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Vecchio 06-02-2008, 22.39.34   #1
Alessandro D'Angelo
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è retrograta la modifica del messale preconciliare?

Modifica del Messale preconciliare liberalizzato

La modifica è stata pubblicata sull’Osservatore Romano: Benedetto XVI «ha disposto» che sia cambiata la preghiera per gli ebrei del VENERDI' SANTO nel messale preconciliare liberalizzato dal recente Motu proprio «Summorum Pontificum».
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Nel vecchio testo, da oggi abolito, si pregava - in latino - per la conversione degli ebrei chiedendo a Dio di sottrarre «quel popolo... alle sue tenebre» e di rimuoverne «l’accecamento» (termine mutuato da una lettera di San Paolo
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Nella nuova versione, si prega (in latino) per gli ebrei affermando:
«Il Signore illumini i loro cuori perché riconoscano Gesù Cristo salvatore di tutti gli uomini».
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Il cammino di avvicinamento era iniziato già sotto Pio XII, il quale aveva fatto precisare dalla Congregazione dei riti che l’antica formulazione «pro perfidis judaeis» stava a indicare «per i giudei che non hanno la fede» e non per gli ebrei «perfidi». Giovanni XXIII, nel 1959, eliminò sia il «perfidis» che il successivo riferimento alla «perfidia» giudaica. Ma nella preghiera erano rimasti riferimenti all’«accecamento» e alle «tenebre» del popolo ebraico.
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Intanto la comunità ebraica, pare che non sia molto ostile invitando il Papa a visitare la Sinagoga di Roma.
Alessandro D'Angelo is offline  
Vecchio 07-02-2008, 19.16.30   #2
Alessandro D'Angelo
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Riferimento: è retrograta la modifica del messale preconciliare?

Per chiarire, riporto quanto la stampa aveva anticipato due settimane fa:
"Cambia la preghiera per gli ebrei nel messale antico liberalizzato dal Motu proprio “Summorum Pontificum”".
Il nuovo testo è stato pubblicato sull’Osservatore Romano del 7 febbraio 08 a cura della Segreteria di Stato.
“… il Santo Padre Benedetto XVI ha disposto che l’Oremus et pro Iudaeis della Liturgia del Venerdì Santo contenuto in detto Missale Romanum sia sostituito con il seguente testo:

"Oremus et pro Iudaeis. Ut Deus et Dominus noster illuminet corda eorum, ut agnoscant Iesum Christum salvatorem omnium hominum. Oremus. Flectamus genua. Levate. Omnipotens sempiterne Deus, qui vis ut omnes homines salvi fiant et ad agnitionem veritatis veniant, concede propitius, ut plenitudine gentium in Ecclesiam Tuam intrante omnis Israel salvus fiat. Per Christum Dominum nostrum. Amen".

Tale testo dovrà essere utilizzato, a partire dal corrente anno, in tutte le Celebrazioni della Liturgia del Venerdì Santo con il citato Missale Romanum”.
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Vecchio 19-02-2008, 16.10.14   #3
Alessandro D'Angelo
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Riferimento: è retrograta la modifica del messale preconciliare?

Citazione:
Originalmente inviato da Alessandro D'Angelo
Per chiarire, riporto quanto la stampa aveva anticipato due settimane fa:
"Cambia la preghiera per gli ebrei nel messale antico liberalizzato dal Motu proprio “Summorum Pontificum”".
Il nuovo testo è stato pubblicato sull’Osservatore Romano del 7 febbraio 08 a cura della Segreteria di Stato.
“… il Santo Padre Benedetto XVI ha disposto che l’Oremus et pro Iudaeis della Liturgia del Venerdì Santo contenuto in detto Missale Romanum sia sostituito con il seguente testo:

"Oremus et pro Iudaeis. Ut Deus et Dominus noster illuminet corda eorum, ut agnoscant Iesum Christum salvatorem omnium hominum. Oremus. Flectamus genua. Levate. Omnipotens sempiterne Deus, qui vis ut omnes homines salvi fiant et ad agnitionem veritatis veniant, concede propitius, ut plenitudine gentium in Ecclesiam Tuam intrante omnis Israel salvus fiat. Per Christum Dominum nostrum. Amen".

