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Vecchio 13-12-2003, 09.12.13   #1
Golden
iscrizione annullata
 
Data registrazione: 28-11-2003
Messaggi: 457
Arrow Morte, Paura e Osservazione

Vorrei considerare quale è il fattore che crea il conflitto quando si nomina la Morte: parliamo sempre di "scatole nere", mente, analisi, ...ma ancora non concepiamo la morte, perchè se qualcuno avesse dei dubbi la paura fondamentale dell'uomo è proprio il morire.
In realtà siamo già tutti morti senza saperlo, perchè difficilmente sappiamo vivere, abbiamo paura di respirare, di amare, di tradire, di fare sesso...e ci masturbiamo con la dialettica, la logica, con i talismani, o con cercare un dio all'estero ecc...ma non tutti comprendiamo che all'apice del problema, sebbene in parte educativo, vi è la paura di morire.
Perchè non andare direttamente alla fonte del problema?..perchè continuare a fuggire quell'attimo..esorcizzandolo e creando solo ulteriori tabù? Nessuno ci ha educato a morire..nessuno ci ha mai spiegato cosa è la morte, se non l'anticamera del "paradiso"...così facendo, impedendoci di Vivere una libera vita e piena di ricchezze.
Abbiamo mai visto in faccia la morte? un corpo putrefatto? ne abbiamo mai sentito l'odore volutamente?
Puah..che schifo (tocchiamoci). Certo tutti diremo di sì, avremo colto l'attimo di paura, un incidente, quello di un amico ma tutto lì, quattro scongiuri quattro lacrime e tutto finisce lì.... Abbiamo per caso mai tenuto la mano ad un morente..abbiamo forse mai diviso l'attimo che lo separava alla morte, abbiamo mai imparato da quello? lo abbiamo mai sostenuto? qualcuno dirà di sì..la vita ci trova spesso coinvolti, un familiare, un genitore...ma poi la vita va avanti e poco ha insegnato..partono sempre le stesse dinamiche vitali, attaccamenti che permettono di sopravvivere (non vivere), il lavoro, i soldi , l'amour, l'erba il voglio.

Meditare, osservare la morte, viverla...aiuta a vivere.
Chi ha vissuto profondamente non ha paura di morire, ne rimane fantasticamente appagato..
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Vecchio 13-12-2003, 10.25.53   #2
Mary
Ospite abituale
 
Data registrazione: 02-04-2002
Messaggi: 2,624
Oggi la morte è un tabù.
Non si insegna a vivere figuriamoci a morire!

Se si insegnasse a vivere la preparazione alla morte ne sarebbe una logica conseguenza.

Nella mia vita per non soffrire.....ho sofferto le pene dell'inferno.
Nel tentativo di sfuggire alla sofferenza ho sofferto molto più di quando sarebbe stata la sofferenza prodotta dall'accettazione di vedere la mia realtà.

Il rifiuto di qualcosa porta inevitabilmente ad avvicinare quel che si tenta di allontanare. Questa è la mia esperienza.

Stiamo scivolando verso l'autodistruzione, quindi la morte, a causa della nostra totale incapacità di vivere.

Essere ingranaggi di una macchina mostruosa, è forse vivere?!

Le religioni sono solo degli scheletri senza vita, la famiglia è diventata sterile e vuota, l'individuo si sente schiacciato da una vita che sente come estranea al suo essere, alla sua natura.

Non vi sono più maestri, non vi sono più pali a cui aggrapparci.
Ora siamo come naufraghi in balia delle onde.

E come naufraghi dobbiamo riprendere in mano il nostro destino.

Non crediamo più in nessuno ma solo nelle nostre capacità, nei nostri mezzi. Impariamo a vivere.
Siamo circondati da falsi profeti: consumismo, potere, ricchezza, supremazia, fanatismo, indifferenza, credenze.

Riprendiamo la guida del nostro carro, le redini si chiamano consapevolezza e amore.

Quando avremo imparato a vivere saremo capaci di conversare anche sulla morte.

Oggi ci spaventa la morte senza renderci conto che ad incuterci maggior timore è la vita, oggi più che mai.

Quando saremo capaci di amare la vita, saremo capaci di amare anche la morte.

Ciao
Mary
Mary is offline  
Vecchio 13-12-2003, 13.42.07   #3
Golden
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Data registrazione: 28-11-2003
Messaggi: 457
Citazione:
Messaggio originale inviato da Mary
Oggi la morte è un tabù.
Non si insegna a vivere figuriamoci a morire!

Le religioni sono solo degli scheletri senza vita, la famiglia è diventata sterile e vuota, l'individuo si sente schiacciato da una vita che sente come estranea al suo essere, alla sua natura.


Quando avremo imparato a vivere saremo capaci di conversare anche sulla morte.

Oggi ci spaventa la morte senza renderci conto che ad incuterci maggior timore è la vita, oggi più che mai.

Quando saremo capaci di amare la vita, saremo capaci di amare anche la morte.

