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Vecchio 29-08-2006, 10.33.39   #1
VanLag
Ospite abituale
 
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Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 2,959
La coscienza

Spesso usiamo i termini in maniera diversa, quindi chiedo....

Cos’è per voi La Coscienza?

VanLag is offline  
Vecchio 29-08-2006, 14.12.55   #2
Vyvyan
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Data registrazione: 15-08-2006
Messaggi: 53
Riferimento: La coscienza

Citazione:
Originalmente inviato da VanLag
Spesso usiamo i termini in maniera diversa, quindi chiedo....

Cos’è per voi La Coscienza?


E' vero; utilizziamo questa parola spesso nel gergo comune ma non solo.
E' difficile... il vocabolario dà un significato preciso al termine "coscienza" associandolo moltissimo al concetto di consapevolezza.
Allora, pur non condividendo a pieno questa associazione, io personalmente la vedo così: la Coscienza è quella parte di noi che sa, conosce e parla, però, con una voce molto più flebile rispetto alle altre - esterne ma non solo - che ci bombardano la mente. Io, visivamente, la immagino come una Luce (e scusate se uso un'immagine abusata) che si trova "al centro". Al centro del nostro stesso Spirito... ecco, la voce dello Spirito, quel qualcosa che è il diretto intermediario tra la nostra vita qui in Terra e quella che si trova su, in alto. Quella voce che contiene la chance, la possibilità di "conoscere", nel senso di sentire, il Divino, l'Universo, il Cosmo (non conta per me il nome ma cosa intendo). Dico che la sua voce è più flebile delle altre perchè essa la vedo come qualcosa "a priori", mentre tutte le altre voci sono frutto di condizionamenti sociali e non e, quindi, numericamente maggiori. E' quella voce che senti quando sei solo con te, liberi la mente totalmente da ogni altro pensiero ed essa emerge dal silenzio.
Vyvyan is offline  
Vecchio 29-08-2006, 16.03.22   #3
Donatella
Ospite abituale
 
Data registrazione: 30-12-2005
Messaggi: 301
Riferimento: La coscienza

Riporto la definizione di Baba Bedi, visto che mi piace molto:

Occhio dell'Anima.
La Coscienza è per l'Anima Umana come il Sole per la galassia, emozioni e stati d'animo negativi emanano vibrazioni di oscurità che la circondano Lo stato di oscurità ostacola lo svolgimento della sua funzione percettiva e protettiva, rallenta il movimento verso la Perfezione e la marcia verso la finalità dell'Illuminazione.
Organo centrale dell'esistenza e dell'evoluzione, congiunge l'Essere al divenire coordinando il vivere e l'evolvere.

Ponte tra l'interiorità e il mondo esterno.
Tutte le proiezioni dell'interiorità dell'Anima Umana (bisogni, urgenze, desideri, aspirazioni) sono ricevute dal "centro vibrazionale" della Coscienza e trasmesse all'intelletto e alla memoria per essere riconosciute.

Centro dei centri.
La Coscienza è un organo vibrazionale che ha un ruolo chiave nel coordinamento del sistema umano, presiede e regola il funzionamento degli organi della forza vitale ed il fluire dell'energia che, dai centri vibrazionali va ai rispettivi sistemi fisici (i Chakra) e ai tre organi della Luce: Intuito, Coscienza Etica e Sensibilità Psichica.
Donatella is offline  
Vecchio 29-08-2006, 16.49.21   #4
visechi
Ospite abituale
 
