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Vecchio 04-01-2003, 14.51.55   #1
Venearel
Ospite
 
Data registrazione: 12-11-2002
Messaggi: 15
Astrazione dell'idea di "dio"

Secondo voi quanto è astratta l'idea di divinità?
Esistono per voi divinità più "astratte" di altre, nel senso che possano essere immaginate più facilmente?



(Van lag, se vuoi possiamo continuare il discorso qui...)
Venearel is offline  
Vecchio 04-01-2003, 15.17.20   #2
sisrahtac
iscrizione annullata
 
Data registrazione: 04-11-2002
Messaggi: 2,110
Io Dio non me lo immagino,perchè nel caso esistesse,sarebbe riduttivo per lui essere rimpicciolito ad una piccola e stereotipata immagine appartenente alla limitata fantasia di un uomo.Prefersico vederlo in tutto ciò che mi circonda,preferisco vederlo nella vita che scorre su questo pianeta,o nella perfezione che è insita in noi.Preferisco vederlo nelle sue materializzazioni immanenti.Non ha senso rappresentare il non manifesto.Qualsiasi visone sarebbe deformante e comunque senza fondamento.E certe mistificazioni sono pericolose,perchè a volte vengono usate per doppi fini.
Personalmente non saprei da dove partire a descrivere Dio,concetto che reputo,tra l'altro,obsoleto.Dio è una forza?Un energia?L'essere in sè?La vita?L'assoluto?
E' un concetto che va oltre le parole e la razionalità,ci si può solo credere o meno.Ma più di credere,parlerei di percepire.
Cmq credo che sia inutile chiamare una qualsiasi entità con il nome di Dio,perchè tutto equivale a niente...
sisrahtac is offline  
Vecchio 04-01-2003, 17.18.00   #3
Mistico
Utente bannato
 
Data registrazione: 05-11-2002
Messaggi: 1,879
Re: Astrazione dell'idea di "dio"

Cosa sia la divinità é cosa semplice, il difficile è mettersi daccordo su quale sia la relazione tra umanità e divinità, non credi?


ciao...
Mistico is offline  
Vecchio 07-01-2003, 10.09.20   #4
VanLag
Ospite abituale
 
L'avatar di VanLag
 
Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 2,959
Venearel ti rispondo con una favola....

Tanto tempo fa, nella valle di Akson, al centro del mondo, viveva felicemente immersa nella natura, una popolazione di ominidi, (homo insipiens). La valle era un’immensa distesa di pendii che si concentravano morbidamente in una vasta pianura, al centro della quale c’era il BOG. Come tutti sappiamo, il BOG, era un meteorite rosso caduto nella notte dei tempi dal cielo. Una stele che, per gli aksoni aveva valore perché, in quell’immensa valle verde, indicava la strada per il villaggio.
Gli aksoni vivevano felici e spensierati nella loro valle fertile e ricca di cacciagione, finché una notte buia e tempestosa un fulmine polverizzò il BOG.

Un aksone burlone, che era presente alla scena, ne raccolse polveri e frammenti. Grande fu la confusione fra gli aksoni quando, l’indomani svegliandosi, non trovarono più il loro BOG rosso. Ne nacque una sorta di babilonia confusa e instabile, nella quale più nessuno sapeva orientarsi dato che, mancava quel riferimento che da tempo e memoria era un segno inequivocabile per il popolo.

L’aksone burlone iniziò a comparire in mezzo ai suoi compaesani con piccoli frammenti del meteorite, dicendo che il cielo gli aveva parlato e gli aveva rivelato che, per riavere il BOG, dovevano portare polli e grano al grande masso che c’era lungo il fiume. Quelle offerte sarebbero andate metà al cielo e metà al lui, quale mediatore tra il popolo ed il cielo stesso.

Vinti dalla paura di non poter riacquisire il “valore perduto”, gli aksoni cedettero alla seduzione di quella promessa e diedero credito all’aksone burlone, istituendo così una casta di privilegiati che appoggiavano i loro privilegi sulla presunzione di essere mediatori tra il cielo ed il popolo.
Quando il popolo si spazientiva e chiedeva con troppa insistenza, quando il BOG sarebbe tornato, i mediatori, irritati, dicevano che era necessario avere fede.

