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Spiritualità - Religioni, misticismo, esoterismo, pratiche spirituali.
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Vecchio 06-06-2002, 00.41.48   #21
visechi
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Per Hiram 777 e per chiunque sia un po’ masochista
“Intendevo dire che, se la manifestazione fisica del mondo spirituale si é esplicata in maniera binaria (bene-male,positivo-negativo,sole-luna ecc.), l'origine (il vertice del triangolo) non può che avere in se la sintesi di questi opposti, quindi Dio é bene e male contemporaneamente e, nello stesso tempo, trascende la dualità di queste forze. E' plausibile?”
Tesi, Antitesi e Sintesi. Il famoso triangolo dove all’apice sta il Creatore, l’Unicità, l’entità da cui tutto promana e in cui tutto si compendia; Colui che trascende la dualità… perfetto, siamo in pieno gnosticismo (correggimi se sbaglio). Vediamo un po’ (altra sega mentale che porterà via un bel po’ di tempo e spazio – ma a noi che ci frega, nessuno probabilmente ci leggerà – masturbiamoci senza alcun pudore – la lunghezza indurrà la desistenza).
Se non erro il mondo è un’EMANAZIONE, mediata e progressiva, del Creatore Unico. Mediata in quanto il Creatore, Unico Dio, per dar corpo alla materia corruttibile si è voluto (non dovuto) manifestare in altra forma. Progressiva perché lo gnosticismo (su questo argomento è abbastanza variegato e lascia intendere - o meglio dice chiaramente), in alcune sue concezioni, asserisce che vi siano state diverse e successive, per gradi, “emanazioni” dell’Unicità; tutte ad ESSA direttamente riconducibili ma non identificabili con Lui.
L’intera filosofia o spiritualità gnostica si sviluppa attraverso l’enfatizzazione degli opposti (Bene/Male, Bianco/Nero – juventino – positivo/negativo – Corpo/Spirito etc…) in perenne conflitto fra loro (i catari – setta gnostica di non ricordo quale caz.zo di secolo, ma molti, molti anni fa - predicavano la castità più rigida alfine di evitare la procreazione che avrebbe perpetuato la moltiplicazione del corpo corruttibile a scapito dello spirito puro ed incorruttibile). La perfezione si realizza solo allorché gli opposti si compendiano nell’entità di cui sono emanazione. Così come ci dice Hiram 777, con la sintesi degli stessi (opposti) nel loro creatore, compendiandosi in Dio, si annullano ed è la fine del male e del bene.
Ottima tesi; teoria perfetta; dal punto di vista intellettuale piacevolmente inattaccabile. Attenzione… concettualmente la teoria funziona… ma noi parliamo della realtà in cui viviamo immersi (e nessuno ci venga a raccontare che la Realtà – ancorché non assoluta - non esiste)… Vediamo cosa succede.
La gnosi, il manicheismo, il catarismo (si dirà così? Boh!), per reggersi dal punto di vista concettuale hanno la necessità di definire e marcare una chiara linea di confine fra Male e Bene; per semplicità uso i colori Bianco e Nero (chissà se ho bestemmiato nei confronti di un cultore del colore – Bianco e Nero sono colori? Nutro qualche dubbio – non lo so). Tutto perfetto se ci limitiamo alla teoria: Bianco/Tesi, Nero/Antitesi. Due pseudo-colori percepiti comunemente in assoluta contrapposizione. Noi tiriamo una linea che li demarchi in maniera nitida e chiara (LUCENTE… stavolta si potrà dire). Poi ci rendiamo conto che quel fatto, quell’avvenimento della vita reale (indifferentemente male o bene) non è, in effetti, completamente Bianco o completamente Nero. Incomincia a presentarsi come nero pallido… dentro quel male si reperisce (archeologicamente) una minima parte di bene (chiunque può tranquillamente provare ad immaginare casi della vita che hanno questa particolare e comunissima caratteristica). Il colore non sarà più Nero, ma dovrà, necessariamente, essere un po’ più sfumato (Grigio intenso – quasi Nero, ma non più Nero). La linea di demarcazione si sposta.
Altro avvenimento. Bene assoluto… Tale bene assoluto – Bianco – si rivela un Bene che racchiude al suo interno, nel proprio nucleo, una piccolissima frazione di Male (proviamo ad immaginare quanti struggimenti potrebbe portare la decisione di mantenere in vita un malato terminale – mi sembra di averne già parlato in qualche altra parte del forum). E’ un qualcosa che accade ed è facilmente accertabile nella realtà di tutti i giorni; quella che riguarda i fetenti e non i segaioli mentali come noi. Ci accorgiamo, dunque, che il Bianco incomincia a sporcarsi e divenire meno Bianco. E’ necessario spostare, ancora una volta, l’immaginaria linea di demarcazione cui abbiamo fatto cenno precedentemente. Ci accorgiamo anche che la distanza fra il campo riservato al Nero e quello destinato al Bianco, piano piano ma inesorabilmente, si assottiglia.
Gli esempi potrebbero continuare con conseguenti progressivi spostamenti della linea di demarcazione. Alla fine potremo pure voltarci per accorgerci, con gran meraviglia, che non esiste più né il Bianco né tanto meno il Nero. Esiste, forse, un unico pseudo-colore: grigio, quanto intenso, dipende dalle circostanze che hanno mutato e mescolato i due costituenti originari. Magari, al più, due diversi pseudo-colori, che differiscono fra loro solo per il differente grado d’intensità di grigio (l’uno generato dal pseudo-colore Bianco e l’altro dal pseudo-colore Nero), ma non più il Bene e il Male assoluti.