Ciao
Mary


Perchè non impariamo dalla morte il senso della vita?
Osservando la morte da vicino (e ciò con volontà si può fare), porta alla morte psicologica nei confronti di tutto ciò a cui noi diamo valore, al conosciuto. Questo nuovo fare, porta ad affrontare il domani senza ansia e senza sapere cosa ci spetta.
Morire a se stessi! morire al passato, ai nostri ricordi, agli insulti, invidie e ferite interiori varie. Questo è sperimentare la morte, la viva morte e scoprire la vera solitudine, vincendo la paura della morte fisica.
Acquistando piena libertà, inizia la vera Vita.
ciao a Te!
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Vecchio 13-12-2003, 14.09.36   #4
deirdre
tra sogno ed estasi...
 
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Data registrazione: 21-06-2002
Messaggi: 1,772
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Messaggio originale inviato da Golden
Perchè non impariamo dalla morte il senso della vita?
Osservando la morte da vicino (e ciò con volontà si può fare), porta alla morte psicologica nei confronti di tutto ciò a cui noi diamo valore, al conosciuto. Questo nuovo fare, porta ad affrontare il domani senza ansia e senza sapere cosa ci spetta.
Morire a se stessi! morire al passato, ai nostri ricordi, agli insulti, invidie e ferite interiori varie. Questo è sperimentare la morte, la viva morte e scoprire la vera solitudine, vincendo la paura della morte fisica.
Acquistando piena libertà, inizia la vera Vita.
ciao a Te!
Stranamente sono in accordo con quanto dici..però, devo ammettere che per quanto mi riguarda...non è affatto semplice. Comprendere un fine..forse, è il primo passo... poi.. l'agire su noi stessi..è quanto di più arduo..ci possa essere.
deirdre is offline  
Vecchio 13-12-2003, 14.19.13   #5
Golden
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Data registrazione: 28-11-2003
Messaggi: 457
Citazione:
Messaggio originale inviato da deirdre
Stranamente sono in accordo con quanto dici..però, devo ammettere che per quanto mi riguarda...non è affatto semplice. Comprendere un fine..forse, è il primo passo... poi.. l'agire su noi stessi..è quanto di più arduo..ci possa essere.

Nessuno ha mai detto che sia una impresa facile! ecco perchè solo raramente vi sono persone che ne compiono risultato.
Questa è una via d'inizio. Con volontà non esistono limiti! ..sofferenza sì, eccome.
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Vecchio 13-12-2003, 14.34.29   #6
Mistico
Utente bannato
 
Data registrazione: 05-11-2002
Messaggi: 1,879
Re: Morte, Paura e Osservazione

Citazione:
Messaggio originale inviato da Golden ...non tutti comprendiamo che all'apice del problema,... ...vi è la paura di morire.
Hai ragione.
All'apice di tutti i problemi dell'uomo c'é la morte. Come ciascuno vive i propri giorni, in compagnia della certezza di dover morire, dipende in buona misura dalla propria idea di cosa sia la morte ed il dopo, oppure dall'avere solo un sacro, inesplorato ed oscuro terrore della propria fine.
Se l'uomo fa cose che non dovrebbe è perchè teme che non verrànno in tempo nuove occasioni, per ottenere senza far del male. Si tratta della fretta di fare e di vivere prima che sia troppo tardi.
Citazione:
... Nessuno ci ha educato a morire..nessuno ci ha mai spiegato cosa è la morte, se non l'anticamera del "paradiso"...così facendo, impedendoci di Vivere una libera vita e piena di ricchezze...
Si, ci hanno spiegato qualcosa che ignoravano a propria volta, e l'hanno fatto quando eravamo bambini affinchè potessimo crederci. Serviva a tenerci sotto controllo. In realtà, non ci hanno dato altro che quel Babbo Natale che loro chiarirono, forse, e che al tempo donò loro qualcosa, poi ce l'hanno dato in eredità.
Quel Babbo Natale é una porta chiusa e coperta di ragnatele e polvere al punto tale di apparire indistinguibile dal muro. Nessuna donna di casa fa pulizia lì a memoria d'uomo.
Dietro quella porta c'è l'ignoto del dopo la morte temuta. Pochi sanno che in quel luogo si accede con altrettanta semplicità attraverso infinite altre porte, lucide, pulite e dai vividi colori. Pochi sanno che la porta di casa nostra che dà alla strada conduce allo stesso luogo e che per attraversarla dobbiamo pagare ..."un capello".
Citazione:
...Abbiamo mai visto in faccia la morte? ... ...Abbiamo per caso mai tenuto la mano ad un morente..abbiamo forse mai diviso l'attimo che lo separava alla morte, abbiamo mai imparato da quello?...
Hai detto bene! E' necessario affrontare qualcosa per comprendere. Bisogna sperimentare personalmente perchè la nostra personale unità riceva "nuovo software".
Imparare ad affrontare e a dare una nuova vita, provocando ed assistendo ad una nascita. Imparare ad affrontare e a dare una morte, esperienza più sconvolgente del dare una vita.
Un giorno trovai in un bosco un fagiano ferito. Non si nascondeva, non tentava neppure di scappare. Lo avvicinai da dietro e mi chinai, gli misi le mani sulle ali chiuse in modo che non potesse aprirle per volare via ed allora vidi che aveva sul dorso, verso la coda, un foro grosso ben due pollici che non ho idea di come si fosse procurato.
Era morente, tra le mie mani lo sentivo dilatarsi e ricomprimersi al ritmo del respiro, vedevo il suo occhio sinistro limpido puntato su di me a comunicarmi, attraverso la nostra amima comune, la sua preghiera di liberarlo dall'inferno di quell'agonia. Senza quasi accorgermene, le mie mani lentamente lo strinsero un po' di più, quel tanto che ne impedisse il respiro. poche secondi dopo, tra le mie mani sentii le piume sollevarsi, come quando a noi si accappona la pelle, a partire dalla coda, poi fino al collo ed in fine quell'occhio limpido divenne spento, opaco per qualcosa ch'era andato via.
Io non sono stato più lo stesso da allora. Quel fagiano mi insegnò cos'é la morte, e cos'é il dopo la morte. Quando lo lasciai lì dov'era, di me, lì, non c'era traccia, un'angelo era passato di lì a ritirare un immenso tesoro dalle mani di Dio. Ora osservo ogni cosa che c'é intorno a me e la riconosco come mia stessa sostanza, tutto é della stessa sostanza, e vedo la vita, eterna, di quell'infinito corpo del quale io sono una piccola cellula.
Citazione:
...Meditare, osservare la morte, viverla...aiuta a vivere.
Chi ha vissuto profondamente non ha paura di morire, ne rimane fantasticamente appagato..
Si, davvero!...
Mistico is offline  
Vecchio 13-12-2003, 14.35.24   #7
deirdre
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Ma la paura di soffrire può indurre alla rinuncia... allora, si torna al discorso delle paure... a volte sembra un circolo senza uscita..eppure.. se si guarda oltre..uno spiraglio di luce..c'è
deirdre is offline  
Vecchio 13-12-2003, 16.14.07   #8
Golden
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Re: Re: Morte, Paura e Osservazione

