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Spiritualità - Religioni, misticismo, esoterismo, pratiche spirituali.
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Vecchio 28-11-2007, 11.04.07   #11
Giorgiosan
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Riferimento: Bhagavat-gita

Arjuna, il puro, il guerriero asceta, è perplesso perché deve combattere e dare la morte ai suoi consanguinei.
al primo capitolo, intitolato “Lo sconforto di Arjuna”.

Arjuna disse:
“ O Krisna vedendo questa mia gente
Schierata, pronta a combattere
Languiscono le mie membra
La bocca inaridisce
Un tremore e un brivido
Sorgono nel mio corpo
………..
E la mia mente è smarrita.
…………
Come potremmo essere felici, dopo aver ucciso la nostra gente?
………..
Grande peccato
Noi siamo decisi a commettere
…per la cupidigia dei piaceri del regno.


Il dubbio di Arjuna offre a Krisna l’occasione di esporre due principi fondamentali. Che la realtà spirituale presente in ogni uomo non muore con il corpo ma gli sopravvive e che bisogna compiere il proprio dovere.

....segue
Giorgiosan is offline  
Vecchio 28-11-2007, 17.54.28   #12
Giorgiosan
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Riferimento: Bhagavat-gita

Capitolo 2
…..
Il glorioso Signore disse
Quelli che non sono da compiangere tu hai compianto
e credi di dire cose sagge:
non ci fu mai un tempo in cui io non fossi,
né tu, né questi principi,
né mai avverrà che tutti noi non siamo.
….
Non può venire in essere ciò che non è,
né può cessare di essere ciò che è:
coloro che vedono le verità sanno
che fra questi due c’è un limite invalicabile
…..

Il valore molto relativo che si dà alla vita, nell’induismo, non nasce da un disprezzo della vita ma dalla convinzione che la vita è una realtà senza soluzione di continuità.
Se il dovere del proprio stato, (e la casta dei guerrieri a cui appartiene Arjuna ha il dovere di combattere) comporta l’uccisione del nemico il saggio non deve abbattersi.
Giorgiosan is offline  
Vecchio 28-11-2007, 18.31.41   #13
Giorgiosan
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Riferimento: Bhagavat-gita

Capitolo 2 , 30-31

Questo spirito che ha un corpo è nel corpo di ognuno,
eternamente inviolabile, o discendente di Barata.
Perciò nessun essere vivente
tu hai motivo di compiangere

e se anche rifletti sul tuo personale dovere,
non hai motivo di tremare, giacché per uno ksatriya
nient’altro è meglio di una giusta guerra!
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Vecchio 29-11-2007, 10.25.49   #14
Giorgiosan
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Riferimento: Bhagavat-gita

E' attraverso. però, la dottrina della bhakti che la B.G propone la dimensione universale del dharma che di può proporre a tutti gli uomini.

Dharma significa "norma" sia universale che particolare, "legge", "legge interiore" e nel significato più universale designa un modo di essere morale.
C'è un dharma per ogni casta, insomma: ognuno a seconda del suo stato dovrebbe seguire certe regole di comportamento.
Bhakti è un rapporto di amorosa devozione con una divinità personale, che significa fede, costanza ed attaccamento alla divinità in qualsiasi condizione.
E' la via dell'amore.
Giorgiosan is offline  
Vecchio 30-11-2007, 18.57.24   #15
Giorgiosan
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Riferimento: Bhagavat-gita

Quando si cerca il significato di yoga spesso si va incontro ad una difficoltà perché molti ricamano sopra questa parola le loro considerazioni. Per esempio: yoga vuol dire “unione”. Non è vero: la pratica dello yoga può essere in funzione dell’unione con Dio ( in qualunque modo lo si chiami).
Altri propongono le più diverse interpretazioni esoteriche, ecc. ecc. , come se una parola potesse celare nel suo significato una rivelazione…e questo confonde. Sembra a questi tali che gli orientali abbiano dei vocaboli portatori di significati che inevitabilmente sfuggono all’uomo semplice,…ma tutti gli uomini di tutte le latitudini parlano sempre delle medesime cose: fatica, gioia, sofferenza, lavoro, cibo, amore, sesso, morte, Dio.
E capirsi è importante… per unirsi.

Se si è curiosi e si vuole dissipare il fumo ci si accorge che la parola italiana “giogo” è imparentata con il sanscrito yoga ed infatti nella sua accezione normale vuol dire giogo.
Giogo e lo strumento col quale appunto si aggioga un animale per il lavoro. Il significato quindi è lavoro, disciplina e affini.
Per me che non amo gli esotismi perché fanno del significato di ogni parola un mistero mistico, è soddisfacente questa traduzione.
Si può fare yoga fisico semplicemente per fare dello stretching efficace.

E’ ovvio che lo scopo più alto per cui praticare una disciplina è l’unione con Dio.

