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Vecchio 26-07-2005, 15.55.26   #71
atisha
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Data registrazione: 17-03-2003
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Citazione:
Messaggio originale inviato da Estragone

Ma cosa potresti dedurre da queste tre novelline perfettamente uguali, dissimili solo nel loro epilogo? Null’altro che la vita è solo interpretazione. Così pure un testo, sia esso letterario o ridondante e pregno di insegnamenti spirituali.

certo..così fino a che ne nasca un'intuizione diversa
che libera dai concetti e dalle interpretazioni...

Citazione:
Esso è letto e compreso attraverso un complesso processo che coinvolge tanto i nostro organi di senso, quanto le nostre capacità attentive ed elaborative, quindi è sempre soggetto ad una decodifica, quindi, ancora una volta, sottostà alla necessità di essere interpretato.

ottimo, fino a che non ne nasce una nuova percezione e un utilizzo apparentemente "non consapevole" ma sufficiente ad aprire un altro centro interiore che può farci compiere imprese straordinarie all'interno del "peccato e dannazione" (leggi dolore) che coabita in noi...

Citazione:
Un Maestro quando trasmette un insegnamento, trasmette parte delle sue proprie intime esperienze – decodificate, interpretate – e parte degli insegnamenti ricevuti – decodificati più volte, interpretati più volte -.

hai forse incontrato un maestro..e te ne sei liberato pure per confermare dette cose?

Citazione:
Un discepolo acquisisce queste esperienze mediate e questi insegnamenti mediati, aggiungendovi, se il caso lo assiste o lo contrasta (dipende dai punti di vista), proprie intime esperienze immediate (non mediate), che sottopone alla mediazione della sua interpretazione.

quindi tu sei un discepolo...


Citazione:
Vuoi un ulteriore esempio? Esiste un esperimento semplicissimo da riprodurre in ogni condizione e situazione:
prova a narrare un fatto, non necessariamente lungo, purché sia particolareggiato, ad una qualsiasi persona. Domanda poi che questa persona, che ha seguito la tua narrazione con estrema attenzione, trasmetta ciò che ha acquisito ad una terza, e così via fino a coinvolgere in tutto almeno sette persone (il numero non è casuale). Al termine del processo, domanda all’ultima persona di narrarti ciò che le è stato trasferito, cosa è dunque rimasto dell’evento originario da te narrato. Avresti delle sconcertanti sorprese. Parti dell’evento sono andate perse, altre si sono aggiunte. Il tutto avviene non per effetto di una malafede di qualcuno dei narratori intermedi, ma solo per causa delle interferenze.

questa è storia..
e vangeli di ogni epoca e religione che vanno sedimentati e mai presi alla lettera.

Citazione:
Un Maestro dovrebbe trasmettere all’allievo la propria luce, o forse l’insegnamento per giungere ad accendere la luce intima dell’allievo. Trattandosi non di una luce proveniente da una fonte elettrica, ma di quella dell’anima, ciò che dovrebbe essere trasferito o insegnato dovrebbe attenere essenzialmente alla purezza di questa fonte e di questa luce. Quindi anche gli insegnamenti, a questa ricerca connessi, dovrebbero essere trasferiti puri, non incrostati da aggiunte, omissioni, interpretazioni: interferenze.

non hai ben chiaro cosa significhi "trasmissione"...
nessuno può trasmettere niente all'altro..può solo stimolare una comprensione..
ecco..il maestro è uno stimolatore...e più è puro (incontaminato e generato da luce propria..direttamente dalla sorgente)..più riesce a stimolare l'intuizione giusta che fa arrivare direttamente alla sorgente senza tanto incasinarci con stimolazioni periferiche o abbaglianti.


Citazione:
Ecco perché un insegnamento, o l’acquisizione di un insegnamento, è sempre solo verisimiglianza e mai purezza. Nella prospettiva da me suggerita, colui che trarrebbe più giovamento dal feedback Maestro-allievo sarebbe appunto il Maestro, che, qualora accorto, avrebbe aggio di verificare le distorsioni trasmesse ed acquisite nell’insegnamento di dottrine o ‘magisteri’ sì tanto delicati.
Ciao

Ohhh... mi viene da dire che gran parte delle anomalie d'interpretazione sono dovute al fatto che un allievo cammina in tondo e non lo sa...
e che pur avendo creato un corretto percorso "mentale" (leggi intellettuale) quindi interpretativo, perde troppo facilmente le corrette percezioni perchè si avvelena con impressioni sbagliate dettate dalla ragione e non dall'intuizione libera dal condizionamento.
altro non voglio aggiungere.
ciao a te.
atisha is offline  
Vecchio 26-07-2005, 16.04.16   #72
Mirror
Perfettamente imperfetto
 
