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Vecchio 28-10-2003, 23.56.45   #1
freedom
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Data registrazione: 16-10-2003
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Rallentare..ecco sì rallentare...

Sembra impossibile perchè tutto va così veloce....e noi non possiamo che inseguire...alla fine arrancare...

....eppure se dentro di noi rallentiamo rallenta anche fuori. Quasi che capovolgendo i termini della questione si scopre che funziona lo stesso ma al contrario.

In qualche periodo mi è stato dato di provarlo e posso garantire che funziona. Non so quale valore scientifico si possa attribuire..... ma funziona. E una volta come in una favola, rallenta rallenta, si è fermato tutto. Ero sul terrazzo di casa che guarda su un piccolo bosco e gli alberi si sono fermati. Si ovviamente anche il vento ma anche tutto il resto: uccellini, finestre delle altre abitazioni, foglie degli alberi, nuvole, tutto. Ma la cosa più significativa era la mia percezione chiara, sana, limpida di STOP! Come quando il gioco del bambino con macchinine che vanno nella pista coordinate a trenini, passaggi a livello, semafori, clacson si ferma all'improvviso tutto insieme perchè si è staccato un contatto. Quello provai. Quello percepii. Non ricordo se io stesso ero immobile. Purtroppo non me lo ricordo proprio. Non mi ricordo nemmeno se stavo o meno pensando! Questo è grave perchè se per caso avessi percepito che non pensavo più avrei potuto spendere una parola così importante su questa decisiva questione. (nel senso: si può smettere di pensare per davvero o sono tutte chiacchiere?) Io ne ero serenamente consapevole: la vita sul pianeta si svolge come quei giochini lì. Non cercai più quell'esperienza anche se in effetti non lo feci nemmeno quella volta. Fu...come dire....molto normale nella sua straordinarietà. Non suscitò in me particolari emozioni: solo quella consapevolezza lì.

E quello fu, a mio avviso, l'apice di un periodo particolarmente felice in cui la calma regnava così stabile e potente nel mio cuore che "il fuori" si lasciava dolcemente guidare dal mio "dentro". Si, prendetemi per matto ma la questione si era capovolta: più ero calmo, autenticamente calmo e lento, e più le circostanza esterne erano armoniose. Da non crederci.

Mi rendo conto dell'assoluta inadeguatezza del mio sforzo a condividere queste cose qua con voi tuttavia sono così stanco e un pò annoiato di tante parole che non sono il frutto del proprio vissuto che preferisco tentare questa strada impervia. E' quasi impossibile capirsi quando si perdono i punti di riferimento però quello che vi racconto è la mia vita. Non è un atto di fede nelle parole del tal maestro o del tal altro. Per carità ognuno si tenga la sua Fede ma trovo così singolare disquisire su ciò che non sperimentiamo ..........

E per finire 2 parole su me stesso se noi poi magari nascono dei fraintendimenti: non ero sotto l'effetto di nessuna sostanza psicoattiva nè legale nè illegale; non praticavo nessun tipo di meditazione, esercizio mentale e quant'altro; sono persona normale, fin troppo. Ultimamente forse anche un pò imbolsito. L'unica cosa è che sono stato ricercatore spirituale da sempre. Molto vivace e devo dire che ho spaziato veramente tanto. In quel periodo provai un grande senso di pienezza leggendo e rileggendo quel libro: "Sii calmo e sappi...."

Questo è quanto carissimi.

Buonanotte
freedom is offline  
Vecchio 29-10-2003, 09.39.25   #2
VanLag
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Il cuore delle cose è in pace...

Ciao Freedom,

Funziona così: normalmente il “pensiero” è in primo piano e la “vita” sullo sfondo, in alcuni momenti, come i momenti di estrema calma, la “vita” passa in primo piano ed il “pensiero” retrocede sullo sfondo. Il tutto dipende da dove è focalizzata la nostra “attenzione”.
Ciò che appare in quei momenti non è fermo è lo straordinario pulsare della vita con la sua fragranza ed il suo fascino, appare fermo se paragonato al movimento disordinato ed ottenebrante del pensiero.

