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Vecchio 18-12-2002, 16.06.43   #1
VanLag
Ospite abituale
 
L'avatar di VanLag
 
Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 2,959
Quel banalissimo fiore di campo.

E ‘successo in un punto dello spazio e del tempo, dove e quando non è rilevante. Guardavo un fiore, un banalissimo e piccolo fiore di campo.
Mentre lo guardavo il fiore assorbiva tutta la mia attenzione. Lo spazio esisteva ancora ma non con le connotazioni con cui lo conosco oggi, lo stesso era per il tempo. Io stesso non c’ero. C’era solo la mia attenzione per quel fiore. C’era un senso di completezza assoluta. Tutto aveva un grande senso, era giusto, importante, armonico, piacevole, estremamente piacevole. Le domande e le ansie erano assenti, ininfluenti come il tempo e lo spazio o come me stesso.
Non c’era nulla di mistico, ne angeli che suonavano le trombe, ne cieli che si aprissero inondandomi di amore, ne corpi sottili che si staccavano da me contemplando la scena dall’esterno. C’era anzi un senso di grande normalità, di grande sanità e c’era la realtà di quel fiore che forse, era il mio ultimo legame col mondo, con la vita. Non lo so cosa sarebbe successo se fossi rimasto lì, so che pensai che dovevo alzarmi ed andare e che non potevo rimanere. Pensai che comunque quel “senso di compiutezza” era mio, mi apparteneva e che avrei potuto accederci in ogni momento che avessi voluto. Pensai qualche cosa e quel pensiero ruppe la magia. L’attenzione abbandonò quel fiore e subito lo spazio riapparve e con lui il tempo. Riapparvi anche io, la mia auto immagine, con la consapevolezza del corpo e dei suoi bisogni, con la consapevolezza della mente e dei suoi pensieri. Oggi parlo della realtà e qualcuno potrebbe omologarmi a tanti che vogliono vendere il loro prodotto ma il mio prodotto non ha prezzo, non è vendibile perché non serve a nessuno. Nessuno ha bisogno dei fiori di campo, anzi, la loro bellezza fa paura. E’ per sfuggire a loro che cerchiamo la confusione, cerchiamo le piazze ed i mercati dove la gente vende tutto e di più ma non vende più i fiori di campo.
VanLag is offline  
Vecchio 19-12-2002, 09.52.27   #2
visir
autobannato per protesta
 
L'avatar di visir
 
Data registrazione: 02-05-2002
Messaggi: 436
Che bella esperienza!

Ci sono momenti in cui tutto sembra sincronizzato, perfetto.
Credo che sia lo stato "naturale" dell'uomo da cui purtroppo siamo fuggiti per inseguire un pensiero e per costruire un "me stesso" che ci allontana dalla bellezza dell'esistenza.

A volte accade che la mente si fermi (come diceva un maestro lasciar riposare il pensiero sul fondo del non pensiero) oppure semplicemente viviamo semplicemente senza inutili complicazioni.

Si dice che al ritorno dalla Cina i confratelli di Doghen gli domandassero cosa avesse imparato dopo un viaggio tanto pericoloso e lungo. Egli semplicemnte rispose:- Ho imparato che il naso è in mezzo al volto e gli occhi sono ai lati del naso.
Cioè aveva compreso che ogni cosa era al suo posto...
visir is offline  
Vecchio 25-12-2002, 05.31.50   #3
fulmine
Nuovo ospite
 
Data registrazione: 14-12-2002
Messaggi: 2
visir , parole sacrosante
vivere senza complicazioni vuo dire vivere e basta, osservando un fiore , osservi il fiore , respirando repsiri , mangiando mangi,eccc , alla fine vivere e ' di una semplicita assoluta.
vivi come se fossi un tronco trasportato da un fiume , che deve raggiungere il mare , incontrerai ostacoli che rallenteranno il cammino , l importante e non attaccarsi a loro , solo cosi raggiungerai il mare
fulmine is offline  
Vecchio 04-01-2003, 17.06.53   #4
Mistico
Utente bannato
 
Data registrazione: 05-11-2002
Messaggi: 1,879
Re: Quel banalissimo fiore di campo.

...Quel banalissimo primate chiamato "uomo":

E ‘successo sul terzo pianeta del sistema "Sol" nella galassia che lì chiamano "Via Lattea"... quando fù e chi o cosa io sia... non è rilevante.
Guardavo un uomo, un banalissimo e piccolo uomo...
Mentre lo guardavo, l'uomo assorbiva tutta la mia attenzione. Lo spazio ed il tempo esistevano ancora ma non con le connotazioni con cui li conosco. Io stesso non c’ero. C’era solo la mia attenzione per quell'uomo. C’era un senso di completezza assoluta.
Tutto aveva un grande senso, era giusto, importante, armonico, piacevole, estremamente piacevole. Le domande e le ansie erano assenti, ininfluenti come il tempo e lo spazio o come me stesso.
Non c’era nulla di mistico, ne angeli che suonavano le trombe, ne cieli che si aprissero inondandomi di amore, ne corpi sottili che si staccavano da me contemplando la scena dall’esterno. C’era anzi un senso di grande normalità, di grande sanità e c’era la realtà di quell'uomo che, forse, era il mio ultimo legame con l'universo, con l'esistenza.
Non lo so cosa sarebbe successo se fossi rimasto lì, so che pensai che dovevo distogliere la mia attenzione e rivolgerla altrove, che non potevo rimanere. Pensai che comunque quel “senso di compiutezza” era mio, mi apparteneva e che avrei potuto accedervi in ogni momento in cui l'avessi voluto. Pensai qualche cosa e quel pensiero ruppe la magia. L’attenzione abbandonò quell'uomo e subito lo spazio riapparve e con lui il tempo. Riapparvi anche io e la consapevolezza di me stesso, del mio corpo e dei suoi bisogni, della mente e dei pensieri. Oggi parlo della realtà e qualcuno potrebbe omologarmi a tanti che vogliono vendere il loro prodotto ma il mio prodotto non ha prezzo e non è vendibile, perchè é inestimabile. Nessuno ha bisogno degli uomini, anzi, la loro esistenza fa paura. E’ per sfuggire a cose come loro che cerchiamo galassie incontaminate, che cerchiamo gli spazi infiniti dove é possibile trovare di tutto... ma non l'umana presunzione.


ciao...

Ultima modifica di Mistico : 04-01-2003 alle ore 17.10.19.
Mistico is offline  
Vecchio 16-01-2003, 18.24.42   #5
anna
Ospite
 
Data registrazione: 11-04-2002
Messaggi: 12
Come sarebbe bello se la vita fosse tutta come quel breve momento che ci hai raccontato...forse è questa la felicità che vorrei...l'armonia, come nella musica...riporto alcune frasi del bel libro di H.Hesse !Gertrud"in proposito:

"..Di tutte le immaginazioni d'estasi pura, che popoli e poeti abbiano sognato, la più alta e più intima mi è sempre apparsa quella dell'ascolto dell'armonia delle sfere...Oh, comepuò dunque essere così confusa e stonata e bugiarda la vita, come può esistere tra gli uomini menzogna e malvagità e odio, mentre ogni pur minimo canto e ogni pur modesta musica predica a chiare lettere che purezza, armonia e consonanza fraterna di limpidi suoni spalancano il cielo!..."

Anna
anna is offline  

 



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