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Vecchio 30-05-2006, 09.50.54   #21
turaz
Ospite abituale
 
Data registrazione: 24-11-2005
Messaggi: 3,250
Citazione:
Messaggio originale inviato da Leonardo Monopoli
Non bisogna dare un contenuto specifico e pregiudiziale, cioè dogmatico, all'appello da parte della Realtà in una circostanza concreta. Agostino diceva "ama e fa' ciò che vuoi" aggiungendo mi pare che a volte l'amore richiede comportamenti apparentemente bruschi e non amorevoli, ma che sono mille volte amore, in realtà.

sicuramente ed è a quel punto che volevo arrivare.
ogni "cosa" di per se non ha valore negativo o positivo.
E il COME che conta.
ma il pugno dato diciamo per rispondere...
siamo sicuri sia fatto per UNIRE e non sia causato da re-azione dell'ego?
turaz is offline  
Vecchio 30-05-2006, 10.39.36   #22
Leonardo Monopoli
Ospite abituale
 
Data registrazione: 03-04-2006
Messaggi: 94
Citazione:
Messaggio originale inviato da turaz
ma il pugno dato diciamo per rispondere...
siamo sicuri sia fatto per UNIRE e non sia causato da re-azione dell'ego?

Che male c'è a reagire per legittima difesa? Ovvio che se mancano i presupposti della legittima difesa, cioè quel tale mi ha dato un pugno e poi basta, meglio farei a usare il mezzo legale della querela. Se invece continua a tempestarmi di pugni, sono legittimato a difendermi e lo faccio anche in base a un istinto di conservazione.

Quanto ai comportamenti dei santi e dei profeti, beh... erano quelli tempi in cui morire sulla croce poteva servire per ispirare successivamente al bene nuove persone, magari gli stessi ex carnefici, ma oggi, parafrasando una canzone di Cristicchi (BELLA GENTE) per chi vale la pena di sacrificarsi?
Leonardo Monopoli is offline  
Vecchio 30-05-2006, 13.03.29   #23
turaz
Ospite abituale
 
Data registrazione: 24-11-2005
Messaggi: 3,250
male?
direi scelta.
Scelta tra re-azione o altro.
A livello "estremo" si traduce in quel famoso "porgere l'altra guancia" che in fin dei conti pone l'accento sulla non re-azione.
turaz is offline  
Vecchio 30-05-2006, 16.31.22   #24
Leonardo Monopoli
Ospite abituale
 
Data registrazione: 03-04-2006
Messaggi: 94
Ho fatto una ricerca sul "porgi l'altra guancia" in Internet e ho trovato:

Un tale Hironeus afferma, in un forum in: http://www.mmorpgitalia.it/forum/arc...p/t-94326.html

"Porgere l'altra guancia non vuol dire non reagire mai . Questo tema, quello dell'autodifesa per preservare la propria vita, è stato tratta anche dallo stesso S. Tommaso d'Aquino, nella Summa Theologica (a proposito di "medioevo, Nemos, loro per alcune cose, erano più avanti )



"L'azione di difendersi reca con sé un duplice effetto: l'uno è la conservazione della propria vita, l'altro è la morte dell'aggressore. Il primo è quello veramente voluto, l'altro non lo è" (Summa Theologica II-III,64,7)

Ci sono casi, purtroppo, in cui è necessario mettere l'aggressore in condizione di non nuocere."

MIA AGGIUNTA
Se io posso fare a meno di nuocere al mio aggressore, salvando la mia vita, tanto meglio, ma se ciò non è possibile, "nun è peccato" per la religione né reato per la legge laica.

Leonardo Monopoli is offline  
Vecchio 30-05-2006, 16.44.20   #25
turaz
Ospite abituale
 
Data registrazione: 24-11-2005
Messaggi: 3,250
e chi ti dice che sia peccato?
per quanto mi concerne trattasi di scelta.
scelta tra non re-azione e altro.
a livello estremo porta al martirio.
che personalmente ritengo una scelta al pari di altre.
ne più ne meno.