Almeno questa è la percezione che ho io a fronte dell'esperienza "naturale" che hai raccontato.
VanLag is offline  
Vecchio 29-10-2003, 12.13.58   #3
dawoR(k)
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Data registrazione: 15-05-2003
Messaggi: 876
Smile la percezione del tempo è variabile

c'è stato un periodo della mia vita
in cui lavoravo come un robot
12 ore e più giornaliere
dal martedi al sabato
però poi trascorrevo il week-end
su isolotti sperduti della dalmazia
dove per due giorni
non incontravo anima viva
e potevo dedicarmi
al relax più totale
e in quel passaggio
da una condizione di iperattività
alla pigrizia assoluta
mi rendevo conto
che due giorni di libertà
superavano in quanto
a durata del tempo percepita
di gran lunga
l'intera settimana lavorativa
perchè i ritmi
dettati dal mare e dal cielo
erano lunghi e corposi
ed in sintonia con la mia anima
mentre il lavoro...
beh
ho finito col mollarlo
e questo è il mio secondo anno
da disoccupato
e vi garantisco
che ho imparato,goduto
e vissuto più cose
in questo biennio
che in 20 anni da
"bravo ed onesto lavoratore"

...ma io
sono portato agli eccessi

wahankh .
dawoR(k) is offline  
Vecchio 02-11-2003, 00.27.06   #4
freedom
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Messaggi: 1,503
Sei molto sensibile dawoR(k).......

Non è infatti da escludere che estirpata l'erba cattiva di questo sistema di vita e pensiero frenetico, disordinato, spaventosamente monotono, avaro di ideali e stimoli, le cose, nel mio caso, potrebbero migliorare significativamente.

Purtuttavia non mi pare che ci siano per me le condizioni di risolvere rapidamente....... vivo in una città caotica (Bologna e non c'è nemmeno da lamentarsi troppo!) e non vedo come poterla lasciare.......

La dilatazione del tempo? Anche io la percepisco molto chiaramente quando viaggio per scopi diversi dal lavoro.

Ciao VanLag
dunque tu riesci o comunque ti è riuscito di mettere sullo sfondo il pensiero? Non vorrei sembrarti troppo diretto ma sarebbe veramente interessante avere una tua testimonianza.

P.S.
l'esperienza è stata naturale, questo è vero, ma in quel periodo, come ho detto, leggevo e rileggevo quel libro:"Sii calmo e sappi..." ecco è un libro, a mio avviso, un pò speciale che suggerisce di ripetere all'infinito, a mò di mantra ma non lo è, una determinata frase. Il cui scopo è appunto, in buona sostanza, non percepire più il pensiero. Se per annullamento o dimenticanza dello stesso non mi è dato sapere.
freedom is offline  
Vecchio 02-11-2003, 10.11.39   #5
Willow
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La percezione del tempo, credo sia questo di cui si sta parlando.
A tutti noi almeno una volta nella vita è stato fatto l'esempio della differente percezione del tempo a seconda che si stia baciando una persona o si sia seduti su un fornello acceso.
Crediamo che il tempo sia una forma lineare e ben scandita con un ritmo tutto suo immutabile e non manipolabile, ma poi due volte all'anno abbiamo a che fare con un dilatazione o contrazione del tempo quando si "entra" nell'ora solare o in quella legale: rubando una famosa battuta a Obelix "Sono pazzi questi romani!".
Ci siamo così impeganti a scandire, dimezzare, classificare il tempo da ascoltare poco o niente il nostro tempo interiore, che probabilmente è l'unico vero metro di misura per la nostra serenità e forse felicità. A volte riusciamo a svolgere un ottimo lavoro in poche ore, ma la società ti fa restare inchiodato alla tua sedia fino a che non suona la campana, viceversa in alcuni giorni tutto va storto e tu torni al casa col magone di avere lasciato tutto per aria. Bisognerebbe lavorare le ore che si percepiscono! Troppo azzardato?

Comunque io comincio a preoccuparmi del mio livello di stress quando la percezione della durata del week-end diventa nulla e quella della settimana lavorativa eterna...
Willow is offline  
Vecchio 02-11-2003, 18.23.10   #6
VanLag
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Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 2,959
dunque tu riesci o comunque ti è riuscito di mettere sullo sfondo il pensiero? Non vorrei sembrarti troppo diretto ma sarebbe veramente interessante avere una tua testimonianza.