Al capitolo 12 (2)

Il glorioso Signore disse:
….
Coloro che, dirigendo la mente su di me,
perennemente uniti a me in spirito, mi adorano,
animati da una fede eccelsa, quelli io considero i miglioro adepti dello yoga
.
Giorgiosan is offline  
Vecchio 30-11-2007, 20.58.31   #16
veraluce
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Riferimento: Bhagavat-gita

Citazione:
Da Giorgiosan:
E’ ovvio che lo scopo più alto per cui praticare una disciplina è l’unione con Dio.

Condivido (ovvio)!

Riporto un estratto da una ricerchina:

Citazione:
L'interlocutore divino, Krishna, è uno dei molteplici aspetti di Dio o dell'Assoluto che "prende corpo", o sembianza, come Avatara per illuminare e riportare alla corretta comprensione gli uomini desiderosi di Conoscenza. La manifestazione di una Incarnazione (Avatara) di Dio si mostra allo scopo di attualizzare la verità delle Scritture e offrire occasione di riconoscimento della Realtà, non solo attraverso la speculazione filosofica pura, che può essere inaccessibile a molti, ma anche mediante pratiche yogiche o devozionali che assecondano le predisposizioni individuali. Tale insegnamento si realizza nella Conoscenza, non prevede tecnicismi e osservanze, e punta direttamente a fare dell'esperienza uno strumento di elevazione della coscienza.

Sebbene il testo sia stato oggetto di svariate interpretazioni, l'intento non è quello di stabilire un culto teistico, tanto meno una setta o una scuola particolari. La divinità che si manifesta ad Arjuna dichiara, come nel dettato upanisadico, la superiorità della Conoscenza del Sé su tutte le discipline e le pratiche ascetiche o devozionali, Conoscenza che si verifica mediante la Devozione, il Servizio impersonale o la Ricerca pura, senza preferenze:


<<33. O vincitore dei nemici, il sacrificio nella conoscenza è superiore al sacrificio dei beni materiali poiché tutte le azioni hanno il loro compimento nella conoscenza, o figlio di Pritha.
34. Cerca di conoscere la verità avvicinando un maestro spirituale, ponigli delle domande con sottomissione e servilo. L'anima realizzata può rivelarti la conoscenza perché ha visto la verità.
35. E quando avrai appreso la verità da un'anima realizzata non cadrai mai più nell'illusione perché capirai che tutti gli esseri sono parte del Supremo o, in altre parole, Mi appartengono.
36. Anche se tu fossi il peggiore dei peccatori, una volta salito sul vascello della conoscenza supererai l'oceano della sofferenza.
37. Simile al fuoco ardente che riduce il legno in cenere, o Arjuna, il fuoco della conoscenza riduce in cenere tutte le azioni.
38. In questo mondo, niente è così puro e sublime come la conoscenza. Colui che è diventato maturo nella pratica dello yoga, a suo tempo, trova in se stesso questa conoscenza.>>
(IV, 33 -38)


Sebbene Dio si mostri, in un concerto di epifanie, nelle svariate forme in cui l'immaginario religioso ha concepito la Sua figura, lo fa per per rivelarsi infine "a due braccia", nella forma di uomo:

<< 51. Vedendo Krishna nella Sua forma originale, Arjuna disse: Guardando questa forma dall'aspetto umano, così meravigliosamente bella, la mia mente si placa e io ritorno alla mia normale natura.
52. Il Signore Beato disse: Questa Mia forma, che tu ora contempli, è molto difficile da vedere, Mio caro Arjuna. Perfino gli esseri celesti aspirano continuamente a contemplarla
53. La forma che vedi con i tuoi occhi spirituali non può essere compresa né con lo studio dei Veda, né con le severe ascesi, né con gli atti caritatevoli, né con l'adorazione rituale. Nessuno, per queste vie, Mi vedrà così come sono.
54. Mio caro Arjuna, soltanto per mezzo di un incrollabile amore Mi si può conoscere cosi come sono, in piedi di fronte a te, e Mi si può vedere direttamente. Solo cosi si può penetrare il mistero della Mia Persona.
55. Mio caro Arjuna, colui che agisce per Me, guardando solo Me, libero dalla contaminazione delle sue attività passate e dalla speculazione mentale, benevolo con tutti gli esseri, certamente giunge a Me. >>
(XI, 51-55)

I due brani citati, sebbene non possano riflettere la complessità dell'opera, suggeriscono la visione di fondo che anima il testo: la conoscenza del Supremo è la meta finale dell'esistenza umana, qualsiasi siano i mezzi utilizzati per ricercarla, questi non sono altro che semi dell'infinito Essere senza-parti, la cui conoscenza brucia ogni azione, ogni residuo karmico e la stessa necessità di qualsiasi azione. Krishna indica altresì tre vie che possono condurre gli uomini, secondo la loro indole, a realizzare la pienezza: il Karma Yoga, via dell'azione disinteressata, il Bhakti Yoga, via della pura devozione e il Jnana Yoga, via della conoscenza filosofica:

