proprio l'alternanza fra queste due parti senza un centro
che porta inquietudine, ansia, incapacità di agire!
Si parla di disturbo bipolare in psichiatria!
Trovare il proprio centro permette di gestire le proprie emozioni e di
procedere nella vita superando anche quelle che appaiono enormi
sofferenze! Questo centro è per me anche connessione con la propria parte spirituale ed è anche stabilità ed equilibrio. Ciò porta gioia profonda, non felicità, ma gioia e salute. Quando hai questo vuoi che anche il tuo prossimo
lo abbia ma non puoi certo forzare il cammino di nessuno.
Allora cerchi di migliorare ciò che puoi dentro di te ed attorno a te !
Ti dico e ridaglie perchè dell'argomento si è parlato e si parla sempre
ed ognuno ha la sua visione sull'esistenza del deolore nel mondo.
Visechi che ne è profondamente colpito scrive bellissime ed intense pagine
piene di pathos su un Dio che lascia immersi in questo stato i suoi figli,
Gli spiritualisti "arrivati" (non so dove) parlano di testimone , osservatore,
di non temere la morte e il dolore e altrove dichiarano di averla scampata bela quamdo degli esami hanno allontanato del tutto il dubbio di avere una grave malattia!
Allora io credo che dobbiamo essere tutti un pò più sinceri con noi stessi!
Tutti noi abbiamo avuto delle sofferenze e dei dolori che sicuramente
ci hanno fatto crescere e prendere consapevolezza di tante cose,
e sopratttutto di una cosa: che la Vita essendo manifestazione di Dio
è bella e che occorre mantenerla e preservarla.
Pertanto da sempre lo sforzo degli esseri umani è stato quello di migliorarne
la qualità in tutti i campi.
Che poi tutto sia transitorio e scorra è anche verissimo, ma siamo noi che mettiamo argini, armonizziamo, seminiamo, coltiviamo, produciamo.
attraverso il nostro agire e la nostra "creatività" che è una delle qualità
divine che abbiamo.
Nessuno che stia seduto sotto un albero a meditare per venti anni, a mio parere, può dare un contributo a questo!
Amore in Atto attraverso sagge opere e buona volontà.
Questo credo che sia il senso della vita. Se questo lo ottengo anche attraverso la meditazione bene, se lo ottengo anche attraverso la preghiera bene, ma eliminare la fame, la povertà, il dolore, la sofferenza , le malattie,è un imperativo categorico per ogni uomo poichè sinceramente parlando a nessuno di noi piacerebbe soffrire di nessuna di queste cose e quindi dobbiamo fare in modo che anche gli altri possano evitarle.
Ti ho solo esposto il mio sincero pensiero e la mia verità. Se poi tu pensi che la mia sia paura del dolore posso anche dirti che è vero e non me ne vergogno! Anzi ringrazio Dio ogni giorno che ci siano sempre più farmaci
e tecniche per evitarlo! Non dimenticherò mai le mie urla nel partorire
i miei due figli! Hai presente un animale al macello???? Oggi fanno l'epidurale
e neanche se ne ACCORGONO!" e QUESTO è CONTRARIO AD UNA VOLONTà DIVINA CHE VUOLE CHE PARTORIAMO NEL DOLORE????? ma fammi il piacere!!!!!
paperapersa is offline  
Vecchio 22-04-2007, 06.34.30   #6
antares
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Non è la volontà divina che ci vuole far partorire e nascere nel dolore, ma è così, lo puoi forse contestare?
Non credo in un futuro catartico per l'umanità, semplicemente perchè non esiste la percezione della luce in assenza del buio.
Credo che la gioia nel vedere la luce non verrà mai meno, ma ciò sarà possibile solo se ci sarà un buio con cui paragonarla.
Trovo irrispettoso che tu definisca da psicanalisi chi prova giorno e notte dolore.
Lo ripeto, non è il dolore il problema.
Ci sono molte persne che vivono un dolore costante per cause fisiche (nonostante i tuoi amati farmaci) e non possono certo definirsi "da psicanalisi".
La felicità non discende dall'assenza di dolore, ma dall'assenza di sofferenza.
Se condizioniamo la nostra felicità all'assenza di dolore... buonanotte... abbiamo perso in partenza.
Un caro saluto.
antares is offline  
Vecchio 22-04-2007, 21.25.34   #7
paperapersa
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Originalmente inviato da antares
Non è la volontà divina che ci vuole far partorire e nascere nel dolore, ma è così, lo puoi forse contestare?
Non credo in un futuro catartico per l'umanità, semplicemente perchè non esiste la percezione della luce in assenza del buio.
Credo che la gioia nel vedere la luce non verrà mai meno, ma ciò sarà possibile solo se ci sarà un buio con cui paragonarla.
Trovo irrispettoso che tu definisca da psicanalisi chi prova giorno e notte dolore.
Lo ripeto, non è il dolore il problema.
Ci sono molte persne che vivono un dolore costante per cause fisiche (nonostante i tuoi amati farmaci) e non possono certo definirsi "da psicanalisi".
La felicità non discende dall'assenza di dolore, ma dall'assenza di sofferenza.
Se condizioniamo la nostra felicità all'assenza di dolore... buonanotte... abbiamo perso in partenza.
Un caro saluto.

Nessuna mancanza di rispetto per il dolore, ma tentativo di uscirne fuori
con la psicanalisi. In fondo essa altro non è che discesa nel proprio io più profondo, nel buio del proprio inferno reale o immaginario per ritrovare
la luce e la gioia.
Io non credo alla felicità perenne, ma alla gioia sì ed essa è una conquista.
interiore.
Anche la sofferenza ed il dolore sono nella mente...come dice Yam.
I farmaci io non li amo e neanche ne prendo ormai da anni, tuttavia
non possiamo buttare il bambino e l'acqua sporca insieme. Per tantissime persone che non hanno voglia di trovare la causa del loro disagio e della sofferenza essi sono utili, per malattie cronicizzate , per malattie infettive e per tanti altri casi sono indispensabili. Io non posso negare che la scienza e la medicina stanno agevolando e migliorando e curando la vita di tanti "sofferenti" e poichè tutto è Dio, ben venga anche la cura di taqnte malattie attraverso essi.
paperapersa is offline  

 



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