Tale testo dovrà essere utilizzato, a partire dal corrente anno, in tutte le Celebrazioni della Liturgia del Venerdì Santo con il citato Missale Romanum”.
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Gentili amici,
ho risolto il problema da solo:

MOTU PERPETUO. IL RIPRISTINO DELLA MESSA TRIDENTINA
NON DÀ PACE A BENEDETTO XVI

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34275. CITTÀ DEL VATICANO-ADISTA. Le polemiche dopo la promulgazione del
Motu Proprio con cui Benedetto XVI ha liberalizzato l'uso del Messale di San
Pio V non accennano ad esaurirsi. Questa volta nell'occhio del ciclone è
finita la preghiera per la conversione degli ebrei, che il messale
tridentino prevede all'interno della liturgia del Venerdì Santo. In origine,
nelle funzioni del Venerdì Santo si pronunciavano una serie di preghiere:
per la Chiesa, per il papa e tutto l'ordine sacerdotale, per il popolo
fedele, per i catecumeni, per gli scismatici ed eretici, per i pagani ed
anche per gli ebrei. La preghiera per la conversione di questi ultimi
recita: "Oremus et pro perfidis Judaeis": "Preghiamo anche per i 'perfidi'
giudei"... e poi, dopo una genuflessione: "Omnipotens sempiterne Deus, qui
etiam judaicam perfidiam a tua misericordiam non repellis": "Dio onnipotente
ed eterno che non ricusi la tua misericordia alla 'perfidia' dei Giudei,
degnati di esaudire le nostre preghiere". Il problema sorgeva sul
significato da attribuire all'aggettivo latino "perfidus" ed al sostantivo
"perfidia". Mentre i tradizionalisti eccepiscono che etimologicamente in
latino, le parole "perfidus" e "perfidia" sono composte dal suffisso "per"
(oltre, al di là) e dal sostantivo "fides" (fede), e vanno intese nel senso
di "non fedeli di Cristo" e "ostinata incredulità"; per gli altri, ebrei
inclusi, la formula conteneva l'ennesima dimostrazione del secolare
antigiudaismo della Chiesa cattolica. Giovanni XXIII, tramite la Sacra
Congregazione dei Riti (dichiarazione del 19 marzo 1959), aveva perciò
provveduto ad eliminare dalla preghiera per gli ebrei l'aggettivo "perfidi"
e il sostantivo "PERFIDIA": di conseguenza, nell'edizione del Messale
tridentino del 1962, l'ultima edito typica prima della riforma liturgica
postconciliare promossa da Paolo VI, essi non compaiono. La stessa
Congregazione nel novembre 1960 eliminò la frase "Horresce Judaicam
perfidiam, respue Hebraicam superstitionem"
("Ripudia l'infedeltà giudaica, rifiuta la superstizione ebraica")
dal rito del battesimo per gli ebrei che volevano convertirsi. Rimase perciò, nella liturgia del il Venerdì Santo, soltanto la preghiera per la conversione dei giudei. Che la comunità ebraica ha continuato a ritenere offensiva. E che - ripristinato l'antico rito di S. Pio V, è tornata ad essere pietra di inciampo nel dialogo tra cattolici ed ebrei. Il Papa ha disposto così che la preghiera sia ulteriormente cambiata.
Lo ha annunciato una nota della segreteria di Stato vaticana, pubblicata
Dall'Osservatore Romano. Il testo che sarà in vigore dal prossimo venerdì
santo non prevede più che si preghi per la conversione degli ebrei.Questo il
testo in latino della nuova preghiera: "Oremus et pro Iudaeis Ut Deus et
Dominus noster illuminet corda eorum, ut agnoscant Iesum Christum salvatorem omnium hominum. Oremus. Omnipotens sempiterne Deus, qui vis ut omnes homines salvi fiant et ad agnitionem veritatis veniant, concede propitius, ut plenitudine gentium in Ecclesiam Tuam intrante omnis Israel salvus fiat. Per Christum Dominum nostrum. Amen". In italiano la preghiera suona così:
"Preghiamo per gli Ebrei. Il Signore Dio Nostro illumini i loro cuori perché
riconoscano Gesù Cristo Salvatore di tutti gli uomini. Dio Onnipotente ed
eterno, Tu che vuoi che tutti gli uomini si salvino e giungano alla
conoscenza della verità, concedi propizio che, entrando la pienezza dei
popoli nella tua Chiesa, tutto Israele sia salvo".

Ma per la comunità ebraica, la toppa rischia di essere peggiore del buco.


Secondo David Rosen, presidente del Comitato ebraico internazionale sulle consultazioni interreligiose, in attesa della pronuncia dei due massimi rabbini di
Israele, ha detto che "la nuova liturgia è un passo indietro rispetto alla
strada intrapresa con le enunciazioni del secondo Concilio Vaticano". Anche
l'ufficio di Gerusalemme della Anti-Defamation League ha parlato di
carattere 'cosmetico' della revisione della liturgia per il Venerdì Santo e
che quella preghiera resta "profondamente preoccupante", insistendo nella
richiesta agli ebrei "di riconoscere Gesù come il salvatore". Per il rabbino
capo di Roma Riccardo Di Segni con questo testo si torna "indietro di 43
anni" e si "impone una pausa di riflessione nel dialogo ebraico-cristiano".
Per Di Segni è tutto sbagliato: "La sostanza, ma anche la formula" della
preghiera. Il rabbino ha precisato inoltre che "non è vero che è stata tolta
la frase che urta la sensibilità del popolo ebraico. In questa nuova
formulazione è tutto che urta questa sensibilità". (valerio gigante)
Alessandro D'Angelo is offline  

 



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