Come in una mescola di autentici colori Giallo e Rosso, da cui abbiamo ottenuto l’Arancio, non è più tecnicamente possibile ricavare i costituenti originari allo stato puro (chissà se è vero o se mi sto dando la zappa sui piedi – ma comunque immagino che l’intelligenza di ciascun povero interlocutore consentirà di comprendere che il ragionamento, penso, reggerebbe comunque – avrei al limite toppato sull’esempio), così non è più possibile risalire e ricostituire il Bene assoluto e il Male Assoluto, fusi come sono nel turbinio della vita, dell’esistenza.
Bianco/Tesi, Nero/Antitesi; fintanto che nella teoria rimangono chiaramente separati e LUCENTEMENTE individuabili, niente da dire: DIO/SINTESI. Ma quando nella realtà, nel tramestio esistenziale, il Bene Assoluto e il Male Assoluto si confondono e divengono MALE/BENE o BENE/MALE, ditemi, com’è possibile riportare a sintesi ciò che non esiste più o che, forse, non è mai esistito?
Noi del Male (edulcorato, confuso con il suo opposto) percepiamo l’effetto che produce sui nostri sensi e sentimenti: il dolore, la sofferenza (con buona pace di quanti affermano che sono solo “…UNA PROIEZIONE E UNA CREAZIONE DEL MONDO SPIRITUALE…”). Però l’esperienza e la storia c’insegnano che il mondo sarebbe sicuramente diverso se non avessimo visto in presa diretta gli effetti devastanti della BOMBA di Hiroshima (il bene in questo caso è forse la lezione che abbiamo attinto e tante altre documentate piccolissime storie personali che si sono tramutate in minutissime parti di Bene). L’opera di Padre Pio, si dice, sia stata ispirata dal Bene, però nessuno può negare che quel Bene assoluto è stato travisato e “trasmutato” (qui addirittura alchemico) in tante piccolissime frazioni di male. Nerone non ha prodotto solo del male… è considerato dagli storici un grande condottiero che ha reso grande la città eterna. Le persecuzioni dei cristiani non hanno prodotto solo del male, ma hanno cementato ed ingigantito la spiritualità dei primi seguaci di Cristo. Il messaggio di Cristo (continuo considerarlo uno dei più belli e rivoluzionari che io conosca) è stato fonte di tanto male.
“…...d'ogni verità anche il contrario è vero! In altri termini: una verità si lascia enunciare e tradurre in parole soltanto quando è unilaterale...Quando il sublime Gotama nel suo insegnamento parlava del mondo, era costretto a dividerlo in samsara e nirvana, in illusione e verità, sofferenza e liberazione...Ma il mondo in sé, ciò che esiste intorno a noi e in noi, non è unilaterale. Mai un uomo, o un atto, è tutto samsara o tutto nirvana, mai un uomo è interamente santo o interamente peccatore…” (Hermann Hesse). Sull’argomento Italo Calvino ha scritto un gradevolissimo romanzo (poco più di cento pagine): Il Visconte dimezzato… illuminanti le conclusioni cui perviene il sacripante:
“…Così mio zio Medardo ritornò uomo intero, né cattivo né buono, un miscuglio di cattiveria e bontà, cioè apparentemente non dissimile da quello ch’era prima di esser dimezzato… Ebbe vita felice, molti figli e un giusto governo. Anche la nostra vita mutò in meglio. Forse ci s’aspettava che, tornato intero il visconte, s’aprisse un’epoca di felicità meravigliosa; ma è chiaro che non basta un visconte completo perché diventi completo tutto il mondo…”. (compratelo)
E’ ovvio che il Bene e il Male assoluto, per essere considerati assoluti, non potrebbero contemplare la presenza della benché minima particella del rispettivo opposto; non sarebbero assoluti. Il fatto è che sia il Male che il Bene, pur esistendo (Caz.zo se esistono… il mondo è pervaso dei loro effetti), sono talmente compenetrati l’uno nell’altro che ritengo sia impossibile districarli e ridonare loro le qualità originarie.
Ovviamente l'intero mio ragionamento è sviluppato in relazione al vissuto, alla realtà che ci avvolge, quella che percepiamo quotidianamente e che c'interessa maggiormente; non è mia intenzione negare la possibilità che in un'altra dimensione, non quella umana, terrestre, della nostra realtà, sia possibile ricondurre a sintesi i due opposti e in questa sintesi ritrovare o scoprire la Luce di DIO… può darsi, io non lo so…
Lo sproloquio è mio, pertanto decreto che abbiamo la certezza dell’esistenza della Tesi e dell’Antitesi ma ci manca la possibilità di individuare la Sintesi… Caz.zo ma non starò affermando che non esistendo la Sintesi non esiste DIO? Spero di no. Resto della mia ottusa e cocciuta opinione. Non è consentito conoscere, determinare, arrivare, provare, negare l’esistenza di Dio. Uno o ci crede per fede (positiva o negativa) o se ne fotte di crederci o non crederci… mi sto veramente convincendo che quest’ultima sia la soluzione migliore… se qualcuno potesse soffiarmi in un orecchio, diraderebbe le nubi che in questo momento offuscano la mia mente.
Ciao a tutti
visechi is offline  
Vecchio 06-06-2002, 00.43.04   #22
visechi
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Avevo già preparato l’intervento che precede e quando l’ho riletto mi sono reso conto che qualche pazzo, come me del resto – un saluto Pierpaolo - che legge questi spropositi lo trovi sempre. Non ho avuto nessuna voglia di modificare alcunché, specificamente il passaggio in cui temevo che la lunghezza incentivasse la desistenza; son felice d’essermi sbagliato. Rispettato l’appuntamento con Hiram 777, ho proprio voglia di seguire il ragionamento di Pierpaolo.