La cosa continuò così per lungo, lunghissimo tempo, durante il quale il mondo degli aksoni si era evoluto. Ormai avevano lasciato la valle e si erano sparsi su tutto il globo. Le schegge e le polveri del BOG erano finite, ma non il suo ricordo. Le strutture di pensiero, le filosofie, degli aksoni, iniziarono a deviare, dalle problematiche reali. Una schiera di dotti, saggi e pensatori si unì ai discendenti dell’aksone burlone, ed iniziò a disquisire sulle qualità del BOG, facendo passare quel meteorite, da un valore concreto e pratico, ad un mito, a cui vennero saldati i concetti di bene, di bello, di buono.

Molto tempo era passato, e molte cose erano cambiate, l’unico segno di continuità era dato da quella promessa non mantenuta che incattiviva il popolo. Spaventati dal senso dell’urgenza che invadeva il popolo, i mediatori tra il cielo ed la terra, non poterono fare altro che aumentare le loro menzogne. Iniziarono a dire che il BOG era in un luogo ideale, un luogo bellissimo e pieno di benessere. Un luogo che ogni aksone avrebbe raggiunto dopo la morte. Dissero che, se gli aksoni non ricevevano aiuto dal BOG, era per le loro colpe, per la loro cattiveria, perché loro non erano uguali alla grandezza ed alla bellezza del BOG.

Ormai la finzione aveva superato la realtà, e nel cuore di ogni aksone era subentrata la ferma convinzione di mancare di qualche cosa e tutte le azioni del popolo erano fatte per recuperare il valore perso. Nessuno, in verità, sapeva più cosa fosse stato originariamente quel valore al quale ormai, si erano associati i concetti come: - bene supremo, eterna felicità, gioia permanente. - ma tutti cercavano incessantemente.

E, mentre si cercava quell’ipotetico paradiso perduto, tutto ciò che rimaneva al popolo era l’amarezza di una promessa mancata, che da una parte faceva aumentare l’urgenza del bene, mentre, dall’altra faceva aumentare la convinzione di essere cattivi ed indegni.
Così gli aksoni invece di mettere in dubbio l’esistenza del problema stesso e tornare a vivere una vita serena, diventarono sempre più avidi. Non c’era scorrettezza, nefandezza, orrore, atrocità o ingiustizia che ogni aksone non avrebbe perpetrato pur di ghermire quel sogno irrealizzabile, nel quale si era concentrato ogni valore.

Tutto andò avanti così finché un bambino, lo stesso che aveva gridato che il re era nudo, non contento delle botte che aveva preso l’altra volta, trovò questo scritto in un cestino di un server di internet.
Angosciato per la confusione che vedeva attorno a se, scrisse ai discendenti degli aksoni dicendogli che il BOG era stato un meteorite che serviva ad orientarsi e che oggi non esisteva più. Disse che oggi per orientarsi c’erano delle comode e poco costose bussole e che, quindi, la smettessero di farsi del male ad inseguire un mito.
Con la vocina flebile ma con molta determinazione spiegò agli aksoni che era quella promessa di un bene supremo suffragata dal BOG che aveva defraudato il nobile popolo di akson dalla gioia di vivere, impedendogli di vedere il bene che pervadeva ogni atomo di questo universo.
Quel bambino urlò che era stanco di re nudi e di BOG inutili. Urlò che lui aveva fame e che i nobili discendenti degli aksoni, invece di sprecare il loro tempo a cercare inesistenti valori, pensassero al valore di un pasto da dare a lui ed a tutti gli altri bambini della terra, perché, nel mondo del 2000, non c’era più posto per la menzogna, per la falsità, per l’astuzia, e per la disonestà intellettuale.
VanLag is offline  
Vecchio 07-01-2003, 15.31.50   #5
Rolando
Ospite abituale
 
Data registrazione: 01-04-2002
Messaggi: 855
Ciao !

Non sono sicuro che cosa intendi con ”divinità più estratte” ?
Una idea è naturalmente sempre astratta, con ciò anche l´”idea di divinità”.

