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Campagna elettorale, wu wei e individuazione

Di Antoine Fratini - Marzo 2018

 

Il prossimo quattro marzo gli italiani saranno chiamati alle urne per il rinnovo dei due rami del Parlamento. La campagna elettorale è ormai in pieno svolgimento. Aggressività verbale nei confronti degli avversari, continuo scaricabarile sui governi precedenti, linguaggio vuoto bocciato dalla Crusca e spesso manipolatorio nei confronti dell’elettorato, prevedibilità raccapricciante … il discorso politico odierno risulta inascoltabile e suscita disgusto. Questo è certamente uno dei motivi per cui, anche se in questi ultimi anni i rotocalchi politici si sono moltiplicati a dismisura, i cittadini hanno continuato a disertare puntualmente le urne. La situazione venutasi a creare conferma l’interpretazione proposta in tempi meno sospetti nel mio libro La religione del dio Economia (CSA Editrice 2009), ovvero che la vicenda Mani Pulite/Tangentopoli ha lasciato una traccia tanto profonda nell’inconscio del popolo italiano da funzionare come un vero e proprio paradigma: nessun leader né partito politico appare ormai credibile ne riesce ad esaltare le folle (a parte i propri militanti). Così, le promesse elettorali (credibili o meno) si moltiplicano e tendono a prendere il posto dei programmi. Le vicende passano ma l’inconscio non conosce il tempo cronologico e lo spirito di Tangentopoli non si rimuove così facilmente!

 

Ancora più desolante è la superficialità di questi discorsi in cui non vi è traccia di temi fondamentali. Prima di tutto la questione del desiderio. Pare che la “ragion politica” non riesca ad oltrepassare la soglia dell’immediatezza e non osi neppure chiedersi quali siano le basi sociali per una vita felice. Una società autentica, che si rispetti, dovrebbe offrire anzitutto pace, salute e riconoscimento del valore di ciascuno. Mentre nessuna epoca prima della nostra ha conosciuto così tante guerre, né ha devastato così tanto l’ambiente (e non vi può essere salute senza ambiente salutare), né ha così tanto svalutato i propri cittadini che non riescono a fregarsi un posto negli ambienti ricchi, “che contano”. Ma nessun politico osa rimettere in questione il paradigma della crescita. Tutti parlano di rivoluzioni o di riforme, ma il rilancio economico (o come lo si vuole chiamare) rimane la meta sublime, la panacea destinata a sanare ogni male di questo mondo e a mettere tutti d’accordo, ricchi e poveri. Eppure, è sin troppo evidente che questo concetto di crescita esponenziale e indiscriminata, basata sul PIL, produce la maggiore parte dei nostri mali in quanto ci taglia fuori dalla Natura e ci preclude le basi per una vita felice. Il tema del cambio di indice economico sarebbe il primo da affrontare, ma purtroppo risulta del tutto ignorato, forcluso.

 

Un altro problema di fondamentale importanza, direttamente legato al primo, è quello della sovrappopolazione mondiale da cui dipendono tra l’altro le migrazioni delle popolazioni del terzo mondo verso i paesi industrializzati. Anche questo tema brilla per la sua assenza. Anzi, ci si fissa al contrario sulla diminuzione delle nascite. I cittadini dovrebbero mettere al mondo più figli, anche senza desiderarli, solo per sostenere il sistema. Essi sono colpevoli di procreare di meno, cioè di sfornare meno consumatori, meno forza lavoro, come se puntare sulla qualità della vita, degli individui e della educazione offendesse quell’unico dio che non ha mai conosciuto ateo: Economia.

 