Ho gradito molto la metafora del bruco e della farfalla, la conoscevo già, ma mi è piaciuto l’utilizzo che ne hai fatto. T’informo, in ogni caso, io sono un bruco – anche fetido e puzzolente – che mai diventerà farfalla (almeno in questo mondo – poi si vedrà – chi morrà vedrà), non ci tengo ma, soprattutto, non riesco proprio a crederci.
Altra doverosa precisazione: ho la sensazione che il mio sfogo abbia dato l’errata impressione che io sia nel mezzo di una crisi esistenziale… ritengo doveroso precisare che così non è… cerco sempre d’immedesimarmi, di compatire (non soltanto capire, comprendere con l’intelletto, ma piuttosto “patire con” la mia essenza incorporea – per questo che riesco anche ad incaz.zarmi). Una domanda… ti prego… sei così ultraterreno da non aver patito mai? Almeno le giovanili pene d’amore? Dai, sii sincero con te stesso.
Bando alle ciance, ho proprio voglia d’inventarmi una metafora in risposta alla tua… seguimi con pazienza e poi dimmi (l’invito, ovviamente, è per tutti):

Il corpo e l’anima – ovvero il volo dell’aquilone

Un aquilone per poter prendere il volo e librarsi in alto nei cieli, libero, al di sopra dell’umano “sentire”, deve avere un peso giusto, giacché uno eccessivo gl’impedirebbe il volo e lo costringerebbe a terra, mentre uno insufficiente lo esporrebbe ad ogni più piccolo sospiro della natura, impedendogli, di fatto, il volo. Il “peso giusto” è quello rappresentato dai suoi costituenti materiali (legno, carta o altro… come caz.zo si costruisce un aquilone?). Il giusto equilibrio fra materia (costituenti) e spirito (capacità di volare) consente il volo. Entrambi, dunque, in un sinergico connubio concorrono a rendere funzionale la “creazione”. Preciso che il volo è qua inteso esclusivamente nel senso di assolvimento della funzione per cui è costruito… niente di mistico dunque; per gli uomini direi la vita (dopo vedrai).
L’aquilone, si sa, è legato ad un filo, uno spago; dall’altro capo dello spago di solito ci sta un bambino (bello l’acquerello?). Questo vivente (non come lo potresti concepire tu, ma come li può intendere un comune mortale, cioè esseri che respirano, pensano, scopano e cagano) è, sicuramente, costituito da un corpo e, forse (dico anche probabilmente), da un’anima (almeno la sua essenza incorporea non riuscirei neanche io a negarla). Qualcuno c’insegna che l’anima tende a liberarsi verso lidi più elevati fino al ricongiungimento col suo creatore. Alcune scuole di pensiero teorizzano che questa riunione possa avvenire solo dopo un evento “…erroneamente definito morte…”; altri addirittura che si possa prescindere da questo (doloroso lo dico io) passaggio e la riunione avviene già da subito, prima dell’evento ma, comunque, solo dopo “…aver superato la soglia dell’ignoranza…” ed aver acquisito la “consapevolezza” che tutto “…è frutto dell'ignoranza, della mia ignoranza, della tua/mia ignoranza, della vostra/mia ignoranza, della nostra/mia/tua ignoranza... siamo uno, siamo Dio. Prendiamone coscienza e tutta la sofferenza del mondo non servirà più a niente e finirà come dietro a un sipario…”. In entrambi i casi, l’anima/spirito, per conseguire la “ricongiunzione”, deve necessariamente affrancarsi dal peso della materia/corpo. In un caso passando attraverso “l’ineluttabile destino” “erroneamente definito morte”; nell’altro, viceversa, acquisendo la “consapevolezza” che rende meno pesante la materia, fin quasi a renderne evanescente la consistenza (l’insostenibile evaporazione dell’essere), inibendone (non so se il termine sia appropriato) così le capacità di percepire la sofferenza.
Niente male come arzigogolo. Si provino, i LUCENTI, a conseguire ciò con lo stomaco che brontola, altro che leggerezza dell’essere.
