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Vecchio 26-11-2007, 14.13.18   #1
Giorgiosan
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Bhagavat-gita

Il Bhagavat-gita è una sorta di Vangelo per milioni di indù quale che sia la loro appartenenza religiosa o la figura divina che adorano come Signore supremo dell'universo.
(La Bhagavat gita è in lingua sanscrita per cui la g è sempre dura, la pronuncia corretta suona in italiano " ghiita ". Gita significa "canto" che in sanscrito è femminile. Bhagavat può tradursi " glorioso Signore "quindi "il canto del glorioso Signore".)

Prima di parlare del B.G mi sembra opportuno inquadrare a grandissime linee l'induismo. Alcune coordinata essenziale per coloro che non hanno mai affrontato l'argomento e il mare magnum di questa religione... gli altri mi scuseranno per la banalità delle informazioni:
intorno al VII-VI secolo a.C. inizia il processo di superamento della religione vedicain direzione del brahmanesimo.
Le massime divinità cessano di rappresentare fenomeni della Natura Universale e diventano simboli di processi interiori oppure veri dei responsabili ai quali il devoto si accosta pieno di amore sacro.
La religione vedica era simile, per capirci, alle religioni dell'occidente europeo
precristiano.

Fra le opere del brahmanesimo vi sono due grandi poemi, uno di questi è il Mahabharata.
La B.G. è un piccolo poema inserito nel Mahabharata ma in mezzo a questo smisurato poema splende per la elevatezza filosofica, morale e religiosa.

Per questo primo post credo che basti .

Spero che interessi qualcuno di voi e che diate un contributo all'interpretazione della Bhagavat-gita.

Ciao a tutti
Giorgiosan is offline  
Vecchio 26-11-2007, 15.57.05   #2
veraluce
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Riferimento: Bhagavat-gita

Che bello! Spero che questa discussione sia d'aiuto anche a me che ho iniziato da poco a leggere la "Bagavad-gita cosi com'è" di A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada (= l'ho scaricata dal sito degli Hare Krishna) è una edizione che, secondo gli Hare Krishna, è meno contaminata da interpretazioni "soggettive" dovute alla traduzione di lingua.

Ne riporto uno stralcio dall'introduzione :

"Che cosa si propone la Bhagavad-gita? Il suo fine è quello di liberare gli uomini dall'igno-ranza a cui li ha costretti l'esistenza materiale.Ogni giorno l'uomo si trova alle prese con mille difficoltà. Arjuna per esempio, sta per affrontare una guerra fratricida; deve o non deve combattere? Chiuso nel suo profondo dilemma, egli cerca una soluzione rivolgendosi a Krishna, che gli espone allora la Bhagavad-gita. Come Arjuna anche noi siamo immersi nell'angoscia a causa dell'esistenza materiale, che consideriamo come l'unica realtà. Ma noi siamo fatti per soffrire, perché siamo eterni e la nostra vita in questo mondo illusorio ( asat ) è solo passeggera. Tutti gli esseri umani soffrono, ma ben pochi indagano sulla loro vera natura o sulla ragione della sofferenza. Nessuna sarà veramente perfetto se non si chiede il perché della sofferenza, se non la rifiuta e sceglie di porvi rimedio. Possiamo considerarci uomini solo quando questa domanda si affaccia alla nostra mente... ... ...

Se l'uomo non cerca la Verità Assoluta, ogni sua attività rimarrà imperfetta.
La Bhagavad-gita è fatta proprio per rispondere a coloro che si chiedono: "Perché siamo soggetti alla sofferenza?""dove andremo dopo la morte?" Chi cerca sinceramente, chi vuole trovare la risposta deve, come Arjuna, mostrare un rispetto totale alla Persona Suprema.

Sri Krishna discende in questo mondo soprattutto per ricordare all'uomo il vero scopo dell'esistenza. MIlioni di uomini si risvegliano grazie ai Suoi insegnamenti, e tra miglioni uno forse comprenderà il legame che lo unisce a Dio; per lui Krishna espone la Bhagavad-gita."


Io ( per quel poco che ho letto sino ad ora ) lo trovo un testo "affascinante" ...
veraluce is offline  
Vecchio 26-11-2007, 17.32.21   #3
paperapersa
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Riferimento: Bhagavat-gita

Citazione:
Originalmente inviato da veraluce
Che bello! Spero che questa discussione sia d'aiuto anche a me che ho iniziato da poco a leggere la "Bagavad-gita cosi com'è" di A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada (= l'ho scaricata dal sito degli Hare Krishna) è una edizione che, secondo gli Hare Krishna, è meno contaminata da interpretazioni "soggettive" dovute alla traduzione di lingua.

