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Vecchio 18-12-2004, 22.04.37   #1
isaefrenk
Utente bannato
 
Data registrazione: 08-12-2004
Messaggi: 442
Medianità e inconscio collettivo

Medianità e inconscio collettivo
(oltre il silenzio)edizione mediterranee)

Dicemmo una volta che il dubbio è qualcosa di molto importante perché, innanzi tutto, serve a chiarire le idee del dubbioso; ammesso poi che non sia una questione patologica, cioè che il dubbi serva a scrutare, a valutare se ciò che si stà criticando abbia fondamento o meno, e non sia cioè un atteggiamento psicologico che qualcuno tiene per non agire, perché il dubbio molte volte è questo: è la scusa di non fare, cioè si capisce che una determinata concezione, visione della vita è giusta, però non si vuol fare perché è scomoda, perché porta fatica, difficoltà, cambiamenti, e allora si cerca di eliminarla con il dubbio.
Io non parlo di questo dubbio faticoso di questo dubbio di comodo; ma il dubbio naturale e legittimo serve perché in fondo serve a raggiungere la chiarezza, ad esaminare la questione da vari punti di vista ed in fine serve anche poi, successivamente, quando per ventura si volesse comunicare ad altri la concezione di vita o il pensiero che ci è piaciuto; e se si trovassero delle obbiezioni, forse le stesse che noi abbiamo fatto a noi stessi, a noi medesimi, allora sapremmo rispondere a tono.
Possono farvi un tipo di obiezioni cercando di minare la fonte di queste comunicazioni, cercano, se sanno che si tratta di comunicazioni medianiche, di dire che non esiste niente di certo che si tratti di entità disincarnate; e facendo questa affermazione voglio spiegare un’incertezza con un’altra incertezza perché. Vi dicono, si tratta di inconscio collettivo, come se l’inconscio collettivo fosse qualcosa scientificamente ed oggettivamente accertato, la cui esistenza fosse incontrovertibilmente provata; e non è vero, non è assolutamente vero.
E qua non me ne vogliano gli psicologi gli psicanalisti e via dicendo, perché con tutto il rispetto che possono avere e debbono avere gli studiosi che per primi hanno scoperto questo sfera meravigliosa e particolare della mente umana, si deve però riconoscere che ancora oggi la psicologia o la psicoanalisi in senso di veramente scientifico non ha granchè. Non è una scienza esatta e quindi il fatto che questi grandi pensatori abbiano affermato l’esistenza di un inconscio collettivo non è un fatto scientifico, è semplicemente un’opinione, un’ipotesi gabbata per tesi, gabbata per affermazione di cosa in qualche modo provata; mentre questo non è, tant’è vero che se noi prendiamo un medium genuino il quale abbia veramente delle manifestazioni spiritiche, si spiega questo fatto con l’inconscio collettivo proprio per demolire la verità della comunicazione; cioè l’inconscio è vero in quel caso se non è vero che il medium riceve comunicazioni da parte di entità. Mi comprendete?
Ma, guada caso, a favore dell’interpretazione spiritica se non altro esistono delle prove di identificazione, che vanno semmai a rendere più oggettiva l’ipotesi stessa, mentre non esiste nessuna che vada a confermare l’esistenza dell’inconscio collettivo, esistenza che si cerca di dimostrare dicendo che non sono spiriti e, siccome non sono spiriti, allora c’è questo signor inconscio collettivo che spiega il fenomeno. Ma questo è ne più ne meno che un artifizio mentale, un artifizio vero e proprio per gabbare una cosa ritenuta incerta con un’altra ancora più incerta.
isaefrenk is offline  
Vecchio 19-12-2004, 13.13.41   #2
Marco_532
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Al di là del fatto che l'uomo sia piu meno in grado di dedurre "Verità" dalla "Realtà" che lo circonda, personalmente mi resta difficile affermare che l'inconscio collettivo o la memoria genetica sia un artifizio mentale piu incerto di quello riguardante la sfera della medianicità.
Senza ombra di dubbio l'inconscio collettivo e' una "creazione" umana legata alla necessità di chiarire alcuni fenomeni, ma la medianicità oltre a essere una "creazione" umana, necessita di altre "strane" "creazioni".
Potresti spiegare meglio il tuo punto di vista?
Ciao, Marco.
Marco_532 is offline  
Vecchio 19-12-2004, 13.44.52   #3
isaefrenk
Utente bannato
 
Data registrazione: 08-12-2004
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Messaggio originale inviato da Marco_532
Al di là del fatto che l'uomo sia piu meno in grado di dedurre "Verità" dalla "Realtà" che lo circonda, personalmente mi resta difficile affermare che l'inconscio collettivo o la memoria genetica sia un artifizio mentale piu incerto di quello riguardante la sfera della medianicità.
Senza ombra di dubbio l'inconscio collettivo e' una "creazione" umana legata alla necessità di chiarire alcuni fenomeni, ma la medianicità oltre a essere una "creazione" umana, necessita di altre "strane" "creazioni".
Potresti spiegare meglio il tuo punto di vista?
Ciao, Marco.