Data registrazione: 05-04-2002
Messaggi: 1,150
Riferimento: La coscienza

Credo che il termine stesso tradisca il limite della coscienza, a mio parere ben poco intuito soprattutto da certa spiritualità di matrice orientale. La coscienza è ben differente cosa rispetto a quanto normalmente e comunemente da noi ritenuto. “Con sciens”, con sapere, questa è la derivazione etimologica del termine. Ciò significa che la coscienza attiene agli aspetti del sapere, del conoscere ma solo in corrispondenza di una situazione che coinvolga il nostro conscio, tanto da poter asserire che ove non vi sia conscio non sia rilevabile neppure coscienza. Se così è, e così mi pare che sia, va da sé che la coscienza è solo un di cui dell’intero essere, e la coscienza vada a rappresentare, dunque, solo una frazione della personalità e del Sapere che coinvolge l’individuo. E’ anche vero che il termine stesso non rende giustizia alle diverse sfaccettature che la coscienza assume nel corso delle esperienze, perché se da un lato non vi può essere conoscenza – cioè sapere con coscienza - in assenza di esperienza, dall’altro sappiamo con esattezza che le esperienze inconsce sono produttive e fattrici di una diversa forma di conoscenza e sapere che si struttura deposita in noi, giacché sappiamo dalla letteratura scientifica, ma non solo, anche dalla nostra viva esperienza, che la vita conscia è anch’essa solo una frazione dell’intera esperienza vissuta da un individuo, e il sapere depositato nel profondo del nostro essere è anch’esso un carburante potentissimo che muove all’azione. Per questo motivo sarebbe più corretto scindere il concetto in varie parti che tengano nel debito conto un più ampio spettro dell’esperienza umana complessiva, ancorché probabilmente non del tutto esaustivo. Allora risulta meno riduttivo parlare di vari tipi di coscienza: razionale, emotiva, intuitiva, simbolica… non si tratta di mera distinzione semantica, così pure non deve apparire pedantesco rilevare quanto diverse siano le situazioni che chiamano in campo il nostro essere consci nel processo conoscitivo. Il prevalere di un’unica nozione di coscienza ha imposto un fraintendimento di fondo scaturigine della confusione generalizzata su questo aspetto della personalità. Non credo, infatti, che in noi possa rilevarsi un’unica coscienza onnicomprensiva e statutariamente o dogmaticamente eletta a controller dell’esperienza umana. Se da un lato attingiamo alla coscienza razionale per formulare concetti complessi, e a questa facciamo affidamento per la comprensione della nostra fisicità immersa nel mondo, dall’altro non possiamo che confidare su un diverso tipo di attività conscia per attingere le necessarie informazioni circa il nostro stato emotivo quando avvenimenti che inferiscono sulla nostra emotività intersecano la nostra esistenza. Non possiamo che implicare e coinvolgere la nostra coscienza intuitiva ogni qualvolta percepiamo come un soffuso richiamo la trascendenza che è parte dell’esperienza umana.
La coscienza, intesa nel senso più ampio possibile, soprattutto se ci riferiamo al linguaggio simbolico, è un richiamare alle fonti il nostro essere, diversamente, se ci affidiamo alla coscienza razionale, quella che per intenderci presiede e presidia il processo conoscitivo razionale, che nella nostra società è pressoché assolutizzato, produrremmo una profonda lacerazione fra conscio ed inconscio. Nell’impossibilità di comprensione e di colloquio, poiché conscio ed inconscio esprimono le proprie istanze utilizzando differenti linguaggi (simbolico per l’inconscio, fonico o grafico per il conscio), e con l’esaltazione del linguaggio razionale, l’inconscio soggiace alla protervia e all’imperio della coscienza razionale, fino all’afasia del nostro profondo che emette labili voci a malapena sufficienti a far giungere in superficie l’avvertimento di una profondità oscura che ribolle, massa informe negazione dell’assolutismo del pronome personale che tanto glorifichiamo come unico vero D-Io.
Ciao
visechi is offline  
Vecchio 29-08-2006, 17.51.03   #5
sunday01
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Riferimento: La coscienza