Secondo me Dio deve nel senso più profondo necessariamente essere concreto.
Come potesse altrimente ha creato tutto l´universo ?
E se non ha creato tutto l´universo, perché parlare di divinità o Dio ?

Siccome l´universo è manifestazione illimitata ed eterna della logica geniale in forma di macrocosmo e microcosmo, rivela dunque che dietro tutti i movimenti dell´universo esistono pensiero e guida di volontà, che a sua volta indica un essere vivente che guida questo pensiero e questa volontà. La logica che si rivela in forma dei sistemi solari, galassie, gruppi di galassie, ecc ecc in su nel macrocosmo, non può esistere da se stesso ma rivela infatti l´esistenza concreta di Dio.
Buon Di(o)
Rolando is offline  
Vecchio 07-01-2003, 16.31.47   #6
neverforever
Ospite abituale
 
Data registrazione: 03-04-2002
Messaggi: 70
sì sì...

Ciao Rolando, effettivamente dici cose molto sensate.

Le stesse cose le afferma il famoso uomo di Scienza Zichichi nel suo libro "Perché io credo in Colui che ha fatto il mondo".

Consiglio questo libro a tutti, lo trovo affascinante.

A proposito, tanti a tutti!!
neverforever is offline  
Vecchio 11-01-2003, 15.33.13   #7
Venearel
Ospite
 
Data registrazione: 12-11-2002
Messaggi: 15
Per astrazione intendo come viene immaginata la divinità dall'uomo, so che questo processo può essere riduttivo, ma d'altra parte penso che l'uomo l'abbia sempre fatto.
L'uomo ha sempre cercato di spiegare ciò che non conosce in rapporto a quello già sa. E dato che la storia ci insegna come sono state rappresentate le divinità nei secoli, usiamo questi parametri per definirle anche noi, creando un'interpretazione personale del nostro dio.
Venearel is offline  
Vecchio 12-01-2003, 00.52.47   #8
Mistico
Utente bannato
 
Data registrazione: 05-11-2002
Messaggi: 1,879
Per Rolando

Citazione:
Messaggio originale inviato da Rolando
...Secondo me Dio deve nel senso più profondo necessariamente essere concreto.
Come potesse altrimente ha creato tutto l´universo ?
E se non ha creato tutto l´universo, perché parlare di divinità o Dio ?

Siccome l´universo è manifestazione illimitata ed eterna della logica geniale in forma di macrocosmo e microcosmo, rivela dunque che dietro tutti i movimenti dell´universo esistono pensiero e guida di volontà, che a sua volta indica un essere vivente che guida questo pensiero e questa volontà. La logica che si rivela in forma dei sistemi solari, galassie, gruppi di galassie, ecc ecc in su nel macrocosmo, non può esistere da se stesso ma rivela infatti l´esistenza concreta di Dio.
Buon Di(o)

ehm... un momento...
Dio ha creato l'universo? ...O forse l'Universo crea grazie a leggi immutabili che rappresentano la "mente" di Dio?
Non sarà forse possibile che Dio vive nella propria auto evo-involuzione? ...E non sarà forse vero che una sola cosa é certo che esista e che questa cosa é il Tutto? ...E non é forse l'universo il Tutto?
Roland, il pensiero, così come noi lo definiamo e conosciamo, é qualcosa legato ad un unica direzione del tempo: dal nostro passato al nostro futuro attraverso il nostro presente... Ma per qualcosa che non é fisicamente schiavo di una certa direzione del tempo... ha senso pensare? Ha senso scegliere se la conseguenza é anche la causa?
Se Tu, nel corso della tua vita un brutto giorno incontrassi per la prima volta qualcuno e lo uccidessi... sarebbe un conto, ...ma, invertendo il verso del tempo, riguardiamo la stessa scena:
Tu ci sei e la tua "vittima " non esiste, poi un bel giorno tu doni la vita alla tua "vittima" e da quel momento questa esiste quanto e grazie a te!
Cosa mi dici adesso? Dio Pensa? Dio Sceglie?


ciao...
Mistico is offline  

 



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