Citazione:
Messaggio originale inviato da Mistico


Un giorno trovai in un bosco un fagiano ferito. Non si nascondeva, non tentava neppure di scappare. Lo avvicinai da dietro e mi chinai, gli misi le mani sulle ali chiuse in modo che non potesse aprirle per volare via ed allora vidi che aveva sul dorso, verso la coda, un foro grosso ben due pollici che non ho idea di come si fosse procurato.
Era morente, tra le mie mani lo sentivo dilatarsi e ricomprimersi al ritmo del respiro, vedevo il suo occhio sinistro limpido puntato su di me a comunicarmi, attraverso la nostra amima comune, la sua preghiera di liberarlo dall'inferno di quell'agonia. Senza quasi accorgermene, le mie mani lentamente lo strinsero un po' di più, quel tanto che ne impedisse il respiro. poche secondi dopo, tra le mie mani sentii le piume sollevarsi, come quando a noi si accappona la pelle, a partire dalla coda, poi fino al collo ed in fine quell'occhio limpido divenne spento, opaco per qualcosa ch'era andato via.
Io non sono stato più lo stesso da allora. Quel fagiano mi insegnò cos'é la morte, e cos'é il dopo la morte. Quando lo lasciai lì dov'era, di me, lì, non c'era traccia, un'angelo era passato di lì a ritirare un immenso tesoro dalle mani di Dio. Ora osservo ogni cosa che c'é intorno a me e la riconosco come mia stessa sostanza, tutto é della stessa sostanza, e vedo la vita, eterna, di quell'infinito corpo del quale io sono una piccola cellula.

Si, davvero!...

Grazie per aver raccontato la tua esperienza, sei un individuo
molto sensibile.

"Dalla testa non c'è strada diretta che porti all'essere.
Prima devi entrare nel cuore, e solo allora puoi passare
alla profondità dell'essere." (Osho... )
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Vecchio 13-12-2003, 16.25.48   #9
Golden
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Citazione:
Messaggio originale inviato da deirdre
Ma la paura di soffrire può indurre alla rinuncia... allora, si torna al discorso delle paure... a volte sembra un circolo senza uscita..eppure.. se si guarda oltre..uno spiraglio di luce..c'è

Ecco il senso di lavorare (e trascendere) le proprie paure.
Ecco l'avanzare del coraggio...
Quando si è veramente stanchi di vivere mentendo a se stessi ed in paura della sofferenza, la paura stessa lascia il posto al coraggio quale spinta dinamica alla risalita, alla vera discussione interiore, al riconoscere una ad una le proprie paure, le proprie prigioni. Ecco lo spiraglio di luce....
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Vecchio 13-12-2003, 16.34.59   #10
Marco_532
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Quando si è veramente stanchi di vivere mentendo a se stessi ed in paura della sofferenza, la paura stessa lascia il posto al coraggio quale spinta dinamica alla risalita, alla vera discussione interiore, al riconoscere una ad una le proprie paure, le proprie prigioni. Ecco lo spiraglio di luce....

... ... ...
Marco_532 is offline  

 



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