Ne riporto uno stralcio dall'introduzione :

"Che cosa si propone la Bhagavad-gita? Il suo fine è quello di liberare gli uomini dall'igno-ranza a cui li ha costretti l'esistenza materiale.Ogni giorno l'uomo si trova alle prese con mille difficoltà. Arjuna per esempio, sta per affrontare una guerra fratricida; deve o non deve combattere? Chiuso nel suo profondo dilemma, egli cerca una soluzione rivolgendosi a Krishna, che gli espone allora la Bhagavad-gita. Come Arjuna anche noi siamo immersi nell'angoscia a causa dell'esistenza materiale, che consideriamo come l'unica realtà. Ma noi siamo fatti per soffrire, perché siamo eterni e la nostra vita in questo mondo illusorio ( asat ) è solo passeggera. Tutti gli esseri umani soffrono, ma ben pochi indagano sulla loro vera natura o sulla ragione della sofferenza. Nessuna sarà veramente perfetto se non si chiede il perché della sofferenza, se non la rifiuta e sceglie di porvi rimedio. Possiamo considerarci uomini solo quando questa domanda si affaccia alla nostra mente... ... ...

Se l'uomo non cerca la Verità Assoluta, ogni sua attività rimarrà imperfetta.
La Bhagavad-gita è fatta proprio per rispondere a coloro che si chiedono: "Perché siamo soggetti alla sofferenza?""dove andremo dopo la morte?" Chi cerca sinceramente, chi vuole trovare la risposta deve, come Arjuna, mostrare un rispetto totale alla Persona Suprema.

Sri Krishna discende in questo mondo soprattutto per ricordare all'uomo il vero scopo dell'esistenza. MIlioni di uomini si risvegliano grazie ai Suoi insegnamenti, e tra miglioni uno forse comprenderà il legame che lo unisce a Dio; per lui Krishna espone la Bhagavad-gita."


Io ( per quel poco che ho letto sino ad ora ) lo trovo un testo "affascinante" ...

Sì è vero è uno dei testi sacri più belli......
ma anche il Libro dello Splendore della Kabbalah è bellissimo,
ogni testo sapienziale ha un suo fascino
per il ricercatore......solo che alla fine è solo
entrando dentro di noi, che troviamo il nostro vero e unico
Maestro Interiore.......
paperapersa is offline  
Vecchio 26-11-2007, 17.45.55   #4
sebastianb
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Riferimento: Bhagavat-gita

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Originalmente inviato da veraluce
Che bello! Spero che questa discussione sia d'aiuto anche a me che ho iniziato da poco a leggere la "Bagavad-gita cosi com'è" di A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada (= l'ho scaricata dal sito degli Hare Krishna) è una edizione che, secondo gli Hare Krishna, è meno contaminata da interpretazioni "soggettive" dovute alla traduzione di lingua.

Ne riporto uno stralcio dall'introduzione :

"Che cosa si propone la Bhagavad-gita? Il suo fine è quello di liberare gli uomini dall'igno-ranza a cui li ha costretti l'esistenza materiale.Ogni giorno l'uomo si trova alle prese con mille difficoltà. Arjuna per esempio, sta per affrontare una guerra fratricida; deve o non deve combattere? Chiuso nel suo profondo dilemma, egli cerca una soluzione rivolgendosi a Krishna, che gli espone allora la Bhagavad-gita. Come Arjuna anche noi siamo immersi nell'angoscia a causa dell'esistenza materiale, che consideriamo come l'unica realtà. Ma noi siamo fatti per soffrire, perché siamo eterni e la nostra vita in questo mondo illusorio ( asat ) è solo passeggera. Tutti gli esseri umani soffrono, ma ben pochi indagano sulla loro vera natura o sulla ragione della sofferenza. Nessuna sarà veramente perfetto se non si chiede il perché della sofferenza, se non la rifiuta e sceglie di porvi rimedio. Possiamo considerarci uomini solo quando questa domanda si affaccia alla nostra mente... ... ...

Se l'uomo non cerca la Verità Assoluta, ogni sua attività rimarrà imperfetta.
La Bhagavad-gita è fatta proprio per rispondere a coloro che si chiedono: "Perché siamo soggetti alla sofferenza?""dove andremo dopo la morte?" Chi cerca sinceramente, chi vuole trovare la risposta deve, come Arjuna, mostrare un rispetto totale alla Persona Suprema.

Sri Krishna discende in questo mondo soprattutto per ricordare all'uomo il vero scopo dell'esistenza. MIlioni di uomini si risvegliano grazie ai Suoi insegnamenti, e tra miglioni uno forse comprenderà il legame che lo unisce a Dio; per lui Krishna espone la Bhagavad-gita."