Ultima modifica di turaz : 30-05-2006 alle ore 16.56.04.
turaz is offline  
Vecchio 30-05-2006, 18.09.32   #26
Leonardo Monopoli
Ospite abituale
 
Data registrazione: 03-04-2006
Messaggi: 94
allora siamo d'accordo, turaz: trattasi di scelte di pari livello, e in concreto si sceglie quello che richiede la realtà in quella data circostanza, e quanto più corrispondiamo all'appello della realtà piuttosto che al nostro arbitrio personale, tanto meglio è.
Leonardo Monopoli is offline  
Vecchio 02-06-2006, 09.20.57   #27
Monica 3
Ospite abituale
 
Data registrazione: 08-06-2005
Messaggi: 697
Dal Vangelo secondo Giovanni 17,6:

"Quand'ero con loro, io conservavo nel tuo nome coloro che mi hai dato e li ho custoditi; nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si adempisse la Scrittura."


Se non ci fosse stato Giuda, Gesù, non avrebbe potuto redimerci. Se non ci fosse stato Hitler, non si sarebbe presa coscienza della persecuzione degli ebrei attraverso la storia e non si sarebbe costruita l'Unione europea (che con tutti i suoi limiti e difetti ha in ogni caso unito i popoli d'Europa).

Non so se quello che ho scritto è una provocazione o ha senso.

Monica 3 is offline  
Vecchio 02-06-2006, 09.41.57   #28
Emily
Ospite abituale
 
Data registrazione: 28-05-2006
Messaggi: 119
secondo me non ti sbalgi Monica.
Giuda viene chiamato Figlio della Perdizione. Gesù lo chiama figlio della perdizione, lo giudica.
Dice anche ad un certo punto durante l'ultima cena che "Satana entrò lui" dopo che Gesù gli diede il boccone...E' molto bello il passo dell'ultima cena poichè si vede che Gesù cerca in tutti i modi di far ritornare Giuda in se stesso...lo redarguisce facendogli capire che Lui sa, conosce i suoi pensieri...Ora mi sono dilungata perchè volevo dire questo.
L'uomo può scegliere tra il bene e il male consapevolvemente...cioè Dio ci dà la consapevolezza di ciò che facciamo ma a volte come dice San Paolo "conosco il bene ma faccio il male", questo significa che per natura siamo portati a sbagliare la strada.
Solo che c'è una notevole differenza che emerge nei Vangeli quando ad un certo punto di Giuda si dice che si suicidò, mentre a San Pietro che aveva rinnegato Cristo per 3 volte, Gesù lascia le chiavi del regno. Qual'è la differenza?
Che Giuda non accolse il perdono del Signore, mentre Pietro sì,si pentì di aver rinnegato Gesù...morale della favola: si può fare il male nella propria vita e anche tanto male, l'importante è essere umili, riconoscerlo, magari fare una buona confessione, e ricominciare da capo a seguire Cristo.

Ultima modifica di Emily : 02-06-2006 alle ore 09.44.14.
Emily is offline  
Vecchio 03-06-2006, 09.18.48   #29
Mary
Ospite abituale
 
Data registrazione: 02-04-2002
Messaggi: 2,624
Citazione:
Messaggio originale inviato da Emily
secondo me non ti sbalgi Monica.
Giuda viene chiamato Figlio della Perdizione. Gesù lo chiama figlio della perdizione, lo giudica.
Dice anche ad un certo punto durante l'ultima cena che "Satana entrò lui" dopo che Gesù gli diede il boccone...E' molto bello il passo dell'ultima cena poichè si vede che Gesù cerca in tutti i modi di far ritornare Giuda in se stesso...lo redarguisce facendogli capire che Lui sa, conosce i suoi pensieri...Ora mi sono dilungata perchè volevo dire questo.


E qui c'è qualcosa che proprio non comprendo. Come mai Gesù che sapeva passato e futuro parla in quel modo di Giuda? In fondo gli era necessario, anzi indispensabile. Aveva scelto di essere di sacrificarsi affinche si adempissero le scritture, ma doveva adempiersi anche il "tradimento" di Giuda.

Se l'azione di Giuda era necessaria allora perchè condannarlo.
Il suicidio può trovare una ragione nell'uomo che non ha saputo accettare il proprio compito, non ha saputo accettare la sofferenza che proveniva dal proprio dovere.

Vi è una contraddizione molto forte in ciò che è scritto, la sola spiegazione che ho trovato fino ad oggi è stata molto semplice: quel che è scritto nei vangeli canonici è stato costruito a tavolino nel concilio di Nincea.

