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Vecchio 11-06-2006, 21.47.24   #1
fmoo1949
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Stato d'essere

Se soltanto ci si interroga su chi si è inizia un cammino di ricerca. E di conoscenza della eredità che altri, sulla stessa via, hanno lasciato. Si esaminano scritti, si elaborano teorie e se ne fanno di proprie estrapolandole o cercando di adattarle a ciò che meglio si compenetra con il proprio sentire; insomma si cerca di mettere in pratica il frutto di “insegnamenti”. Si pratica esperienza.
E ci si rende conto che sempre più si è in un vero e proprio stato d’essere diverso rispetto a prima, stato d’essere prodotto dalla propria coscienza che fa suo ciò che le offre spiegazioni e certezze.

Tutto questo però va confrontato ed ecco venir fuori i punti deboli che gli altri fanno notare e che pongono interrogativi, facendo perdere quelle che prima erano (sembravano) certezze.

Da qui la necessità di volere/sapere ascoltare veramente, perché in effetti è molto più semplice chiudersi a riccio, darsi ragione e trascurare che forse in noi c’è uno stato egoico che va esaminato per capire fino a che punto si è disposti a percorrere il famoso cammino.
Si capisce che far pulizia in questo senso è indispensabile, se si vuole entrare in risonanza con piani dell’esistenza dove gli interessi sono sempre più proiettati verso lo spirito. Pulizia per prepararsi ad “ospitare” concetti che possano dare un senso più profondo alla quotidianità; senza comunque estraniarsi dalla stessa per rifugiarsi in un mondo immaginifico.
Pulizia per formare uno stato d’essere che non accomuna soltanto, ma permette di condividere ciò che può unire anziché difendere quel che divide.
fmoo1949 is offline  
Vecchio 12-06-2006, 00.28.06   #2
gyta
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Certo ognuno ha il suo innegabile, fondamentale ed inderogabile percorso.. Questo senz'altro!!
Ma perché puntare i piedi su limiti che in realtà non esistono?
Certo anche questo fa parte di un percorso di tempi differenti..
uno per sviscerare in un determinato modo l'altro per sostanziare..
Sempre percorsi importanti!! Eppure sul percorso spirituale forse
l'accenno andrebbe più a quel rendere ogni cosa parte del percorso stesso..
Così anche la pulizia letta in un altro modo diventa non aver nulla da pulire..
S'evaporano certezze teoriche per essenzialità colte.. magari spoglie ormai di tempi.
Lo stato egoico da sondare: buon passo!
Ma soffermarcisi è fermare il centro in un passare oltre al bersaglio!
E' mancare il bersaglio..
Servono appigli nel percorso e poi si lasciano..
questo penso sia procedere..

Allora la distinzione che serve in un primo tempo diventa di troppo passato il punto:
perché il punto non il "superamento dell'ego" ma l'integrità!
Allora la pulizia è esser integri!
Niente da difendere né da unire ( a mio avviso!)
la condivisione dovrebbe avvenire al di là delle certezze intellettuali, nella sete di quella luce comunque ognuno la percorra!

Un caro saluto!
Spero di aver comunicato qualcosa seppur limitato!

(Accompagno il mio scritto con due pensieri non miei
pur non amando troppo far ciò a volte di sostegno a chiarire il proprio messaggio: )

"Il flusso che scorre è il nostro maestro di vuoto mentale,
le nubi bianche i nostri amici che non pensano.
Se dovessi provare a descriverlo, tutto quel che potrei fare è ruggire."

(Gensei)*

"C'è, o monaci, uno stato in cui non c'è terra, né acqua, né fuoco, né aria; né alcun sostrato che consista dell'infinità dello spazio, né dell'infinità della coscienza, né dell'assoluto nulla e neanche "né-percezione-né-non-percezione"; dove non c'è questo mondo un altro mondo, né entrambi, né sole, né luna. In questo stato, monaci, vi dico che non c'è venire né andare, né restare, né cessazione, né origine. Non fissa, né mobile, non ha alcun supporto. Solo questa è la fine della sofferenza".
(Nibbâna Sutta, Udâna VIII, 1)*



Gyta

* [da www.risveglio.net ]
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Vecchio 12-06-2006, 01.03.46   #3
gyta
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Re: Stato d'essere

Citazione:
Messaggio originale inviato da fmoo1949
insomma... Si pratica esperienza.

....
Da qui la necessità di volere/sapere ascoltare veramente, perché in effetti è molto più semplice chiudersi a riccio, darsi ragione e trascurare che forse in noi c’è uno stato egoico che va esaminato per capire fino a che punto si è disposti a percorrere il famoso cammino.



"Non attendere che Dio su te discenda
E ti dica "Sono"
Senso alcuno non ha quel Dio che afferma
L'onnipotenza sua.
Sentilo tu nel soffio onde Egli ti ha colmo
Da che respiri e sei.
Quando non sai perché t'avvampa il cuore:
è Lui che in te si esprime."

"Anticipa ogni addio, quasi gia' fosse alle tue spalle,
come l'inverno che ora se ne va.
Perche' c'e' tra gli inverni uno cosi' infinito
che, se il tuo cuore sverna, resiste ormai per sempre.
Sii sempre morto in Euridice, e innalzati
fino al Rapporto puro, con piu' forza cantando, celebrando.
Qui tra effimeri sii, nel regno del declino,
un calice squillante che squillando gia' s'infranse.
Sii, e la condizione del Non-Essere al tempo stesso sappila,
questo fondo infinito del tuo interno vibrare,
perche' s'adempia intera in quest'unica volta.
Alle risorse esauste, alle altre informi e mute
della piena natura, alle somme indicibili,
te stesso aggiungi, in gioia, e annienta il numero."