Per me la coscienza è prima di tutta la consapevolezza di me stessa, e di tutte le mie facoltà mentali e fisiche, ma non solo...
La coscienza è anche quel groviglio di sentimenti che mi fa star male quando so di aver fatto qualcosa di ingiusto...
E' anche quell'intuito che mi suggerisce cosa dovrei fare in determinate situazioni, ma non sempre si segue il primo intuito e si comincia a ragionare, e allora si sovrappone fra me e la mia coscienza tutta una serie di infrastrutture mentali... di pro e contro, di vantaggi e svantaggi... che certe volte mettono a tacere la coscienza.
Perciò direi, che almeno per me, in sintesi, la coscienza è la mia voce interiore.
Ciao

sunday01 is offline  
Vecchio 10-09-2006, 12.11.23   #6
individuo
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Messaggi: 184
Riferimento: La coscienza

Mi sento in parte daccordo con sunday oltre ad aver letto libri in proposito...vorrei cmq cercare una definizione meno spiritualisco-divina per rendere le cose più facili:

Comunque per coscienza intendo l'insieme di tutti quegli accadimenti che avvengono e che vengono percepiti dentro di noi:
i nostri pensieri, emozioni, sentimenti e sentimentalismi, le nostre credenze convinzioni ( sempre pensieri ) intuizioni, dolori, gioie, malesseri le immagini che il nostro cervello produce, le nostre illusioni speranze i nostri vuoti e ovviamente la memoria...ecc ecc

Credo mi si potrebbe obbiettare: ma la cosienza è il suo contenuto o non è piuttosto la nostra capacità di sentire tutto quello che ho descritto sopra?

Insomma la coscienza è lo strumento attraverso cui noi percepiamo le cose che ho descritto o non è piuttosto le cose che ho descritto?

Si può scindere il contenuto della coscienza dalla percezione del contenuto stesso?

Sono due cose diverse o sono la stessa cosa?

Quando sento dolore e quindi questo " elemento " è entrato a far parte del campo della mia coscienza c'è qualcosa o qualcuno che lo percepisce o io sono il dolore stesso?

Eppure spesso si ha la sensazione, correggetemi se sbaglio, oppure accade solo a me, di trattare quello che accade dentro di me come separato da me.

Comunque per concludere:
ci può essere coscienza senza contenuti?
Credo che lo stesso vuoto che sperimentiamo in certi momenti sia proprio un elemento come gli altri della nostra coscienza, per cui secondo me non ci può essere coscienza senza contenuto.

Ultima modifica di individuo : 10-09-2006 alle ore 13.51.17.
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Vecchio 10-09-2006, 12.35.04   #7
individuo
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Data registrazione: 09-09-2006
Messaggi: 184
Riferimento: La coscienza

" E' anche quell'intuito che mi suggerisce cosa dovrei fare in determinate situazioni, ma non sempre si segue il primo intuito e si comincia a ragionare, e allora si sovrappone fra me e la mia coscienza tutta una serie di infrastrutture mentali... di pro e contro, di vantaggi e svantaggi... che certe volte mettono a tacere la coscienza.
Perciò direi, che almeno per me, in sintesi, la coscienza è la mia voce interiore.
Ciao "

Qua però tu dai alla coscienza un ruolo.
Dici di avere una vocina...quindi tu personifichi o identifichi la coscienza con qualcosa che ti aiuta nelle scelte...ma poi come fai a mettere a tacere la coscienza?...qual'è la parte di te che mette a tacere la tua coscienza?...tu quindi sei un momento quella pensa e valuta vantaggi e svantaggi, poi ad un tratto interviene la coscienza e poi interviene chi mette a tacere la coscienza?

Ma chi è che mette a tacere la tua coscienza?

Tu mi sembra dai alla coscienza un connotato morale se non sbaglio? ma la morale fa parte delle esperienze vissute quindi della memoria quindi quella che tu chiami voce interiore è solo la risposta della tua memoria quindi del tuo passato ad una situsazione presente o sbaglio?

