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Il Dubbio del Mese
di Leonardo Tasso - indice articoli


Conoscere di più ci rende davvero più felici?

Febbraio 2026


Fin da piccoli ce lo ripetono: studia, impara, informati. Sapere è potere. Chi conosce può scegliere, chi ignora subisce. È quasi un mantra della nostra cultura, una certezza che non mettiamo in discussione. Eppure, prima o poi, nella vita di ognuno arriva un momento strano. Un momento in cui, dopo aver scoperto qualcosa – una verità scomoda, un dettaglio che prima non vedevamo, una sfumatura che cambia tutto – ci fermiamo e pensiamo: forse era meglio non saperlo.
È in quel momento che nasce il dubbio. Silenzioso, ma capace di incrinare qualcosa.
Pensiamo a quanto è diverso assaporare un cibo senza sapere cosa contiene, rispetto a dopo che lo abbiamo scoperto. O a come cambia il nostro sguardo su una persona cara quando veniamo a conoscenza di qualcosa che non avremmo voluto sapere. Non è che la realtà sia cambiata. Siamo cambiati noi. E non sempre in meglio. Ma allora la conoscenza ci libera, o a volte ci imprigiona?
C'è un paradosso antico nascosto in questa domanda. Le grandi storie della letteratura e del mito ce lo ricordano da secoli: Edipo che cerca la verità sulla propria origine e, trovandola, perde tutto. Adamo ed Eva che mangiano il frutto della conoscenza e con esso perdono la leggerezza del paradiso. Come se il sapere portasse con sé, inevitabilmente, anche il peso di ciò che si è scoperto.
Eppure sarebbe sbagliato fermarsi qui. Perché l'ignoranza non è innocente come sembra. Chi non conosce i propri diritti, non può difenderli. Chi non sa riconoscere certe trappole, ci cade dentro senza accorgersene. La quiete di chi non sa non è sempre serenità: a volte è solo una vulnerabilità che non si vede.
Allora dov'è la verità? Forse non è in un punto preciso. Forse la domanda giusta non è "conoscere o non conoscere", ma piuttosto: quale tipo di conoscenza, in quale misura, e soprattutto – siamo pronti a portarne il peso?
Oggi viviamo immersi in un fiume infinito di informazioni. Notizie, dati, opinioni, analisi – tutto disponibile, sempre, ovunque. Eppure non siamo mai stati così incerti, così disorientati, così affaticati. Come se sapere molte cose non fosse la stessa cosa che capire davvero. E se la differenza tra informazione e conoscenza fosse proprio lì – in quel capire che non si misura in quantità, ma in profondità?
Conoscere di più ci rende davvero più felici? Forse dipende da cosa cerchiamo, quando cerchiamo. E da quanto siamo disposti a lasciarci cambiare da quello che scopriamo.


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