Gyta

* (la poesia è di Rilke Maria Rainer)

Ultima modifica di gyta : 12-06-2006 alle ore 01.06.56.
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Vecchio 12-06-2006, 01.20.03   #4
Yam
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Re: Stato d'essere

Citazione:
Messaggio originale inviato da fmoo1949
Pulizia per prepararsi ad “ospitare” concetti che possano dare un senso più profondo alla quotidianità; senza comunque estraniarsi dalla stessa per rifugiarsi in un mondo immaginifico.
Pulizia per formare uno stato d’essere che non accomuna soltanto, ma permette di condividere ciò che può unire anziché difendere quel che divide.

Concetti

L'unica vera pulizia e' dall'afferrare i concetti (oggetti della mente) e gli oggetti dei sensi, ma questa accade con il tempo e l'esercizio del riconoscimento della Consapevolezza.


E' importante saper rivedersi, essere sinceri, alcuni non lo fanno, perche' mentono a se stessi (oltre che agli altri).
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Vecchio 12-06-2006, 09.39.31   #5
fmoo1949
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Un caro saluto!
Spero di aver comunicato qualcosa seppur limitato!

Osservazione, riconoscimento, sostanzialità, integrazione, identificazione …nel nulla. Apparenza che mostra la radice: l’impermanenza. Vuoto contemplato, annichilire per non essere essendo.

Niente da unire, è vero.
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Vecchio 12-06-2006, 09.51.04   #6
fmoo1949
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Re: Re: Stato d'essere

Citazione:
Messaggio originale inviato da Yam
Concetti

L'unica vera pulizia e' dall'afferrare i concetti (oggetti della mente) e gli oggetti dei sensi, ma questa accade con il tempo e l'esercizio del riconoscimento della Consapevolezza.


E' importante saper rivedersi, essere sinceri, alcuni non lo fanno, perche' mentono a se stessi (oltre che agli altri).
Se intendi che bisognerebbe essere senza pensieri ti do ragione. E ancor di più quando affermi:ma questa accade con il tempo e l'esercizio del riconoscimento della Consapevolezza.
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Vecchio 12-06-2006, 10.11.28   #7
Yam
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Gia' credo sia importante non forzare, non cercare uno stato altro, non voler raggiungere una meta (che non c'e'...perche' gia' e'). L'Azione disinteressata e' il nostro muoverci nella Vita, ma accidenti quanto e' delicato questo "muoversi". Non siamo degli asceti e siamo coinvolti nella Vita...e' inevitabile che qualcosa dobbiamo pur "affermare" di noi stessi.
Shankaracharya diceva che un uomo che non adempie ai propri doveri "uccide l'Atman".....e' facile comprendere il perche'.
Ogni evento della Vita non e' casuale....e' cio' che in quel momento ci e' dato per crescere, per accumulare esperienza.
Quell'esperienza diviene Vasana e produce condizionamento, e' questo che sostanzialmente ho letto nel tuo post.
Allora l'arte diviene quella di produrre vasana benefiche, togliendo tutto il superfluo. Nel frattempo l'Amorosa dedizione alla Consapevolezza ci permette imparare a lasciar scorrere le Vritti con un sorriso.
Non si possono bloccare le Vritti, cio' che accade e' una sempre minor identificazione.
Ma accidenti a volte sono esperienze difficili, dure prove, grandi ostacoli...e' li che accade la crescita piu' grande, nella accettazione, nell'accogliere qualsiasi cosa la Vita ci riserva.
Ci vuole un coraggio da Leoni, eppure possiamo ruggire!
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Vecchio 12-06-2006, 11.48.49   #8
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Ogni evento della Vita non e' casuale....e' cio' che in quel momento ci e' dato per crescere, per accumulare esperienza.

Ma accidenti a volte sono esperienze difficili, dure prove, grandi ostacoli...e' li che accade la crescita piu' grande, nella accettazione, nell'accogliere qualsiasi cosa la Vita ci riserva.
Ci vuole un coraggio da Leoni, eppure possiamo ruggire!
E possiamo provarci, magari cominciando a condividere ciò che può unire anziché difendere quel che divide. Pulizia per formare uno stato d’essere che accomuna.

Ma fare questo insieme ad altri e' forse solo un sogno.... (parole tue in un altro post)
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Vecchio 12-06-2006, 12.14.44   #9
Yam
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Veramente stavo parlando di altro, cioe' di accogliere cio' che la Vita ci riserva senza riserve, con coraggio senza idenficarsi nella manifestazione fenomenica ma nella consapevolezza, non capisco cosa centra con cio' che hai detto....
Cerca di essere piu' diretto. Essere sinceri ed onesti e' la prima cosa che si deve fare.
Io lo sono e se sbaglio e qualcuno me lo fa notare riconosco i miei errori.


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Vecchio 12-06-2006, 12.56.59   #10
fmoo1949
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Veramente stavo parlando di altro, cioe' di accogliere cio' che la Vita ci riserva senza riserve, con coraggio senza idenficarsi nella manifestazione fenomenica ma nella consapevolezza, non capisco cosa centra con cio' che hai detto....
Cerca di essere piu' diretto. Essere sinceri ed onesti e' la prima cosa che si deve fare.
Io lo sono e se sbaglio e qualcuno me lo fa notare riconosco i miei errori.


Beh, rileggendomi mi rendo conto di non essere stato diretto. Cosa questa che nulla ha da spartire con sincerità ed onestà. Ho quotato quello che mi ha colpito perché condivisibile e dandolo per scontato ho aggiunto che potrebbe essere propedeutico per uno stato d’essere.

Riconoscere i propri errori: fondamentale.

Quando qualcuno li fa notare. Quando e quali?

Punti di vista diversi = errori. Perché?
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