Ciao freedom,

Credo che sia un prerogativa di tutti…..( Se qualcuno dice che non lo ha mai provato, secondo mè significa che non è stato attento), anche se probabilmente varia per durata ed intensità in ciascuno di noi. Credo anche che non sia un fatto volitivo, anzi la volontà rappresenta proprio l’ostacolo, infatti quando vogliamo, vogliamo un qualche cosa che appartiene al mondo del pensiero, cioè qualche cosa di conosciuto, mentre quei momenti sono una porta sull’ignoto.

Comunque per non sgusciare via dalla domanda ti riporto un mio 3d del 18-12-2002. (farei il link ma non sono certo di riuscire quindi copio ed incollo), credo sia stata la volta che percepì con maggiore intensità questa "sospensione" del pensiero.
P.S. Sospensione non è la parola giusta..... sono due movimenti paralleli, (io li chaimo "vita" e "pensiero") ci sono sempre entrambi e tutto dipende da dove è focalizzata la nostra attenzione.

Quel banalissimo fiore di campo. link al 3d (thread) originale

E ‘successo in un punto dello spazio e del tempo, dove e quando non è rilevante. Guardavo un fiore, un banalissimo e piccolo fiore di campo.
Mentre lo guardavo il fiore assorbiva tutta la mia attenzione. Lo spazio esisteva ancora ma non con le connotazioni con cui lo conosco oggi, lo stesso era per il tempo. Io stesso non c’ero. C’era solo la mia attenzione per quel fiore. C’era un senso di completezza assoluta. Tutto aveva un grande senso, era giusto, importante, armonico, piacevole, estremamente piacevole. Le domande e le ansie erano assenti, ininfluenti come il tempo e lo spazio o come me stesso.
Non c’era nulla di mistico, ne angeli che suonavano le trombe, ne cieli che si aprissero inondandomi di amore, ne corpi sottili che si staccavano da me contemplando la scena dall’esterno. C’era anzi un senso di grande normalità, di grande sanità e c’era la realtà di quel fiore che forse, era il mio ultimo legame col mondo, con la vita. Non lo so cosa sarebbe successo se fossi rimasto lì, so che pensai che dovevo alzarmi ed andare e che non potevo rimanere. Pensai che comunque quel “senso di compiutezza” era mio, mi apparteneva e che avrei potuto accederci in ogni momento che avessi voluto. Pensai qualche cosa e quel pensiero ruppe la magia. L’attenzione abbandonò quel fiore e subito lo spazio riapparve e con lui il tempo. Riapparvi anche io, la mia auto immagine, con la consapevolezza del corpo e dei suoi bisogni, con la consapevolezza della mente e dei suoi pensieri.
VanLag is offline  
Vecchio 04-11-2003, 13.43.41   #7
freedom
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Grazie per la tua significativa testimonianza VanLag.

Non saprei come proseguire questo thread tuttavia sento che, in qualche modo, è importante farlo. E dunque provo a mettere in cantiere un'ipotesi di lavoro. Più che altro lo faccio per pro-memoria personale. Tuttavia non mi dispiacerebbe vedere sostanziosi contributi.......

Compitino: giungere alla massima calma possibile tramite la serena accettazione di tutto. Ergo: se deidre crede nella sfiga fa, a mio giudizio, un errore. Per quanto possa sembrare paradossale tutti i problemi con il carrello, con il bancomat e quant'altro scaturivano dal suo interno. Non dall'esterno: era la sua ansia interna che scatenava quel macello.

Si tratta di capovolgere la questione. E' come un orologio che tu rallenti, rallenti sino ad invertire il senso di marcia delle lancette. Questo è il mio suggerimento di lavoro.

Dai venite fuori dalla tana, sento troppa sfiducia in giro ultimamente, facciamo un bel gruppo di lavoro. Qui c'è gente in gamba, che ha maturato tutte le disillusioni possibili immaginabili ma che non può abbandonare la ricerca perchè ha conficcato nel cuore il desiderio invincibile di trascendere.

Io dico che la calma è la chiave. Scopriamo come raggiungerla. Facciamo di questo thread il laboratorio. Esci allo scoperto anche tu SonoGiorgio.

Insomma o lasciamo perdere tutto o andiamo avanti. Non ci sono altre possibiltà. Non possiamo rimanere in questo limbo di smarronamento.......