<<1. Arjuna disse: Tra chi Ti adora col servizio di devozione e chi dedica il culto al Brahman impersonale, al non-manifestato, chi è più perfetto?
2. Il Signore Beato disse: Colui che fissa la mente sulla Mia forma personale e, colmo di un'ardente fede spirituale, s'impegna sempre nella Mia adorazione, è unito a Me in modo perfetto.
3-4. Quanto a coloro che si votano completamente al non-manifestato, indefinito, inconcepibile ai sensi, onnipresente, fisso, immutabile, controllando i sensi, mostrandosi equanimi tutti e operando per il bene universale, certamente Mi realizzano.
5. Per coloro che hanno la mente attratta dal non-manifestato, dall'aspetto impersonale dell'Assoluto, il progresso sarà molto faticoso. Avanzare su questa via è sempre difficile per l'essere incarnato.
6-7. Per colui che Mi adora e abbandona a Me tutte le sue attività, dedicandosi esclusivamente a Me, assorto nel servizio di devozione e meditando costantemente su di Me, con la mente fissa in Me, o figlio di Pritha, Io sono il liberatore che lo sottrarrà presto all'oceano di nascite e morti.
8. Fissa la tua mente in Me e impegna in Me tutta la tua intelligenza. Così, senza dubbio, vivrai sempre in Me.
9. Mio caro Arjuna, conquistatore delle ricchezze, se non riesci a fissare in Me la tua mente senza deviare, osserva allora i principi regolatori dello yoga.
10. Se non puoi sottometterti ai principi regolatori dello yoga, cerca di dedicare a Me le tue opere, poiché agendo per Me raggiungerai la perfezione.
11. Tuttavia, se non puoi agire in questa coscienza, sforzati allora di rinunciare ai frutti delle tue azioni e diventa consapevole della natura spirituale.
12. Superiore alla conoscenzatuttavia, è la meditazione, e superiore alla meditazione è la rinuncia ai frutti dell'azione, perché con questa rinuncia si può ottenere la pace della mente.>>
(XII, 1 - 12)

La rinuncia ai frutti dell'azione è indicata come via maestra, superiore anche alla meditazione, per accedere alla pace della mente (vedi sottolineato)
veraluce is offline  
Vecchio 01-12-2007, 15.20.03   #17
Giorgiosan
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Citazione:
Originalmente inviato da veraluce

La rinuncia ai frutti dell'azione è indicata come via maestra, superiore anche alla meditazione, per accedere alla pace della mente (vedi sottolineato)
La rinuncia ai frutti dell'azione

Queste parole di Gesù dicono la stessa cosa in altro modo.
(Matteo 6,3) Ma quando tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra quel che fa la destra.
Giorgiosan is offline  
Vecchio 01-12-2007, 16.22.25   #18
Noor
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Citazione:
Originalmente inviato da Giorgiosan
La rinuncia ai frutti dell'azione

Queste parole di Gesù dicono la stessa cosa in altro modo.
(Matteo 6,3) Ma quando tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra quel che fa la destra.
Difatti,per chi ha Orecchie..Gesù parla sempre della morte dell'ego..
Non ci sono compromessi nella Vita: è "la porta stretta"..
Noor is offline  
Vecchio 02-12-2007, 11.25.33   #19
Giorgiosan
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Dunque ci sono molte discipline (yoga) che aiutano ad andare avanti.
C'è una disciplina per meditare: affrontare un tema alla volta e concentrarsi su quello, il silenzio, la posizione del corpo, ecc. ecc. . Ognuno poi esperimenterà quale sia il metodo più efficace per se stesso. (A me, è congeniale il camminare...come per i peripatetici Ci sono anche tecniche di respirazione...ed altre...tante.

Ad Arjuna che gli chiede quali sia la disciplina migliore, Krisna risponde che è la bhakti.

Il capitolo 12 si diffonde su questo.

Vorrei segnalare la strofa quinta:

Maggiore è la difficoltà di quelli
che hanno la mente assorta nell'Immanifesto,
giaccé una meta immanifesta
con gran fatica è raggiunta da chi ha un corpo.


Questa strofa dovrebbe essere meditata a lungo dai cristiani:
in sintesi dice che è più facile aderire alla Realtà assoluta se essa ha il volto di un Dio personale.
Cristo è proprio questo, il Dio personale, il Dio uomo.
Più Cristo-centrismo ...meno Teo-centrismo.

Ciao
Giorgiosan is offline  
Vecchio 04-12-2007, 14.38.42   #20
Giorgiosan
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Citazione:
Originalmente inviato da veraluce
Condivido (ovvio)!

Riporto un estratto da una ricerchina:



La rinuncia ai frutti dell'azione è indicata come via maestra, superiore anche alla meditazione, per accedere alla pace della mente (vedi sottolineato)

Ho avuto tempo per leggere attentamente quanto hai riportato. Apprezzo molto questo commento. L'ho quotato tutto perché lo condivido tutto.
Grazie veraluce!
Giorgiosan is offline  

 



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