Per la prima ipotesi non ci rimane che aspettare… prima o poi dovremo pur sapere se ci hanno raccontato coglio.nate. Per la seconda, credo valga la pena focalizzare l’attenzione sul bambino che stringe nelle proprie mani lo spago dell’aquilone. Abbiamo davanti ai nostri occhi quanto, presumibilmente, di più innocente sia umanamente rintracciabile… un bimbo… niente è più vicino a Dio dell’innocenza di un bambino (non ci credi? Chiedilo a Gesù – faccio sempre meno sforzi a crederci – l’ho già detto, sono proledipendente). Tanta innocenza rende leggera la materia/corpo e maggiormente espansa l’anima/spirito. Dovremo desumere da ciò che, “autonomamente” e “naturalmente”, il bambino sia prossimo a conseguire la “consapevolezza”?
Mutuando la metafora dell’aquilone, mi chiedo quale sia il fine per cui il bambino è stato “creato”? Sarà stato EMANATO dall’Unicità solo perché si ricongiunga, “sì repentinamente”, ad ESSA? Oppure la funzione ed il fine della sua “creazione” è la vita, l’esistenza, la migliore possibile, la più proba e illuminata, ma sempre esistenza, quella che comprende anche l’atto di cagare ed il puzzare; per poi, una volta concluso il proprio ciclo (anche mistico, d’ILLUMINAZIONE), riprendere la via dell’eternità ricongiungendosi al proprio Creatore? Nel primo caso non avvertiresti, seppur vagamente, l’assurdità della condizione umana? Come, tutti eguali, emanazione diretta o mediata del Creatore, tutti subito naturalmente “vocati” e prossimi alla “consapevolezza” che, qualora raggiunta, auspicabilmente il più prontamente possibile, ci ricondurrebbe al punto di partenza? Per far cosa e per quale motivo ci siamo “Emanati”?
Non è più plausibile che la funzione per cui l’uomo è “costruito” (i termini “costruito” e “creato” non sono usati a caso) sia quella di vivere l’esistenza, nel modo migliore possibile, cercando di rendersi partecipe di un tutto materiale (almeno per il tempo in cui la nostra materia/corpo occuperà uno spazio mondano – poi si vedrà) e coltivando, perché no, la propria sfera incorporea (non è possibile negarne l’esistenza – l’ho sempre detto) nel modo che più gli è congeniale, individualmente e/o collettivamente e, così facendo, interagire coi propri simili per comunicare sensazioni, emozioni, dolori e patimenti e condividerne gli effetti con empatia e compassione (patire con) e cercare di dipanare la matassa delle mille e più incomprensibili esistenze attraverso la produzione di sublimi (innegabili) manufatti della propria mente e/o spiritualità così eccitata, per edificare, quindi, un mastodontico corpus mistico/spirituale/letterario/musicale/figurativo/morale/etico… in cui “pascersi” (bastasse questo) e riavvicinarsi (almeno con l’immaginazione) all'ENTITA’ CREATIVA - o solo prepararsi al mistico incontro? Dimmi, non sarebbe meno assurdo tutto questo rispetto all'emanazione ed al suo repentino, naturale, ricongiungimento di cui vagheggiavo prima? E qualora, anche solo uno dei nostri tre lettori dovesse convenire con quanto da me appena asserito, per far tutto ciò non sarebbe necessario il corpo/materia in perfetta efficienza? L’uomo, per spiccare il volo (stavolta quello mistico/spirituale), per compiere efficacemente la missione assegnatagli, non avrebbe l’urgente necessità di conseguire il massimo equilibrio fra i propri costituenti – CORPO/MATERIA e ANIMA/SPIRITO? E in tal caso, non sarebbe del tutto fuori luogo affermare che il fuoco brucia tanto la materia/corpo (la scorza) che l’anima/spirito (la paura di bruciarsi)… non sarebbe dunque fuori luogo teorizzare che la sofferenza sia fortemente percepita dalla materia/corpo ma anche, forse in maniera più attenuata ma più durevole, dall’anima/spirito?
"…desideravo la tranquillità, desideravo rimaner solo nel sottosuolo. "LA VITA VIVENTE", per la mancanza di abitudine, mi aveva schiacciato al punto che provavo difficoltà perfino a respirare..." (Dostoevskij – Memorie dal sottosuolo)