Quindi se quella tua voce interiore è memoria allora come avevo detto la memoria è coscienza ma lo sono anche gli altri contenuti che in un modo o nell'altro vanno ad arricchire le nostre esperienze che poi diventano esperienze e quindi memoria.

In pratica quella che tu chiami voce interiore sarebbe la tua memoria, è possibile?
E la tua voce interiore non è altro che il pensiero logico che si appoggia alla tua memoria per affrontare la situazione presente.

Ultima modifica di individuo : 10-09-2006 alle ore 14.00.05.
individuo is offline  
Vecchio 13-09-2006, 08.13.14   #8
sergio
yoga non si fa, yoga si è
 
Data registrazione: 05-04-2005
Messaggi: 149
coscienza

per me coscienza è sinonimo di presenza: sapere cosa è VERO in quel preciso momento...

collego questo concetto a quello di ISTINTO...

e mi piace il gioco di parole che un cantautore (Pacifico) fa dei termini ISTINTI / ISTANTE: c'è un momento (ISTANTE) in cui si sente in sè qualcosa (ISTINTO) che avvertiamo come veritiero...
sergio is offline  
Vecchio 17-09-2006, 21.49.54   #9
meditando
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Messaggi: 69
Riferimento: La coscienza

Prima di tutto dovremmo stabilire a cosa la si vuol riferire e solo successivamente si potrà discutere di cos’é, ma sempre riferendosi ad uno specifico ambito. La coscienza può essere declinata in ambito psichiatrico, in quello psicologico, in quello etico, in quello neurologico, ed in ognuno di essi assume un significato specifico.

Per capire di cosa parlo vediamo la cosa associandola, per ogni ambito citato, ma ne potremo aggiungere altri, al suo presunto opposto:

Psichiatria – capacità di intendere - contrapposta alla schizofrenia
Psicologia - atto o stato di essere consci - contrapposta all’incoscienza
Etica - momento valutativo morale (bene o male) – contrapposta all’incoscienza morale, all’amoralità
Neurologico – capacita di essere vigili a se stessi - contrapposta al coma

Questi sono alcuni esempi riferiti all’ortodossia scientifico/linguistica, ai contesti dei quali nessuno si sognerebbe mai ne di contestare ne di mettere in dubbio. Io vorrei aggiungerne uno molto meno ortodosso, che è quello metafisico.

In metafisica la coscienza è vista come il motore della spiritualità umana che contrapposta alla concezione razionalista, la quale ne esclude l’esistenza, ispira il proprio agire in funzione dell’esistenza di una coscienza, e in alcuni casi di due coscienze, una primaria, riferita all’uomo come essere materiale e una “superiore” riferibile agli stati qualitativi della mente e dei sui fantasmi ( i cosiddetti qualia ), della quale solo l’uomo sembra essere dotato; ed anche quì non mancono fior di scenziati che dubitano della loro esistenza.
meditando is offline  
Vecchio 18-09-2006, 12.38.48   #10
Patri15
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Riferimento: La coscienza

“La coscienza ci fa vili” dice Amleto.

Secondo me è inesatto: è la Teoria-censura a fare vile la coscienza con il ricatto della minaccia dell’angoscia.

La coscienza esiste perchè sta in due diverse forme di cui l’una è obiezione all’altra. E' come un pubblico ufficiale, una specie di polizia, che appunto esiste in due forme proprio come la polizia: ha una duplice esistenza secondo i regimi politici in cui opera.

Un po' come l’ordine pubblico -, opererà in forme ben diverse tra loro, a seconda del regime in cui trova configurazione.

La coscienza non lascia passare un pensiero che non le è conforme perchè si è resa serva del Mondo: allora essa presenta ufficialmente la sua stessa persona secondo le rappresentazioni di teorie e predicati del Mondo ossia obbedendo alla censura.
Si vende al Mondo per meno dei già pochi trenta denari.
Patri15 is offline  

 



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