Io ( per quel poco che ho letto sino ad ora ) lo trovo un testo "affascinante" ...
Salve, ho letto con interesse quanto hai riportato. Non voglio bruciare i tempi, ma quanto scrivi ( o meglio riporti = ....... tutti gli esseri umani soffrono, ma ben pochi indagano sulla vera natura o sulla ragione della sofferenza. ecc... ecc..... ) non fu la ragione della nascita del buddismo? - Non è stato l' Illuminato Budda a indagare della sofferenza con la dottrina delle 4 Nobili Verita? - cordialita'
sebastianb is offline  
Vecchio 26-11-2007, 20.17.46   #5
veraluce
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Riferimento: Bhagavat-gita

Citazione:
Da sebastianb:
Salve, ho letto con interesse quanto hai riportato. Non voglio bruciare i tempi, ma quanto scrivi ( o meglio riporti = ....... tutti gli esseri umani soffrono, ma ben pochi indagano sulla vera natura o sulla ragione della sofferenza. ecc... ecc..... ) non fu la ragione della nascita del buddismo? - Non è stato l' Illuminato Budda a indagare della sofferenza con la dottrina delle 4 Nobili Verita? - cordialita'

Ciao sebastianb,
dai miei appunti ( presi da vari testi ) posso ri-riportare questo:
...la Bhagavad-gita (conosciuta anche come Gitopanisad) è considerata una delle maggiori Upanisad e costituisce l'essenza della conoscenza vedica.
Le Upanishad contengono i primi elementi del pensiero filosofico indiano,
il loro sviluppo durò a lungo, e in esse è contenuto già l'idea di fondo che sarebbe stata ripresa dal Buddha: Il mondo è irreale, in quanto diverso dall'atman ; ma il mondo se è irreale, fa soffrire "chi sa" e per questo l'atman che letteralmente vuol dire "superamento, ascesa (verso zone più limpide e pure), e indicato anche come anandamaia, cioè "beatifico". ... ...


Deduco che il Buddha espresse qualcosa di simile a ciò che è contenuto nella Bhagavad-gita, ma comunque successivamente.
So che i miei appunti non sono esaurientissimi, ma non ho molto tempo per scrivere però penso che possano darti delle indicazioni.
Magari qualcun'altro potrà dirti di più.

Citazione:
Da Paperapersa:
Sì è vero è uno dei testi sacri più belli......
ma anche il Libro dello Splendore della Kabbalah è bellissimo,
ogni testo sapienziale ha un suo fascino
per il ricercatore......solo che alla fine è solo
entrando dentro di noi, che troviamo il nostro vero e unico
Maestro Interiore

Condivido!
Comunque speravo di poter conoscere più approfonditamente il testo che è stato citato in questa specifica discussione...

E poi sono sicura che c'è qualcuno che la conosce bene la Bhagavad-gita...
speriamo che passi di qui!
Pace & Amore a tutti!!!
veraluce is offline  
Vecchio 27-11-2007, 01.12.11   #6
gyta
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Bhagavad Gita o Canto del Beato

Grazie a Dio.. Non è "un Vangelo" (!)

Sintesi:
"Le proprietà di tutti i sensi lo manifestano,
ma esso è sprovvisto di ogni senso, senza attaccamento,
porta tutto e, senza qualità, sperimenta le qualità. "

(canto XIII v.14)

"E quale sia la forma di qualunque essere, lui io sono, o Arjuna.
Non vi è essere, mobile o immobile, che esista al di fuori di me."

(canto X v.39)

Ovvero: " Sappi che quello che non può essere visto dagli occhi,
ma grazie al quale gli occhi vedono, è il Brahman. "

(dalle Upanishad)


..più "approfondito" di così.. !!

Gyta
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Vecchio 27-11-2007, 09.38.58   #7
Giorgiosan
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Riferimento: Bhagavat-gita

Il testo si presenta in forma di colloquio fra il guerriero Arjuna e il suo auriga Krisna, principe e uomo dio.
Questo dialogo è inserito in un altro dialogo quello fra il re Dhirtarastra ed il suo bardo che riferisce al re quanto accade sul campo di battaglia.
Il discorso che l'uomo dio rivolge ad Arjuna si svolge sul carro da guerra di quest'ultimo.