Caz.zo mi sono stancato…
Ciao
visechi is offline  
Vecchio 07-06-2002, 03.07.38   #23
PierPaolo
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Messaggi: 11
Mi dispiace ma proprio non ci riesco a leggere post così lunghi, apprezzo alcune cose e non ne condivido troppe per cercare di ricomporre un discorso organico.
Essere bruco o farfalla non ha importanza, non c'è uno stato migliore di un altro, credo che il migliore ed il peggiore si possa misurare solo con la felicità di chi vive. Sei un bruco puzzolente e non vuoi essere altro? Sei felice? Perfetto! Sei infelice? Sei fregato!
Caro Catharsis, non essere troppo goloso di vittoria, se non mantieni un minimo di coerenza tra i tuoi interventi è facile notarlo in un forum. Personalmente non mi sembra di aver parlato di morale, mentre mi sembra piuttosto sempliciotto voler parlare di vittoria e poi attribuire il giudizio di merito a noi stessi.
E' ovvio che sarebbe più corretto non parlare di vittoria ma di soddisfazione personale, nessuno deve vincere, nessuno deve perdere... la cultura di Roky (Stallone) non è la sola possibile.
Buona vita
Pier Paolo
PierPaolo is offline  
Vecchio 07-06-2002, 12.50.10   #24
Catharsis
 