Ciao Marco, l'inconscio collettivo deriva dall'uomo, quindi se si paragonasse ad una medianità, non starebbe in piedi, in quanto ciò che deriva dall'uomo si ripete e si ripeterebbe sempre, cioè tornerebbe sui suoi passi, all'uomo, praticamente un ping pong tra l'inconscio collettivo e l'uomo .
Se in una seduta spiritica vengono proposti nuovi argomenti e nuovi punti di vista, non possono derivare dalla teoria dell'inconscio collettivo, in quanto l'uomo le avrebbe già riscoperte di suo, quindi verranno da un piano superiore all'umano, a quell'inconscio collettivo che riguarda solo la mente.
L'inconscio collettivo ci può anche essere, che può essere legato ad un filo psichico collettivo, in quanto facenti parte tutti di questo ambiente, ma questo circuito vizioso è limitato, i nuovi imput per evolvere, dove li va a prendere l'essere umano, se non nell'intimo suo? e l'intimo suo è collegato a quei piani sottili e superiori che ancora non sono ammessi o scoperti ragionevolmente.
Se invece noi ammettiamo che c'è oltre questo muro dell'inconscio collettivo , qualcosa di più , ci diamo meno limiti e acceleriamo l'evoluzione poichè avremo più risposte e imput.
Pensiero positivo è il tragitto che noi dobbiamo trovare perchè è quello che ci fa star bene, soggettivamente e oggettivamente, al contrario l'inconscio collettivo, essendo fine a se stesso, quindi una strada chiusa, ci porta ad avere più limiti ed a sottovalutare l'essere umano.

ciao
isaefrenk is offline  
Vecchio 19-12-2004, 14.41.34   #4
sisrahtac
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Il sottile confine tra reale ed irreale, siamo sempre lì...
Cioè, se la psicoanalisi o cmq teorie affini quali inconscio, io, es e palle varie sono stati accettati, cmq dopo parecchi studi, dalla maggior parte delle persone ora non è che dobbiamo accettare tutto...ma dobbiamo fare il processo opposto, dobbiamo criticare tutto, anche la stessa psicoanalisi, cercando di eliminare il superfluo e di lasciare solo i dati empirici...senza voli pindarici... anche se ovviamente la prova assoluta che esistano processi mentali che si ripropongono in ognuno di noi non l'avremo mai, perchè sono cose che uno può solo percepire ma di cui difficilmente si può dare una prova concreta...e su tutto questo substrato fumoso ancora più difficile è etichettare certi pensieri come fisiologici e certi come patologici...partendo cmq sempre dal presupposto di un cervello biologicamente sano..
sisrahtac is offline  
Vecchio 19-12-2004, 14.55.31   #5
isaefrenk
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Messaggio originale inviato da Catharsis
Il sottile confine tra reale ed irreale, siamo sempre lì...
Cioè, se la psicoanalisi o cmq teorie affini quali inconscio, io, es e palle varie sono stati accettati, cmq dopo parecchi studi, dalla maggior parte delle persone ora non è che dobbiamo accettare tutto...ma dobbiamo fare il processo opposto, dobbiamo criticare tutto, anche la stessa psicoanalisi, cercando di eliminare il superfluo e di lasciare solo i dati empirici...senza voli pindarici... anche se ovviamente la prova assoluta che esistano processi mentali che si ripropongono in ognuno di noi non l'avremo mai, perchè sono cose che uno può solo percepire ma di cui difficilmente si può dare una prova concreta...e su tutto questo substrato fumoso ancora più difficile è etichettare certi pensieri come fisiologici e certi come patologici...partendo cmq sempre dal presupposto di un cervello biologicamente sano..

E' proprio perchè mettiamo tutto in discussione che mettiamo certi argomenti per discuterne e cercare di trovare uno sbocco ove la logica può proseguire e non arrestarsi.
Certo che non è obbligatorio intervenire.
Da ciò che ognuno riesce a percepire dai propri veicoli possiamo fare ipotesi più o meno oggettive.
Quindi perchè limitare il dialogo a una o l'altra discussione?


ciao
isaefrenk is offline  
Vecchio 19-12-2004, 17.27.29   #6
Yam
Sii cio' che Sei....
 
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Messaggi: 4,124
Inconscio collettivo e stato etereo sono la stessa cosa.
Yam is offline  
Vecchio 19-12-2004, 18.20.07   #7
isaefrenk
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Messaggio originale inviato da Yam
Inconscio collettivo e stato etereo sono la stessa cosa.


cioè, spiega più dettagliatamente se puoi

grazie ciao
isaefrenk is offline  

 



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