Occorre fare un altro preambolo per capire il messaggio della B.G. che riguarda, anche, quanto detto da Sebastian:

Citazione:
Originalmente inviato da sebastianb
Salve, ho letto con interesse quanto hai riportato. Non voglio bruciare i tempi, ma quanto scrivi ( o meglio riporti = ....... tutti gli esseri umani soffrono, ma ben pochi indagano sulla vera natura o sulla ragione della sofferenza. ecc... ecc..... ) non fu la ragione della nascita del buddismo? - Non è stato l' Illuminato Budda a indagare della sofferenza con la dottrina delle 4 Nobili Verita? - cordialita'

Nel vecchio sistema sistema brahmanico ( la B.G. è stata composta probabilmente all’inizio del secondo secolo a.C. e Buddha è morto verso l’inizio del V secolo a.C.) era stata individuata nell’”azione “ la causa del vincolo delle rinascite dalla quale l’uomo vuole affrancarsi.
Il brahmanesimo aveva individuato come via che conduceva all’affrancamento dalle rinascite, una serie minuziosa e vastissima di atti rituali, insomma la liberazione attraverso la liturgia….come sempre propone la classe sacerdotale.

Il Buddha aveva mostrato che anche questi atti liturgici erano vincolanti perché in qualsiasi atto umano si annida il desiderio…e il desiderio è la radice di ogni male.

E’ però evidente che è utopica l’inazione assoluta quindi bisognava trovare un modo di agire senza contrarre dei legami, di sopprimere, cioè, quella caratteristica intrinseca dell’azione che la trasforma in un vincolo e che consiste nel desiderio.

Da questa riflessione scaturisce il tema centrale della B.G.
Giorgiosan is offline  
Vecchio 27-11-2007, 13.15.33   #8
paperapersa
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Citazione:
Originalmente inviato da gyta
Grazie a Dio.. Non è "un Vangelo" (!)

Sintesi:
"Le proprietà di tutti i sensi lo manifestano,
ma esso è sprovvisto di ogni senso, senza attaccamento,
porta tutto e, senza qualità, sperimenta le qualità. "

(canto XIII v.14)

"E quale sia la forma di qualunque essere, lui io sono, o Arjuna.
Non vi è essere, mobile o immobile, che esista al di fuori di me."

(canto X v.39)

Ovvero: " Sappi che quello che non può essere visto dagli occhi,
ma grazie al quale gli occhi vedono, è il Brahman. "

(dalle Upanishad)


..più "approfondito" di così.. !!

Gyta
In quattro parole: IO SONO COLUI ( O TUTTO CIO') CHE E'
ogni testo sacro ha la sua poesia, il suo modo di dire le stesse cose.
Il diverso non è "migliore" o "peggiore"
Il diverso è solo diverso
Ad alcuni risuona meglio la Gita
ad altri il Vangelo
alcuni trovano bellezza e meraviglia in entrambi!
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Vecchio 27-11-2007, 19.47.36   #9
VanLag
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Originalmente inviato da Giorgiosan
Spero che interessi qualcuno di voi e che diate un contributo all'interpretazione della Bhagavat-gita.
Trovai e trovo ancora, la Bhagavad Gita un testo molto bello e profondo, e, a mio avviso, lo sarebbe ancora di più se non mischiasse nei suoi insegnamenti il monismo ed il teismo, ma probabilmente la stesura odierna è il prodotto di diversi rimaneggiamenti durante i quali, nel troncone originale del testo, sono stati inserite tradizioni orali diverse.

VanLag is offline  
Vecchio 28-11-2007, 11.02.42   #10
Giorgiosan
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Citazione:
Originalmente inviato da VanLag
Trovai e trovo ancora, la Bhagavad Gita un testo molto bello e profondo, e, a mio avviso, lo sarebbe ancora di più se non mischiasse nei suoi insegnamenti il monismo ed il teismo, ma probabilmente la stesura odierna è il prodotto di diversi rimaneggiamenti durante i quali, nel troncone originale del testo, sono stati inserite tradizioni orali diverse.


Certamente anche la B.G è frutto di aggiunte e rimaneggiamenti...da una fase orale a quella scritta...dalle aggiunte e varie redazioni.
Per la questione della tensione fra monismo e teismo nella B.G. ( ma che si potrebbe estendere a tutto l'induismo) secondo me, è sottovalutata, specialmente da chi ha una visione teocentrica, una grandissima verità-intuizione dell'induismo: il fatto che ogni avatara della divinità proprio in quanto manifestazione di Dio ( io direi incarnazione) rappresenta ogni volta e realmente tutta la potenza di Dio. La verità profonda che è sottesa in questa fede è che l'uomo è Dio e Dio è l'uomo...e questo è molto affine alla rivelazione di Cristo.
Quella analisi è più filosofica che religiosa e non coglie, secondo me il senso profondo dell'induismo...vale a dire che è fatta dal punto di vista di una filosofia delle religioni e che quindi si serve di categorie che non colgono tutti i contenuti di una specifica religione.
Ciao
Giorgiosan is offline  

 



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