Vediamo un pò quanti compagni di viaggio riesco a mettere insieme.
freedom is offline  
Vecchio 06-11-2003, 13.37.06   #8
SonoGiorgio
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"Sii calmo e sappi, Io sono Dio".. non c'è niente di male nel completare la frase, no?
caro Freedom ho letto con attenzione i tuoi post...molto interessanti ...molto interessanti.... è incredibile quante informazioni si possono cogliere in poche parole..forse questo è il bello della "condivisione" cioè del "dividere cum". Percepire intellettualmente ciò che i sensi non ci dicono.
Non devo uscire allo scoperto, perchè mai mi sono nascosto. Il fatto è' che preferisco leggere, ascoltare, sentire. Non ho molto da dire, ho solo da imparare. Non credo che esista un "laboratorio" da vivere in cooperativa, credo all'athanor personale, intimo, soggettivo, sperimentale. Chi ha un "laboratorio" già ben attivo, credo che sappia anche volutamente impedire ogni "condivisione"; perchè non sempre è utile o giusto aprire la mente a chi è in grado di entrarvi.
Comunque desidero dirti un mio pensiero sul concetto del "rallentare"; non ho mai avuto una fortunata esperienza come quella da te descritta, ma è cosa certa che il tempo, ed il suo scorrere, la sua percezione, sono strettamente legati al moto del nostro essere. E' la relatività einsteniana.
Possiamo rallentare il nostro tempo? Dobbiamo/possiamo rallentare il moto della nostra mente o possiamo/dobbiamo rallentare anche i moti della più intima costituzione della nostra materia? Io credo che se si potesse realizzare quest'ultima impresa, non vedremmo più il tempo scorrere, ma vivremmo un eterno presente. Un noto fisico chiama questa percezione, il fronte degli eventi. Un fronte dove ogni cosa accade, presente passato e futuro. Ma non è filosofia, è scienza. Con la filosofia si possono dire tante belle cose, ma con la scienza si agisce, si ha conferma, si ferma il tempo ed il moto.
ciao. Un abbraccio fraterno.
giorgio
SonoGiorgio is offline  
Vecchio 08-11-2003, 10.27.23   #9
Mary
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Esperienze soggettive che sembrano divenire oggettive confrontate con altre.
Proprio come nella descrizione di una rosa. La rosa è là ma ciascuno la descrive, la sente in modo del tutto soggettivo.

La sensazione del tempo è soggettiva, non può essere diversamente. Ed è in questa soggettività che naviga la nostra vita.

Io ho rallentanto il ritmo della mia vita in anni e anni. Un tempo i miei ritmi erano frenetici, oggi li ammansisco a mia misura.

Per fermarsi e sperimentare occorre solo la volontà di farlo.
Non è indispensabile una visione in particolare, può avvenire anche nel silenzio di una stanza. Liberare la mente dai pensieri (cosa difficilissima per chi inizia, a volte pare impossibile liberarsi del ciarlare incessante e disordinato della mente) e ascoltare.

L'ascolto senza pensieri produce strane sensazioni.

Ti puoi accorgere che sei solo sensazioni, udito, tatto..... ed è il primo passo verso una conoscenza che descrivere è davvero arduo.

Le mie prime esperienze insolite sono avvenute senza la mia volontà. E' come vedere uno splendido falco per caso e poi andare alla sua ricerca per conoscerlo meglio.

Possiamo condividere le nostre esperienze ed è bello e di grande aiuto, ma è solo il nostro personale vissuto a trasformare le parole in energia e materia.

Ciao
Mary
Mary is offline  
Vecchio 09-11-2003, 15.31.13   #10
freedom
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Messaggi: 1,503
Sai SonoGiorgio poter comunicare con un altro lettore di quel libro è una grossa fortuna. Prima di risponderti nel merito sul rallentare mi piacerebbe avere una tua opinione: è un libro speciale anche secondo il tuo giudizio? L'hai letto, quando?

E' interessante quanto dici sul rallentare. Nel mio caso fu veramente significativa la consapevolezza del "giochino dei bambini".........non so assolutamente spiegare perchè ma fu chiarissima e fortissima la consapevolezza che la vita sul pianeta è....come posso dire.........accidenti.......F ALSA! O meglio automatica: come se da qualche parte ci fosse un interruttore generale..........e tutte le circostanze, tutte le situazioni facevano semplicemente parte di un enorme (ma poi non tanto) gamma di possibili svolgimenti di trame.........
freedom is offline  

 



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