Altrimenti devo ricredermi sul divino.
Se era scritto che ciò accadesse Giuda non era assolutamente libero di prendere alcuna decisione.
Se si fosse rifiutato di "tradire" Gesù la storia non sarebbe stata stravolta?

O qualcun altro avrebbe dovuto prendere il suo posto, magari Pietro che era più incline al tradimento.

Commettiamo tanti errori senza rendercene conto e quegli errori magari servono a noi stessi per imparare e agli altri per proseguire il cammino.
Ma nel malaugurato caso si divenisse consapevole della propria azione dolorosa ma necessaria da compiere, non credo che tutti avrebbero la forza di sopportarne il peso.

Per esempio, ero adolescente piena di problemi che non vi dico. Un giorno commisi una azione riprovevole ero consapevole di quello che stavo facendo ma allo stesso tempo non ero in grado di evitarla. Stavo procurando sofferenza ad un'altra persona, sapevo di farlo, ma allo stesso tempo non potevo agire diversamente. Morale? non sono riuscita ancora a perdonarmi.
Sono passati quasi quarant'anni.
Nel mio piccolo posso comprendere Giuda.

Ciao
Mary
Mary is offline  
Vecchio 04-06-2006, 10.53.23   #30
Monica 3
Ospite abituale
 
Data registrazione: 08-06-2005
Messaggi: 697
Citazione:
Messaggio originale inviato da Mary
E qui c'è qualcosa che proprio non comprendo. Come mai Gesù che sapeva passato e futuro parla in quel modo di Giuda? In fondo gli era necessario, anzi indispensabile. Aveva scelto di essere di sacrificarsi affinche si adempissero le scritture, ma doveva adempiersi anche il "tradimento" di Giuda.

Se l'azione di Giuda era necessaria allora perchè condannarlo.
Il suicidio può trovare una ragione nell'uomo che non ha saputo accettare il proprio compito, non ha saputo accettare la sofferenza che proveniva dal proprio dovere.

Vi è una contraddizione molto forte in ciò che è scritto, la sola spiegazione che ho trovato fino ad oggi è stata molto semplice: quel che è scritto nei vangeli canonici è stato costruito a tavolino nel concilio di Nincea.

Altrimenti devo ricredermi sul divino.
Se era scritto che ciò accadesse Giuda non era assolutamente libero di prendere alcuna decisione.
Se si fosse rifiutato di "tradire" Gesù la storia non sarebbe stata stravolta?

O qualcun altro avrebbe dovuto prendere il suo posto, magari Pietro che era più incline al tradimento.

Commettiamo tanti errori senza rendercene conto e quegli errori magari servono a noi stessi per imparare e agli altri per proseguire il cammino.
Ma nel malaugurato caso si divenisse consapevole della propria azione dolorosa ma necessaria da compiere, non credo che tutti avrebbero la forza di sopportarne il peso.

Per esempio, ero adolescente piena di problemi che non vi dico. Un giorno commisi una azione riprovevole ero consapevole di quello che stavo facendo ma allo stesso tempo non ero in grado di evitarla. Stavo procurando sofferenza ad un'altra persona, sapevo di farlo, ma allo stesso tempo non potevo agire diversamente. Morale? non sono riuscita ancora a perdonarmi.
Sono passati quasi quarant'anni.
Nel mio piccolo posso comprendere Giuda.

Ciao
Mary


Ciao Mary,

hai colto perfettamente quello che volevo dire. Io credo che ci siano cose che la nostra mente non riesce a capire. Forse solo qualche mente che ha fatto moltissimo lavoro di purificazione. I giovani monaci buddisti sono invitati a meditare sull'unità di quello che sembra contradditorio come, per esempio, il bene e il male. In questo sforzo non sono pochi quelli che si ammalano.

Io che credo che nelle sue parole riferite a Giuda, Gesù inviti a vedere l'inevitabilità del male e a perdonare Giuda, come già aveva perdonato la Maddalena e il figliol prodigo. Io credo che i Vangeli siano stati riscritti in chiave più manicheista. Il manicheismo è indispensabile alle istituzioni (ed in particolare a un'istituzione come la chiesa) per detenere il potere.

Monica 3 is offline  

 



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