In questa campagna elettorale che giunge ormai a conclusione balza in auge la questione della governabilità. Si ritiene che una esigua maggioranza in Parlamento renda il paese ingovernabile. Su questo punto Beppe Grillo ha buon gioco nel ricordare agli italiani che le più grandi conquiste sociali in Italia sono state approvate in una epoca in cui i governi duravano in media un annetto e mezzo. L’equivoco di fondo potrebbe essere culturale in quanto l’uomo moderno, tutto preso dalla smania del fare, si dimentica non solo di riflettere a dovere prima di agire, ma rimuove le virtù della pazienza che permette alla Natura di seguire il suo corso. Quel che i saggi taoisti chiamano wu wei, l’azione non agente, non è propriamente un non fare nulla, ma bensì, in termini scientifici, un rimettersi alle dinamiche auto regolatrici insite e attive in ogni sistema complesso. L’approccio sistemico riscontra infatti la presenza di tali dinamiche in tutti i livelli della realtà, dal biologico al sociale, nell’uomo come nella società. Una di queste è il principio di compensazione degli opposti formulato da C.G. Jung. Esso afferma in sintesi che ogni posizione assunta dalla coscienza attiva una controtendenza nell’inconscio. E, siccome la società è pur sempre composta da individui, i principi della psicologia del profondo possono essere estesi al gruppo come alla società. Il principio di compensazione infatti può spiegare efficacemente molte dinamiche sociali che si esprimono attraverso coppie di opposti, come per esempio le problematiche legate ad una immigrazione clandestina presa tra il lassismo dell’attuale Sinistra di governo e l’intolleranza dell’opposizione e il cui risultato più evidente è l’esasperazione della popolazione. Ogni esagerazione del governo (la coscienza) tende a produrre un incremento della posizione contraria (l’inconscio). In altri termini, negare l’aumento di criminalità e di insicurezza legato all’immigrazione clandestina non fa che produrre reazioni estreme da parte dell’opposizione e del popolo, mentre ci si può attendere che l’adozione di misure più rigorose e meno idealiste nei confronti dei clandestini finirebbero per calmare le acque e migliorare la situazione di tutti.

 

Infine, last but not least, non dimentichiamo che ogni popolo ha il ceto politico che si merita. Va ricordato a tale proposito che Berlusconi è stato votato più volte dagli italiani, e questo nonostante i tanti procedimenti penali a suo carico e i malaffari che, a torto o a ragione, esso incarna … Chi critica i politici non dovrebbe dimenticare di usare lo stesso metro con sé stesso. Fare politica, nel senso più autentico dell’espressione, non è disgiunto dal fare anima. La politica più nobile ed efficace si attua individualmente, attraverso scelte di consumo che permettono di bypassare i partiti e di determinare un miglioramento diretto dell’economia e quindi della società. Il grande comico-filosofo francese Coluche non diceva forse in uno dei suoi memorabili sketch: “… e pensare che basterebbe che i consumatori non comprassero più certe cose perché quelle non venissero più prodotte!” Al contempo, fare scelte consapevoli rafforza l’autostima, aiuta a diventare sé stessi e quindi ad individuarsi. Allora, se provassimo ad emettere un giudizio sul popolo italiano, ci troveremmo scissi: da una parte la totale, raccapricciante inciviltà e il menefreghismo della maggior parte, quella per intenderci che insozza i cigli delle strade buttando ogni sorta di spazzatura dal finestrino delle loro auto; dall’altro l’alto senso di responsabilità di quei pochi in percentuale ma significativi in numero che operano per una economia sostenibile e un mondo di sani principi e di veri valori.
Insomma, se è bene votare in tutta coscienza, non aspettiamoci troppo da queste elezioni forse un po’ “gonfiate” per importanza. Le politiche nazionali sono certo determinanti, ma non possono sostituire l’onere che spetta a ciascuno di noi individualmente. Paradossalmente, il potere più forte e più ignorato è quello dell’esempio che ciascuno di noi può suscitare nell’Altro e sugli effetti concreti a livello collettivo di scelte individuali ponderate, coraggiose e necessariamente controcorrenti.

 

   Antoine Fratini

 

 

Antoine Fratini lavora da oltre quindici anni come psicoanalista, è Vice Presidente dell'Associazione Psicoanalisti Europei e membro attivo dell’Accademia Europea Interdisciplinare delle Scienze. Egli ha scritto nel 1991 il saggio Vivere di fumo (Book Editore, Bologna) sul rapporto tra adolescenza e uso di stupefacenti leggeri, nel 1999 il saggio Parola e Psiche (Armando, Roma) sul collegamento tra gli indirizzi linguistico e archetipico in psicodinamica e decine di articoli su riviste e siti italiani e stranieri. Poeta e artista, egli ha fondato assieme all’Associazione Culturale C.G. Jung di Fidenza il Movimento per l’Arte Naturale, corrente artistica basata sul pensiero junghiano, e le sue poesie compaiono sui maggiori siti del settore. La sua ultima pubblicazione: Psiche e Natura, fondamenti dell'approccio psicoanimistico, Zephyro Edizioni, 2012.

 

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