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Sul fatto che i miei commenti possano sembrare incoerenti all'interno del Forum ti do ragione. Non credere che nel mio cervello sia meglio . Sono uno che cambia idea ogni 5 minuti...
comunque non credo che i miei due messaggi precedenti fossero in contraddizione.Il senso era questo:volevo solo dire che ciò che è bene per uno è male per l'altro,non si può parlare di bene o male in assoluto.Esistono solo opinioni soggettive e ciò si riperquote su scala macroscopica dove esiste solo l'opinione soggettiva dello "Stato vincitore",mentre le opinioni di chi è sottomesso non hanno più alcun conto.A livello microscopico succede lo stesso.Ognuno ha opinioni soggettive,ed è per questo che trovo assurdo aderire a pensieri "pseudo-oggettivi" come quelli suggeriti dalla morale o dalla religione o dalla società,secondo me molto pericolosi.
 
Vecchio 08-06-2002, 23.13.15   #25
visechi
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Citazione:
Originally posted by PierPaolo
Mi dispiace ma proprio non ci riesco a leggere post così lunghi,

Caspita, non mi dire che lo scopri adesso che sono un gran chiacchierone, e pensare che l'annuncio in anticipo in tutti i miei interventi... Non è comunque troppo corretto il tuo atteggiamento, non ti puoi inserire in una discussione e poi svincolarti così con la scusa della lunghezza....
Non fa niente... mi dovrò pur decidere a fare gli interventi più brevi... Può darsi


Ciao
visechi is offline  
Vecchio 09-06-2002, 02.55.57   #26
PierPaolo
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Messaggi: 11
Perdonami Visechi. Possiamo sempre affrontare un argomento per volta.
A presto
PierPaolo is offline  
Vecchio 15-06-2002, 03.09.10   #27
Ejzen_tein
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Sono daccordo con la risposta datati da Visechi.
Tranne che per l'affermazione:; "...la nostra condizione di esseri catapultati, senza chiederlo, in un mondo che spesso e volentieri, incomprensibilmente, ci si rivolta contro per magari farci perire ancor prima di essere riusciti a percepire il fatto che esistiamo, o immediatamente dopo la nascita."

E' vero che siamo esseri catapultati nel bel mezzo della vita senza averne fatto richiesta; ma è falso che il mondo ci si rivolta contro: non siamo i dominatori della terra o del cosmo (anche se sono in molti ad affermarlo), quindi il mondo non si può rivoltare a noi; al massimo ci può trattare male, da vero sovrano qual'è.
Ejzen_tein is offline  
Vecchio 19-06-2002, 22.02.48   #28
visechi
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Per Ejzen.tein

“…Sono daccordo con la risposta datati da Visechi.
Tranne che per l'affermazione: "...la nostra condizione di esseri catapultati, senza chiederlo, in un mondo che spesso e volentieri, incomprensibilmente, ci si rivolta contro per magari farci perire ancor prima di essere riusciti a percepire il fatto che esistiamo, o immediatamente dopo la nascita…”

hai ragione, il mondo non ci si rivolta contro. Ho scritto così per rendere chiaro il contrasto e l’assurdo… Condivido quello che dici.

Bella la tua signature – Te l’ho già detto?
visechi is offline  
Vecchio 14-07-2002, 11.15.21   #29
firenze
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firenze

Ciao a tutti,
io credo che il male sia quando non rispettiamo la nostra natura, qualsiasi essa sia. Si nasce, si vive e si muore con un preciso programma che deve essere espletato, altrimenti violiamo la nostra essenza. La difficoltà resta nel concepire la propria natura e il proprio programma in modo da rispetttare entrambi.
Male e bene fanno parte della legge del dualismo che modella la nostra dimensione. Ma dietro ad entrambi vi è solo perfezione e sincronia.
Ciao
firenze
firenze is offline  
Vecchio 19-07-2002, 14.42.29   #30
Enrico68
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Data registrazione: 19-07-2002
Messaggi: 34
Il male e il bene non esistono in realta' sono manifestazioni naturali che noi umani nel corso dei milleni abbiamo imparato a catalogare (spesso per comodo).
Sicuramente un senso morale ogni individuo deve averlo ma è l'essere umano che deve "sentirselo" e cosi' come esistono buoni cristiani e cattivi cristiani esistono persone che danno amore e altre che danno odio
Enrico68 is offline  

 



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