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Citazione:
Messaggio originale inviato da Estragone


... L’intelligenza costitutiva (non processuale) sarebbe la prima e più elevata potenza dell’anima, colei, in sintesi, che scopre Dio, che vede Dio, ed è l’occhio di Dio stesso, sua immagine: <L’occhio nel quale vedo Dio è lo stesso occhio nel quale Dio mi vede: il mio occhio e l’occhio di Dio non sono che un unico occhio, una visione, una conoscenza, un amore>.
<Se dico che Dio è buono, qualcosa gli si aggiunge. L’Uno, invece, è una negazione della negazione ed una privazione della privazione. Cosa significa Uno? Uno significa ciò cui niente le è aggiunto. L’anima coglie la divinità, come essa è pura in sé, dove niente le è aggiunto, niente pensato. L’Uno è la negazione della negazione. Tutte le creature portano in sé una negazione: Dio nega di essere l’altra […] dunque nel fatto di negare qualcosa a Dio, io concepisco qualcosa che Egli non è; e proprio questo deve sparire>. Utilizzando le parole del Tannini forse il concetto apparirà meno ostico: <La celebre formula di Echkart “Dio è una negazione della negazione” indica che l’attività del negare, ovvero di spazzare via l’alterità, padroneggiando tutti i contenuti, è l’attività primaria dello spirito. Non si partecipa a Dio come altro: Dio va negato come oggetto perché divenga spirito, perché si divenga spirito.
Morte dell’anima e morte di Dio sono, dunque, concetti strettamente legati>


L’intangibilità di Dio è riferibile esclusivamente alla sua immutabilità… Dio non è toccato da Nulla (divina indifferenza)


Interessante, molto interessante e profonda questa tua ottica, questa visione molto ben articolata ed espressa.

Però vorrei anche dire che oltre a "Dio è negazione della negazione", in modo complementare, Dio è anche "affermazione della affermazione".


Questa apparente dualità, interdipendenza, si risolve nell'unità del Tutto: manifesto e immanifesto, immanente e trascendente, morte e vita, ecc...nel Tao, per dirla con gli antichi saggi e mistici cinesi...e non solo loro.
Dio E' tutto ciò che c'è e ciò che non c'è, qui ed ora, sempre e mai. Tutto comprende...

Il Tutto Assoluto, impersonale, del quale "noi"siamo espressione:
Onde di un Oceano infinito ed eterno, che alcuni chiamano Coscienza non identificata, Intelligenza Cosmica.


Ultima modifica di Mirror : 26-07-2005 alle ore 16.20.56.
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Vecchio 26-07-2005, 16.12.01   #73
Mistico
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Messaggio originale inviato da Estragone
Per quanto ovvio...
Buon giorno a te Estra,

Ho letto ora i tuoi sette (attualmente) post. Li trovo solidamente costruiti su un telaio di buon senso.

Vedo che ti assediano un po', quindi per ora non ti pongo ulteriori tedi... ma poi ti pregherò di discutere con me la faccenda dell'anima individuale, poi.

Ciao e... benvenuto!
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Vecchio 26-07-2005, 16.35.22   #74
il pensiero
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Dio

Citazione:
Messaggio originale inviato da Estragone
Per quanto ovvio, specifico che ...
(...)
La pignoleria non mi ha mai disturbato… Ciao

Voglio ricordarti, allora, che in quel post hai nominato Dio circa 57 volte

(Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio, Dio.)

non ti pare un pochino esagerato?
sei proprio sicuro che esiste?
e se sì a cosa dovrebbe servire?
e se sì dove è (oltre che nella tua testa?)
il pensiero is offline  
Vecchio 26-07-2005, 16.42.23   #75
Mistico
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Ilpe, se vieni a vedere... quì è pieno! Forse da te attualmente c'è un po' di carestia... Ma dove stai????
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Vecchio 26-07-2005, 16.43.50   #76
il pensiero
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ma però

penso che sia + meglio vuoti che pieni...
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Vecchio 26-07-2005, 16.57.23   #77
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Melius abundare quam deficere.

Vuoti si manca.
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Vecchio 26-07-2005, 17.01.35   #78
sunday01
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Messaggio originale inviato da freedom


Purtuttavia vi prego di perdonarmi ma non mi è ancora chiara una cosa: tu mi dai da mangiare ed io, quando sarò in condizioni, te lo restituirò. Oppure ti dò subito qualcosa che ti interessa e che io posseggo. Insomma mi avete capito. Ma questo avviene tra pari. Che cosa potrò mai avere, che cosa un allievo potrà mai avere che interessi ad un maestro?

Cosa può darmi mio figlio? Nulla. Niente di ciò che necessito mi può essere dato da quel grillino del mio bimbo!

Oppure: cosa può darmi un selvaggio? Quale interesse avrò mai dal far crescere un troglodita? Solo seccature quando va bene.

Adesso c'è un ragazzino nuovo in ufficio che non può darmi assolutamente nulla. Ed in più, per ignoranza e gioventù, mi tocca anche sopportare tutte le sue superficialità. Poi, magari, un domani che si è impadronito dei rudimenti del mestiere mi fa anche dei danni seri.

Avete compreso quello che voglio dire?


L'allievo dovrebbe prima di tutto avere rispetto e fiducia del Maestro.
A leggere le tue parole, mi viene in mente quando un apprendista entra in un ambiente di lavoro nuovo e scopre quanto ha da imparare, a parte le nozioni imparate a scuola.
Ma essere sul campo è diverso, ci sono certe cose che si imparano solo con la pratica giornaliera, da cui a poco a poco nasce l'esperienza.
Tu fai tre esempi che a mio parere sono molto distanti l'uno dall'altro.
Imparare un mestiere è molto diverso di un figlio che deve imparare la vita dai genitori, altro conto è un troglodita che non è obbligato a imparare nulla...
Ma che cosa può dare un allievo a un maestro? Nell'immediato poco o niente se non la soddisfazione del maestro di vedere i progressi dell'allievo... quello che può dare l'allievo è gratitudine e rispetto...
Ma non solo... può dare stimoli nuovi al maestro, un'aria di novità
e di freschezza, idee nuove, certo errori ne commetterà ma imparerà presto man mano che acquisterà esperienza e padronanza di sè...
Ma restando nell'ambiente di lavoro, devo notare che molti sono gelosi dell'esperienza acquisita in anni e dei trucchi del mestiere...
e tendono a essere diffidenti dei nuovi arrivati, e questi ultimi intuendo questo atteggiamento tendono a non aprirsi completamente a chi ha più esperienza e perizia di loro...
Un vero maestro dovrebbe essere superiore a queste cose, e allora, mettendo a disposizione il suo insegnamento, secondo me può aspettarsi molte soddisfazioni dall'allievo...
Ma se mettiamo la questione solo sul punto tanto ti dò, tanto vorrei in cambio, cioè una mera questione di dare ed avere, direi che l'allievo parte comunque svantaggiato... (a meno che non chieda lezioni private a pagamento al mestro, o baratti l'insegnamento con qualche altra cosa di pari valore)...
Ma può arrivare un giorno che l'allievo superi il maestro, e questo per il maestro è la più grande soddisfazione che possa avere, sempre che non si parli di mero tornaconto personale... ma di qualcosa che intrinsecamente ha più valore, che si potrebbe tradurre nella frase: il mio insegnamento ha dato i frutti migliori.
Ci vuole disponibilità e fiducia da entrambe le parti, perchè un buon allievo diventa tale soltanto avendo un buon maestro.
E d'altra parte nessuno di noi è nato "professore".
Ciao

sunday01 is offline  
Vecchio 26-07-2005, 17.17.25   #79
il pensiero
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Messaggio originale inviato da Mistico
Melius abundare quam deficere.

Vuoti si manca.
Caro mistico,
adesso non smentirti è!
Ti mi hai ormai dal 2002 ammaestrato che quei 57 e + cosi lì noi li abbiamo per diritto dalla nascita dentro di noi, no? Si!
Allora forse non bastano? Mi vuoi spiegare qui su due post perké bisogna farne indigestione andando a prenderne altri, magari falsi, all’esterno?

Non farmi pensare che anke tu sei infinocchiato dalla pubblicità e succube del consumareismo...
il pensiero is offline  
Vecchio 26-07-2005, 17.29.49   #80
il pensiero
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Messaggi: 1,265
Avete toppato entrambi!

Citazione:
Messaggio originale inviato
da sunday01
per freedom

L'allievo dovrebbe ....
Quello che il maestro, di cui si parla conosce, non è che può essere trapassato all’allievo; poi un’altro errore che si pensa è pensare che ci possa essere un miglioramento graduale nell’allievo!
Niente di tutto questo!
Gli unici miglioramenti ipotizzabili,se vogliamo rimanere in temo, sono possibili dal lato del maestro, ma non per aumento della sua conoscenza, ma per affinamento della tecnica di risveglio...
il pensiero is offline  

 



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